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Assegno Unico Universale: erogazione dell’AUUF, Circolare INPS n. 33 del 4 febbraio 2025 a partire da marzo 2025

  • Allega: vol_cgil-inca-caaf.pdf
  • Descrizione allegato: Il volantino della Cgil con tutte le info relative alla circolare INPS del 04.02.2025 su AUU

Domanda 2025
♦ Chi ha già ottenuto l’approvazione della domanda di AUU non dovrà inoltrare una nuova richiesta, salvo nei casi di decadenza, revoca o rifiuto comunicati ufficialmente. Tuttavia, è essenziale segnalare eventuali cambiamenti, come la nascita di un figlio o il raggiungimento della maggiore età.

Nuova DSU
♦ È obbligatoria la presentazione di una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). In assenza di un ISEE aggiornato, da marzo 2025 verrà riconosciuto esclusivamente l’importo base. Tuttavia, se l’ISEE viene presentato entro il 30 giugno 2025, l’importo sarà ricalcolato e verranno versati eventuali arretrati.

Maggiorazioni Continuative
♦ Le altre maggiorazioni previste dal provvedimento di legge continueranno a sussistere senza soluzione di continuità.

Adeguamenti
♦ Gli importi e le maggiorazioni precedentemente previsti saranno adeguati a decorrere dal 1° gennaio 2025, sulla base della variazione dell’indice del costo della vita, che per l’anno 2024 è stato pari allo 0,8. Le erogazioni inizieranno dalla mensilità di marzo. L’AUU di febbraio 2025 sarà calcolato con i nuovi importi, mentre gli arretrati per gennaio 2025 saranno erogati a partire da marzo 2025.
Maggiorazione Transitoria
♦ A febbraio 2025 terminerà l’erogazione della maggiorazione transitoria per chi ha subito perdite nel passaggio dal regime dell’ANF a quello dell’AUUF. Nell’ultimo anno, l’erogazione è stata pari a 1/3 della perdita subita.

SE HAI BISOGNO DI SUPPORTO, PUOI RIVOLGERTI AL TUO DELEGATO O ALLA CGIL, dove il CAAF e l’INCA potranno fornirti consulenza e assistenza per la presentazione dell’ISEE e la gestione della pratica

 

 

Ccnl Industria Metalmeccanica: alta adesione alle 4 ore di sciopero del 14 febbraio e alle altre ore di sciopero modulato dalle RSU

Ieri e oggi a Padova e provincia le aziende hanno aderito alle ulteriori ore di sciopero proclamate da Fim Fiom Uilm all’interno della vertenza nazionale per il CCNL Federmeccanica Assistal e le percentuali di adesione sono: Antonio Carraro 50%, Hiref 80%, Circet 80%, Toffac 50%, Parker 100%, Komatsu 70%, Italfil 30%, Bedeschi 80%, MTA 91%, OCS 50%, Megius 50%, Fast 40%, Varem Bovolenta 95%, Pavan 40%, Zf 100% in produzione.

Nella sola provincia di Padova si parla di oltre 40.000 addetti che lavorano nelle industrie metalmeccaniche che afferiscono a questo CCNL. In tutte le aziende i lavoratori e le lavoratrici continuano ad attuare il blocco degli straordinari e delle forme di flessibilità indetto il 15 novembre dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm.

“Questa è la seconda giornata di scioperi collettivi che vanno a sommarsi con quelli già fatti martedì 11 febbraio e alle ore di sciopero modulate in maniera differenziata dalle RSU nelle aziende sindacalizzate del territorio padovano. Questi scioperi a singhiozzo sono uno strumento per poter farci sentire in maniera sempre più pressante nelle aziende e nelle filiere produttive. La prossima settimana continueranno gli scioperi articolati nelle aziende del territorio, come in ZF e in Carel, e per il giorno 21 febbraio sono state proclamate 4 ore di sciopero per la provincia, salvo le articolazioni che definiranno le singole Rsu. Il nostro scopo è conquistare il contratto e vedere Federmeccanica sedersi al tavolo di trattativa per il CCNL consapevole delle richieste dei lavoratori e delle lavoratrici e disponibile a una discussione reale e costruttiva sulla piattaforma presentata dalle 3 organizzazioni sindacali con il benestare delle lavoratrici e dei lavoratori dell’industria metalmeccanica italiana. La lotta non ci ha mai spaventato e non ci spaventa neppure stavolta e la condurremo utilizzando tutte le armi a nostra disposizione.” hanno dichiarato Luca Gazzabin segretario generale della Fim Padova, Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Padova, Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova.

