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Emergenza abitativa: ieri, sabato 7 dicembre, l'iniziativa del Sunia Cgil di Padova e Rovigo davanti a Palazzo Moroni

Sunia Cgil Padova: "Consegnato un piccolo albero di Natale all'Assessore alla Casa del Comune di Padvoa, Francesca Benciolini, per ricordare l'urgenza di un intervento della politica per l'affermazione del diritto alla casa"
 
Un'iniziativa per ricordare alla politica la grave emergenza abitativa che si vive in città e la necessità di un forte intervento delle istituzioni affinché il diritto alla casa sia un diritto reale e non solo sulla carta. È ciò che ieri ha organizzato il Sunia Cgil Padova e Rovigo, insieme a qualche decina di inquilini, sul Liston davanti a Palazzo Moroni dove, al Comune di Padova, nella figura dell' Assessora alla Casa, Francesca Bencioli, è stato consegnato un piccolo albero di Natale come gesto simbolico per ricordare l'urgenza di un intervento a difesa del diritto alla casa. 
 
Durante la consegna c'è stato anche un vivace, e a tratti teso, confronto tra Benciolini, Brombin e diversi inquilini che però è sempre rimasto nei binari della civiltà e della correttezza. 
 
"Si è trattato di un'iniziativa - dice Michele Brombin, Segretario del Sunia-Cgil Padova - che ha seguito quella realizzata a novembre quando gli inquilini del Sunia consegnarono una lettera al Sindaco Giordani dove raccontavano dell'enorme problema vissuto a causa della mancanza di una casa. Sono persone e famiglie che sono state sfrattate e, spesso, si trovano in una buona posizione nella graduatoria per l'assegnazione di un alloggio popolare, uno dei 400 che il Comune ha disponibili, che però sono costretti ad attendere per un tempo interminabile. Alcuni di essi, appartengono a quelle famiglie che vivono una situazione di forte disagio in seguito all'intervento dei Servizi Sociali che dopo l'esecuzione di uno sfratto hanno adottato per loro il cosiddetto metodo "Spacca famiglia", invece di intervenire subito, come chiediamo inascoltati noi del Sunia, con l'assegnazione in emergenza abitativa, un provvedimento previsto dalla legge regionale".
 
"Per questo motivo - conclude Michele Brombin - sabato mattina abbiamo portato all' Assessora un piccolo albero di Natale, ricordando l'urgenza di un forte intervento in materia di alloggi, l'importanza che riveste il diritto alla casa e la necessità che la politica lo comprenda dedicando più risorse nonostante le ristrettezze economiche che gli enti locali vivono in questo momento a causa dei tagli del Governo. A tal proposito, non possiamo non registrare di come il Ministro Salvini, che oltre ad avere il dicastero delle Infrastrutture e Trasporti ha anche la delega per l'emergenza abitativa, non sta dando prova di avere ben chiaro le dimensioni del problema che, non a caso, si sta aggravando e coinvolge sempre di più persone che un lavoro ce l'hanno ma il cui livello del salario non è in grado di far fronte ai prezzi degli alloggi privati, assolutamente impazziti con l'esplosione dei cosidetti 'affitti brevi' destinati soprattutto ai turisti".
Michele Brombin, Segretario del Sunia Cgil di Padova e Rovigo

Ancora un incidente mortale sul lavoro nella provincia di Padova. Cgil Padova: “Inaccettabile. Servono investimenti di Governo e Regione per fermare questa strage quotidiana”

Nuovo incidente mortale ieri in provincia di Padova (con l’ottava vittima nel 2024 secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro di Bologna), in località San Giorgio in Brenta nel comune di Fontaniva nell’alta padovana. Stavolta, a non tornare più a casa dai suoi cari, è Mariano Martinucci, 48 anni, residente in Toscana in provincia di Pisa che era al suo primo giorno di lavoro in trasferta per l’azienda per cui lavorava – la “Massoni P&M”, un impresa boschiva e forestale con sede a Guamo, in provincia di Lucca – che proprio a Fontaniva aveva appena aperto uno dei suoi numerosi cantieri presenti in tutta la penisola. Purtroppo, in circostanze tutte da chiarire, l’uomo, intorno alle 8 e 45 del mattino, è stato travolto da una catasta di tronchi di legno mentre era intento al sezionamento dei tronchi con la motosega e non ha avuto scampo. Alla scena ha assistito un suo collega, prontamente ma inutilmente intervenuto, che si trovava poco lontano dall’incidente e a cui non è restato che chiamare al 118 il Pronto Intervento.

