Skip to main content

Carel: sottoscritto accordo integrativo aziendale 2025-2027 con l'approvazione del 98.4% delle lavoratrici e dei lavoratori

Padova, 1 aprile 2025 - La FIOM-CGIL esprime grande soddisfazione per il raggiungimento di un importante accordo integrativo aziendale per il triennio 2025-2027 presso l'azienda Carel Industries S.p.A. L'intensa attività negoziale, protrattasi per cinque mesi e articolatasi in tredici incontri, ha portato a un risultato significativo, sancito da una straordinaria partecipazione e approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori: il 72% degli aventi diritto ha votato, raggiungendo il 98.4% di voti favorevoli.

Questo successo è la dimostrazione della forza della contrattazione collettiva e della fiducia che i lavoratori e le lavoratrici della Carel ripongono nella FIOM-CGIL per la tutela e il miglioramento delle proprie condizioni di lavoro. L'accordo integrativo introduce avanzamenti concreti in diverse aree cruciali:

Miglioramento della Conciliazione Vita-Lavoro e del Welfare:

  • Conquista di 16 ore annue aggiuntive di permessi retribuiti per esigenze fondamentali come visite mediche, assistenza familiare, attività di volontariato, ragioni sociali e supporto all'inserimento dei figli nei primi anni scolastici.
  • Ottenimento di ulteriori 3 giorni di permesso retribuito in caso di un secondo grave lutto familiare nell'arco dell'anno o per la perdita di familiari affini e conviventi.
  • Significativo passo avanti nell'ambito del sostegno alla genitorialità, con l'integrazione dei congedi parentali a carico dell'azienda che passa dal 10% al 20% a seconda delle casistiche.
  • Incremento del sostegno economico alle famiglie con figli piccoli, su base ISEE, con l’aumento del contributo aziendale annuo per asili nido e scuole dell'infanzia. Confermato l’ulteriore contributo aziendale per il sostegno allo studio per l’istruzione secondaria e università, esteso l’accesso alle borse di studio per merito anche per le lavoratrici studentesse e per i lavoratori studenti Carel.

Avanzamenti Economici e nel Sistema Premiante:

  • Importante risultato sull'accesso al premio di produzione, che maturerà dopo il 1° anno di anzianità aziendale (rispetto ai 3 anni del precedente accordo).
  • Consolidamento della previdenza complementare con un aumento dello 0,5% del contributo aziendale al fondo Cometa.
  • Significativo aumento del valore nominale del premio di risultato per l'intera vigenza contrattuale:
    • Incremento di 50 euro annue con una progressione che porterà il valore nominale a € 3.100 nel 2027 (+5%)
    • Aumento di ulteriori 90 euro annui per i livelli D2-C1-C2, con una progressione che porterà il valore nominale a 3193 nel 2027 (+ 8,2%)
    • È inoltre prevista un ulteriore incremento del premio di risultato oltre il 100%.
  • Alleggerimento dei costi per i lavoratori e per le lavoratrici grazie alla riduzione di € 0.20 giornalieri del costo della mensa aziendale.

Rafforzamento della Formazione e della Sicurezza:

  • Introduzione di "Break formativi" trimestrali obbligatori su temi cruciali, come la salute e la sicurezza in tutti i reparti produttivi.
  • Previsione di 8 ore di formazione tecnica retribuita per i lavoratori e le lavoratrici che rientrano al lavoro dopo assenze prolungate superiori a 6 mesi.

Orari di lavoro:

  • Ottenuto un miglioramento della flessibilità in ingresso per il personale impiegatizio e quadro, inclusi coloro che hanno il contratto di apprendistato.
  • Definite regole più chiare e tutele maggiori per l'utilizzo dell'orario plurisettimanale, con un limite di 24 ore, maggiorazioni al 60% per il lavoro al sabato oltre l'orario ordinario e un riconoscimento economico aggiuntivo a fine anno in caso di ore positive residue.
  • Regolamentato l’accantonamento dei permessi per una riduzione dell'orario in vista del pensionamento.