Carel Industries: l’azienda rompe la trattativa per il contratto integrativo

Oggi, 14 febbraio 2025, la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale si è interrotta, dopo 3 mesi di incontri e dopo che erano già stati programmati due ulteriori appuntamenti fra Rsu e referenti aziendali.

Al termine dell’incontro di oggi, la delegazione aziendale, dopo aver sostenuto che lo stato di agitazione per la vertenza sul CCNL non aveva né stava provocando alcuna preoccupazione all’azienda e dopo aver messo in discussione la rappresentanza delle delegate e dei delegati, in maniera del tutto arrogante ha dichiarato che non sussistono le ragioni di proseguire la trattativa con il CCNL ancora in fase di discussione.

Da novembre 2024 ad oggi il tema della sovrapposizione delle due trattative, quella per il CCNL per l’Industria Metalmeccanica e quella per il contratto di secondo livello, era stato più volte affrontato e l’azienda non aveva posto obiezioni di sorta a portare avanti la trattativa.

“La decisione di interrompere bruscamente la trattativa è per noi incomprensibile e irrazionale perché arriva dopo aver già condiviso due date per gli incontri successivi e in una fase in cui sul contratto integrativo ci si stava avviando verso una possibile intesa. Come se non bastasse, la delegazione aziendale ha dichiarato di voler, a questo punto, applicare il solo CCNL a partire da aprile. Dopo 11 incontri, che si sono svolti negli ultimi 3 mesi, l’azienda ha mostrato la sua reale intenzione, ovvero di voler nessun rinnovo del contratto integrativo. Se questo è l’atteggiamento, inspiegabile, dell’Azienda, vuol dire che gli scioperi stanno incidendo e ne sono dimostrazione le continue pressioni da parte di alcuni responsabili e team leader nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici.” Hanno dichiarato le Rsu Carel congiuntamente a Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom di Padova

La RSU della Carel ha confermato lo stato di agitazione già proclamato per la prossima settimana e valuterà tutte le possibili iniziative sia per rimarcare la centralità della vertenza per il CCNL, sia per la riapertura della trattativa per il contratto integrativo.

È tuttora in corso lo sciopero degli straordinari e verranno convocate delle assemblee durante lo sciopero per la prossima settimana.

 

 

Parker: Sciopero e manifestazione contro il licenziamento improvviso di 3 colleghi

Quasi totale l’adesione allo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della Parker, sia impiegati/e che operai/e, che sono scesi per strada questa mattina a Sant’Angelo di Piove di Sacco per protestare contro il licenziamento unilaterale di 3 dei loro colleghi impiegati fino alla scorsa settimana presso l’Ufficio acquisti della multinazionale rispettivamente da 36, 26 e 19 anni. Oltre a licenziare i tre impiegati di lunga esperienza e provata competenza la multinazionale ha chiuso l’Ufficio acquisti e l’ha trasferito in Gran Bretagna, una scelta questa che pone degli interrogativi su quelle che potranno essere le scelte della dirigenza riguardanti il sito del piovese. Il dubbio che serpeggia e che angoscia lavoratrici e lavoratori è che la multinazionale abbia intenzione di dismettere lo stabilimento di Sant’Angelo a favore di quello inglese, che è noto essere equivalente per struttura e produzioni.

“I lavoratori sono profondamente scossi e disgustati da quello che sta succedendo, non solo i tre sfortunati protagonisti, ma tutti e tutte i dipendenti della Parker. Circa 150 lavoratrici e lavoratori sono scesi per strada e hanno incrociato le braccia oggi in segno di solidarietà verso i loro colleghi e per protestare contro la multinazionale che si è svelata per quello che purtroppo è e cioè una realtà produttiva interessata solo al profitto e al proprio tornaconto che tratta uomini e donne come ingranaggi senza alcuna remora e rispetto. Calpestare in questo modo la dignità di lavoratori e lavoratrici buttandoli fuori dal proprio posto di lavoro in meno di mezz’ora e senza spiegazioni non è accettabile, così come non è ammissibile che in un’azienda in cui la Fiom è presente da decenni che la dirigenza si permetta di licenziare e di chiudere un settore strategico per la strategicità del sito produttivo padovano senza alcun tipo di tavolo di discussione e senza alcun tipo di proposta alternativa, soprattutto visto che ne esistono diverse nel nostro Paese. Forse la dirigenza della Parker pensa di essere negli USA dove non sono neppure obbligatori i contratti scritti fra le parti e i CCNL sono una chimera.” sostiene il segretario generale della Fiom di Padova Michele Iandiorio, continuando “In Italia esistono le leggi, esistono delle procedure e soprattutto esistono i CCNL e anche i contratti integrativi. Ricordiamo che in questi mesi stiamo lottando per il nostro CCNL dell’industria metalmeccanica, CCNL a cui fa riferimento anche la Parker perché per noi la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici nasce e si definisce attraverso un CCNL che tenga in considerazione tutte le istanze di chi il lavoro lo fa e di chi sostiene con il proprio impegno e il proprio sudore l’industria metalmeccanica in questo Paese. Noi viviamo in una Repubblica Costituzionale in cui il primo articolo recita che l’Italia è fondata sul lavoro, in cui il lavoro è un diritto e come tale viene tutelato (art.4 e art.35). E noi abbiamo intenzione di fare proprio questo, tutelare il diritto al lavoro di questi tre lavoratori e di tutti i loro colleghi e colleghe contro il dispotismo di questa multinazionale. Questo sciopero e il corteo per la zona industriale di Sant’Angelo di Piove di Sacco di stamattina sono solo il primo passo di una vertenza che ci vedrà presenti e feroci fino a che non saremo convocati per avere spiegazioni concrete sul futuro di questi lavoratori e sul futuro della Parker.”   

