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L'assemblea delle lavoratrici e lavoratori dell'Azienda Ospedaliera di Padova di Fp Cgil e Uil Fpl ha deciso all'unanimità la proclamazione dello sciopero

Nella giornata di ieri, 30 gennaio 2026, dalle ore 8.00 alle ore 12.00 si è svolta l’Assemblea Generale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova.

L’assemblea ha registrato una partecipazione straordinaria, con oltre 200 presenze complessive tra lavoratrici e lavoratori presenti in sala e collegati da remoto, a testimonianza di un disagio diffuso, profondo e ormai non più rinviabile.

Al termine del dibattito, l’assemblea ha votato all’unanimità la proclamazione dello sciopero, conferendo mandato pieno alle organizzazioni sindacali UIL FPL e FP CGIL a proseguire lo stato di agitazione già in essere e ad arrivare, in assenza di risposte immediate, alla proclamazione di uno sciopero generale.

Il voto unanime rappresenta una risposta chiara e inequivocabile di un personale stanco, sotto pressione e non più disposto a sostenere sulle proprie spalle carenze strutturali croniche, che si manifestano nella grave mancanza di personale, nelle continue forzature organizzative, nei sistematici sforamenti delle sale operatorie, nell’utilizzo strutturale dei letti bis senza alcun incremento di organico e nelle condizioni inadeguate degli ambienti di lavoro e degli spazi comuni, a partire da spogliatoi e locali dedicati al personale, spesso indecorosi e insufficienti.

Le lavoratrici e i lavoratori chiedono con forza:

  • l’assunzione immediata del personale mancante, per porre fine a una cronica e inaccettabile carenza di organico;
  • lo stop immediato alle riorganizzazioni “selvagge”, utilizzate esclusivamente per tamponare le carenze di personale e scaricare il peso organizzativo sui lavoratori;

  • dotazioni organiche coerenti con i carichi di lavoro reali;

  • lo stop ai continui e sistematici sforamenti delle sale operatorie, che producono un allungamento strutturale degli orari di lavoro, aumento dello stress e ricadute sulla sicurezza di operatori e pazienti;

  • la presenza dell’OSS anche nei turni notturni nelle chirurgie e in tutti i reparti di degenza aperti 24 ore su 24, a tutela sia dei lavoratori che della sicurezza dei pazienti;

  • un segnale chiaro, formale e definitivo di non modifica degli orari di lavoro per il personale delle radiologie e delle sale operatorie;

  • un investimento serio, concreto e strutturato sul benessere organizzativo, oggi ridotto a mere dichiarazioni di principio;

  • l’attivazione immediata dei buoni pasto per tutto il personale che non può usufruire della mensa aziendale per ragioni di orario, lavoro notturno o festivo;

  • un intervento urgente sulle gravi criticità strutturali degli spazi comuni, in particolare spogliatoi, locali di ristoro e aree dedicate al personale;

  • la cessazione dell’utilizzo ormai strutturale dei cosiddetti “letti bis”, attivati senza alcuna aggiunta di personale, con un aggravio insostenibile dei carichi di lavoro e gravi ricadute sulla sicurezza.

Le richieste avanzate non sono rivendicazioni ideologiche, ma condizioni minime e irrinunciabili per garantire dignità lavorativa, sicurezza degli operatori e qualità dei servizi sanitari.

I tempi delle risposte sono definitivamente scaduti. A fronte di ripetute e formali richieste di confronto avanzate dalle organizzazioni sindacali, l’Amministrazione ha scelto di non concedere alcun reale spazio di dialogo, assumendosi pienamente la responsabilità dell’attuale stato di conflitto. Non sono più accettabili rinvii, silenzi o promesse. L’assemblea chiede atti concreti, formali e verificabili entro 24 ore. In assenza di risposte immediate, è stato conferito mandato pieno e irrevocabile a UIL FPL e FP CGIL ad attivare tutte le azioni di mobilitazione previste, fino alla proclamazione dello sciopero generale. La pazienza è esaurita. Ora servono fatti, non parole.