Su questa ennesima tragedia è intervenuto il Segretario Confederale della Cgil di Padova, Marco Galtarossa, che detiene in Segreteria la delega in materia di sicurezza sul lavoro: “Innanzitutto non parliamo di fatalità. Sarebbe fatalità se gli incidenti mortali sul lavoro si verificassero una volta ogni morte di papa, ma noi sappiamo che nel nostro Paese, in media, muoiono tre lavoratori al giorno, per cui la parola fatalità è del tutto inappropriata. Detto questo, come sempre, restiamo in attesa dell’esito di tutti i doverosi accertamenti sul caso, non è nostra intenzione puntare il dito contro nessuno. Ecco, se proprio lo vogliamo fare, allora lo facciamo contro la politica che in tutti questi anni si è sempre voltata dall’altra parte rispetto a questo enorme e straziante problema”.

“Il punto – continua il sindacalista della Cgil – è che se vogliamo incidere concretamente su questa piaga sono necessari investimenti importanti da parte di Governo e Regione, innanzitutto per aumentare il numero degli Ispettori dello Spisal, figure che possono aiutare preventivamente le imprese. Ecco perché, come Cgil, chiediamo che ci sia un’assunzione di responsabilità da parte della politica che porti ad un vero e proprio cambiamento culturale: serve eliminare il massimo ribasso come criterio di assegnazione degli appalti e un serio investimento per aumentare il numero di ispettori, non tanto per aumentare le sanzioni ossia con una funzione repressiva, ma soprattutto in chiave preventiva”.

“Senza questo impegno – conclude Marco Galtarossa – tragedie come queste non accenneranno a diminuire e noi continueremo a piangere la vita di chi una mattina è uscito per andare a lavorare e non è più tornato dai suoi cari e conoscenti. E proprio alla famiglia della persona deceduta non può che andare il nostro pensiero e la nostra vicinanza per il momento terribile che stanno attraversando”.

Il servizio di Telenordest sull'incidente successo a Fontaniva con il commento del Segretario Confederale della Cgil di Padova, Marco Galtarossa

Cessate il fuoco! Ora! Subito! Uniti per la Pace - Padova propone un Flash Mob in 13 Comuni del territorio Padovano. Cgil Padova: "Presenti!"

Sabato 7 dicembre, dalle 11.00 alle 12.00, 13 Flash Mob in altrettanti comuni: Padova – Abano Terme – Albignasego – Cadoneghe – Limena –Montegrotto – Noventa Padovana, Ponte San Nicolò – Rubano – Saonara – Selvazzano – Vigodarzere – Vigonza

Nuova iniziativa del Coordinamento UNITI PER LA PACE – PADOVA (di cui fa parte anche la Cgil di Padova) che propone, per sabato 7 dicembre, un flash mob diffuso ed in contemporanea in ben 14 luoghi di 13 Comuni del territorio padovano: Padova, Abano Terme, Albignasego, Cadoneghe, Limena, Montegrotto, Noventa Padovana, Ponte San Nicolò, Rubano, Saonara, Selvazzano, Vigodarzere, Vigonza.

Un’azione coordinata che, per la prima volta, esce dal territorio strettamente comunale di Padova e coinvolge i territori comunali della cintura urbana, per una sensibilizzazione sempre più diffusa e capillare e con un messaggio chiaro: CESSATE IL FUOCO! ORA SUBITO! FERMATE IL RIARMO!

E saranno proprio queste le parole protagoniste dei silenziosi flash mob in programma contemporaneamente dalle ore 11.00 alle ore 12.00 in questi tredici Comuni.

In molti scenderanno in piazza portando ciascuno una lettera a comporre l'appello Cessate il fuoco!

«Sarà un grido silenzioso – sottolineano i promotori – in contrapposizione al rumore delle armi delle troppe guerre che ci sono nel mondo. Scenderemo in piazza e chiediamo a quanti credono nella forza della Pace di essere al nostro fianco. La Pace è l’unica vittoria possibile! L’uso delle armi non risolve i conflitti, ma protrae il supplizio delle popolazioni martoriate dalle guerre. Vogliamo fare appello a tutti i governanti e chiediamo anche al nostro Governo di usare tutti i mezzi della diplomazia per portare Pace nei Paesi in guerra.