Istituzione delle cosiddette “zone rosse” in città e multe ai senza fissa dimora: le critiche della Cgil di Padova

  • Allega: zone_rosse1_m.pdf
  • Descrizione allegato: L'intervista su il Mattino al Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano, in tema di "zone rosse" e sanzioni ai senza fissa dimora
  • video link: Visita il sito

Cgil Padova: “L’approccio repressivo del Governo è del tutto inefficace a fronteggiare le situazioni di disagio causate dalla crescente povertà che si registra in alcune zone della città”

 

“Qui siamo di fronte ad un equivoco di fondo: non è con le politiche repressive che si combattono le vere ragioni che stanno alla base del disagio sociale che si respira in alcune zone della città, per esempio in zona stazione. È certo che con l’aumento della povertà, c’è anche un conseguente incremento delle situazioni di marginalità che alimentano gli episodi di microcriminalità, ma non è pensando di militarizzare alcune zone del territorio che la situazione migliorerà. E meno che mai multando i senza fissa dimora!”

È netto il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano, nel prendere una inequivocabile posizione di condanna dopo che nei giorni scorsi nell’area intorno alla stazione di Padova è stata istituita la cosiddetta “zona rossa”, in applicazione anche nella nostra città, dopo Milano, Bologna, Firenze e Napoli, della direttiva Piantedosi.

“Dopo il DDL Sicurezza – prosegue Marturano – che limita fortemente le libertà di lavoratrici e lavoratori, un altro provvedimento nel segno della repressione di questo Governo che non affronta minimamente le vere cause della diseguaglianza e della marginalizzazione sociale, come la povertà, la disoccupazione e la mancanza di opportunità per le fasce più deboli della popolazione.  Invece di concentrarsi su soluzioni inclusive e su politiche di welfare capaci di ridurre le disparità, si preferisce adottare provvedimenti che accentuano la divisione e lo stigma sociale”.

“Una guerra ai poveri – incalza il Segretario Generale della Cgil di Padova – che non può produrre niente di buono e che soprattutto viene condotta per motivi del tutto strumentali. Basta semplicemente leggersi l’ultimo rapporto del Censis: negli ultimi 10 anni i reati commessi in Italia sono drasticamente calati: gli omicidi volontari sono diminuiti dai 502 del 2013 ai 341 del 2023 (-32,1%), le rapine sono scese nel decennio da 43.754 a 28.067 (-35,9%), i furti nelle abitazioni si sono ridotti da 251.422 a 147.660 (-41,3%). Eppure nonostante questi numeri, il senso di insicurezza aumenta. Ed è evidente che a qualcuno va benissimo così”.

“Ci piacerebbe – attacca Aldo Marturano – che tutta questa ferocia repressiva cambiasse obiettivo e dai più poveri si spostasse sui ricchi che evadono o eludono le tasse e che contribuiscono a fare in modo che ogni anno circa un centinaio di miliardi vengano sottratti al bilancio dello Stato. Una montagna di risorse che potrebbero essere reinvestite in misure contro la povertà, per l’occupazione, in progetti sociali e di inclusione, per l’istruzione e il benessere psicologico dei nostri giovani. E con evidenti ricadute sulla sicurezza. Invito solo a riflettere a come sono cambiati, per esempio, negli ultimi anni i giardini dell’Arena, un tempo zona di spaccio e degrado. Oggi, sono un luogo vivo, di incontro e socialità perché l’approccio tenuto in questi anni affinché cambiassero, non è stato solo repressivo, anzi. I veri interventi sono stati di natura sociale, sono sorti moltissimi bar, si sono moltiplicate le attività culturali e ludiche, facendolo diventare il luogo che è oggi. Non sarebbe mai cambiato solo con la repressione”.