Le Segreterie di Fp Cgil Padova (Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta) e di Uil Fpl Padova (Luigi Spada, Tiziana Marullo e Scarpelli Francesco)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verso il referendum, si costituiscono il Comitato Padovano per la Società Civile per il NO e il Coordinamento Padovano dei Comitati per il NO: nasce il fronte comune patavino a difesa della Costituzione

  • Allega: referendum_comitato_m.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla Costituzione del Comitato Padovano per la Società Civile per il NO
  • video link: Visita il sito

Si è costituito ufficialmente a Padova il “Comitato della società civile per il no nel referendum costituzionale”, una coalizione ampia e trasversale che unisce numerose realtà associative, sindacali e politiche del territorio. La nascita del Comitato è avvenuta durante una partecipata riunione di coordinamento che ha visto la presenza di oltre cinquanta rappresentanti di organizzazioni locali, a testimonianza di una risposta pronta e corale della società civile padovana all'appello nazionale per la difesa dei valori democratici e costituzionali. Un incontro che di fatto costituisce anche la nascita del Coordinamento Padovano dei Comitati per il No, una rete che opererà in stretto raccordo con gli altri comitati provinciali già attivi (come ad esempio ad Este, Cadoneghe, Piazzola e altri Comuni) e con quelli formati da magistrati, come “Giusto dire No”, e dai difensori legali, come “Avvocati per il No”, con l’obiettivo di costruire una campagna radicata e capillare su tutto il territorio provinciale.

L’urgenza della mobilitazione nasce dalla necessità di informare correttamente la cittadinanza su una riforma che rischia di alterare profondamente l’equilibrio dei poteri e il principio di uguaglianza, stravolgendo di fatto la Carta Costituzionale. Il Comitato intende spiegare, con un linguaggio chiaro e messaggi diretti, come le modifiche proposte — dal sorteggio dei componenti degli organi di garanzia alla creazione di nuove strutture burocratiche — possano tradursi in ripercussioni concrete sulla vita dei cittadini e delle imprese, nonché in un aumento dei costi pubblici, senza minimamente incidere sulla lunghezza inaccettabile dei procedimenti giudiziari che può essere migliorata solo con l'investimento in assunzione di personale, strutture e mezzi adeguati. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani e agli studenti, penalizzati dall'assenza di meccanismi per il voto fuori sede, e ai residenti all'estero che potranno esercitare il loro diritto di voto solo recandosi presso il Consolato.

“La campagna referendaria – fanno sapere dal Comitato – sarà caratterizzata da una presenza costante nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nelle università, attraverso banchetti, volantinaggi, momenti di formazione e grandi iniziative pubbliche a cui parteciperanno anche diversi parlamentari impegnati per il No. Il sindacato metterà a disposizione le proprie sedi come punti logistici per la distribuzione dei materiali, favorendo il coinvolgimento non solo del capoluogo ma anche dei comuni della provincia, dove la partecipazione sociale è tradizionalmente molto sentita. Siamo consapevoli del grande impegno che ci attende ma siamo fiduciosi”.

“Non essendo previsto un quorum per la validità della consultazione – sottolinea e conclude il Comitato – ogni singolo voto sarà determinante per il futuro dell'assetto istituzionale del Paese. Per questo garantiamo che il percorso appena iniziato sarà aperto all'adesione di tutti i cittadini e di ulteriori realtà organizzate che si riconoscono nei valori della Carta Costituzionale nata dalla lotta al nazifascismo e che desiderano impegnarsi attivamente per far sentire la voce del territorio in vista del fondamentale appuntamento referendario del 22 e 23 marzo” .

 

I componenti del Comitato Padovano per il No: CGIL, ACLI, ANPI, ARCI, Associazione per la Pace, Auser, Coalizione Civica per Padova, Comitato Cittadinanza, Comitato contro l’Autonomia Differenziata, Legambiente Padova, Libera, Movimento Cinque Stelle, Partito Comunista Italiano, Partito Democratico, Rete degli Studenti Medi, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana PD e Unione degli Universitari.

