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Domani, sabato 21 dicembre, le lavoratrici e lavoratori di Decathlon Italia incroceranno le braccia. Sciopero anche dei dipendenti del negozio di Via Venezia a Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sullo sciopero di domani nei negozi Decathlon, compreso quello di via Venezia a Padova

Filcams Cgil di Padova: “Ad un anno dall’inizio dello stato di agitazione dei dipendenti, Decathlon Italia continua ad ignorare le richieste delle lavoratrici e lavoratori e dopo oltre 20 anni di permanenza nel nostro Paese prosegue nel negare una contrattazione di secondo livello che permetta loro, per esempio, di avere i buoni pasto (erogazione ormai diffusa in quasi tutte le realtà lavorative). E tutto ciò mentre, nonostante il settore dell’abbigliamento sia in crisi, Decathlon nell’ultimo anno abbia continuato a macinare milioni di euro di utili”

Continua e si intensifica la protesta delle lavoratrici e lavoratori di tutti i negozi Decathlon in Italia, compreso quello di Padova in via Venezia, che domani, sabato 21 dicembre, al pari di tutti i punti vendita nella penisola, vedrà una buona parte dei propri dipendenti incrociare le braccia per l’adesione allo sciopero nazionale di 8 ore proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs.

“È più di un anno – dice Giorgia Marchioro, Segretaria Provinciale della Filcams Cgil Padova – che le lavoratrici e i lavoratori di Decathlon sono in stato di agitazione nel tentativo di riaprire un tavolo di discussione con la multinazionale francese per arrivare finalmente a quello che sarebbe il suo primo Contratto Integrativo, dopo oltre 20 anni che i suoi negozi hanno aperto in Italia. Stiamo parlando di un’azienda che nel nostro Paese ha oltre 6000 dipendenti (circa sessanta nel negozio a Padova) e che, nonostante il settore dell’abbigliamento non se la passi bene di questi tempi, continua ogni anno a macinare importanti utili grazie al lavoro di questi dipendenti a cui non concede nulla, neanche i buoni pasto, una prassi diffusissima in realtà lavorative infinitamente più piccole di Decathlon”.

“A tutto questo – attacca la sindacalista della Filcams – si aggiunge un atteggiamento, unilaterale ed arrogante, che si traduce in interpretazioni del tutto arbitrarie e punitive nei confronti dei dipendenti, delle norme che regolano fondamentali istituti contenuti nel CCNL Commercio, come per esempio, ferie, organizzazione del lavoro, crescita professionale, accettati e firmati da Confcommercio ma, a quanto pare, non applicati dalle aziende aderenti, come è il caso di Decathlon Italia.

“Anche a Padova – conclude Giorgia Marchioro – sabato le lavoratrici e i lavoratori sciopereranno. Si tratta della seconda protesta, dopo quella dell’8 giugno scorso. Contiamo, anche questa volta, in una buona riuscita della protesta nonostante tutti i tentativi, di cui siamo a conoscenza, che Decathlon sta provando a mettere in atto nel tentativo di contrastarlo. Vigileremo affinché sabato non ci siano violazioni al legittimo diritto di sciopero e utilizzeremo ogni strumento utile a contrastare tali violazioni. E sia chiaro: non ci fermeremo fino a quando Decathlon non darà alle lavoratrici e lavoratori quanto è loro dovuto!”. 

