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FIOM CGIL – FIM CISL – UILM UIL: RLS E RSU DEL VENETO IN ASSEMBLEA PER LA SICUREZZA IL 22 MARZO A LIMENA

 

PER DIRE BASTA MORTI SUL LAVORO 

350 DELEGATI SINDACALI VENETI DI FIM, FIOM E UILM

 SI RIUNIRANNO IN ASSEMBLEA 

IL 22 MARZO 2008 DALLE ORE 9

A LIMENA  PRESSO L'HOTEL CROWNE PLAZA.

 

Dopo due iniziative di sciopero a livello regionale Fim, Fiom e Uilm si troveranno in assemblea con 350 delegati per mettere a punto una serie di interventi articolati su più livelli e con più interlocutori per contrastare la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro che costa ogni anno al Veneto una media di 100 vittime e 75.000 lesioni di varia entità, a volte gravi ed invalidanti.

I sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil intendono voltare pagina definitivamente rispetto ad una situazione inaccettabile che, dall’inizio dell’anno, ha visto una serie di morti sul lavoro nella nostra regione, individuando assieme ai propri delegati (Rls ed Rsu) i punti critici e le soluzioni da praticare. 

Il tutto sarà oggetto di un documento (da varare al termine dell’assemblea) contenente proposte e richieste da sottoporre alle imprese, da un lato, e agli organi ispettivi ed istituzionali, dall’altro.

Molte sono le questioni su cui si svilupperà la discussione, a partire dall’applicazione del contratto nazionale che prevede notevoli avanzamenti in tema di sicurezza, sia sul piano dell’analisi dei rischi che dell’informazione ai lavoratori. 

Si parlerà anche di contrattazione di secondo livello con una particolare attenzione alle condizioni dei lavoratori degli appalti su cui spesso si scaricano i costi aziendali, con conseguenze negative sul piano della sicurezza oltre che su quello delle tutele contrattuali.

Il terzo ordine di questioni riguarda gli organi ispettivi (Spisal e Ispettorato) e la loro capacità di intervento non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi. L’intenzione è quella di chiedere un incontro a livello regionale per valutare gli interventi in tema di prevenzione, le risorse di cui dispongono e gli organici effettivi.

L'assemblea dal titolo “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro al tempo di industria 4.0. Il ruolo della contrattazione, le responsabilità dell’impresa” si aprirà con la relazione di Luca Trevisan, Segretario Generale della Fiom del Veneto a cui seguiranno gli interventi di Massimo Peca, ispettore tecnico, e di Giovanni Finotto, docente all’Università di Ca’ Foscari. Quindi si aprirà il dibattito con gli interventi di RSL e RSU, moderato da Carlo Biasin, Coordinatore Uilm del Veneto. Le conclusioni saranno affidate a Massimiliano Nobis, Segretario Generale Fim del Veneto.

MERCOLEDÌ 14 FEBBRAIO 2018 FRANCESCA RE DAVID, SEGRETARIA GENERALE DELLA FIOM SARÀ A PADOVA

Domani mattina, in occasione dell'Assemblea generale della FIOM di Padova, con direttivo e  attivo dei delegati FIOM, sarà presente la segretaria generale Francesca Re David. I lavori si terranno presso la Scuola Edile di Camin (Via Basilicata 10/12 – Padova) a partire dalle ore 9.00.

Durante la mattinata si affronteranno i temi della contrattazione e i punti di partenza del Congresso che la CGIL affronterà nel corso di quest'anno. Non mancherà un approfondimento sulla situazione politico sindacale nel nostro paese in vista delle elezioni, con una riflessione sulla manifestazione antifascista di Macerata e sulla manifestazione nazionale indetta per il 24 febbraio 2018 a Roma  dall'Anpi, alla quale la Fiom prenderà parte.

Oltre alla Segretaria Generale della Fiom-Cgil Nazionale saranno presenti Luca Trevisan, Segretario Generale della Fiom-Cgil del Veneto e Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil di Padova.

 

Padova, 13.02.2018

LA FIOM DI PADOVA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA DI MACERATA

Anche la Fiom di Padova sabato 10 febbraio sarà a Macerata in difesa del diritto costituzionale a manifestare. La delegazione partirà assieme alle altre provenienti da tutto il Veneto per raggiungere la città marchigiana. 