L'intervento del Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini, il 10 gennaio scorso, giorno dell’avvio della campagna per il No al Referendum sulla giustizia

Vertenza con l'Azienda Ospedale - Università di Padova: dipendenti di nuovo in stato di agitazione. Dichiarazione congiunta delle Segreterie Territoriali di Fp Cgil e Uil Fpl

  • Allega: ilovepdf_merged_73.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sul ripristino dello stato di agitazione delle lavoratrici e lavoratori aderenti a Fp Cgil e Uil Fpl dell'Azienda Ospedale - Università di Padova

“Le Organizzazioni Sindacali Cgil Fp e Uil Fpl dell’Azienda Ospedale – Università di Padova ritengono doveroso informare lavoratrici, lavoratori e cittadinanza in merito a quanto sta accadendo nelle relazioni sindacali aziendali, a seguito del tentativo di raffreddamento e conciliazione svoltosi il 16 gennaio presso la Prefettura di Padova, presieduto dal Viceprefetto dott.ssa Paola Cavalcanti.

In quella sede istituzionale, come riportato nel verbale ufficiale, l’Amministrazione aziendale aveva assunto impegni chiari e precisi, condividendo con le scriventi OO.SS. un percorso strutturato di confronto, articolato in un cronoprogramma di incontri finalizzati ad affrontare in modo organico le numerose criticità segnalate e poste alla base dello stato di agitazione del personale del comparto sanità.

Le Organizzazioni Sindacali Cgil Fp e Uil Fpl, che all’interno dell’Azienda Ospedale – Università di Padova rappresentano circa 1.800 lavoratrici e lavoratori, in un contesto che conta oltre 5.000 dipendenti del comparto, avevano responsabilmente accolto l’esito positivo della procedura di raffreddamento, sospendendo lo stato di agitazione nella convinzione che il dialogo istituzionale potesse produrre risposte concrete e migliorative per tutte e tutti.

Il primo incontro di questo percorso era stato fissato per oggi venerdì 23 gennaio 2026, alla presenza della Direzione Sanitaria e delle Organizzazioni Sindacali. Tuttavia, senza alcuna motivazione plausibile, e con una comunicazione avvenuta unicamente per via telefonica, l’Amministrazione ha deciso di annullare unilateralmente l’incontro, disattendendo di fatto gli impegni assunti davanti alla Prefettura.

Un comportamento che le scriventi OO.SS. giudicano grave e inaccettabile, non solo per il metodo adottato, ma per il significato che esso assume: il mancato rispetto di un percorso concordato in una sede istituzionale rappresenta un segnale negativo verso il valore delle relazioni sindacali e verso il lavoro quotidiano di migliaia di professionisti che garantiscono, ogni giorno, il funzionamento di una delle principali realtà sanitarie del Paese.

È bene chiarirlo con forza: questa non è una questione che riguarda esclusivamente Cgil Fp e Uil Fpl. È un atto che colpisce tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti, che confidano nella serietà degli impegni presi e nella possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti, le proprie condizioni di lavoro e la propria dignità professionale.

Per queste ragioni, Cgil Fp e Uil Fpl annunciano la riapertura dello stato di agitazione e avvieranno nei prossimi giorni un percorso di coinvolgimento diretto delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda, attraverso assemblee e momenti di confronto collettivo, per definire insieme le iniziative e le forme di mobilitazione necessarie a dare continuità alle rivendicazioni già formalmente presentate in Prefettura.

Allo stesso tempo, le scriventi Organizzazioni Sindacali ribadiscono con convinzione che nessun lavoratore verrà lasciato solo. La mobilitazione che si apre non è una chiusura al dialogo, ma la riaffermazione di un principio fondamentale: il confronto deve essere reale, rispettoso e coerente con gli impegni assunti. Solo così è possibile costruire soluzioni condivise, migliorare le condizioni di lavoro e rafforzare il valore pubblico di questa Azienda.