Comune di Cadoneghe, sospeso lo stato di agitazione dei dipendenti comunali. Mercoledì 18 dicembre, il tentativo di conciliazione in Prefettura. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: "Incontro interlocutorio, tutto rinviato al 1° aprile"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'ultimo capitolo della vertenza al Comune di Cadoneghe

Fp Cgil Padova, Cisl Fp Padova e Rovigo, Uil Fpl Padova: “Un incontro molto interlocutorio, i problemi restano sostanzialmente sul tavolo. Tutto rinviato al 1° aprile per vedere se il Comune manterrà i suoi impegni. La speranza di una svolta ci viene dal cambiamento degli attori ‘tecnici’ all’interno dell’Amministrazione”

Si è svolto mercoledì 18 dicembre, presso Palazzo Santo Stefano, sede della Prefettura di Padova e con la presenza del Vice Prefetto Vicario, Enrico Fameli, l’incontro tra il Comune di Cadoneghe (rappresentato dal Vice Sindaco, Denis Vigolo e dalla Responsabile dell’Area Affari Generali-Ragioneria-Personale, Marta Trento) e le Segreterie Provinciali di Fp Cgil Padova, Cisl Fp Padova e Rovigo e Uil Fpl Padova (rappresentate, rispettivamente, da Maurizio Galletto, Ettore Furlan e Paolo Manfrin) per il tentativo di conciliazione previsto dalle procedure di raffreddamento delle controversie collettive per cercare così di trovare una soluzione ai problemi che hanno portato i dipendenti del Comune a proclamare lo stato di agitazione lo scorso 21 novembre, esasperati per il mancato rispetto degli accordi che li aveva già portati a chiudere un precedente stato di agitazione.

“L’incontro – dicono Galletto, Furlan e Manfrin – è stato decisamente interlocutorio. Di fatto, su quella che era la questione principale insoluta che ha indotto i dipendenti a ri-proclamare lo stato di agitazione, e cioè la chiusura del ciclo della performance del 2023 e il loro pagamento, l’Amministrazione non è ancora pronta ma ha preso l’impegno, l’ennesimo ci vien da dire, di procedere con i pagamenti entro il 1° aprile, data in cui è stato già fissato un nuovo incontro qui in Prefettura, sempre con il dott. Fameli, per verificare se la promessa sarà stata rispettata. Per cui lo stato di agitazione non è chiuso, anche se in attesa di vedere come si muoveranno le cose da qui ad aprile, viene sospeso”.

“Anche per quel che riguarda le due assunzioni che avevamo richiesto – proseguono i tre sindacalisti – vale lo stesso discorso: ancora non si è proceduto a farle e anche questa questione sarà al centro dell’incontro del prossimo 1° aprile per decidere se proseguire e intensificare la protesta. Mentre le indennità di specifica responsabilità, legate al ciclo della performance del 2023, ci hanno riferito, verranno pagate entro febbraio 2025. Un obiettivo che invece pare essere stato raggiunto è invece quello relativo al welfare: pare che ci sarà una convenzione con un supermercato della zona su cui potranno servirsi i dipendenti”.

“L’auspicio – concludono Maurizio Galletto, Ettore Furlan e Paolo Manfrin – è che questa volta gli impegni verranno rispettati. In questo senso, una nota di ottimismo e moderata fiducia ci proviene dal fatto che nel corso di questo tempo sono finalmente cambiati gli attori tecnici all’interno del Comune a partire dal precedente Segretario Comunale, che era anche responsabile di tutte le fasi in cui si articolava il ciclo della performance 2023, non portate al loro compimento, motivo per cui siamo ancora qui. Va detto che la nuova Responsabile dell’Area Affari Generali-Ragioneria-Personale, arrivata lo scorso 2 dicembre, sembra avere tutto un altro approccio, tanto che ha già costituito il fondo accessorio per il ciclo della performance del 2024 e di fatto, su questa partita, abbiamo già concluso un accordo. Per cui abbiamo buone speranze che possa intervenire positivamente anche sull’anno precedente, riuscendo a concludere il lavoro che chi l’ha preceduta non ha portato a compimento come invece si era impegnato. Ma questo lo scopriremo il prossimo 1° aprile”.

