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Rinnovato il CCNL Cooperative e Consorzi Agricoli, la soddisfazione della Flai Cgil Padova: "Merito delle mobilitazioni del 1° luglio"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul rinnovo del CCNL Cooperative e Consorzi Agricoli

Flai Cgil Padova: “La massiccia adesione di lavoratrici e lavoratori alle mobilitazioni del 1° luglio sono state decisive per smuovere una trattativa che ristagnava da troppi mesi. Un rinnovo che rilancia la contrattazione collettiva e le relazioni industriali e sindacali per la tutela di lavoratrici e lavoratoriOra avanti con la contrattazione di secondo livello”

“Nei giorni scorsi è stato finalmente firmato il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle Cooperative e Consorzi Agricoli che era scaduto a fine 2023 e la cui trattativa si era protratta per mesi fino a giungere alla rottura dei negoziati per l’atteggiamento inconcludente delle parti datoriali, assolutamente refrattarie a fare concessioni alle nostre richieste di aumenti salariali che, rispettando le professionalità, coprissero la considerevole perdita di potere d’acquisto dei salari di lavoratrici e lavoratori del settore registrata negli ultimi anni. Una rottura che ha portato allo sciopero del 1° luglio con presidi ovunque e, nella nostra provincia, davanti alla Società Cooperativa Agricola Ortoromi di Borgoricco. Ebbene, alla luce dell’andamento della trattativa lo possiamo affermare senza ombra di smentita: la massiccia adesione a quello sciopero è stata decisiva per la svolta positiva nella vertenza”.

A dirlo il Segretario Generale della Flai Cgil Padova, Giovanni Acco, che ha fatto parte della delegazione trattante della Flai Cgil che insieme a Fai Cisl, Uila Uil, Agci Agrical, Fedagripesca Confcooperative e Legacop Agroalimentarie, hanno siglato lo scorso 19 luglio presso il Palazzo della Cooperazione di Roma il rinnovo del CCNL dal 2024 al 2027.

“Un accordo molto diverso e migliorativo rispetto a quello che volevano le parti datoriali – aggiunge Giovanni Acco – che vedrà un aumento salariale, pari a 170 euro a regime (per un totale di 6.885 euro in 4 anni) che verrà erogato in 4 tranche: 95 euro dal primo aprile 2024, 25 euro dal primo maggio 2025, altrettanti dal primo maggio 2026 e i restanti 25 dal primo febbraio 2027. Accanto a questo abbiamo ottenuto miglioramenti sulla regolamentazione degli appalti, misure volte a favorire la stabilità occupazionale, un miglior uso dei permessi previsti dalla Legge 104, provvedimenti per il contrasto e la prevenzione di molestie sessuali e mobbing e miglioramenti sotto il profilo del welfare, dei permessi e congedi retribuiti”.

“Inoltre – prosegue il Segretario Generale della Flai Cgil Padova – sono aumentate le casistiche che consentono l’anticipazione del TFR, le indennità di funzione e la percentuale di maggiorazione di lavoro festivo per gli operai agricoli che passerà dal 35% al 40%. E, per chiudere, in via sperimentale, per gli operai agricoli che effettuano turni per almeno 6 mesi consecutivi, verrà riconosciuta un’ulteriore indennità di 1 euro per ogni turno”.

“Con questo rinnovo – conclude Giovanni Acco – si afferma il valore della contrattazione e delle relazioni industriali e sindacali per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Relazioni non sempre semplici ma che per il bene di aziende e dipendenti è sempre meglio tenere vive e funzionali. Ora, il prossimo nostro impegno è spingere per il rinnovo dei contratti di secondo livello da cui, siamo certi, usciranno ulteriori buone notizie per lavoratrici e lavoratori. Magari, senza il bisogno di scioperare come successo nel corso delle trattative per quest'ultimo difficile rinnovo”. 