Cgil Fp e Uil Fpl restano disponibili, in ogni momento, a un confronto ufficiale, trasparente e rispettoso dei ruoli, nella certezza che la forza collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori saprà dare voce alle esigenze di chi ogni giorno garantisce assistenza, cura e servizi essenziali alla comunità".

Farmacisti in mobilitazione: domani, sabato 24 gennaio, volantinaggio in Prato della Valle di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil TuCS, per il rinnovo del contratto e per spiegare alla città il valore e i nodi della loro professione

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil TuCS di Padova: “Il sostegno dei cittadini è fondamentale in questa vertenza”

I farmacisti padovani scendono in piazza per incontrare i cittadini e fare chiarezza su una professione profondamente mutata, le cui criticità pesano enormemente sul rinnovo del Contratto Nazionale. Domani, sabato 24 gennaio, dalle ore 15.00 in Prato della Valle, le Segreterie Territoriali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs accompagneranno i professionisti in un volantinaggio volto a informare la cittadinanza sulla reale situazione lavorativa e salariale della categoria. Saranno gli stessi farmacisti a raccontare come sia diventato difficile oggi esercitare il proprio mestiere, gravato da carichi di lavoro crescenti e da una retribuzione che non rispecchia minimamente l’altissima responsabilità e il percorso di studi richiesti. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica in vista della riapertura del tavolo negoziale con Federfarma prevista per il 4 febbraio, denunciando un'attesa per il rinnovo che sta erodendo il potere d'acquisto e la dignità dei lavoratori.

Un punto centrale della protesta riguarda il modello della "Farmacia dei Servizi", che Federfarma sta imponendo in modo unilaterale come un obbligo, trasformando di fatto il farmacista in un operatore sanitario polivalente senza un adeguato confronto. I lavoratori rivendicano invece il diritto di continuare a esercitare la professione per cui si sono formati in lunghi anni di studi universitari, rifiutando un'imposizione che stravolge l'identità del loro ruolo. Il sindacato chiede che il nuovo contratto nazionale diventi lo spazio per discutere seriamente e approfonditamente di questo cambiamento, garantendo che ogni evoluzione del settore sia rispettosa della professionalità e non un mero aggravio di mansioni calato dall'alto.

“Il sostegno – dichiarano le Segreterie territoriali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil TuCS – dei cittadini è fondamentale in questa vertenza perché nonostante il ruolo cruciale svolto da questi professionisti nei territori, le risposte ricevute finora da Federfarma sono state del tutto insufficienti, ignorando la necessità urgente di un rinnovo contrattuale che restituisca dignità e potere d'acquisto a lavoratrici e lavoratori. È inaccettabile che si parli di 'Farmacia dei Servizi', imponendola come un obbligo senza valorizzare la specificità del mestiere di farmacista. Per questo chiediamo che l'incontro del prossimo 4 febbraio segni una reale inversione di marcia, portando a un accordo rispettoso della professionalità della categoria e delle legittime aspettative di chi garantisce la salute dei cittadini. E, naturalmente, la premessa affinché ciò avvenga è un confronto dignitoso e approfondito”.  

Sicurezza sul lavoro: ieri il Presidio di Cgil Cisl e Uil davanti alla Prefettura di Padova

Badoer, Cgil Padova: “Basta parole, servono risposte concrete contro questa strage silenziosa che distrugge famiglie e comunità intere. Si riparta da un nuovo modello di sviluppo che ridia dignità al lavoro e applichi realmente l’articolo 1 della nostra Costituzione”

Lo spazio antistante a Piazza Antenore ha accolto ieri, martedì 20 gennaio, circa un centinaio di delegate, delegati, lavoratrici e lavoratori, riuniti in un presidio unitario che ha trasformato la protesta in un momento di riflessione collettiva e impegno civile sotto le finestre della Prefettura, le bandiere di Cgil, Cisl e Uil hanno sventolato insieme per dire basta a un sistema che troppo spesso sacrifica la vita sull'altare della produttività. Al centro della mobilitazione, la consegna di un documento ufficiale al Prefetto, atto simbolico e politico compiuto dai tre Segretari generali per chiedere un intervento immediato e coordinato delle istituzioni.