"Sciopero settore metalmeccanico: adesione altissima e ottima partecipazione ai presidi". La soddisfazione della Fiom Cgil Padova, Fim Cisl Padova e Rovigo e Uilm Uil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Gazzettino, Corriere Veneto e Mattino sul riuscitissimo sciopero di Fiom Fim e Uilm di venerdì 13 dicembre
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Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil di Padova: “In provincia di Padova l’adesione allo sciopero è stata altissima con il blocco della produzione in tantissime aziende. Federmeccanica-Assistal riapra il tavolo delle trattative per il rinnovo del CCNL partendo dalla piattaforma contrattuale approvata da lavoratrici e lavoratori. O la protesta davanti ai luoghi di lavoro continuerà e si intensificherà”

“Un’adesione altissima. Le notizie che provengono da quasi tutte le aziende dove abbiamo accompagnato con dei presidi lo sciopero indetto da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil ci dicono di un’adesione alla protesta che in tante realtà industriali ha raggiunto la quasi totalità di lavoratrice e lavoratori, soprattutto tra gli addetti alla produzione. Anche la partecipazione ai presidi e picchetti è stata molto buona e ha coinvolto più di 300 persone". 

Sono soddisfatti Michele Iandiorio, Segretario Generale della Fiom Cgil di Padova, Luca Gazzabin, Segretario Generale della Fim Cisl Padova e Rovigo e Davide Crepaldi, Segretario Generale della Uilm Uil, nel commentare i dati sulla partecipazione allo sciopero provenienti dalle aziende della Provincia di Padova. Dati che del resto parlano chiaro: adesione al 95% alla Parker di Sant’Angelo di Piove di Sacco, al 98% alla DAB PUMPS di Mestrino, al 100% alla ZF di Caselle di Selvazzano, al 100% alla VDC di Camposampiero, al 100% alla Lima Eusider di Albignasego, al 100% alla All.co di Vigonza, all’80% alla Hitachi di Monselice, all’80% alla MP3 di Camposampiero, all’80% alla Malvestio di Villanova di Camposampiero  al 70% alla Komatsu di Este, al 70% alla HiRef di Tribano, al 70% alla Gea Pavan di Galliera Veneta, al 50% alla Megius di Mestrino, al 50% alla Ocs di Albignasego, al 50% all’Almaviva di Padova e al 30% alla Blowtherm di Padova.

“Federmeccanica deve ritirare la sua contro piattaforma – dice Michele Iandiorio, Segretario Generale della Fiom Cgil Padova – ed avviare una trattativa concreta su quella già discussa e votata dalle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici. Non è accettabile che la ricchezza generata dal valore aggiunto prodotto serva solo per spartire dividendi agli azionisti e aumentare i profitti delle imprese. Per questo oggi le fabbriche padovane sono ferme ed i presidi in provincia sono stati molto partecipati. È un'ulteriore dimostrazione che le metalmeccaniche e i metalmeccanici vogliono il loro contratto e vogliono una trattativa sulla base della loro piattaforma”.

“L'adesione allo sciopero – aggiunge Luca Gazzabin, Segretario Generale della Fim Cisl di Padova e Rovigo – raggiunge una media del 75% nella maggioranza delle aziende del territorio e in certe realtà si supera il 90%. Significa che le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici di Padova respingono la proposta di contratto ESG che Federmeccanica ha pubblicizzato come panacea per l’intero settore metalmeccanico in Italia. Al contrario: le lavoratrici e i lavoratori dicono che si deve riaprire il tavolo di trattativa ripartendo dalla piattaforma Fim Fiom Uilm che il 98% di essi ha approvato ad aprile di quest'anno”.