 

“Come FIOM-CGIL riteniamo che questo accordo rappresenta un importante passo avanti per i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici della Carel, frutto di una contrattazione seria e partecipata. Nell’Accordo sono stati inseriti diversi capitoli sulla conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro e l'assistenza familiare, oltre a migliorare economicamente e strutturalmente le parti economiche del premio di risultato e premio di produzione.” Ha dichiarato Michele Iandiorio, alla firma dell’accordo: “Riteniamo fondamentale che aziende come Carel debbano farsi portatrici di un modello di relazioni industriali basato sul riconoscimento e il rispetto del ruolo negoziale del sindacato, anche all'interno di Federmeccanica, sollecitando un cambio di passo della loro associazione nel rinnovo del CCNL Federmeccanica-Assistal.”

Ottimo esito dello sciopero del settore delle telecomunicazioni: a Padova, il presidio spontaneo davanti alla sede di Confindustria Veneto Est

  • Allega: slc_sciopero_m.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Corriere Veneto sullo sciopero del settore Telecomunicazioni del 31 marzo
  • video link: Visita il sito

“Nonostante il contratto del settore telecomunicazioni sia scaduto ormai da due anni, dopo una trattativa serrata che sembrava essere arrivata ad un buon punto, lo scorso 18 dicembre – data in cui si prevedeva di chiudere la negoziazione – Asstel, l’associazione di categoria aderente a Confindustria che rappresenta la filiera delle telecomunicazioni, ha deciso di evitare di entrare nel merito dei punti irrisolti della contrattazione e soprattutto non ha fornito nessuna rassicurazione sull’aumento contrattuale richiesto dalle organizzazioni sindacali determinando la rottura del tavolo. E tutto questo succede mentre sono molti i Call Center che stanno uscendo dal CCNL
TLC per passare al Contratto Cisal, decisamente meno remunerativo e con
molte meno garanzie e tutele rispetto al primo. Ce n’è abbastanza per dire basta e proclamare lo sciopero nazionale!”.

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Com l’avevano annunciato e così è stato. Ieri, lunedì 31 marzo, 20 piazze italiane si sono riempite delle lavoratrici e lavoratori del settore delle Telecuminicazioni e dei call center e anche Padova ha fatto la sua parte. Una cinquantina di operatori del settore, infatti, hanno fatto un presidio e sventolato le bandiere dei sindacati confederali sotto le finestre di Confindustria Veneto Est per chiedere agli industriali di ritornare al tavolo delle trattative per il rinnovo del CCNL e per sollecitare con forza regole che mettano in sicurezza il settore e politiche che rilancino un settore strategico per l’intero sistema paese.

“Una mobilitazione che ha colto nel segno – ha detto Alessandra Milani, Segretaria Regionale della Slc Cgil Veneto – per un rinnovo contrattuale di un settore che nella nostra provincia dà lavoro, compreso l’indotto, a circa 6 mila dipendenti. Una protesta sacrosanta causata dall’atteggiamento di Asstel assolutamente refrattaria a venire incontro alle nostre rivendicazioni economiche che sono molto semplici: vogliamo 260 euro in più, che ci sembra una cifra minima per riuscire a ripristinare un po’ di potere acquisto dei salari di lavoratrici e lavoratori eroso dall’inflazione degli ultimi anni. E tutto ciò avviene in un settore strategico e di vitale importanza che, grazie al lavoro delle operatrici e operatori, non si è mai fermato neanche in piena pandemia. È chiaro che se Asstel continuerà a non voler sentire parlare di aumento, il livello di scontro non potrà che alzarsi con un’intensificazione della mobilizzazione”.

 

Il servizio di Telenordest sulla protesta di Slc Cgil Veneto, Fistel Cisl Veneto e Uil Com Veneto

??????? ????? ? ?????? ????? ? ?????? ??? ????????????? ?? ?????????!