Chiediamo al nostro Governo di abbandonare la strada dell’invio di armi che serve solo a fomentare violenza, distruzione e mantenimento delle ostilità oltre ad arricchire produttori e commercianti di armi.

La data del 7 dicembre per manifestare la PACE non è scelta a caso, ma perché vigilia della festa religiosa dell’Immacolata, che apre il periodo del Natale, e perché precede il 10 dicembre, giornata Internazionale dei Diritti Umani.

Al nostro appello – Fermiamo le guerre. Il tempo della pace è ora! – stanno rispondendo trasversalmente associazioni, amministrazioni comunali, parrocchie, singole persone».


Il flash mob si terrà a:
Padova in piazzetta Garzeria e alla Loggia della Gran Guardia
Abano Terme – Parco Termale
Albignasego – Villa Obizzi, via Roma
Cadoneghe – mercato Castagnara, via Gramsci
Limena – parcheggio SP 47 della Valsugana
Montegrotto – municipio, piazza Roma
Noventa Padovana – piazza Europa
Ponte San Nicolò – villa Crescente, via Marconi
Rubano – Sarmeola, piazza San Fidenzio
Saonara – sala civica Petrini, via Roma
Selvazzano – Tencarola, piazza Al Lavoratore
Vigodarzere – piazza Bachelet
Vigonza – municipio, via Cavour


Uniti per la pace – Padova è un Coordinamento delle realtà padovane impegnate per la Pace, che si è formato nel 2021. Sono promotori: Acli, Agesci, Anpi, Arci, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione per la pace, Azione cattolica, Beati i costruttori di pace, Casa delle donne, Cgil, Cisl, Uil, Comunità di Sant’Egidio, comunità etniche cattoliche, Donne in nero, Emergency, Legambiente, Libera, Mir, Movimento dei focolari, Ufficio diocesano per la pastorale sociale, Rete studenti medi, Udu, Masci, Centro Pandora.

Elezioni Rsu alla Peroni: vince la Flai Cgil con il 76%. Eletti tre delegati su quattro

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla vittoria della Flai Cgil alle elezioni per le RSU in Peroni

Flai Cgil Padova: “Un ottimo risultato. Ora avanti con il confronto con l’azienda per migliorare le condizioni di lavoro di lavoratrici e lavoratori su orari, flessibilità, precarietà e salari”

Si sono concluse ieri sera, allo stabilimento della Birra Peroni in via Prima Strada a Padova, le votazioni per le elezioni dei Rappresentanti Sindacali Unitari (RSU) in azienda. Il verdetto è stato netto e ha decretato una chiara vittoria della Flai Cgil che è risultata essere l’organizzazione sindacale più rappresentativa in azienda con oltre il 76% dei voti, eleggendo tre delegati su quattro. Questo il quadro finale: Votanti 116. Alla Flai Cgil 83 voti, alla Uila Uil 15 voti e alla Fai Cisl 14 voti.

“Si tratta – dice Giovanni Acco, Segretario Generale della Flai Cgil Padova – di un ottimo risultato che migliora, e non era facile, l’altrettanto lampante vittoria che avevamo ottenuto nella tornata elettorale precedente. Una vittoria molto significativa, raggiunta al termine di una campagna elettorale dove erano stati messi in campo tutti i mezzi possibili al fine di crearci problemi e impedirci di raggiungere questo eccellente risultato”.

“Altro motivo di soddisfazione – aggiunge il sindacalista della Cgil di Padova – è che due dei tre delegati che abbiamo eletto (Cacace Tiziano, Peraro Simone e Boscolo Marchi Filippo i loro nomi) sono di giovane età e questo rappresenta un valore aggiunto se guardiamo le cose in prospettiva futura. Un altro ottimo risultato raggiunto grazie all’impegno profuso e la tenacia dimostrata in questi ultimi mesi di cui vanno ringraziati i delegati e la segreteria provinciale della Flai Cgil, in particolare il compagno Giuliano Carraro”.