“L’adesione allo sciopero – conclude Davide Crepaldi, Segretario Generale della Uilm Uil – fin dai primi turni della mattina è stata superiore al 50% e questo ci fa capire che il trend di partecipazione risulta in aumento rispetto allo sciopero, peraltro ben riuscito, del 29 novembre. Sappiamo che in alcune aziende della provincia i reparti sono completamente fermi e questa è la chiara dimostrazione che il rinnovo del CCNL è diventata una questione inderogabile, nel breve periodo, anche per gli industriali. Solo così possiamo creare un clima sereno per la ripresa economica”.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero del 13 dicembre di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm  

"Provincie: dopo la Riforma Del Rio, da 10 anni nel limbo. Necessario un rilancio che parta dalla valorizzazione dei suoi dipendenti". La FP Cgil di Padova lancia l'allarme

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla situazione delle province a partire da quella di Padova
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FP Cgil Padova: “La Provincia non è un Ente fantasma! Necessari invece investimenti e programmazione per le importanti funzioni che riveste. A dieci dalla Riforma Del Rio (che in quella di Padova ha dimezzato i dipendenti) restano ancora importanti e cruciali le funzioni – in tema di vigilanza su strade, trasporti eccezionali, ambiente ed edilizia scolastica, per citarne alcune – svolte da questo ente”

“Avvisiamo: daremo battaglia a qualsiasi ipotesi di esternalizzazione delle funzioni delle province a personale esterno”

 

Una conferenza stampa per lanciare il grido d’allarme sulla condizione in cui si trovano le Province, con focus su quella di Padova, che a 10 anni dalla riforma Del Rio che ha trasferito molte delle sue competenze, e di conseguenza dipendenti, alle Regioni (a Padova erano circa 400 e ora sono la metà) vivono una situazione di forte difficoltà nel riuscire a poter seguire e svolgere le proprie funzioni, proprio perché a corto di personale. Un incontro con la stampa organizzato dalla FP Cgil Padova, con la Segretaria Generale della Fp Cgil Alessandra Stivali e la RSU della Fp Cgil in Provincia di Padova, Stefano Baldassarre che, partendo dal convegno organizzato in città la settimana scorsa dall’UPI, hanno voluto spiegare perché le provincie sono importanti e quali conseguenze stanno avendo sulla vita dei cittadini i forti tagli che l’Ente ha subito e minaccia di subire a causa della prossima legge di Bilancio che il Governo intende varare.

“Innanzitutto – hanno spiegato i due sindacalisti – chiariamo una cosa: la provincia non è un carrozzone, non è un Ente fantasma. Al contrario. Per esempio, quella di Padova, coordina 103 comuni su tutto ciò che attiene controllo, vigilanza e manutenzione delle strade (che da noi superano i 1000 km). È l’ente che concede le autorizzazioni su tutte queste materie e sui trasporti eccezionali e ha la delega, tanto per citare le più importanti, su ambiente ed edilizia scolastica. Gestisce tutto il sistema informatico su cui si appoggiano i Comuni e vigila anche sul corretto uso dei fondi Pnrr, una montagna di risorse che necessitano di un enorme lavoro in rete per il suo monitoraggio”.

“Si tratta di funzioni molto importanti – proseguono i due sindacalisti – che è molto difficile riuscire a portare avanti adeguatamente con l’attuale personale e ritmo di assunzioni che non arriva neanche a coprire i pensionamenti. Si pensi solo al tema delle autorizzazioni: da un lato si pretende vengano rilasciate celermente, dall’altro se succedono incidenti perché non ci sono stati i controlli necessari l’opinione pubblica si indigna. Ma come fare quando non si ha il personale per poter fare tutto quello è necessario per la sicurezza? Si pensi solo alla viabilità, all’enorme numero di incidenti stradali e a quelli dovuti alla scarsa manutenzione di alcuni tratti viari. Per questo la materia è importante e ha un grande impatto sulla vita dei cittadini”.

