In merito alla vertenza iniziata lo scorso 27 novembre nel gruppo MAUS, di proprietà al 95% della MFH di Giorgio Rossi Cairo, a fronte dell'incontro già avuto tra direzione aziendale e sindacato a Modena per Fritz Hansberg e di quello che si terrà venerdì 15 dicembre a Padova per MAUS, oltre che dell'articolo apparso ieri sulla stampa di Padova, la Fiom-Cgil di Modena e quella di Padova vogliono precisare che qualora la direzione aziendale non intenda rispettare pedissequamente l'accordo siglato tra le parti in data 30 novembre 2017 in ogni sua parte e garantire in ogni caso il pagamento delle mensilità previste con modalità concordate, proporrà ai lavoratori la ripresa immediata della mobilitazione a partire dalla giornata di lunedì 18 dicembre. Chiediamo altresì alle figure istituzionali coinvolte nella procedura di porre la massima attenzione nei confronti delle esigenze materiali dei lavoratori dato il grave impatto che avrebbe sulla loro condizione un eventuale mancato pagamento di retribuzione.
Almaviva: scioperi con presidi e assemblee davanti alle sedi aziendali di tutta Italia, anche a Padova
Oggi anche i 160 lavoratori della sede di Almaviva spa, così come i colleghi di tutta Italia,hanno deciso di scioperare e di fermarsi in presidio sotto la sede aziendale di Camin per dimostrare il proprio dissenso nei confronti delle scelte aziendali.
Gli scioperi sono stati indetti dopo l'incontro che si è tenuto martedì 5 dicembre fra il Coordinamento delle Rsu Almaviva, Fim, Fiom, Uilm nazionali e la Direzione aziendale la quale ha esplicitato la propria richiesta di riduzione del costo del lavoro da realizzare attraverso una serie di nuovi e pesanti tagli agli accordi integrativi aziendali. L'azienda vuole il taglio degli stipendi e l’aumento delle giornate lavorative usando il periodo residuo di Cigo/CdS come arma di ricatto. Continua ad assumere e ad esternalizzare, mentre l’andamento economico degli ultimi anni e quello previsionale stanno rappresentando un’inversione di tendenza con il miglioramento di ricavi, margini e utile. Inoltre il recente finanziamento, realizzato ricorrendo all’emissione di obbligazioni per 250 milioni di euro,ha permesso di ristrutturare la situazione debitoria del gruppo riducendo gli oneri finanziari. Anche per queste ragioni il Coordinamento delle Rsu Almaviva e Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno considerato inaccettabile e pericolosa la posizione assunta dall’azienda, e hanno proclamato lo stato di agitazione indicendo un pacchetto di 16 ore di sciopero.
I lavoratori chiedono invece che l’uscita dalla crisi sia accompagnata da un più accorto uso dell’ammortizzatore sociale e da un progressivo ripristino degli istituti contrattuali temporaneamente sospesi. A questo si devono affiancare interventi per favorire il pensionamento dei più anziani e la determinazione di un Premio di Risultato che preveda un beneficio economico a fronte degli obiettivi raggiunti.
“L’adesione allo sciopero ha sfiorato il 100% dei lavoratori padovani. Basta questo dato per comprendere quanto sbagliate siano le scelte aziendali e quanto forte sia la volontà delle maestranze di sostenere le proposte sindacali, opponendosi con forza all’ipotesi di taglio degli stipendi”, sostiene Fabio Pozzerle della Fiom Cgil di Padova.
Dopo due settimane di lotta con iniziative di sciopero che si sono intensificate da lunedì 27 con la fermata totale dell'azienda nella giornata, ieri 30 novembre c'è stato un incontro serrato con l'amministratore delegato Giovanni Ambrogio e il CFO Giacomo Marzioni durante il quale l'azienda ha comunicato che, attraverso il finanziamento di un nuovo socio, che crede al piano industriale del gruppo, garantirà la salvaguardia dell'occupazione e introdurrà i necessari finanziamenti per sostenere il pagamento delle retribuzioni e il proseguo delle attività.
Maus si è impegnata a condividere con il sindacato il piano industriale da presentare alla procedura nei prossimi giorni. Per la Fiom Cgil di Padova e di Modena il grande merito va ancora una volta ai lavoratori che hanno saputo unirsi nella lotta così da costringere e riportare l'azienda alle proprie responsabilità.