L’analisi di Gianluca Badoer: "Non è una fatalità, è un sistema da cambiare"

Prendendo la parola, Gianluca Badoer, Segretario Generale della Cgil di Padova, ha tracciato un quadro lucido e amaro della situazione locale. Badoer ha insistito sul fatto che non si possa più parlare di "imprevisti" quando i numeri descrivono una realtà sistematica. "Siamo qui perché ogni volta che un lavoratore non torna a casa, è la società intera a subire una sconfitta. Davanti a quello che continua sistematicamente ad accadere bisogna individuare soluzioni più efficaci, penso per esempio ad una vera ‘patente a punti’ per le imprese e su un sistema sanzionatorio che non permetta più alle aziende irregolari di continuare a operare. E non dimentichiamo il sistema in cui operiamo, dominato dalla precarietà e dai subappalti a cascata, elementi che sappiamo benissimo essere i principali alleati dell’insicurezza. Ecco perché è necessario introdurre il reato di omicidio sul lavoro e dare avvio ad un potenziamento radicale del personale ispettivo, oggi drammaticamente sottodimensionato”.

I numeri del dramma nella provincia di Padova

A dare sostanza alle parole dei sindacati sono i dati che per la provincia di Padova, da sud a nord, restituiscono una fotografia inquietante. Non solo le recenti morti sul lavoro, avvenute nel giro di neanche una settimana: quella di Zevzhet Halili, 59 anni, rimasto schiacciato da una pressa nel reparto selezione carta della Sesa (Società Estense Servizi Ambientali) di Este, nella bassa padovana, il 9 gennaio e quella di Fabrizio Brachetto, 65 anni, morto qualche giorno, il 5 gennaio, in circostanze simili, sempre in un autocompattatore situato presso gli spazi esterni dell’azienda Rizzato Calzature Megastore di Borgoricco, nell’alta padovana. Anche prima il territorio aveva registrato un volume di denunce d'infortunio che colloca il padovano tra le aree più colpite del Veneto. Ma è il dato sulle morti sul lavoro a scuotere le coscienze: la provincia ha visto una crescita preoccupante degli eventi mortali, con numeri che contribuiscono a un bilancio regionale inaccettabile. "Queste cifre ci dicono che il sistema di controllo attuale non è sufficiente," ha ribadito Badoer, richiamando l'attenzione sulla necessità di investire le risorse dell'avanzo Inail direttamente in prevenzione e salute per le lavoratrici e i lavoratori”.

L’impegno unitario per un cambio di passo

Al fianco di Badoer, hanno portato il proprio contributo Samuel Scavazzin, Segretario della Cisl Padova Rovigo, e Massimo Zanetti, Segretario della Uil di Padova. La loro presenza unitaria ha testimoniato la compattezza dei sindacati nel chiedere che la sicurezza diventi un vincolo imprescindibile per l'accesso ai bandi pubblici e che la formazione non sia ridotta a un mero adempimento burocratico. Dopo il presidio, i tre Segretari sono stati ricevuti in Prefettura per consegnare il documento programmatico, ribadendo che la mobilitazione continuerà fino a quando l'obiettivo "Zero Morti sul Lavoro" non diventerà una realtà concreta e non solo uno slogan. Perché, come ricordato in chiusura, il lavoro serve per vivere, non per morire.