“Quel che ci preme – concludono Stivali e Baldassarre – è un rilancio delle funzioni delle province e una valorizzazione dei suoi dipendenti che invece oggi si trovano in una situazione di grande difficoltà a causa della loro carenza. Attualmente, la provincia di Padova ha circa 200 dipendenti, ne servirebbero in più almeno la metà. Un desiderio che si scontra con la realtà, perché da un lato non ci sono le risorse e la volontà politica di assumerli (basta solo vedere i tagli che le province subiranno con la prossima Legge di Bilancio), dall’altro, essendo la Provincia un ente in via di definizione, risulta essere anche poco attrattivo per chi è in cerca di un’occupazione. Ma una cosa vogliamo che sia chiara: ci batteremo contro qualsiasi ipotesi di esternalizzazione delle funzioni della provincia a personale esterno. Una soluzione che non migliorerà certamente la qualità dei servizi e aumenterà solo disparità e violazione dei diritti di lavoratrici e lavoratori”.

Il servizio di Telenordest sulla condizione delle province e in particolare di quella di Padova

Elezioni RSU alla Società Agricola “La Pellegrina” (Gruppo Veronesi) di San Pietro in Gu: la Flai Cgil stravince con percentuali bulgare

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova alla vittoria della Flai Cgil alle elezioni RSU nell'az. agricola "La Pellegrina"

Flai Cgil Padova: “Passiamo dal 55% all’80%. Una grande vittoria frutto dell’impegno e attenzione delle RSU nel supportare le esigenze dei lavoratori”

Una vittoria senza se e senza ma. La Flai Cgil di Padova, non solo si conferma il primo sindacato all’interno della Società Agricola “La Pellegrina” di San Pietro in Gu – azienda che opera nel settore dell’avicoltura e che appartiene al Gruppo Veronesi – ma incrementa anche i propri voti passando dal 55% all’80%. Infatti su 49 voti validi, la Flai Cgil ne conquista 40 e la Cisl Fai 9, eleggendo così due RSU su tre.

“Si tratta di un risultato – dice Giovanni Acco, Segretario Generale della Flai Cgil Padova – che conferma l’ottimo lavoro svolto, in questi anni, dal gruppo RSU nel portare avanti con attenzione e dedizione le istanze di lavoratrici e lavoratori ma non solo: viene premiata anche la loro e nostra capacità di coinvolgere i dipendenti su temi e questioni sindacali che vedono la nostra organizzazione impegnata a livello nazionale. Una fiducia che per noi è fondamentale e che ci dà energia nel perseguire i nostri obiettivi”.

“Non dimentichiamo – prosegue Giovanni Acco – che stiamo parlando di un lavoro e di un’azienda che richiede a tutte e tutti grandi sacrifici, impegno e professionalità. Il ruolo del sindacato in questo senso è fondamentale per riuscire a coniugare il grande impegno lavorativo che quotidianamente viene richiesto con le esigenze personali e familiari dei dipendenti, obiettivo che si raggiunge attraverso un miglioramento delle condizioni lavorative sia sotto il profilo organizzativo che economico”.

“Come Flai Cgil di Padova – conclude il rappresentante sindacale – voglio quindi esprimere grande soddisfazione per questa grande vittoria e ringraziare delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori che ci hanno dato la loro fiducia. In particolare, un ringraziamento speciale a Mauro, Lavinia e Diego. Da parte nostra promettiamo di continuare nell’impegno di aumentare il livello di partecipazione e di coinvolgimento dei dipendenti su tutte le questioni di natura lavorativa che emergeranno in futuro, ben consci che la democrazia partecipativa è lo strumento migliore per garantire un miglioramento delle condizioni lavorative di tutte e tutti”.

CCNL Industria: il 13 dicembre sarà sciopero unitario nelle industrie metalmeccaniche padovane per il rinnovo del contratto

Dopo la rottura, il 12 novembre, del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL dell’industria metalmeccanica sono stati indetti a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm prima gli scioperi degli straordinari e della flessibilità, poi lo sciopero di 8 ore da farsi entro il 15 gennaio 2025.

Fim, Fiom e Uilm di Padova hanno deciso di proclamare lo sciopero per il 13 dicembre 2024 queste 8 ore di sciopero per chiedere a gran voce un cambio di rotta da parte di Federmeccanica e Assistal inerente alle posizioni espresse nei confronti della piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali.