“Nei prossimi giorni – conclude Giovanni Acco – riapriremo un serrato confronto con la Direzione Aziendale che per noi della Flai Cgil Padova non può che andare verso una direzione obbligata, ossia il miglioramento delle condizioni lavorative dei dipendenti. Questo significa che ci concentreremo su determinati temi come gli orari di lavoro, in particolare per una riduzione dell’estrema flessibilità che impongono a lavoratrici e lavoratori, sulla precarietà che va assolutamente diminuita e per un incremento del livello dei salari, fortemente erosi dalla spinta inflazionistica registrata negli ultimi anni”.

Lavoratrici e lavoratori delle biblioteche e delle aule didattiche dell'Università di Padova in stato di agitazione: stop al lavoro supplementare fino a quando non verranno riconosciuti i loro diritti

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto (di ieri) sullo stato di agitazione e presidio delle lavoratrici e lavoratori in appalto all'Università di Padova
  • video link: Visita il sito

Lavoratrici e lavoratori delle Biblioteche e delle aule didattiche dell’Università di Padova hanno manifestato ieri mattina davanti a Palazzo del Bo, annunciando il blocco totale del lavoro supplementare fino a quando l’azienda che ha in appalto il servizio, la Euro&Promos FM s.p.a., non riconoscerà i loro diritti.

Sono circa 30 studentesse e studenti lavoratori, neolaureati e dottorandi che lavorano in appalto presso le biblioteche e le aule didattiche dell’Università di Padova. Nel loro contratto sono previste dalle 3 alle 10 ore settimanali, spesso concentrate in un unico giorno, eppure quasi tutti ne lavorano molte di più, anche fino a 38 ore settimanali, 6 giorni su 7.

“Non si tratta di picchi di lavoro saltuari, ma di una prassi consolidata – spiega Marquidas Moccia, Segretaria generale Filcams Cgil Padova – Questi giovani lavoratori vivono quindi in uno stato di costante precarietà e incertezza, con contratti che non corrispondono al lavoro effettivo che svolgono. Il 29 novembre tutti loro hanno aderito in maniera compatta allo sciopero ed oggi chiedono, insieme alla Filcams di aprire una trattativa con l’azienda, e con l’Università a cui abbiamo chiesto un incontro in quanto committente, per stabilizzare le ore e adottare un corretto inquadramento rispetto alle mansioni. Stato d’agitazione e blocco del lavoro supplementare continueranno fino a quando non verrà organizzato un incontro con l’azienda”.

Alessio Odoni, Segreteria regionale Filcams Cgil Veneto: “Si tratta di dinamiche che si verificano sempre più spesso all'interno della nostra categoria. Il sistema degli appalti scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori la competitività delle imprese stesse, comprimendo verso il basso le tutele e i salari di chi lavora nel settore, sia che si tratti di appalti pubblici che di appalti privati".

Tiziana Basso: “Da tempo sosteniamo che, quando c’è un appalto, l’azienda committente deve essere responsabile sia dal punto di vista dei contratti applicati sia per quanto riguarda salute e sicurezza dei lavoratori in appalto.  Sollecitiamo ancora una volta l’Università di Padova, che in questo caso è il committente dell’appalto, ad affrontata al meglio la situazione. Siamo certi che verranno trovate delle soluzioni alla precarietà e al disagio vissuti da questi lavoratori, che molto spesso sono studenti iscritti proprio a Padova che, con fatica e sacrificio, cercano di mantenersi gli studi lavorando”.

Il servizio di Telenordest sulla protesta di ieri davanti al Bo'

Sciopero Generale: a Padova in migliaia in piazza con Cgil e Uil contro la legge di bilancio del Governo

“Se l’obiettivo della manifestazione provinciale organizzata da Cgil e Uil a Padova era bissare il numero di partecipanti dell’anno scorso, allora quell’obiettivo è stato ampiamente raggiunto, potremo dire quasi raddoppiato”. È unanime la soddisfazione delle Segreterie Provinciali di Cgil e Uil dopo il grande successo riscosso dallo sciopero generale di ieri, non solo a Padova ma in tutto il Paese. Sciopero Generale che ha registrato altissime adesioni in tutta Italia e ha visto la partecipazione di almeno mezzo milione di persone nelle manifestazioni organizzate per tutta la penisola, 20 mila in tutto il Veneto e più di 5000 persone a Padova, tra lavoratori e lavoratrici, studentesse e studenti e pensionate e pensionati.