Il servizio di Telenordest sul presidio di ieri davanti alla Prefettura di Padova di Cgil Cisl e Uil

Sanità padovana, ieri il tentativo di conciliazione in Prefettura, con presidio, tra sindacati e Azienda Ospedaliera: "Sospeso lo stato di agitazione in attesa di atti concreti"

Si è svolto nella tarda mattinata di ieri, venerdì 16 gennaio, presso la Prefettura di Padova, l'atteso incontro di conciliazione tra l’Amministrazione dell’Azienda Ospedaliera e le rappresentanze sindacali territoriali di Fp Cgil e Uil Fpl. Il confronto, volto a comporre lo stato di agitazione dei lavoratori del comparto sanitario, è avvenuto in concomitanza con un presidio di lavoratrici e lavoratori che si sono riuniti in Piazza Antenore per dare voce alle gravi criticità che affliggono quotidianamente la struttura ospedaliera. Al centro della protesta vi è la gestione di oltre 1.800 professionisti — tra infermieri, OSS, tecnici e amministrativi — che, pur rappresentando una parte fondamentale dei 5.000 dipendenti dell’Azienda Ospedale Università di Padova, denunciano un paradosso rappresentativo e una sistematica assenza di ascolto da parte dei vertici aziendali.

Molti i temi su cui si è incentrata la discussione. I sindacati hanno portato sul tavolo del Prefetto dati allarmanti circa la carenza di comunicazione: nell'ultimo anno, a fronte di circa 180 note e solleciti inviati dalle sigle sindacali, l'Azienda ha fornito solo 5 risposte scritte. Un silenzio che pesa sulla sicurezza e sull'organizzazione del lavoro, aggravato da problematiche storiche mai risolte come la carenza di personale, l’utilizzo dei cosiddetti “letti bis”, le criticità strutturali, la gestione dei nuovi reparti come la Nuova Pediatria e l'indecenza di servizi logistici essenziali, a partire dagli spogliatoi.

"Oggi siamo scesi in piazza – hanno dichiarato Alessandra Stivali della Fp Cgil Padova e Luigi Spada, Segretario Provinciale della Uil Fpl Padova – perché non è più il momento di limitarsi alle lamentele, ma di agire insieme per chiedere condizioni di lavoro dignitose e servizi adeguati per la cittadinanza. Nonostante rappresentiamo la stragrande maggioranza della platea sindacale, per troppo tempo siamo stati privati di una voce formale nei processi decisionali. Oggi, grazie alla mediazione della Prefettura, abbiamo ottenuto l’impegno per un cronoprogramma di incontri certi che dovrà affrontare le urgenze logistiche (in particolare gli spogliatoi per il personale), la sicurezza dei dipendenti, le carenze organiche e la riorganizzazione del personale per la nuova pediatria. Tuttavia, sia chiaro che lo stato di agitazione è solo sospeso e non revocato: senza atti formali e impegni concreti già a partire dal prossimo incontro del 23 gennaio, siamo pronti a riprendere la mobilitazione ".

L'istituzione di questo calendario di appuntamenti mira a superare il muro della burocrazia e il principio di "non aggravamento amministrativo" spesso invocato dall'Azienda per giustificare la mancanza di risposte. Il primo tavolo tecnico è già stato fissato per venerdì 23 gennaio alle ore 15:00. “Ribadiamo – concludono Stivali e Spada – che sarà solo attraverso un confronto trasparente e delle risposte tangibili alle questioni che poniamo che si potrà garantire la qualità della vita dei lavoratori e, di conseguenza, l'efficienza dei servizi sanitari per Padova. L’auspicio è che alle parole seguano i fatti”.

Il servizio di Telenordest sul tentativo di conciliazione tra sindacati e Azienda Ospedaliera andato in scena ieri 

 
 

Sicurezza sul lavoro: martedì 20 gennaio, alle 11.30, Cgil Cisl e Uil in presidio davanti alla Prefettura di Padova.

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul presidio per la sicurezza organizzato da Cgil Cisl e Uil davanti alla Prefettura per martedì 20 gennaio

Le Organizzazioni Sindacali Cgil Padova, Cisl Padova Rovigo e Uil Padova annunciano una mobilitazione unitaria per sollecitare interventi immediati e rispondere con fermezza alla preoccupante e drammatica serie di incidenti sul lavoro che ha colpito duramente il territorio dall’inizio dell’anno.