Filt Cgil Padova, contrattazione di secondo livello: i lavoratori in appalto della logistica (soprattutto indiani e cingalesi) alla Commit Siderurgica di Veggiano avranno il traduttore per le assemblee sindacali"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sull'importante risultato conquistato dalla Filt Cgil Padova

Filt Cgil Padova: “Accanto al riconoscimento di un buon Premio di Risultato abbiamo ottenuto la possibilità di avere un traduttore pagato dall’azienda che ci permetta di veicolare meglio le informazioni e dare un forte impulso alla costruzione di un dialogo vero tra i soggetti operanti dentro all’impresa”

Il sindacato si conferma una forza emancipante a disposizione dei lavoratori per la loro integrazione e libertà: è possibile laddove ci sono realtà imprenditoriali che mettono al centro la persona e non solo il profitto”

Le cronache del mondo del lavoro di queste ultime settimane sono state costellate di notizie riguardanti l’insano rapporto che si viene a instaurare tra realtà imprenditoriali che operano in modo opaco e persone extracomunitarie che finiscono nelle grinfie dei caporali di turno. Dopo la triste e tragica vicenda di Satnam Singh, il migrante indiano morto a Latina perché il datore di lavoro non ha chiamato i soccorsi dopo che un macchinario avvolgi-plastica gli aveva tranciato il braccio, sono emersi altri episodi su fenomeni di caporalato e sfruttamento, portati alla luce dalle forze dell’ordine e alcuni di essi erano in Veneto, nelle provincie di Verona e Treviso.

“È evidente – ragiona Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – che il fenomeno ha origini lontane anche se è indubbiamente legato al quadro normativo vigente. Spesso i migranti, sprovvisti delle più elementari nozioni su ciò che li aspetta, arrivano nel nostro paese con una promessa di assunzione, promessa che diviene il titolo abilitante per potere lavorare e insediarsi in pianta stabile. In mancanza di riferimenti validi ciò che rimane loro è il rapporto fiduciario determinato dalla loro rete sociale. Ma, talvolta, la rete sociale che li avvolge diventa una trappola e ciò accade negli ambiti dell'attività lavorativa quando a rapportarsi con loro sono degli interlocutori poco seri e assolutamente interessati. Il sindacato davanti a questo non può voltarsi dall’altra parte, ha il dovere morale e civile di intervenire perché uno dei nostri compiti è quello di essere un soggetto "emancipante" affinché ogni singolo lavoratore diventi libero e consapevole in grado di giudicare da sé la situazione che incontra al lavoro diventando un individuo che beneficia di diritti e che deve assolvere a dei doveri, in perfetto equilibrio tra le due cose”.

“È su questa linea – prosegue Cognolatto – che ci siamo sempre mossi e nelle settimane scorse abbiamo raggiunto un accordo, che oserei definire di portata storica, presso il magazzino di Commit Siderurgica a Veggiano (PD), una delle più importanti realtà del territorio nella lavorazione e commercializzazione di metalli piani e che ha affidato in appalto la gestione del proprio magazzino alla Work Service spa in cui sono impiegati circa 90 dipendenti, in stragrande maggioranza provenienti dall’India e dallo Sri Lanka”.

“Si tratta di un’azienda – aggiunge il sindacalista – in cui in passato ci sono stati un po’ di problemi e incomprensioni di natura sindacale legate a delle difficoltà a far contemperare le specifiche e reciproche esigenze ma dove, recentemente, si è raggiunta un’apprezzabile pace sociale grazie all’appianamento di molti dei conflitti e raggiungendo un netto miglioramento economico dovuto al riconoscimento di un soddisfacente Premio di Risultato. Ma non solo: anche in materia di integrazione abbiamo raggiunto un ottimo risultato. Infatti, nell'accordo raggiunto, abbiamo chiesto e ottenuto la possibilità di avere nel corso delle assemblee intrattenute con i lavoratori un traduttore pagato dall’azienda al fine di veicolare meglio e correttamente le informazioni e costruire un dialogo vero tra i soggetti operanti dentro l'impresa. Siamo convinti che parlare lo stesso linguaggio, diffondere e favorire la consapevolezza siano requisiti necessari affinché questi lavoratori possano esprimere una reale emancipazione”.