Saremo presenti, come sempre, con le nostre modalità pacifiche, aperte e inclusive.

Gli spazi di partecipazione democratica contro l’odio e la violenza non possono essere mai trattati come un problema di ordine pubblico e soprattutto non è possibile mettere sullo stesso piano manifestazioni antifasciste e marce di carattere squadrista e razzista.

È improrogabile una forte risposta democratica e pacifica alla violenza fascista e razzista sempre più dilagante nel nostro Paese, continuando a portare avanti l'impegno antifascista in vista della grande manifestazione nazionale, già annunciata e prevista a Roma, per ribadire e affermare i valori dell’antifascismo sanciti dalla nostra Costituzione.

Nel contempo, chi non potrà prendere parte alla manifestazione di Macerata si ritroverà in presidio in piazza dei Signori a Padova dalle 17 alle 18 assieme a tutte le altre organizzazioni antifasciste della città per dimostrare contro il dilagare di presenze fasciste e razziste in Italia e nel nostro territorio.

Ora più che mai è chiara la necessità di portare avanti, diffondere e sottoscrivere l'appello Mai più fascismi promosso da 23 tra associazioni, sindacati, partiti e movimenti, preoccupati dal moltiplicarsi nel nostro Paese di organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. 

È inoltre fondamentale che il sindaco di Padova, il questore e tutti gli altri sindaci della provincia di Padova la smettano di autorizzare manifestazioni e attività di forze apertamente e chiaramente fasciste e razziste. Anche nel padovano è necessario vigilare in merito alle passeggiate della “sicurezza” fatte dai militanti delle forze di destra. È arrivato il momento che le istituzioni assumano un profilo nettamente antifascista, come da dettame costituzionale.

Non è più possibile prendere con leggerezza e superficialità questi avvenimenti perché chi alimenta odio e violenza non deve avere né spazio mediatico né spazi pubblici per esprimere concetti inaccettabili che altro non fanno che ledere il concetto stesso di democrazia e la nostra stessa Costituzione.

Padova, 9 febbraio 2018 

61 morti sul lavoro dall'inizio dell'anno: anche i metalmeccanici del Padovano aderiscono allo sciopero regionale

Le 61 morti sul lavoro registrate nei primi 32 giorni del 2018  non posso essere considerati una fatalità né tanto meno un costo sociale accettabile. LA sicurezza sl lavoro non è un diritto di seconda categoria, dev'essere primario e prioritario.

Dopo l'ultimo incidente mortale del 31 gennaio 2018, nel quale ha perso la vita Maurizio Cossu, operaio di 42 anni dipendente della ditta Idrotecnograda, mentre lavorava presso l'acciaieria Aso di Vallese in provincia di Verona, FIOM FIM UILM del Veneto hanno proclamato per lunedì 5 febbraio un'ora di sciopero di tutti i metalmeccanici del Veneto con l'uscita anticipata a fine turno di lavoro o con un'ora di assemblea sciopero secondo le modalità che saranno stabilite dalle singole RSU.


Una prima mobilitazione sul tema della sicurezza era stata già organizzata dopo la morte dei 3 operai intossicati a Milano, per rivendicare il diritto ad un lavoro sicuro e garantito. Le RSU delle aziende metalmeccaniche del padovano avevano indetto scioperi, presidi e assemblee fra venerdì 19 e lunedì 22 gennaio 2018 che avevano raccolto una larghissima adesione proprio perché la sicurezza dev'essere alla base della gestione del lavoro. 

 

E' necessario, ora più che mai continuare a farsi sentire, per rivendicare maggiore sicurezza in tutte le fabbriche, per denunciare questa grave situazione che ha colpito duramente anche la nostra regione in questo inizio d'anno e per non dimenticare le 952 morti sul lavoro registrate fino a novembre 2017, di cui 87, in Veneto. Nel padovano non possiamo dimenticare, fra gli altri, Gezim Haka, operaio di 48 anni della ditta UNICKA srl di San Giorgio. 

 

 

FIM – CISL, FIOM CGIL, UILM  


Padova, 2/02/2018

Sicurezza sul lavoro: scioperi, presidi e assemblee nelle aziende metalmeccaniche del padovano

La sicurezza sul lavoro non è un diritto secondario, dovrebbe essere la priorità sia per lo Stato che per ogni azienda e pretesa da ogni lavoratore e da ogni lavoratrice.