“Per questo – conclude il leader della Cgil padovana – da qui ai prossimi 60 giorni (termine entro cui il provvedimento deve venir reso definitivo) valuteremo le iniziative da mettere in atto per esprimere la nostra contrarietà su quanto sta avvenendo, chiamando le nostre iscritte e iscritti alla mobilitazione per chiedere alle Istituzioni, nella figura del Prefetto, un immediato ritiro della misura”.

Il servizio di Telenordest con l'intervento di Aldo Marturano

Ccnl Industria Metalmeccanica: alta adesione allo sciopero odierno

 

Oggi a Padova e provincia le aziende hanno aderito allo sciopero di 4 ore promosso da Fim Fiom Uilm all’interno della mobilitazione, ormai in essere da novembre 2024, per il rinnovo del CCNL Federmeccanica Assistal che solo nel territorio padovano coinvolge oltre 40.000 lavoratori e lavoratrici impiegati nelle industrie metalmeccaniche che afferiscono a questo CCNL.

Le aziende che hanno preso parte allo sciopero odierno sono molteplici e alta anche l’adesione allo sciopero da parte di lavoratori e lavoratrici: Hitachi ENERGY Italy 95%, Tecnolaser 60%, Zilmet 50%, Vdc 85%, Epta 40%, Tecnolaser 60%, DAB 80%, All.Co 100%, Gea Pavan 80%, Varisco 40%, Toffac 40%, Hipe 50%,

Alla Carel di Brugine nella giornata odierna si sono tenute le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori e subito dopo sono state proclamate dalla RSU le ore di sciopero articolate durante la settimana: 1 ora di sciopero per 3 giorni a fine turno fino a venerdì, mentre le restanti 5 ore saranno articolate durante la prossima settimana. Oggi l’adesione ha toccato punte del 100% nei reparti produttivi.

Nelle prossime giornate le RSU stabiliranno le ulteriori iniziative di sciopero per dare un chiaro segnale per la riapertura della trattativa del CCNL Federmeccanica Assistal.

Inoltre, in tutte le aziende continua a persistere il blocco degli straordinari e delle forme di flessibilità indetto il 15 novembre.

Da questa settimana fino alla chiusura della trattativa sono state esposte all’esterno di tutti i luoghi di lavoro le bandiere delle tre organizzazioni sindacali a sostegno della lotta per il rinnovo del CCNL.

“Da oggi sono cominciate le iniziative di sciopero, articolate in maniera differente nelle aziende del territorio in risposta alla rigidità di Federmeccanica che oggi ha confermato la propria indisponibilità a riaprire la trattativa. Per noi è necessario ripartire dalla piattaforma votata dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici di Fim Fiom Uilm.” hanno dichiarato Luca Gazzabin segretario generale della Fim Padova, Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Padova, Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova a fine giornata.

Parker: Sciopero domani 12 febbraio con presidio dalle 10 alle 12 sulla Vigorovea

Oggi si è tenuta alla Parker di Sant’Angelo di Piove di Sacco l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici del sito convocata con urgenza vista la situazione creata dall'azienda, durante la quale i 3 lavoratori raggiunti dalle lettere di licenziamento unilaterale da parte della direzione aziendale la scorsa settimana hanno espresso la loro preoccupazione e raccontato le loro storie ai colleghi.  I tre lavoratori hanno dai 18 ai 35 anni di anzianità in Parker e hanno tutti e tre figli e famiglia, uno dei tre ha anche un figlio disabile.

“Come Fiom chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti e l’apertura di una discussione sul ricollocamento e sull’utilizzo di strumenti alternativi per salvaguardare i posti di lavoro. Ribadiamo che il comportamento dell’azienda non è accettabile, così come non è possibile che si arrivi a chiudere un reparto strategico senza alcun tipo di confronto sul futuro industriale del sito padovano e dell’intero gruppo in Italia e in Europa.  Le scelte delle multinazionali, in questo caso americana, ricadono sul tessuto industriale e sociale dei territori dove sono presenti senza tenere minimamente in considerazione la tutela delle maestranze e della tenuta economica locale. È necessario che le aziende facciano i conti con la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici che non può essere calpestata senza conseguenze.” ha dichiarato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom padovana.