Una protesta iniziata fin dalle prime luci dell’alba con i presidi per tutta la provincia e con massicce adesioni anche nel mondo della scuola, negli uffici postali e nel pubblico impiego in generale. Tante le aziende nel territorio, soprattutto nel settore metalmeccanico, che hanno registrato un’alta adesione allo sciopero: Dap Produzione, 100%; Parker, 90%: Carel Industries 90%, Megius, Hitachi, Pana ed Epta adesioni al 60%. Hiref al 50%, all’Allco il 100%, alla Fast il 70%, alla VDZ il 90%.

Partenza intorno alle 10 e 15 del corteo, come da programma, e ritorno in Piazza Garibaldi, intorno alle 11.00 dopo aver attraversato le piazze e le vie del centro, dove dal palco allestito, coordinati dal Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano, sono intervenuti diverse delegate e delegati in rappresentanza delle lavoratrici e lavoratori dei vari settori. E così hanno preso la parola Sefora Dal Porto, in rappresentanza del mondo del lavoro nella scuola, Alessandro Reali della Fiom per i metalmeccanici, Miriam Florian del settore agro-alimentare, Lorenza Salbego, dipendente Amazon e Giusy del Gatto, lavoratrice del OIC. Infine, dopo l’intervento di Massimo Zanetti, Coordinatore della Uil di Padova, ha chiuso la mattinata l’atteso e ascoltato comizio di Michele De Palma, Segretario Generale della Fiom Cgil Nazionale.

“La verità – ha esordito il Segretario Generale della Fiom – è che tutto quello che dovevamo dire su questo sciopero generale è già stato detto. E lo avete detto voi, lavoratrici e lavoratori durante le tantissime assemblee che abbiamo fatto in queste settimane nei luoghi di lavoro. E lo stesso è stato ribadito nelle assemblee nelle leghe territoriali a cui hanno partecipato centinaia di pensionate e pensionati. E ciò che è emerso è la vostra rabbia e indignazione contro un governo che sa solo tagliare e dare appena 3 euro in più ai pensionati. Quello che in tante e tanti hanno detto è che non ce la fanno a vivere più con i salari e le pensioni più basse d’Europa. E tutto questo mentre la grande mole della raccolta fiscale, 17 miliardi, viene proprio dalle lavoratrici e lavoratori insieme alle pensionate e pensionati gli unici che sono costretti a pagare le tasse”.

“Questo sciopero – ha concluso il Segretario Generale della Fiom in un discorso che più volte ha strappato gli applausi convinti della platea – ha travolto e travolgerà le scelte sbagliate del Governo e le scelte delle imprese che non vogliono rinnovare i contratti. Il Governo sta facendo una manovra per i ricchi e contro i lavoratori. Questa manifestazione non è soltanto una grande giornata di lotta, è anche una giornata per affermare che il futuro di questo Paese dipende dalle lavoratrici e dai lavoratori e noi non abbiamo intenzione di fermarci. Oggi abbiamo scioperato per il diritto ad avere dei diritti, per mettere al centro le persone e il lavoro industriale. È ora di lottare per difendere la nostra Costituzione, per cambiare la manovra del Governo e per riprenderci la nostra dignità. Il Governo deve capire che non ci fermeremo".

Il servizio di Telenordest sullo sciopero generale e manifestazioni del 29 novembre

Presentati i Rendiconti Sociali dell’INPS: i rilievi delle Segreterie Provinciali di Cgil Cisl e Uil

Cgil, Cisl e Uil: “Preoccupa l’impatto dell’inverno demografico sulla tenuta, nel lungo periodo, del sistema pensionistico e degli ammortizzatori sociali e l’insostenibile gap salariale tra uomini e donne (30% circa) che si rifletterà sulle pensioni future di queste ultime. Necessario intervenire sui flussi migratori dei giovani in uscita dal Paese aumentando i loro salari e con nuove politiche migratorie e di orientamento allo studio”

 

Nei giorni scorsi sono stati presentati all’INPS di Padova, così come in Veneto nella sede di Venezia e a Roma nella sede Nazionale, i “RENDICONTI SOCIALI DELL’INPS”, che resta il più grande Istituto Previdenziale Europeo.

“I rendiconti – dice Massimo Zanetti, Coordinatore Uil Padova – una volta studiati, ci permettono di comprendere come la situazione demografica ed occupazionale si muova dentro al nostro territorio e, di converso, anche le ricadute sia sul piano economico che su quello del welfare. Da quanto emerge, il dato più preoccupante è rappresentato dal fatto che i cittadini over 65 anni (24,2% del totale) siano più del doppio degli under 14 anni (11,9%). Significa che la natalità, di fatto, scende in maniera vertiginosa causando un pericoloso saldo negativo fra nati e deceduti”.

“L’inverno demografico, perché di questo si tratta – precisa l’esponente della Uil – imporrà una progressiva riduzione dei servizi e avrà ripercussioni importanti sul sistema pensionistico. Risulterà pertanto essenziale intervenire con politiche migratorie diverse. Per quanto riguarda la nostra Provincia, nonostante la disoccupazione giovanile si assesti ad un valore molto basso rispetto alla media nazionale (4,4%) e pure i salari siano oggettivamente più alti della media nazionale, i giovani non smettono di emigrare per trovare nel lavoro un profilo di carriera ed un salario più vantaggioso, che qui resta precluso”.

“Infine – conclude Massimo Zanetti – le disparità di genere non accennano a diminuire, confermando come il tasso di inattività delle donne risulti più del doppio di quello degli uomini, nonostante il trend in miglioramento rispetto agli anni precedenti. Accanto a questo, il tasso di occupazione femminile si attesta al 61,12% ma, soprattutto, le retribuzioni femminili risultano essere di circa il 30% in meno rispetto a quelle maschili”.

“Un simile rapporto – aggiunge Manuela De Paolis, Segretaria Confederale della Cgil di Padova – si riflette sulle pensioni, che vedono il mondo femminile percepire emolumenti pensionistici inferiori del 35% rispetto agli uomini. Altro dato che emerge, è il crollo delle pensioni raggiunte tramite “Opzione Donna” che passano da 574 del 2022 a 249 del 2023”.

“Anche gli ammortizzatori sociali aumentano – prosegue la Segretaria Confederale della Cgil di Padova – e infatti, per quanto riguarda le cessazioni, registriamo un aumento del 10% delle NASPI, mentre un dato ancora più preoccupante riguarda le sospensioni di rapporto di lavoro, cassa integrazione e fondi di solidarietà, che registrano un +18%, segno tangibile di fragilità del lavoro anche nella nostra Provincia”.

“La tendenza per il 2024 è drammaticamente negativa – conclude Manuela De Paolis – in particolare per quanto riguarda la Cassa Integrazione, che già a primavera 2024 scontava un + 50% rispetto al 2023 e con un ulteriore peggioramento da settembre 2024 dovuto in particolare alla crisi economica della Germania, soprattutto nel settore dell’automotive”.

“Alla luce di questi dati, visti nel loro insieme – interviene Paola Guidolin, Segretaria Territoriale della CISL di Padova e Rovigo – la situazione ci appare seriamente preoccupante per il futuro: da un lato, pensioni più basse soprattutto per le donne e sistema previdenziale poco sostenibile sul lungo periodo, su cui sarà quindi necessario intervenire al fine di tutelare, potenziare e rafforzare la previdenza complementare contrattuale. Dall’altro lato, l’emigrazione costante e in aumento delle professionalità giovanili, ci impone di abbinare a diverse politiche migratorie anche nuove politiche di orientamento allo studio e creare spazi di partecipazione e inclusione per le nuove generazioni”.

“Oggi, del resto – prosegue la sindacalista della Cisl – il lavoro stabile e ben retribuito è appannaggio degli over 50 e diventa impellente estendere questa facoltà anche alle nuove generazioni, le più colpite da lavoro discontinuo e non ben retribuito. È necessario intervenire, con il Governo e anche attraverso la contrattazione collettiva, per impedire l’utilizzo di forme contrattuali spurie come per esempio le finte partite IVA o il proliferare di cooperative che applicano contratti pirata”.

“Infine – concludono i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil – bisogna immaginare un sostegno duraturo alle famiglie più in difficoltà: alloggi e servizi per l’infanzia a costi sostenibili, misure stabili di sostegno allo studio e alla genitorialità, che rispettino i tempi di vita e di lavoro e la parità di genere, senza dimenticare di tutelare il potere di acquisto dei salari dall’erosione inflazionistica”.

Domani lo sciopero generale contro la Legge di Bilancio. Le Segreterie Provinciali di Cgil e Uil: “L’appuntamento è alle 10.00 in P.zza Garibaldi a Padova per dire no ad una Legge di Bilancio che impoverisce il Paese”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sullo sciopero generale nella nostra provincia di domani venerdì 29 novembre
  • video link: Visita il sito

Tutto pronto per lo sciopero generale di domani, venerdì 29 novembre, anche nella provincia di Padova. A dirlo, ieri in una conferenza stampa, il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano e il Coordinatore della Uil di Padova, Massimo Zanetti, spiegando i dettagli della manifestazione che si terrà a Padova (concentramento alle 10.00 in Piazza Garibaldi da cui partirà il corteo che attraversando il centro cittadino farà ritorno al punto di partenza dove dal palco allestito parleranno le delegate e i delegati nelle varie realtà aziendali del territorio e ci sarà l’intervento conclusivo del Segretario Generale della Fiom Nazionale, Michele De Palma) e le motivazioni, validissime anche nella nostra provincia, dello Sciopero Generale di Cgil e Uil.

“Viviamo in un territorio – ha spiegato il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano – dove abbiamo ben 55 mila persone tra lavoratrici e lavoratori che vivono nella fascia di povertà, cioè hanno un reddito annuo che non supera i 12 mila euro. Sono il 12% degli occupati, sono aumentati del 4% rispetto allo scorso anno. E in stragrande maggioranza sono donne, ben l’81%. Significa che sono 4 su 5. E questo accade mentre i dati dell’INPS ci dicono che la cassa integrazione, tra il 2022 e il 2023 (quando la situazione era comunque migliore di adesso) è letteralmente esplosa passando dalle 718 mila ore del 2022, al 1.187.701 ore a fine 2023. Più precisamente: la Cassa Integrazione Straordinaria è cresciuta del 35%, quella Ordinaria del 65%. Un balzo che non si vedeva dai tempi del Covid che ha coinvolto aziende che, tolto il periodo pandemico, non la usavano da decenni, per esempio la Carraro Drive Tech di Campodarsego in cui la misura era stata usata l’ultima volta nel 2009.”

“C’è un disagio sempre più diffuso – ha continuato Aldo Marturano – che il Governo continua a negare, parlando di crescita, di occupazione record, di risultati nella raccolta fiscale: tutte balle. La crescita occupazionale è un bluff ed è del tutto irrealistica se guardiamo alla crisi industriale che sta attraversando l’intero Paese e in particolare il Veneto, visto che la nostra è sostanzialmente una terra che fa da indotto alla Germania e dove si riflette la crisi dell’auto che vivono i tedeschi. L’evasione fiscale viene stimata intorno agli 82 miliardi di euro, una cifra mostro con cui si potrebbero fare tre leggi finanziarie, non una. Eppure il Governo Meloni continua a fare il gioco delle tre carte con il cuneo fiscale, una misura che fu introdotta dal Governo Draghi, che di fatto le lavoratrici e i lavoratori hanno già pagato con l’aumento della pressione fiscale subita. Per non parlare della situazione in cui vivono le pensionate e i pensionati di questo Paese a cui è stato dato un aumento ridicolo che consiste, alla fine dei conti, in 10 centesimi al giorno”.

“La sanità pubblica è a pezzi – ha concluso il Segretario Generale della Cgil di Padova – l’istruzione sempre più bistrattata, non c’è uno straccio di politica industriale eppure hanno il coraggio di dire che il nostro è uno sciopero ideologico. Niente di più falso visto i numeri della crisi che attraversiamo. L’appuntamento è alle 10.00 di domani, venerdì 29 novembre, in Piazza Garibaldi e saremo in tante e tanti. L’obiettivo è di bissare il successo della manifestazione dell’anno scorso che segnò circa 3000 presenze”.

Il servizio di Telenordest sulle motivazioni e i dettagli dello sciopero generale nella nostra Provincia di domani venerdì 29 novembre