L'ennesimo incidente sul lavoro del 16 gennaio alla Lamina di Milano è costato la vita a ben 3 lavoratori che purtroppo sono solo gli ultimi di un lungo elenco.  Lungo elenco che ha avuto tristi accadimenti anche nel  padovano. Quest'estate una tragedia sul lavoro si è consumata a San Giorgio delle Pertiche dove il 31 luglio 2017 alla Unicka srl ha perso la vita l'operaio Gezim Haka a causa di una scheggia schizzata fuori da un macchinario in azione. Anche in quel caso la sicurezza sul posto di lavoro è venuta a mancare e un uomo non è più tornato dalla sua famiglia.

In segno di solidarietà per i compagni della Lombardia e di Milano e per rivendicare il diritto ad un lavoro sicuro e garantito le RSU delle aziende metalmeccaniche del padovano hanno indetto scioperi, presidi e assemblee che si svolgeranno in varie modalità fra venerdì 19 e lunedì 22 gennaio 2018.

Le morti sul lavoro sono un fallimento per il mondo del lavoro e rimarcano quanto le aziende non rispettino le basilari procedure in materia di sicurezza per mancanza di tempo, investimenti e lungimiranza.

La sicurezza deve diventare imprescindibile dalla concezione dello stesso lavoro e  questi drammi non devono ripetersi. Bisogna adoperarsi per creare una cultura della sicurezza che sia più forte della cultura del profitto e dello sfruttamento.  E' necessario adeguare i sistemi di prevenzione e prendere le misure necessarie per garantire l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori, non è più possibile che le necessità di prevenzione vengano messe in secondo piano rispetto alle tempistiche e alle dinamiche produttive. La formazione e gli interventi di sensibilizzazione e la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro devono essere visti come investimenti e non essere ritenuti dei costi  per le aziende.

Venerdì 19 gennaio in tutta Italia si terranno scioperi e assemblee e a Milano operai e impiegati metalmeccanici scenderanno in manifestazione per far sentire la voce dei lavoratori. La richiesta di tutti è  che venga rispettato il diritto a lavorare in dignità e sicurezza.

Fiom-Cgil Padova

18.01.2018

Itel: ritirata la procedura di mobilità per i dipendenti

Il 19 dicembre durante l'incontro in regione con sindacati e Rsum la dirigenza dell'Itel ha deciso di ritirare la procedura di mobilità per i 26 lavoratori sottoscrivendo un accordo fra le parti. Impiegati e operai continueranno a lavorare in Itel portando a termine le commesse legate alle nuove attività che l'azienda ha recuperato, riuscendo a stabilizzare la sua posizione.

Garanzie e diritti sono stati ratificati anche per gli altri 65 lavoratori che durante l'estate sono passati a lavorare per la PSC, che ha vinto il nuovo appalto dell'Enel. A seguito degli accordi siglati in regione, sottoscritti anche grazie al forte impegno del sindacato, hanno visto confermate sotto PSC, che all'inizio era reticente sul tema, le tutele e di diritti che avevano in Itel. 

“Siamo soddisfatti perchè dopo mesi di impegno e lotte i lavoratori abbiano finalmente avuto il riconoscimento dei loro diritti” ha detto Gianluca Badoer della segreteria della Fiom di Padova “Come sindacato ci preme sottolineare che denunciammo già quest'estate la mancanza di trasparenza nella gestione di questo appalto e speriamo che le indagini portino chiarezza sulla questione”.

22/12/2017 

FIOM CGIL PADOVA

NE-T by TELERETE NORDEST: I LAVORATORI DICONO NO ALLA PRIVATIZZAZIONE

 

Ne-t by Telerete Nordest Srl è una società di servizio nelle telecomunicazioni e nell’ICT la cui azione si esplica in attività di progettazione, realizzazione ed esercizio di sistemi per la sicurezza e sorveglianza per la connettività e l’accesso ai servizi pubblici e privati, con specifica attenzione al cittadino e agli enti dedicati al suo servizio. Il lavoro delle varie sezioni dell'azienda si snoda in diverse aree della della gestione della Man (Metropolitan Area Network) cittadina in fibra e wireless e di progetti indispensabili per la realizzazione di sistemi completi di networking, connettività, servizi di web call e contact center, e-service, info mobilità, domotica, integrazioni e applicazioni a più livelli.