Le tre organizzazioni sindacali hanno deciso di interrompere la trattativa quando, in risposta alla piattaforma presentata e votata positivamente da quasi mezzo milione di metalmeccanici e metalmeccaniche in tutta Italia, c’è stato prima un netto rifiuto di quasi ogni punto e poi la presentazione da parte di Federmeccanica e Assistal di una contropiattaforma padronale, in totale contrapposizione alle richieste e ai principi espressi in quella di Fim, Fiom e Uilm. Nella loro “contropiattaforma” è chiara la posizione di Federmeccanica e Assistal in quanto non vogliono dare certezze sugli aumenti del salario cancellando la struttura contrattuale dell’ultimo CCNL del 2021. Non hanno interesse nel creare solidarietà tra generazioni o di investire nel sistema industriale o di gestire le transizioni o di governare l’arrivo delle nuove tecnologie. Le associazioni datoriali non hanno alcuna intenzione di contrastare la precarietà o di mettere un freno al sistema degli appalti al massimo ribasso che mette a repentaglio la sicurezza nel mondo del lavoro ignorando l’illegalità che questo potrebbe generare; non prendono neppure in considerazione il tema del ridimensionamento dell’orario di lavoro a parità di salario o l’urgenza di colmare le differenze salariali fra uomini e donne presenti anche nelle aziende metalmeccaniche ad ogni livello.

“La piattaforma proposta da Confindustria è palesemente sbilanciata a favore delle imprese, ignorando le esigenze dei lavoratori e le difficoltà economiche che stanno affrontando molte famiglie. Non solo si rifiuta un giusto adeguamento dei salari ai risultati economici del settore, ma si eludono temi cruciali come la precarietà, il divario salariale di genere e la transizione ecologica. In provincia di Padova abbiamo, quindi, indetto uno sciopero di 8 ore per venerdì 13 dicembre 2024 per dare voce alle esigenze e alle istanze di oltre 40.000 metalmeccanici e metalmeccaniche che nella provincia di Padova sono in forze all’interno di aziende che aderiscono a Federmeccanica e Assistal.” Hanno dichiarato oggi Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Padova e Rovigo, Michele Iandiorio segretario generale della Fiom Cgil di Padova e Davide Crepaldi segretario generale della Uilm di Padova.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero unitario di Fiom Fim e Uilm di Padova del 13 dicembre

Elezioni RSU e RLS negli Enti Pubblici e Multiutility del territorio: grande risultato della Fp Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla vittoria della Cgil alle elezioni delle RSU nelle aziende pubbliche e multiutility del territorio di Padova

Fp Cgil Padova: “Elezioni RSU del 3 e 4 dicembre a Acegas Aps Amga, Hestambiente, Uniflotte (Gruppo Hera) e in Ater, Etra e Sesa: le nostre liste aumentano ovunque il consenso. Le battaglie condotte a favore di lavoratrici e lavoratori hanno pagato”

“Nelle aziende del Gruppo Hera (Acegas Aps Amga, Hestambiente, Uniflotte) otteniamo un grandissimo risultato. Evidentemente le mobilitazioni contro le esternalizzazioni e per la sicurezza dei lavoratori che abbiamo condotto l’estate scorsa hanno pagato e l’esito è che in Acegas Aps Amga abbiamo raggiunto il 31%, in Hestamabiente il 58% e in Uniflotte il 65%. Percentuali che si traducono nelle elezioni di 5 Rappresentanti Sindacali Unitari (RSU) e 3 Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) della FP Cgil. Siamo il primo Sindacato e meglio di così era difficile fare”.

Sono molto soddisfatti Alessandra Stivali e Maurizio Galletto, rispettivamente Segretaria Generale e Segretario Provinciale della Fp Cgil Padova, nel commentare le elezioni RSU e RLS svoltesi il 3 e 4 dicembre scorsi e che hanno coinvolto le lavoratrici e lavoratori del Gruppo Hera e poi di Ater, Etra e Sesa.