Dopo l'incontro si è tenuta l'assemblea dove i lavoratori hanno approvato il piano proposto con un impegno scritto ed è stato deciso di sospendere lo stato di agitazione in attesa di valutare gli sviluppi del percorso tracciato.
Nel pomeriggio di oggi il 100% dei lavoratori della sede della Semitec Srl di Rubano, ha aderito allo sciopero di 4 ore indetto dalla Rsu, in concomitanza con le altre sedi sparse per la penisola, nell’ambito di un pacchetto di 16 ore proclamato dal Coordinamento Nazionale al quale si aggiungono lo sciopero degli straordinari e lo sciopero delle reperibilità.
L’azienda facente parte del gruppo Siram, occupa 365 lavoratori ed opera nel settore degli appalti telefonici.
Fabio Pozzerle, Fiom-Cgil “Sono anni che ai lavoratori si chiedono sacrifici. Sono anni che si concordano ammortizzatori sociali per consentire a Siram di dar corso alle promesse di rilancio delle attività. L’annuncio della vendita ad un ignoto compratore, rappresenta una beffa che preoccupa le maestranze e getta un’ombra di incertezza sul loro futuro. L’Azienda ci convochi e scopra le sue carte”.
Come diretta conseguenza delle agitazioni di venerdì, quando i lavoratori hanno deciso di scioperare spontaneamente, a causa del mancato rinnovo dei contratti a termine di alcuni dipendenti, tutte le parti in causa sono state convocate ieri dal prefetto per provare a trovare una soluzione a questa vertenza che va avanti da luglio 2017. Durante l'incontro l'azienda ha dichiarato di avere l'intento di portare avanti l'attività produttiva a fronte, però, di una richiesta di acquisizione che non è stata ancora formalizzata da parte dei due clienti maggiori, le quali commesse impegnano l'azienda per oltre il 70% dell'attività produttiva.
I due clienti europei, che stanno valutando l'acquisto dell'azienda, hanno come motivazione cardine del loro possibile acquisto la necessità di continuare ad avere a disposizione i pezzi prodotti dell'azienda di Saonara e dovranno formulare la loro proposta entro il 30 novembre come da richiesta dei giudici.
“La lotta sindacale e le iniziative dei lavoratori hanno anticipato alcuni eventi e siamo fiduciosi che le cose possano risolversi positivamente per permettere ai dipendenti di conservare il loro posto di lavoro e per far sì che un'azienda storica rimanga attiva nel nostro territorio” ha dichiarato Gianluca Badoer della segreteria della Fiom di Padova.
Da lunedì 20 novembre i lavoratori del gruppo MAUS di Campodarsego,hanno comunicato lo stato di agitazione e proclamato 1 ora di sciopero al giorno, dalle 14.00 alle 15.00.
L'adesione allo sciopero è stata altissima, ben oltre il 95%, anche se è mancata l'adesione dei dipendenti dell'ufficio amministrativo.
Le ragioni dello sciopero vogliono marcare la forte preoccupazione dei lavoratori e delle lavoratrici per lo stato in cui versa il gruppo MAUS (formato dalla MAUS SRL di Campodarsego e dalla FRITZ HANSBERG di Modena) che ha visto negli ultimi 2 anni il cambio di 3 amministratori delegati, dei quali l'ultimo è stato nominato dal Consiglio d'Amministrazione del gruppo, ai primi di ottobre 2107 trovandosi a fare i conti con crescente e pesante indebitamento che rischia di compromettere il futuro di 105 dipendenti e quindi di 105 famiglie.
Per Anna Zanoni della segreteria della FIOM di Padova e per Gregorio Loregian della FIM di Padova e Rovigo la posizione è concorde: "L'unica soluzione passa attraverso una ricapitalizzazione della società e la presentazione di un piano industriale che indirizzi gli impegni in termine di prospettiva per MAUS. Questo è quanto già richiesto, anche in termini di urgenza al Consiglio di Amministrazione" e concludono "Le organizzazioni sindacali non possono che sostenere ed essere al fianco dei lavoratori nella loro mobilitazione per salvaguardare le prospettive future del gruppo e e quindi le occupazioni interne alle due aziende".