“Come Cgil – conclude Massimo Cognolatto – non possiamo, quindi, che esprimere una grande soddisfazione per come è andata la trattativa ma non dimentichiamo che questo è un punto di inizio, non certo di arrivo. Siamo convinti che le aziende abbiano un valore collettivo e portino del bene alle comunità e ai territori quando mettono al centro anche le persone, non solo i profitti. Anche perché crediamo che il modo più sicuro per ottenere profitti sia valorizzare lavoratrici e lavoratori perché un dipendente motivato rende di più ed è più produttivo. Come sindacato, le nostre azioni non si fermeranno qui: a settembre sono previsti corsi di lingua per cittadini stranieri e proseguiamo sempre di più verso una maggiore e più forte coesione tra categorie e servizi (Ufficio Vertenze, Patronato, Ufficio Immigrazione e Assistenza Fiscale) in modo da fornire a lavoratrici e lavoratori, qualsiasi sia lo loro provenienza, un supporto a tutto tondo, in grado di sostenerli in più situazioni e non farli cadere vittima di sfruttamento e raggiri”.   

FedEx annuncia un piano di riduzione del personale in tutta Europa. Mobilitazione in tutto il continente. A Padova, il presidio della Filt Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sullo sciopero e presidio alla FedEx di Padova
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Filt Cgil Padova: “Previsti tra i 1700 e i 2000 esuberi in tutta Europa. 200 in Italia, concentrati in poche città tra cui Padova. È già la quarta procedura di riduzione del personale aperta da FedEx nel nostro Paese a causa della sua incapacità a trovare soluzioni organizzative alle difficoltà del settore per l’assenza di un vero piano industriale: e così scaricano le proprie inefficienze su lavoratrici e lavoratori. Noi non ci stiamo!”

FedEx, una delle più grandi società di trasporto e spedizioni al mondo, ha annunciato nei giorni scorsi un piano di riduzione della forza lavoro in Europa come parte delle misure in corso per ridurre i costi strutturali. I tempi previsti per l’attuazione del piano dovrebbero essere di 18 mesi, in conformità con i processi e le normative di ciascun Paese. Contro questa ipotesi, l'ETF (European Transport Federation) - il sindacato europeo dei trasporti a cui aderisce la Filt Cgil Padova e anche Fit Cisl e Uiltrasporti, ha deciso ieri di scioperare in tutte le sedi europee della multinazionale americana. Per questo motivo, la Filt Cgil Padova ha deciso di fare un presidio davanti ai magazzini FedEx di via Inghilterra 16, nella Zona Industriale della città.

“Il piano – hanno spiegato Andrea Rizzo, Elisa Pirrone e Katia Basso della Filt Cgil Padova – avrà un impatto tra i 1700 e i 2000 dipendenti in Europa, impiegati nelle funzioni di assistenza clienti, back office e ufficio commerciale, per la decisione da parte dell’azienda di esternalizzare alcune parti di tali attività. Una decisione che, sottolineamo, è stata presa al solo scopo di risparmiare fregandosene altamente di quelli che loro considerano solo dei danni collaterali, ossia i lavoratori che finiranno in mezzo alla strada. In Italia, l’impatto sarà di oltre 200 lavoratori, collocati in poche città, tra cui Padova dove, crediamo, verranno tagliati, da nostre stime, dai trenta ai 40 di dipendenti.

"Vogliamo ricordare - proseguono i tre sindacalisti della Filt Cgil Padova - che quattro anni fa abbiamo fatto una battaglia per l'internalizzazione dei magazzinieri e l'abbiamo vinta. Nelle nostre intenzioni, ci preparavamo a chiedere lo stesso trattamento per i driver. Ma non ci saremo mai aspettati un'esternalizzazione di un servizio così delicato e importante come il commerciale e l'assistenza clienta, data l'ottima e riconosciuta qualità del lavoro svolto qui a Padova. Ma l'azienda è intessata solo al profitto e quindi non disdegna operazioni del genere che ricadono sulle spalle dei lavoratori".