I lavoratori e le lavoratrici della Parker hanno deciso di scioperare in solidarietà con i colleghi licenziati e si terrà un presidio davanti all’azienda domani dalle 10 alle 12 in via Zona Industriale 4 a Sant'Angelo di Piove di Sacco.

Stretta dei requisiti per accedere alla Naspi, le critiche della Cgil

  • Allega: naspi_m.pdf
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Cgil Padova: “Un intervento inutile che ingesserà ulteriormente il mercato del lavoro, voluto dal Governo solo per motivazioni ideologiche”

La stretta dei requisiti di accesso alla Naspi, inserita dal Governo all’art 1 comma 171 della Legge 207/2024 (vale a dire l’ultima Legge di Bilancio) attraverso il comma c-bis, prevede che i lavoratori con contratto a tempo indeterminato che rassegnano le dimissioni volontarie debbano maturare almeno 13 settimane di contributi, nel successivo posto di lavoro, per ottenere la Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), vale a dire l’indennità di disoccupazione.

“Questo significa – interviene Michele Zanella, direttore dell’Inca Cgil Padova – che se un lavoratore a tempo indeterminato che ha rassegnato le proprie dimissioni per tentare di migliorare la propria condizione economica attraverso un nuovo posto di lavoro, più qualificato e meglio retribuito, non avrà la Naspi se sarà licenziato entro il periodo di prova di 13 settimane o se il nuovo contratto di lavoro, dalla durata di tempo inferiore alle 13 settimane, non verrà prorogato. È chiaro che si tratta di un provvedimento destinato ad ingessare ulteriormente il mercato del lavoro che indurrà i lavoratori ad avere maggior timore a rassegnare le dimissioni da contratti a tempo indeterminato, precludendo sostanzialmente l’ascensione sociale di coloro che vogliono migliorare le proprie condizioni lavorative e, quindi, di vita”.

“E se l’obiettivo del Governo – conclude Michele Zanella – era quello di colpire i cosiddetti ‘furbetti’, cioè coloro che pensano di dimettersi per poi farsi assumere da un’azienda compiacente solo per poche settimane (una caccia ai fantasmi perché questi casi esistono solo nella teoria e nella pratica sono rarissimi), ebbene quell’obiettivo muore sul nascere per spostarsi invece verso centinaia di lavoratori che nel tentativo di migliorare la propria condizione, hanno sfortunatamente fallito la prova e adesso vengono ulteriormente puniti, facendo venire meno il diritto di accesso alla Naspi per mantenere sé stessi e la propria famiglia”.

“In sostanza – aggiunge la Segretaria Confederale della Cgil di Padova, Manuela De Paolis – si tratta di un provvedimento fortemente penalizzante nei confronti di lavoratrici e lavoratori che hanno avuto il coraggio di lasciare un posto sicuro, a tempo indeterminato, per un altro precario. Una decisione assolutamente non facile e presa legittimamente, ostacolata dal Governo con questo provvedimento, che partendo dal presupposto che tutti i cittadini vogliano fare i furbetti, penalizza senza motivo alcuni possibili beneficiari che, peraltro, non possono esercitare nessuna influenza sulla lunghezza dei rapporti di lavoro che vengono loro offerti o sul periodo di prova, molto difficilmente superiore alle 13 settimane, da affrontare prima dell’assunzione. Una misura che, a fronte delle nuove norme del collegato lavoro, di recente approvazione, aumenta solo ulteriormente la precarizzazione dei rapporti di lavoro, peggiorerà la vita di tante lavoratrici e lavoratori onesti”.

“Perché è di questo che stiamo parlando – insiste la Segretaria Confederale della Cgil di Padova – di giovani, donne, soggetti a contratti poveri, precari che spesso hanno un lavoro intermittente. Molti contratti, soprattutto nei settori della ristorazione, del turismo, dei servizi, difficilmente raggiungono la durata di 13 settimane. Spesso si tratta di contratti che partono da un minimo di una settimana fino ad un massimo di un mese che, poi, non è detto vengano rinnovati. E ciò avviene anche in altri settori e ad essere coinvolti sono soprattutto i giovani. Basti solo pensare che nei primi 9 mesi del 2024, nella provincia di Padova, le assunzioni a tempo determinato sono state il 73%, rispetto al 27% a tempo indeterminato. A fronte di questi dati, è evidente che quei lavoratori che hanno un contratto a tempo indeterminato, se vogliono cambiare lavoro sono costretti ad accettare contratti precari. E questo può avvenire per mille motivi: per avvicinarsi alla propria residenza, per cercare di conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia, per cercare di crescere professionalmente”.