 
Grandissima adesione agli scioperi nelle fabbriche, con percentuali oltre il 90% e linee produttive completamente ferme in tantissime aziende della provincia come Hiref, Pavan, Carraro Drivetech, Mta, Vdz, Dab Pumps, Toffac, All.Co, Zf, Epta, Tfm, Megius, Maschio Gaspardo, Zilmet, Arneg, Parker, Kone, Komatsu, Ocs, Nuova Lofra, Antonio Carraro, Schneider electric, Hitachi Energy Italy, Fhp, Tecnolaser, Circet, Fast, De Angeli Prodotti, Ocs, Mita, Lpm, Varisco.
 
Oltre 2000 metalmeccaniche e metalmeccanici hanno attraversato la città, occupando simbolicamente la rotonda del "fagiolo" della Stanga davanti alla sede di Confindustria Veneto Est per rivendicare la riapertura del confronto sulle piattaforme da loro votate.
 
Federmeccanica-Assistal e Unionmeccanica, devono assumersi la responsabilità di riavviare le trattative e dare risposte per i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro del settore.

FIM FIOM UILM PADOVA: DOMANI, VENERDÌ 28 MARZO, SCIOPERO UNITARIO E CORTEO DA STAZIONE A CONFINDUSTRIA PER IL CCNL

  • Allega: fiom_sciopero_m.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sullo sciopero di Fim Fiom e Uilm di domani, venerdì 28 marzo
  • video link: Visita il sito

Domani, venerdì 28 marzo, Fim Fiom Uilm nazionali hanno indetto altre 8 ore di sciopero con manifestazioni territoriali per il rinnovo del Ccnl Federmeccanica e Assistal scaduto ormai da quasi 8 mesi, il 30 giugno 2024. Con la giornata di mobilitazione della categoria di venerdì si arriverà a 24 ore di sciopero per il contratto, viste le ore di sciopero già fatte a dicembre, gennaio e febbraio dopo la rottura del tavolo di contrattazione per il CCNL. Con questo ennesimo sciopero di chiede che le associazioni datoriali diano disponibilità ad aprire un vero negoziato sulla base della piattaforma rivendicativa FIM FIOM UILM approvata dal 98% dei lavoratori e delle lavoratrici la scorsa primavera.

Il 28 marzo, oltre ad essere stato indetto lo sciopero nazionale di tutto il comparto metalmeccanico dell’industria, si uniranno allo sciopero anche le piccole e medie aziende a seguito della recente rottura delle trattative con Unionmeccanica-Confapi, in risposta alla totale chiusura manifestata da tutte le controparti ai tavoli negoziali.

Padova si terrà il corteo unitario, nel quale coinvolgeranno i lavoratori e le lavoratrici di tutta la provincia, che raggiungeranno la stazione, dal lato di viale della Pace, sia autonomamente che con dei pullman organizzati che partiranno da Este, Monselice, Piove di Sacco, Conselve, Campodarsego.

Il corteo, che partirà fra le 9.30 e le 10, percorrerà Viale della Pace, Via C. Goldoni, Via N. Tommaseo, Via Rismondo, Via Murialdo, Via Maroncelli, Via Grassi, Via Venezia, Via A. Zamboni, Via Masini e si concluderà in Piazza Sandro Pertini dove si terranno gli interventi delle lavoratrici e dei lavoratori e le conclusioni dei segretari generali provinciali.

“Venerdì a Padova faremo un corteo che terminerà proprio sotto la sede di Padova di Confindustria Veneto Est (che riunisce le province di Venezia, Padova, Rovigo e Treviso) con gli interventi dei lavoratori e delle lavoratrici del settore. Manifesteremo tutti insieme, anche con gli addetti e le addette afferenti a Unionmeccanica, la cui trattativa è saltata il 17 marzo scorso, per la riapertura di entrambi i tavoli negoziali. Nella nostra provincia i metalmeccanici e le metalmeccaniche con il CCNL dell’Industria sono circa 45.000, mentre quelli con il CCNL della piccola e media industria sono 20.000. Chiediamo i nostri contratti, chiediamo gli aumenti che ci spettano, più sicurezza, più formazione e più tutele, tutte richieste possibili e necessarie nel 2025. Noi non ci fermeremo fino alla riconquista di questi contratti, quello di venerdì 28 è solo uno dei passi, Federmeccanica, così come Unionmeccanica devono ritornare al tavolo e discutere seriamente del futuro di milioni di lavoratori e lavoratrici verso i quali il rispetto e l’ascolto sono dovuti.” Hanno dichiarato oggi Luca Gazzabin, Michele Iandiorio e Davide Crepaldi, segretari generali rispettivamente di FIM, FIOM e UILM di Padova.