Martedì 20 gennaio 2026, infatti, a partire dalle ore 11:30, si terrà un presidio di lavoratrici e lavoratori in Piazza Antenore, proprio davanti alla sede della Prefettura di Padova. L'iniziativa nasce dall'urgenza di sensibilizzare le istituzioni e la cittadinanza su un tema non più procrastinabile: la tutela della vita di chi lavora.

Si comunica anche che nel corso della manifestazione i Segretari Generali Gianluca Badoer (Cgil Padova), Samuel Scavazzin (Cisl Padova e Rovigo) e Massimo Zanetti (Uil Padova) terranno una conferenza stampa in cui illustreranno i contenuti di un documento unitario che sintetizza le priorità e le richieste del sindacato in materia di prevenzione, controlli e interventi normativi necessari per fermare le morti nei luoghi di lavoro. Al termine del presidio, tale documento verrà consegnato ufficialmente nelle mani del Prefetto di Padova.

“La sicurezza sul lavoro – concludono Cgil Cisl e Uil – non può essere considerata un costo, ma una priorità assoluta per il Paese. L’obiettivo della giornata è chiedere impegni concreti per una politica proattiva che passi attraverso la formazione, il potenziamento degli organi di controllo e la responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti. Zero Morti sul lavoro non è uno slogan, ma un obiettivo da raggiungere tutti assieme".

Ulss 6, proclamato lo stato di agitazione: l’assemblea dei dipendenti dà mandato unanime ai sindacati

  • Allega: ilovepdf_merged_70.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sulla vertenza dei dipendenti dell'Ulss 6 Euganea

Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova: “L’amministrazione ha disatteso l’accordo del marzo 2024 e manca ancora una proposta sugli arretrati. Così, dopo due anni di attesa sugli arretrati dei tempi di vestizione, la pazienza delle lavoratrici e dei lavoratori è finita”

Ieri, giovedì 15 gennaio, al termine di un'affollata assemblea sindacale, le lavoratrici e i lavoratori hanno deliberato all'unanimità la proclamazione dello stato di agitazione. Al centro della vertenza, il mancato riconoscimento degli arretrati relativi ai tempi di vestizione e svestizione, un diritto sancito dal CCNL Sanità 19-21 e mai realmente onorato dall’Amministrazione nonostante gli impegni presi.

“La goccia che ha fatto traboccare il vaso – spiegano Marika Damiani della Fp Cgil Padova e Hena Helena Da Silva Velotti della Uil Fpl Padova – è il mancato rispetto dell'accordo sindacale aziendale sottoscritto il 14 marzo 2024. In quella sede, l’Amministrazione si era formalmente impegnata a trovare un'intesa specifica per la liquidazione degli arretrati entro 30 giorni dalla firma. E come è andata a finire? Sono passati due anni da quella firma e non abbiamo visto nemmeno una bozza di proposta. Si tratta di un ritardo inaccettabile che suona come una mancanza di rispetto verso professionisti che garantiscono ogni giorno la tenuta del servizio sanitario pubblico."

“Durante l'assemblea – spiegano le due rappresentanti sindacali – è emersa con forza la delusione del personale per un diritto contrattuale ignorato. Il tempo di vestizione non è un accessorio, ma un orario di lavoro effettivo che deve essere retribuito, come stabilito dai contratti nazionali e dalla giurisprudenza. E noi, unitamente alla RSU, non abbiamo potuto fare altro che accogliere con assoluta determinazione il mandato ricevuto da lavoratrici e lavoratori”.

"I dipendenti – concludono Damiani e Da Silva Velotti – non sono più disposti ad aspettare tempi burocratici che nascondono una mancanza di volontà politica aziendale. E noi la pensiamo come loro. Il mandato che ci hanno consegnato è chiaro e unanime: senza risposte immediate e concrete sugli arretrati, la mobilitazione andrà avanti. Da oggi siamo formalmente in stato di agitazione, attiveremo tutte le procedure previste presso la Prefettura e chiediamo l'immediata convocazione di un tavolo tecnico che porti non più promesse, ma un piano di liquidazione certo degli arretrati spettanti”.

 

Le Segreterie Territoriali di Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova