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Poste Italiane, la Slc Cgil Veneto denuncia: "Gravi intimidazioni contro due nostri sindacalisti durante un'ispezione al Centro di Smistamento di Poste a Padova"

Slc Cgil Veneto: “Basta intimidazioni, la sicurezza non si tocca. Accusati i nostri delegati perché chiedevano il rispetto delle norme”

La Segreteria Territoriale della Slc Cgil Veneto denuncia con estrema fermezza i gravissimi episodi accaduti nella giornata di sabato 20 dicembre presso il Centro di Smistamento di Poste Italiane a Padova. Quello che doveva essere un ordinario monitoraggio delle condizioni lavorative si è trasformato in un atto di autoritarismo inaccettabile contro la sicurezza e la libertà sindacale, con due rappresentanti della sigla trattati come "disturbatori" e denunciati dai preposti aziendali per aver preteso il rispetto delle norme di tutela della salute.

Stefano Gallo e Lucio Constantin della Slc Cgil Veneto definiscono quanto accaduto sabato 20 dicembre come un salto di qualità autoritario che il sindacato non intende tollerare in alcun modo. “Sabato – raccontano i due sindacalisti – durante un’ispezione che, ricordiamo, è una di quelle attività che rientrano tra le nostre legittime funzioni, siamo stati trattati come ‘fastidiosi disturbatori’ e accusati di ciò dai preposti per aver osato fare una cosa semplicissima: pretendere il rispetto delle norme di sicurezza. Quanto successo ha infatti dell’incredibile: un preposto, pagato proprio per vigilare sulla salute dei lavoratori, non solo ha assistito passivamente a violazioni delle norme di sicurezza ma invece di intervenire per correggere il rischio, ha avuto la sfacciataggine di accusare i delegati sindacali di un'ipotetica interruzione della produttività!”

“Inoltre – continuano i Gallo e Constantin – in un altro reparto, ci siamo trovati di fronte ad un altro episodio testimoniante dell’arroganza padronale: davanti alla richiesta di applicare le procedure di sicurezza totalmente assenti, ci è stato intimato di allontanarci perché ‘bisognava lavorare’”.

“Si tratta – attaccano i due rappresentanti della Slc Cgil Veneto – dell’ennesimo indizio che ci riporta a quella cultura del ‘fare’ che non si fa nessun problema a passare sopra alla pelle dei lavoratori, ignorando che il Centro di Smistamento di Padova non è un feudo privato ma un luogo dove le leggi dello Stato, a partire dal Decreto Legislativo 81/08, devono entrare e trovare piena applicazione. Informiamo questa dirigenza che interrompere una prassi lavorativa pericolosa non è un crimine, è un dovere civile e morale. Il vero reato, e se lo mettano bene in testa, è invece costringere o permettere che i lavoratori operino fuori dalle regole per rincorrere obiettivi di produzione e bonus aziendali. Per questo motivo, denunciare dei sindacalisti che stanno semplicemente facendo il loro dovere in tema di sicurezza, in un Paese dove abbiamo una media di tre vittime al giorno sui luoghi di lavoro, non solo è un atto di gravità inaudita ma costituisce anche un maldestro tentativo di tappare la bocca a chi non accetta il ricatto tra lavoro e salute. Noi non ci stiamo!”

“E sia chiaro – concludono Gallo e Constantin – che se pensavano di intimidirci, hanno proprio sbagliato tutto e davanti a quanto successo Poste Italiane dovrà assumersi le proprie responsabilità: esigiamo chiarimenti immediati sul comportamento dei preposti coinvolti e diciamo già che non tollereremo ulteriori tentativi di ostruzionismo alle ispezioni sindacali. Nonostante il periodo di festività natalizie, sono già al vaglio le iniziative da intraprendere, perché la sicurezza non va in vacanza. Se, a Poste Italiane, qualcuno pensa di fermare la nostra lotta per la dignità e la sicurezza con denunce pretestuose e toni minacciosi, ha sbagliato obiettivo: la sicurezza è un diritto indisponibile, su cui saremo sempre pronti alla mobilitazione”.

Il servizio di Telenordest sulla denuncia della Slc Cgil Veneto contro Poste Italiane  

Vertenza Paycare, la Filcams Cgil Padova annuncia lo stato di agitazione. Dal 1° gennaio, tutti in cassa integrazione per cessata attività

Filcams Cgil Padova: “Chiusura incomprensibile. Commesse garantite per altri due anni, ma l’azienda liquida per soli motivi finanziari. A rischio 9 professionalità a Padova e 76 a livello nazionale”

La Filcams Cgil di Padova esprime profonda preoccupazione e ferma contrarietà per la decisione del gruppo Comdata di avviare la liquidazione volontaria di Paycare, società che gestisce servizi di call center e transazioni bancarie. Una scelta che colpirà 76 lavoratori su tutto il territorio nazionale, di cui 9 impiegati nella sede di Padova, inquadrati secondo i contratti che regolano i lavoratori del settore commercio e metalmeccanico.

“Purtroppo – interviene Cristian Vicoletti della Filcams – una decina di giorni fa abbiamo ricevuto la comunicazione che, a partire dal mese di gennaio, tutti i dipendenti della sede patavina saranno collocati in Cig (Cassa Integrazione Guadagni) per chiusura aziendale della durata di 12 mesi. Un provvedimento che, in assenza di soluzioni concrete, rappresenta il preludio a un licenziamento collettivo”.

Una chiusura senza ragioni industriali

La Filcams Cgil sottolinea come la crisi non sia figlia di una mancanza di commesse. Paycare gestisce infatti servizi strategici per Nexi, con contratti garantiti per almeno altri due anni. "La decisione di chiudere Paycare, è stata presa da Comdata esclusivamente per logiche finanziarie e non per l'andamento del lavoro – attacca il sindacalista della Filcams Cgil Padova – ed è paradossale che un’azienda con carichi di lavoro certi venga liquidata, rischiando che le attività vengano internalizzate in Comdata o affidate a terzi, lasciando però i lavoratori per strada."

Il valore delle professionalità padovane

La sede di Padova rappresenta un nucleo di alte professionalità. Molti dei lavoratori coinvolti provengono dallo storico Consorzio Triveneto S.p.A. (acquisito nel 2009 dal gruppo fiorentino Bassilichi), confluendo in Paycare nel 2018. Già nel 2019 il MISE era intervenuto per garantire la continuità occupazionale del sito: oggi, quella tutela sembra svanita.

Stato di agitazione e mobilitazione

“Ad oggi – conclude Cristian Vicoletti – non esistono soluzioni alternative che evitino il licenziamento al termine degli ammortizzatori sociali. Per questo motivo i lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione. E voglio essere chiaro: non accetteremo passivamente la dispersione di queste competenze. Siamo pronti a dare battaglia a livello nazionale per individuare percorsi alternativi. Chiediamo che le commesse attive diventino la base per una ricollocazione dei lavoratori o per un subentro che ne salvaguardi il posto di lavoro. La dignità dei lavoratori non può sempre venire sacrificata sull'altare dei bilanci finanziari."

L'abbandono di Paycare dall'Italia sta creando conseguenze in diversi territori. Il servizio di Siena News su quanto sta accadendo in quella provincia, dove a perdere il lavoro saranno 33 dipendenti

Natale e Commercio, Sindacati di Padova contro Federdistribuzione

  • Allega: ilovepdf_merged_68.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul richiamo di Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e Uil TuCS di Padova a Federdistribuzione

Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e Uil TuCS Padova: "Basta forzature sulle aperture festive. Il Natale non è un giorno lavorativo ordinario"

Le segreterie provinciali di Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e UilTuCS Padova esprimono la propria ferma contrarietà rispetto alla volontà manifestata dalle aziende associate a Federdistribuzione, e appresa da fonti interne, di procedere con l’apertura generalizzata dei punti vendita durante le imminenti festività natalizie.

In una nota unitaria inviata ufficialmente all’associazione datoriale, i sindacati denunciano il ricorso sistematico e unilaterale al lavoro festivo nel settore del Terziario e della Distribuzione Moderna Organizzata (DMO). Una scelta che, di fatto, impedisce a migliaia di lavoratrici e lavoratori di trascorrere le festività serenamente con i propri cari, calpestando il diritto al riposo e alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

“Non accettiamo che la parola ‘obbligatorietà” – dichiarano le Segreterie Provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil TuCS – risuoni tra le corsie dei negozi e tra gli addetti ai lavori durante le feste. Il lavoro festivo non può e non deve essere considerato ordinario, né può essere imposto per decreto aziendale. La dignità di chi lavora passa anche attraverso il rispetto dei momenti di socialità e degli affetti”.

Le organizzazioni sindacali sollevano inoltre una forte critica verso le modalità con cui tale disponibilità verrebbe spesso ottenuta: segnalano infatti comportamenti da parte del personale dirigente definiti "deontologicamente poco professionali", volti a forzare i collaboratori a una disponibilità al lavoro che di "volontario" ha ben poco.

“Ribadiamo – dicono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil TuCS – che ogni eventuale prestazione durante i giorni festivi deve basarsi esclusivamente nel rispetto della volontarietà effettiva del dipendente, senza alcuna pressione o ritorsione. Non solo: serve anche rispettare i Contratti Collettivi Nazionali (CCNL), con il pagamento delle relative maggiorazioni e la concessione dei riposi compensativi, senza considerare che ci si dovrebbe arrivare al termine di un confronto preventivo con le rappresentanze sindacali di lavoratrici e lavoratori per trovare soluzioni organizzative alternative”.

"Invitiamo le aziende a fare un passo indietro – concludono le tre sigle sindacali – sottolineando che è necessario limitare le prestazioni festive allo stretto necessario e attivare immediatamente tavoli di confronto. La corsa al profitto non può giustificare l'erosione dei diritti fondamentali delle persone."

Le Segreterie Provinciali Filcams Cgil Padova – Fisascat Cisl Padova e Rovigo – Uiltucs Uil Padova

Cgil Padova: Gianluca Badoer è il nuovo Segretario Generale

L’elezione avvenuta mercoledì 17 dicembre, al termine dell’Assemblea Generale a Cervarese Santa Croce alla presenza di Maurizio Landini e Tiziana Basso. Succede ad Aldo Marturano

 

L’Assemblea Generale della Cgil di Padova, riunita martedì 17 dicembre, presso il ristorante “Al Bosco” a Cervarese Santa Croce, ha eletto – con 99 voti favorevoli (due contrari, 4 astenuti) in una platea costituita da 105 componenti, vale a dire con il 94% – Gianluca Badoer come nuovo Segretario Generale della Camera del Lavoro di Padova.

L’elezione è avvenuta al termine di una giornata di lavori e consultazioni, che ha visto la partecipazione del Segretario Generale della Cgil Nazionale, Maurizio Landini, e della Segretaria Generale della Cgil Veneto, Tiziana Basso, oltre che del Segretario uscente, Aldo Marturano, e di tutta la Segreteria Confederale.

Il profilo del nuovo Segretario

Gianluca Badoer, 60 anni, originario della Riviera del Brenta, porta con sé un’esperienza radicata nel mondo del lavoro esecutivo e della rappresentanza sindacale. Dopo gli studi professionali, inizia a lavorare a soli 15 anni, prima nell’edilizia e successivamente nel settore artigianale come metalmeccanico. Il suo percorso nella Cgil inizia come volontario dell’EBAV (Ente Bilaterale dell'Artigianato Veneto), per poi consolidarsi durante i vent’anni di impiego alla ZF, multinazionale della metalmeccanica, dove viene eletto delegato e RSU. Da qui inizia l'impegno a tempo pieno nella Fiom, entrando nella segreteria provinciale, per poi passare alla Fillea Cgil (il sindacato dei lavoratori edili e del legno), di cui è stato, prima Segretario Provinciale e, successivamente, Segretario Generale fino ad oggi.

Il passaggio di testimone

Badoer succede ad Aldo Marturano, che conclude il suo mandato alla guida della Camera del Lavoro di Padova per raggiunti limiti di tempo statutari. A Marturano, atteso a breve a nuovi incarichi presso la Cgil Regionale del Veneto, è andato il ringraziamento caloroso di tutta l'Assemblea per il lavoro svolto in anni complessi per il territorio padovano.

"Assumo questo incarico con emozione e grande senso di responsabilità — ha dichiarato Gianluca Badoer subito dopo l'elezione — conscio delle sfide che attendono il sindacato in una provincia dinamica ma attraversata da profonde trasformazioni industriali e sociali. Il mio impegno sarà dare continuità al lavoro di Aldo Marturano, mettendo al centro la tutela dei salari, la sicurezza sul lavoro e il contrasto alla precarietà, partendo sempre dall'ascolto di chi sta nei posti di lavoro. Ringrazio chi mi ha votato ma anche chi non l’ha fatto perché è attraverso il confronto, anche fra idee distanti, che elaboreremo le strategie per affrontare le difficili sfide che ci attendono. Una cosa mi preme dire: nella nostra organizzazione la democrazia è una pratica quotidiana e non un modo di dire. E continueremo così".

Le dichiarazioni

Il Segretario Nazionale Maurizio Landini ha sottolineato l'importanza del presidio territoriale di Padova nel contesto delle mobilitazioni nazionali, augurando buon lavoro a Badoer: "La Cgil si rinnova nella continuità dei suoi valori, valorizzando dirigenti che, come Gianluca, conoscono direttamente la realtà della fabbrica e del cantiere. A lui un mandato pieno che lo porrà, al prossimo Congresso, come candidato naturale per proseguire il difficile lavoro che lo attenderà”.

Anche Tiziana Basso, Segretaria Regionale, ha espresso soddisfazione: "Gianluca Badoer è la figura giusta per guidare una delle Camere del Lavoro più importanti del Veneto, grazie alla sua profonda conoscenza del tessuto economico-industriale del territorio, in particolare per ciò che attiene ai settori manifatturieri e delle costruzioni".

Il filmato di Collettiva sull'elezione di Gianluca Badoer come nuovo Segretario Generale della Cgil di Padova

Elezioni RSU: Ottimi risultati per la Fiom in molte aziende metalmeccaniche padovane

 

I risultati dell’ultima tornata elettorale per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nel territorio padovano consegnano una fotografia chiara: la Fiom-Cgil cresce in modo trasversale, raccogliendo un alto numero di preferenze e aumentando la propria presenza nelle aziende coinvolte. Questo consenso diffuso testimonia la volontà dei lavoratori e delle lavoratrici di affidare la propria tutela a un sindacato che mette al centro la dignità del lavoro e l’applicazione concreta dei valori costituzionali all'interno delle fabbriche.

Il successo è particolarmente evidente alla Dab Pumps di Mestrino, dove la Fiom passa da 3 a 4 delegati eletti (Fabio, Silvia, Marco e Laura) grazie a 110 preferenze. Un segnale altrettanto forte arriva dalla Gea Pavan di Galliera Veneta, dove la nostra lista ha ottenuto 166 voti, passando da 5 a 6 rappresentanti (Giampaolo, Devis, Michele, Silvia, Cristian e Andrea). L’avanzata prosegue alla Ilve di Campodarsego, dove la Fiom opera il sorpasso ed elegge la maggioranza della RSU con Roby e Massimo e alla De Angeli Prodotti di Bagnoli di Sopra, dove la rappresentanza raddoppia passando da uno a due delegati con l’elezione di Matteo e Simone. Un risultato di assoluto rilievo si registra inoltre alla Saga Plastic di Cadoneghe, dove la Fiom vince da sola conquistando tutti e tre i seggi disponibili con Mauro, Carmen e Matteo. Infine, è di grande valore il rientro alla Vertiv di Piove di Sacco: dopo 15 anni di assenza, la Fiom torna in azienda con 75 voti e due delegati, Alessandro e Luigino, segnando una ripartenza fondamentale in un sito storico del territorio.

Queste elezioni hanno visto anche una forte attenzione al tema della sicurezza, con l’elezione di numerosi Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) tra le fila della Fiom, a conferma di quanto la tutela dell'integrità fisica nei luoghi di lavoro sia una priorità inscindibile dalla rappresentanza sindacale.

"Vogliamo ringraziare profondamente ogni lavoratore e ogni lavoratrice che si è recato alle urne: la vostra partecipazione è un importante segnale per tutti noi. Un grazie immenso va ai nostri candidati e alle nostre candidate, a chi è stato eletto e anche a chi, come hanno fatto Matteo, Simone, Denis, Mohamed, Andrea, Luciano, Cristian, Davide, Andrea, Marco, Paolo, Andrea, Carmine, Antonio e Andrea, ha messo il proprio impegno a disposizione di una causa collettiva. Ci congratuliamo con tutti gli eletti e tutte le elette, saremo al vostro fianco in tutte le battaglie che dovremo fare da qui in avanti e sappiamo che porterete con impegno e coerenza la voce della Fiom nelle vostre aziende.” hanno dichiarato segretari e funzionari della Fiom padovana per complimentarsi con gli eletti e le elette per i risultati ottenuti.

“Negli ultimi anni la Fiom ha aumentato considerevolmente la rappresentanza, incrementando anche la presenza delle aziende in cui prima non c’era il sindacato.” ha commentato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Padova “Questi eccellenti risultati non sono però per noi un traguardo, ma sono una responsabilità e un impegno costante: confermano che il voto democratico e la reale rappresentanza nei luoghi di lavoro sono due strumenti potenti che abbiamo per riuscire a cambiare le cose e per far sì che la voce di chi lavora torni a essere ascoltata con forza e rispetto."

EX ILVA LEGNARO: LUNEDÌ 15 ALLE ORE 10 PRESIDIO E MOBILITAZIONE SULLA PIOVESE

In linea con le mobilitazioni di tutti gli stabilimenti italiano dell’Ex Ilva, lunedì 15 dicembre a Legnaro si terrà prima un’assemblea interna con Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil, poi, a partire dalle ore 10, insieme agli studenti e alle studentesse dell’Udu si terrà un presidio sulla Piovese durante il quale verrà anche affisso uno striscione lungo la statale per sensibilizzare la popolazione sulle condizioni in cui versano circa 12.000 lavoratori e lavoratrici diretti e circa 6.000 dell’indotto, il cui futuro è appeso ad un filo. Al presidio porteranno la loro solidarietà e il loro sostegno delegate e delegati della Fiom di altre fabbriche del territorio.

Le lavoratrici e i lavoratori in tutta Italia sono in mobilitazione continua e hanno un obiettivo preciso: far ritirare il piano di chiusura presentato e poter riaprire una discussione a Palazzo Chigi affinché si possa tornare a parlare del piano originario che era stato presentato a luglio scorso.

La Fiom e i lavoratori chiedono, da 2 anni a questa parte, che si creino le condizioni per intervenire con la costituzione di un'azienda partecipata pubblica, piuttosto che continuare a cercare di vendere gli stabilimenti a soggetti privati che non sono interessati alla continuità industriale. Inoltre, è necessario tornare a ragionare in merito a piano industriale che preveda dai 6 agli 8 milioni di tonnellate con i forni elettrici e gli impianti di DRI, al fine di garantire la continuità produttiva, la tutela occupazionale e la transizione verso la decarbonizzazione.

Bisogna aprire subito un tavolo di confronto a Palazzo Chigi in cui occorre chiarire la prospettiva industriale, evitando qualsiasi ipotesi di chiusura mascherata; bisogna garantire un piano credibile di rilancio, coerente con gli obiettivi di sostenibilità e con le richieste dei lavoratori e delle istituzioni territoriali; e, infine, garantire attraverso la partecipazione pubblica la decarbonizzazione e l’occupazione.

Per la Fiom-Cgil la vertenza Ilva non è solo una questione locale e spezzettata nei vari territori in cui gli stabilimenti si trovano, ma un tema nazionale che riguarda la politica industriale del Paese e il futuro della siderurgia italiana.

 

Sciopero Generale: in migliaia alla manifestazione della Cgil a Padova contro una manovra di governo ingiusta e inadeguata

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sullo Sciopero Generale a Padova il 12 dicembre
  • video link: Visita il sito

Erano in migliaia - chi dice 5000, chi dice 4000: poco importa, erano comunque in tante e in tanti - alla manifestazione organizzata ieri, venerdì 12 dicembre, dalla Cgil a Padova, nell'ambito dello Sciopero Generale proclamato a livello nazionale dal sindacato di Maurizio Landini contro la Legge di Bilancio del Governo Meloni e che ha visto scendere, in decine e decine di piazze italiane, un totale di circa mezzo milione di persone.

Pubblichiamo il discorso tenuto dal Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano, dal palco in Piazza Garibaldi, che ha introdotto gli interventi delle delegate di diverse categorie che hanno raccontato le difficoltà profonde che si vive nel mondo del lavoro all'interno dei diversi settori e  Interventi che hanno preceduto quello conclusivo di Nicola Marongiu, della Cgil Nazionale. Un discorso che segna l'ultima apparizione pubblica, in qualità di Segretario Generale della Cgil di Padova, di Marturano che a breve terminerà la sua esperienza alla guida della Cgil padovana per aver raggiunto il limite dei mandati. 

 

Sciopero Generale 12 dicembre 2025

Intervento

Cara presidente Meloni siamo qui e ancora una volta in tantissimi per dire a lei e al suo Governo che questa legge di bilancio non ci piace, che altre misure sarebbero state possibili per dare risposta alle tante donne e ai tanti uomini, ai tanti giovani e ai tanti anziani il cui disagio economico e sociale e i cui bisogni materiali crescono di giorno in giorno.

Per farlo avrebbe dovuto ascoltarci, avrebbe dovuto sedersi a un tavolo e trattare, come si fa in ogni Paese democratico e non limitarsi a comunicarci le sue decisioni.

Quanto meno perché rappresentiamo milioni di lavoratrici e lavoratori, di pensionate e pensionati di disoccupate e disoccupati che meritano rispetto!

Che oggi scioperano, si di venerdì, perdendo la giornata di retribuzione, mentre domani, molti di loro non faranno alcun week end lungo ma saranno nei supermercati, negli ospedali, nelle fabbriche a ciclo continuo, nelle scuole, nei trasporti, negli alberghi, nei ristoranti, nella logistica, nella sicurezza e nel soccorso, nella consegna a domicilio. Otto milioni di persone! una su tre. MERITANO RISPETTO!!!

Come si fa a dire che il nostro Paese sta bene, che l’occupazione aumenta, che l’Italia lavora e produce, che noi facciamo solo politica.

Ma in che Paese vive!

La povertà assoluta cresce, sei milioni di persone, 1,3 milioni di minori che non sono in grado di sfamarsi, di curarsi, di istruirsi. Non sono un dato statistico, sono persone!

E cresce non perché sono nullafacenti, ma perché il loro lavoro è precario, a termine o dura poche ore alla settimana, soprattutto se si è donna, o è irregolare o è in nero o perché viene pagato poco.

Le nostre retribuzioni negli ultimi trent’anni sono le uniche a non essere cresciute, ad avere il segno meno, mentre in Germania e in Francia sono aumentate di oltre 10.000 euro e nella vicina Spagna di 3.000 euro.

Dal 2021 al 2024 i nostri salari hanno perso 6.000 euro, perché ad aumentare è stato il costo della vita, fare la spesa è diventato impossibile a causa dell’inflazione troppo alta, un costo della vita che non è uguale per tutti, per chi è povero vale doppio.

Ma in che Paese vive: figli non se ne fanno più, siamo in presenza non di un inverno ma di una glaciazione demografica e quei pochi giovani che abbiamo vanno via.

Lo dice il CNEL, dal 2011 al 2024 sono andati via oltre 630.000 giovani, 78.000 nel solo 2024 e dove vanno? Non in Australia, non negli Stati Uniti, non in Cina ma in Germania, in Francia, in Spagna, perché lì si sentono più rispettati, più tutelati, più riconosciuti, sono meglio retribuiti e in grado di programmare e sognare un futuro.

Balza un dato: la nostra provincia, Padova, è la seconda in Italia per fuga di cervelli (il 57%), dopo Milano. Qualsiasi docente universitario con cui vi confrontiate è avvilito a vedere dopo tanto investimento che a beneficiare sono altri. Sarebbe questo il vostro patriottismo?

Non è vero che l’occupazione è cresciuta, sono gli ultracinquantenni che sono raddoppiati, il 40% degli occupati, mentre vent’anni fa erano la metà.

Ultracinquantenni, la cui età della pensione è spostata sempre più avanti, non è prevista più alcuna forma di flessibilità, la pensione anticipata non esiste più, vi siete resi ridicoli nel dire che avreste superato la Fornero, mentre siete stati capaci di fare peggio.

Siamo una società sempre più anziana, fatta di anziani lasciati soli, non in grado di curarsi nel momento di massimo bisogno, persone con la cui pensione si continua a fare cassa, non riconoscendo le dovute rivalutazioni.

E non possiamo più contare sui nostri diritti sociali, quelli previsti dalla Costituzione, a partire dalla sanità, sempre meno finanziata. E’ un fatto che 6 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi, è un fatto che chi può curarsi ricorre sempre più al privato, è un fatto che medici e infermieri scappano dal servizio pubblico perché poco retribuiti e molto sfruttati e maltratti, solo cinque anni fa li consideravamo degli eroi.

Ed ancora, siamo in un Paese in cui politiche industriali ed energetiche non se ne fanno, si assiste ad una crisi senza precedenti, le aziende che chiudono aumentano, così come crescono le ore di cassintegrazione, mentre le stragi sul lavoro continuano, ogni giorno tre vite si spezzano, donne e uomini, giovani e anziani, persone per le quali non è contemplata una seconda occasione.

E’ questo il Paese in cui viviamo, sono queste le ragioni per cui scioperiamo, noi vogliamo, al contrario, il meglio: vogliamo un lavoro tutelato, di qualità e ben retribuito, vogliamo che la parità di genere sia realtà e non solo buoni propositi; vogliamo che si riconosca un lavoro stabile e il diritto al futuro alle nuove generazioni che se devono andarsene lo devono fare per scelta di vita e non per necessità; vogliamo che la povertà sia abrogata; vogliamo essere degli anziani sereni; vogliamo poter tornare a casa terminato il lavoro, vogliamo poterci curare, essere istruiti, acculturati, avere un’ abitazione, vogliamo che ci sia data la possibilità di andare in pensione sia a chi è prossimo sia a chi oggi, perché precario e povero, alla pensione non ci crede.

Non è un libro dei sogni, non è vero che le risorse non ci sono. Basta restituirci direttamente o indirettamente i 26 miliardi di maggiori tasse – FISCAL DRAG - che abbiamo pagato come lavoratori dipendenti e pensionati; è sufficiente recuperare i 100 miliardi annui di evasione fiscale; far pagare più tasse alle rendite finanziarie a chi ha redditi alti o a chi svolge un lavoro autonomo che gli rende e che invece paga la metà delle imposte di un pensionato o di un dipendente; pretendiamo che siano tassate le aziende che fanno profitti ed extraprofitti e che negli ultimi 10 anni hanno distribuito dividendi agli azionisti piuttosto che pagare di più chi lavora.

E poi, SI, va chiesto un contributo dell’1% alle 500.000 persone che nel nostro Paese hanno ricchezze superiori ai 2 milioni, voi gridate allo scandalo ma non è un esproprio “comunista” è un contributo di solidarietà, più dignitoso che condonare chi evade o chi si è costruito alloggi abusivi, solo per procacciarsi voti come in Campania.

Infine e soprattutto non aumentate le spese militari di quasi 1.000 miliardi in dieci anni, perché noi vogliamo la Pace e non vogliamo la guerra!

Non è il mondo dei sogni, è ciò che le persone vi chiedono e sono talmente demoralizzate che a votare non ci vanno più.

Tutto questo è possibile, basta conoscere, studiare, applicare ed amare la nostra Costituzione antifascista, si antifascista.

Perché il fascismo in questo Paese non se l’è mai messa via. Oggi è il 56° anniversario della strage di Piazza Fontana (Banca Nazionale dell’Agricoltura, 16 morti e 98 feriti), una bomba fatta esplodere da Ordine Nuovo per fermare il vento di partecipazione e di conquista studentesca e operaia di quegli anni, un vento che non si fermò perché a vincere furono la democrazia e la Costituzione.

Quella stessa Costituzione, nata grazie a chi, aspirava ad un mondo migliore per sé e per chi sarebbe venuto in futuro, un mondo senza dittature e senza guerre ma con una solida democrazia, garantita attraverso “una Repubblica fondata sul lavoro!” (Articolo 1).

Per questo giù le mani dalla nostra Costituzione!

Viva lavoratori e pensionati, viva la Cgil!

Il servizio di Telepadova 7 Gold sulla manifestazione di Padova per lo Sciopero Generale del 12 dicembre

I dipendenti dell’Azienda Ospedaliera di Padova sul piede di guerra: ieri, giovedì 11 dicembre, l’Assemblea Sindacale ha votato per lo stato di agitazione

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sullo stato di agitazione proclamato dai dipendenti dell'Azienda Ospedaliera di Padova

Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova: "Contrarietà alle decisioni della Direzione Azienda Ospedaliera: a rischio operatività dei servizi e professionalità. Inviata la richiesta di un incontro con la Direzione"

Ieri, giovedì 11 dicembre, si è tenuta l’assemblea sindacale dei dipendenti dell’Azienda Ospedaliera di Padova. L'iniziativa ha visto la partecipazione di 250 lavoratrici e lavoratori, inclusi coloro che si sono collegati in remoto, che hanno ascoltato e discusso con i relatori Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta (Fp Cgil Padova) e Luigi Spada e Tiziana Marullo (Uil Fpl Padova).

Le scriventi Organizzazioni Sindacali Fp Cgil e Uil Fpl, a seguito delle recenti decisioni della Direzione in materia di organizzazione del lavoro e gestione dei turni, esprimono con fermezza la propria contrarietà. Le scelte adottate stanno producendo ricadute gravi sull’operatività dei servizi e sulla tutela delle professionalità coinvolte.

Si rilevano in particolare le seguenti criticità:

  • Revisione unilaterale dei turni, avvenuta senza alcun preventivo confronto con le Organizzazioni Sindacali e senza un’adeguata valutazione dell’impatto sul personale e sulla continuità assistenziale.
  • Sostituzione impropria del personale infermieristico con personale OSS. Questa pratica non solo snatura i rispettivi profili professionali, ma produce un ulteriore aggravio sui carichi di lavoro degli infermieri, già impegnati in attività complesse di natura clinico-assistenziale.
  • Mancato inserimento della figura OSS nei turni notturni delle chirurgie , con conseguenti disagi organizzativi e rischi per la corretta gestione dell’assistenza di base durante le ore notturne.

Le decisioni della Direzione, introdotte in assenza di un reale percorso partecipativo, risultano in contrasto con la corretta valorizzazione delle competenze e con la necessità di garantire un assetto organizzativo equilibrato, sostenibile e rispettoso dei profili professionali previsti dal CCNL.

Alla luce di quanto sopra, FP CGIL e UIL FPL rivendicano con urgenza:

  1. La revisione immediata delle turnazioni introdotte.
  2. Il ripristino della corretta distribuzione delle mansioni, evitando la sostituzione del personale OSS con infermieri.
  3. L’inserimento stabile della figura OSS nei turni notturni delle chirurgie, al fine di garantire un adeguato supporto assistenziale.
  4. La convocazione immediata di un tavolo di confronto con le OO.SS., finalizzato a definire soluzioni condivise e coerenti con le reali necessità organizzative.
  5. Rispetto alla situazione del contratto collettivo nazionale - che, è bene ricordare, FP CGIL e UIL PFL non hanno sottoscritto - i sindacati ritengono che la presenza di 1760 iscritti su 6000 dipendenti vada rispettata e rivendicano le informative!

Al termine dell’assemblea le lavoratrici e i lavoratori hanno votato all’unanimità, l’avvio del percorso dello stato di agitazione – entro 5 giorni come prevede la procedura – e la richiesta, attraverso una lettera formale, di un incontro con la Direzione.

FP CGIL UIL FPL