“Un ottimo risultato – proseguono i due sindacalisti – che replichiamo, pure se in tono minore, anche negli altri enti pubblici e multiutility e del nostro territorio, a partire dall’Ater dove abbiamo raggiunto il 21% ed abbiamo eletto un RSU. Si tratta di un risultato raggiunto grazie alle nostre battaglie in favore della trasparenza degli appalti e per la crescita professionale dei dipendenti attraverso un corretto uso dei passaggi di livello. E anche nelle altre aziende pubbliche e multiutility che si occupano di Igiene Ambientale, i risultati sono lusinghieri. In Sesa, dopo la nostra campagna contro il porta a porta spinto in favore della differenziata meccanizzata, raggiungiamo il 15% ed eleggiamo un RSU. In Etra, raggiungiamo il 12% ed eleggiamo anche lì un RSU dopo il passaggio della raccolta rifiuti alla settimana corta, un provvedimento voluto con forza dalla FP Cgil Padova che, parimenti, continua a lottare affinché l’azienda si doti di mezzi migliori e faccia investimenti per il rinnovo del suo parco macchine.”

“In definitiva – concludono Stivali e Galletto – si tratta di un’ottima vittoria che conferma, sia in termini di voti che di eletti, una crescita rispetto alle elezioni precedenti del 2017. E va sottolineato che raggiungiamo questo risultato nonostante, in questi anni, il personale impiegato in multiutility ed enti pubblici sia diminuito”.

CESSATE IL FUOCO! Ieri, grande successo, a Padova e Provincia, dei Flash Mob di “Uniti per la Pace – Padova”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sui 14 flash mob organizzati ieri da Uniti per la Pace - Padova
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Un successo al di là delle più rosee aspettative. È quello che hanno registrato i due flash mob in città – uno sulla gradinata della Gran Guardia in Piazza dei Signori, l’altro in piazzetta Garzeria – e gli altri 12 organizzati in altrettanti Comuni della Provincia – Abano, Albignasego, Cadoneghe, Limena, Montegrotto, Noventa, Ponte San Nicolò, Rubano Sarmeola, Saonara, Selvazzano Tencarola, Vigodarzere e Vigonza – da “Uniti per la Pace – Padova”, la sigla che raccoglie più di una ventina di realtà associative del nostro territorio, tra cui naturalmente anche la Cgil di Padova. Un evento realizzato per chiedere il cessate il fuoco nei conflitti che insanguinano il pianeta e per difendere il diritto internazionale e che, ovunque, ha visto una notevole partecipazione.

“Cessate il fuoco subito e fermate il disarmo!”. Questo l’urlo lanciato da centinaia di pacifiste e pacifisti in 13 Comuni diversi della nostra provincia a cui si è aggiunta anche la voce della Cgil di Padova, presente con numerosi suoi rappresentanti provenienti da tutte le categorie a cui ha dato voce il Segretario Confederale Alioune Badara Diop che in Segreteria detiene la delega sulla Pace.

“Oggi (ieri, ndr) siamo qui – ha detto Alioune Badara Diop – insieme alle tante anime che hanno dato vita a Uniti per la Pace perché siamo fortemente convinti che sia giunto il momento che le armi tacciano e si dia spazio alla diplomazia come mezzo di risoluzione delle crisi internazionali”.

“In particolare – ha concluso il sindacalista della Cgil – chiediamo al Governo di dare piena applicazione all’articolo 11 della Costituzione Italiana per superare questa fase che è davvero pericolosa non solo per il nostro Paese, ma per l’umanità intera. Perché quello a cui stiamo assistendo è un riarmo che ci sta portando a grandi passi verso un confronto nucleare dove non ci saranno vincenti ma a perdere sarà il pianeta intero. E di questo devono essere consapevoli tutti”.

Il servizio di Telepadova 7 Gold sull'iniziativa di Uniti per la Pace - Padova