L'alta competenza e preparazione dei dipendenti fa si che la Ne-t possa competere per l'affidamento di lavori complessi e di prestigio per la città di Padova e per l'azienda stessa.

La Ne-T è tuttora una società partecipata con la quota massima di appartenenza ad Aps Holding Spa 69,110%, e in quote minori Padova Attiva srl, Etra spa, Acquevenete spa, Acegas-Aps spa e Pronet.

Da qualche anno sono intenzionati a venderla e a privatizzarla  utilizzando come scusante la Legge Madia, ma in realtà questa scelta deriva da una volontà politica preesistente. 

Decidere di vendere un'azienda in crescita, che non ha problemi finanziari e che, soprattutto, visto il settore in cui opera, ha enormi potenzialità  è qualcosa che non si spiega. 

Ancor più che, in pratica, ad essere vendute al miglior offerente (e chissà in che modalità) saranno le 65 persone che ci lavorano ormai da anni e con enorme professionalità.

La FIOM CGIL di Padova, la RSU aziendale e i lavoratori sono totalmente contrari alla svendita della maggioranza delle quote e pensano che almeno il 51% di esse debbano rimanere pubbliche, per la massima tutela delle professionalità e dei lavoratori. L'azienda, con i dovuti investimenti e una sapiente gestione delle risorse potrebbe diventare un eccellente biglietto da visita per il comune e per i cittadini di Padova viste le molteplici attività che svolge e le elevate professionalità esistenti al suo interno. Non si può non tenere presente le potenzialità di sviluppo in un il territorio come quello del padovano dove il turismo artistico, eno-gastronomico, salutistico, religioso, l'università, possono dare spunti di realizzazione e creazione di progetti innovativi.

In un momento storico in cui si dovrebbe incentivare le realtà competenti e le professionalità sarebbe una vera e propria perdita per la collettività arrivare alla privatizzazione di questa azienda  e dei suoi lavoratori e le loro famiglie un futuro incerto .

Vista la situazione di incertezza in cui versa l'azienda la Fiom e la RSU, preoccupate per il futuro incerto dei lavoratori e delle loro famiglie, chiedono al Comune di Padova di supervisionare e  garantire che la dirigenza prepari e condivida un nuovo piano industriale con obbiettivi che vadano in senso contrario alla privatizzazione e all'esclusiva gestione di progetti esterni senza finalità a lunga gittata.

FIOM PADOVA

15.12.2017

MAUS: INDETTO UNO SCIOPERO DI 8 ORE PER LUNEDì 18 DICEMBRE 2017

Continua la vertenza iniziata lo scorso 27 novembre nel gruppo MAUS, di proprietà al 95% della MFH di Giorgio Rossi Cairo.

Durante l'incontro di oggi venerdì 15 dicembre 2017 fra le RSU, le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale le cose sono andate come si temeva  visto anche il risultato dell'incontro tenutosi a Modena relativo alla Fritz Hansberg.

L'azienda è, per l'ennesima volta, venuta meno alla parola data e ancor peggio all’accordo sindacale firmato il 30 novembre 2017. 

A fronte del mancato impegno ad onorare il pagamento delle mensilità previste dall’accordo, le organizzazioni sindacali e le RSU, unitariamente ai lavoratori, hanno dichiarato 8 ore di sciopero per lunedì 18 dicembre 2017  e il blocco di tutte le trasferte fino a nuova comunicazione. Tutto ciò in attesa del comunicato aziendale che sarà valutato nell’assemblea convocata per martedì 19 dicembre alle ore 8:00. 

“Come Fiom chiediamo alle figure istituzionali coinvolte nella procedura di porre la massima attenzione nei confronti delle necessarie esigenze dei lavoratori dato il grave impatto che avrebbe, sulla loro condizione, il mancato pagamento degli stipendi” lo ha detto Anna Zanoni della Fiom di Padova alla fine dell'incontro. “I lavoratori – conclude la sindacalista - non possono essere lasciati soli nella loro lotta per il lavoro e per una retribuzione certa”.