Il servizio di Telenordest sulla mobilitazione di venerdì 28 marzo

 

Fisco: Cgil, Caaf, ennesima vessazione per lavoratori dipendenti, costretti a pagare acconto Irpef 2025 in base a aliquote 2023

“A seguito alle disposizioni del D.Lgs. n. 216/2023 ‘Primo modulo di riforma dell’Irpef’, ci sarà una ricaduta importante sugli acconti Irpef e Acconto Addizionale Comunale 2025, quindi con la dichiarazione dei redditi che si presenterà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”. È l'allarme lanciato dal segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, e dalla presidentessa del Consorzio nazionale Caaf Cgil, Monica Iviglia.

“L’art. 1, comma 4 del D.Lgs. n. 216/2023 - spiegano i due dirigenti sindacali - ha stabilito che, per l’anno d’imposta 2024, al fine di determinare gli acconti Irpef 2025 e 2026 relativi ai periodi d'imposta 2024 e 2025 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella determinata secondo gli scaglioni e le aliquote Irpef (23%, 25%, 35% e 43%) e la detrazione per redditi di lavoro dipendente vigenti al 31 dicembre 2023 (€ 1.880). Aliquote non più in vigore e nettamente superiori alle attuali”.

“Questa disposizione - proseguono Ferrari e Iviglia - ha la seguente ricaduta: un lavoratore che nel 2024 ha percepito solo redditi di lavoro dipendente con CU correttamente conguagliata e oneri sostenuti nel 2024, dovrà versare addirittura l’acconto Irpef 2025, anche se dalla liquidazione della dichiarazione tale importo non sarebbe dovuto se si applicassero le aliquote e gli scaglioni 2024. In uno dei casi che abbiamo esaminato, una dichiarazione 2025 con un rimborso di 165 euro, a seguito di questo ricalcolo viene determinato un acconto di 95 euro, che verrà restituito con la dichiarazione del 2026, qualora la situazione di questo lavoratore non dovesse subire modifiche; di fatto un importo non dovuto. Ma a prescindere da questo, anche un soggetto esonerato dalla presentazione della dichiarazione, con un reddito da lavoro dipendente superiore a 8.500 euro (no tax area), presentando il 730 dovrà pagare un acconto Irpef 2025. E spesso la dichiarazione non è un’opzione, ma una necessità, per esempio se si intende chiedere un mutuo per acquistare una casa”.

“Chiediamo al Governo - concludono Ferrari e Iviglia - di rimediare immediatamente a questa clamorosa ingiustizia. Va utilizzato il primo veicolo legislativo a disposizione. Siamo ormai di fronte a una situazione intollerabile: gli unici che pagano per intero le imposte, lavoratori e pensionati, vengono penalizzati anziché essere sostenuti. Con la norma in questione lo Stato fa cassa con anticipi non dovuti: fanno dunque credere di abbassare le tasse e poi ricalcolano gli importi con quelle precedenti. È arrivato il momento di dire basta, non si può continuare a vessare chi vive di reddito fisso”.

 

Donne vittime di violenza: congedo e reddito di libertà. Ecco come fare.

REDDITO DI LIBERTÀ
Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2020, inoltre, è stato introdotto un contributo denominato “Reddito di Libertà”, destinato alle donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, al fine di contribuire a sostenerne l’autonomia.
La misura consiste in un contributo economico, stabilito nella misura massima di 500 euro mensili concesso in un’unica soluzione per massimo 12 mesi, finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale, nonché il percorso scolastico e formativo dei figli o delle figlie minori.
Il Reddito di Libertà è compatibile con altri strumenti di sostegno al reddito (ADINASPI ecc.). Destinatarie del contributo sono le donne residenti nel territorio italiano, cittadine italiane o comunitarie, oppure, cittadine di uno Stato extracomunitario, in possesso di un regolare permesso di soggiorno, aventi lo status di rifugiate politiche o di protezione sussidiaria.
La domanda deve essere presentata all’INPS dalle donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, tramite il Comune di residenza.
N.B. ASSEGNO UNICO. Le donne inserite in un percorso di uscita dalla violenza certificato dai servizi sociali territoriali o dai centri antiviolenza, hanno il diritto di usufruire del 100% dell’Assegno Unico.
ASSEGNO DI INCLUSIONE. Le donne vittime di violenza di genere in carico ai servizi sociali o sociosanitari, in presenza di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria ovvero dell'inserimento nei Centri Antiviolenza o nelle Case Rifugio, possono richiedere l'Assegno di Inclusione.

CONGEDO INDENNIZZATO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE
Per le lavoratrici dipendenti, con un rapporto di lavoro in corso di svolgimento, che sono inserite in percorsi di protezione, il decreto legislativo n. 80/2015 ha introdotto la possibilità di astenersi dal lavoro per un periodo massimo di 90 giorni entro tre anni dalla data di inizio del percorso di protezione certificato.
Il congedo è rivolto alle seguenti categorie di lavoratrici:
• lavoratrici dipendenti;
• apprendiste, operaie, impiegate e dirigenti con un rapporto di lavoro in corso all’inizio del congedo;
• lavoratrici agricole a tempo indeterminato o determinato;
• lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari;
• lavoratrici dipendenti da amministrazioni pubbliche;
• lavoratrici autonome;
• lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS.
Il congedo è fruibile in coincidenza delle giornate lavorative.
Non spetta quindi nei giorni in cui non è previsto lo svolgimento dell’attività professionale (quali, ad esempio, nei giorni festivi, nei periodi di sospensione dal lavoro o se si è in aspettativa) e nei giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Questa opportunità può essere fruita in modalità giornaliera o oraria.
Per le giornate di congedo utilizzate è corrisposta un’indennità giornaliera pari al 100% dell’ultima retribuzione, che viene corrisposta dal datore di lavoro direttamente in busta paga.

Per alcune categorie, l’indennità è pagata dall’INPS con bonifico postale o l’accredito su conto corrente bancario o postale, vale a dire:
• lavoratrici stagionali;
• operaie agricole (salva la facoltà di anticipazione dell’indennità, da parte del datore di lavoro, in favore delle operaie agricole a tempo indeterminato);
• lavoratrici dello spettacolo saltuarie o a termine;
• lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti).
N.B. ALLE LAVORATRICI ISCRITTE ALLA GESTIONE SEPARATA
è riconosciuto solo il diritto alla sospensione del rapporto di collaborazione ma non all’indennità.
Le domande da inoltrare all’INPS devono essere presentate esclusivamente in via telematica. Al momento della richiesta deve essere consegnata anche la certificazione che attesti l’inserimento della lavoratrice nel percorso di protezione, rilasciato dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri Antiviolenza o dalle Case Rifugio.
N.B. Molti contratti nazionali di lavoro hanno esteso di altri tre mesi il congedo con retribuzione piena o parziale. Rivolgiti alla tua categoria CGIL o all'INCA per conoscere i tuoi diritti.

 

TFS/TFR: basta fare cassa a danno delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici. Un’ingiustizia che dura da troppi anni

Da troppo tempo, chi lavora nel settore pubblico è vittima di un trattamento inaccettabile: mentre nel privato il TFR viene liquidato alla cessazione dal servizio, per i lavoratori pubblici l’attesa può arrivare fino a 7 anni!

Una situazione che la CGIL insieme a FP, FLC e SPI denunciano da anni e che anche la Corte Costituzionale ha riconosciuto come discriminatoria. Eppure, il Governo continua a non intervenire, nemmeno dopo la sentenza della Corte Costituzionale n.130/2023.

LA VERITA’ SUI TAGLI NASCOSTI ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI PUBBLICI

• PERDITA MEDIA DI 11.735 EURO PER OGNI LAVORATORE PUBBLICO: a causa del ritardo nel pagamento e dell’inflazione, un TFS medio di 82.400 euro perde il 14,2% del proprio valore.

• TAGLIO OCCULTO DA 2,1 MILIARDI DI EURO: Tra il 2022 e il 2023 lo Stato ha “risparmiato” sulle spalle dei lavoratori pubblici sottraendo oltre 2,1 miliardi di euro, trattenendo somme che spettavano di diritto ai pensionati.

• NUOVI RITARDI E ALTRI TAGLI CON LA LEGGE DI BILANCIO 2025: L’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni farà slittare ulteriormente il pagamento del TFS/TFR, generando un “risparmio” di 339 milioni di euro sulle spalle di 76.300 lavoratori pubblici!

BASTA!

CHIEDIAMO DI:

- Equiparare il pagamento del TFR/TFS tra pubblico e privato.

- Applicare immediatamente la sentenza della Corte Costituzionale n.130/2023.

- Fermare i continui tagli a danno delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici. 

NON STAREMO FERMI!

Difenderemo i vostri diritti mettendo in campo ricorsi legali contro questa ingiustizia, pronti a difendervi, sempre, per ottenere il Tfs/Tfr in tempi giusti. 

Per maggiori informazioni rivolgiti alla Cgil.

 

TECNOLASER: oggi sciopero e presidio per il premio di risultato

Hanno scioperato 8 ore e manifestato dalle 7 alle 9.30 davanti allo stabilimento di Curtarolo i lavoratori e le lavoratrici della Tecnolaser, azienda specializzata in lavorazioni di lamiere, a seguito di mesi di trattative senza lieto fine per la stipula del premio di risultato.

Dopo numerosi incontri sindacali iniziati lo scorso ottobre 2024 non si è ancora raggiunto un accordo per il rinnovo premio di risultato ormai scaduto nel dicembre 2024. La proposta iniziale di rinnovo da parte dell’azienda era basata sulla volontà di costruire una nuova piattaforma di secondo livello che premiasse lo sforzo dei lavoratori e l’efficienza aziendale.

Purtroppo, il valore economico della nuova proposta si è dimostrato molto svantaggioso per i lavoratori con perdite tra il 30% e il 70%, a parità di risultati, rispetto alla piattaforma storica. Messa di fronte a questa evidenza l’azienda ha proposto una proroga della vecchia piattaforma per il solo 2025, ritenuta insufficiente da parte dei lavoratori che vorrebbero almeno due anni, visto la mancanza di dati di confronto e l’incertezza del mercato attuale.

“Oltre allo sciopero e al picchetto, durante l’assemblea della scorsa settimana, a seguito dell’ennesima risposta negativa dell’azienda i 150 lavoratori in accordo con RSU e le organizzazioni sindacali hanno stabilito anche il blocco degli straordinari per raggiungere il nostro obbiettivo comune cioè far rientrare l’azienda in quella logica di redistribuzione della ricchezza che ha contraddistinto la storia della Tecnolaser fino ad oggi, soprattutto visto che l’azienda non ha subito contrazioni nel bilancio, anzi, tutta la struttura gode di ottima salute.” Hanno dichiarato Davide Barbiero della Fiom Cgil e Roberta Camera della Fim Cisl padovane, concludendo “Questa ulteriore iniziativa è servita per mettere ancora più in risalto le rivendicazioni emerse in assemblea dai lavoratori e dalle lavoratrici, al fine di raggiungere un accordo che soddisfi le loro richieste. Ora attendiamo di essere convocati dall’azienda per ridiscutere le scelte relative alla proroga del premio, altrimenti saremo costretti a definire ulteriori azioni in accordo con tutti i lavoratori.”