I lavoratori e le lavoratrici hanno ribadito che se non ci saranno risposte veloci e concrete in questo senso, continueranno le iniziative di lotta che verranno decise giorno per giorno , unitariamente ai dipendenti della FRITZ HANSBERG, l'altra azienda del gruppo che ha sede a Modena.
In continuità con le iniziative della scorsa settimana e a maggior ragione dopo l'incontro di sabato anche oggi si sono tenuti altri scioperi unitari nelle aziende metalmeccaniche del territorio provinciale.
I lavoratori e le lavoratrici della ZF di Caselle di Selvazzano oggi hanno scioperato unitariamentequasi al 100%, astenendosi dal proprio lavoro per le due ore finali di ogni turno. I lavoratori e le lavoratrici del gruppo Sit di Padova hanno scioperato in maniera unitaria, fermando totalmente le attività produttive.
Ricordiamo che durante l'incontro di sabato sulla previdenzafra le organizzazioni sindacali e il Presidente del Consiglio e i Ministri Poletti, Padoan e Madia, il Governo ha ribadito le sue posizioni, aggiungendol’estensione del blocco dell’innalzamento dei requisiti contributivi di pensionamento anche alle pensioni di anzianità, ma limitatamente alle sole 15 categorie dei cosiddetti lavori gravosi; la costituzione di un fondo per finanziare, con gli eventuali residui derivanti dalla gestione dell’Ape sociale del 2018 euna eventuale proroga dell’Ape stessa nel 2019.La CGIL ha espresso un giudizio negativo anche dopo le integrazioni proposte per la mancanza di risposte a molteplici questioni fra le qualila prospettiva previdenziale per i giovani ed il riconoscimento del lavoro di cura, l’intervento del tutto insufficiente sul meccanismo di adeguamento all’aspettativa di vita, l’inconsistenza della platea dei lavori considerati gravosi, anche con l’allargamento del blocco all’anzianità delle sole mansioni gravose. La CISL e la UIL hanno tenuto posizioni differenti rispetto alla CGIL sulle misure proposte dal Governo.
E' importante ribadire che oggi, nel padovano, gli scioperi sono stati unitari perché la volontà dei lavoratori, delle lavoratrici e dei delegati sindacali rimane unanime: la legge “Monti-Fornero” non va bene e va assolutamente riformata radicalmente. In tal senso sono previste per i prossimi giorni ulteriori azioni sindacali.
Oggi altre aziende della provincia hanno continuato la protesta iniziata ieri contro le disposizioni aprioristiche del governo su lavoro e pensioni.
Le agitazioni di oggi alla Carraro Drive Tech Spa di Campodarsego, allaKomat’su di Este e alla Pavan di Galliera Veneta sono state indette unitariamente dalla RSU Fiom e Fim e hanno coinvolto il 100% dei dipendenti delle prime due e circa l'80% degli operai della terza azienda.
I lavoratori hanno scioperato durante i loro turni di lavoro e hanno fatto volantinaggio coinvolgendo le persone in transito che hanno risposto con solidarietà alla situazione di disagio.
I lavoratori e le lavoratrici coinvolti nelle proteste non ritengono giusto che nell'analisi del governo, il settore dell'industria metalmeccanica non rientri nell'elenco dei lavori gravosi, condizione che permetterebbe ai lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi e ritengono che la manovra economica del governo non farà che aumentare le disuguaglianze. Non è accettabile, per loro, che il governo continui sulla strada della riforma "Monti-Fornero" non trovando spazio nella manovra alla pensione di garanzia per i giovani, sempre più soggetti a lavori discontinui e a bassa retribuzione. Inoltre non è più rinviabile il blocco dell'adeguamento dell'aspettativa di vita previsto nel 2019 necessario per giungeredefinitivamente ad un principio di flessibilità e di equità del sistema previdenziale.
Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova: “ Si conferma la volontà dei lavoratori di non accettare l'attuale situazione. Anche nei prossimi giorni ci saranno altre iniziative indette dalle RSU di altre fabbriche in attesa dell'esito del confronto di CGIL, CISL e UIL con il governo”.