“Noi – concludono Rizzo, Pirrone e Basso – ribadiamo la nostra netta contrarietà a quella che è ormai la quarta procedura di riduzione del personale aperta da FedEx in Italia, il segno più evidente della sua incapacità a reperire soluzioni organizzative alle difficoltà del mercato delle spedizioni, scaricando sui dipendenti il costo dei processi di ristrutturazione a causa dell’assenza di un vero e proprio piano industriale in grado di fare crescere l’azienda. Non è accettabile che a pagare siano sempre lavoratrici e lavoratori, noi non ci stiamo e lunedì faremo sentire la nostra voce!” 

Uno sciopero e un presidio perfettamente riuscito, sia a Padova che a livello nazionale e Europeo. La Filt Cgil nazionale, in serata, ha riferito di punte di adesione che hanno superato il 90%. Una compattezza che costituisce un grande risultato di cui FedEx dovrà tenere conto.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero e presidio alla FedEx di Padova

 

 

"Non è solo una questione di soldi: la posizione delle organizzazioni sindacali in merito all'accordo raggiunto con l'Az. Ospedaliera di Padova per la retribuzione di posizione e di risultato dei medici""

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'accordo raggiunto tra sindacati e Az. Ospedaliera - Università di Padova
Dichiarazione unitaria di ANAAO ASSOMED  AAROI EMAC – FP CGIL PADOVA – CISL FP PADOVA - UIL FPL:
 
Le scriventi Organizzazioni Sindacali Aziendali della Dirigenza medica e sanitaria esprimono soddisfazione per il nuovo accordo sulla retribuzione degli incarichi da poco firmato in Azienda Ospedale Università di Padova. Tengono tuttavia a precisare che il percorso di rinnovo dell'accordo è stato fortemente voluto e definito primariamente dalle stesse organizzazioni in modo unitario, a partire dal primo nuovo accordo firmato nel 2022, di cui quello recente è un'appendice e a cui l'Azienda si è solo adeguata. 
 
Fu infatti l'accordo del 2022 a rappresentare la svolta "epocale", nato dal rinnovo del CCNL dopo un decennio di stallo, e con l'introduzione di nuove risorse nazionali e regionali, quindi perfezionato con l'ulteriore incremento - seppur minore - introdotto dal nuovo CCNL in vigore da gennaio. Si veda la tabella allegata. Siamo soddisfatti che l'Azienda pubblicizzi il rinnovo dell'accordo firmato con i sindacati, ma va anche ricordato che all'incremento di risorse deve necessariamente conseguire un tempestivo e regolare processo di assegnazione degli stessi incarichi per valorizzare le carriere e impedire le dimissioni, compresi i primariati ospedalieri vacanti, con medici supplenti per anni, cosiddetti "facenti funzione" - fino a pochi mesi fa; questo aveva infatti creato residui per milioni di euro, corrispondenti di fatto a incarichi mai assegnati. 
 
La verità ha infatti più facce, poco chiarite da frequenti dichiarazioni apparse sulla stampa e non affatto legate a un mero aspetto economico: il problema padovano non era solo l'esiguità di risorse ma, di fatto, il blocco delle carriere imposto dall'inerzia di precedenti amministrazioni.
 
Per questo le organizzazioni sindacali hanno fortemente preteso e ottenuto negli ultimi anni non solo il rinnovo degli accordi, ma anche la progressiva assegnazione di numerosi incarichi. Ora si è inoltre ottenuto l'incremento del numero di incarichi di altissima professionalità - come previsto dal vigente CCNL - e di alta specializzazione, oltre all'introduzione del cosiddetto "ascensore professionale", ossia impedire la presenza di incarichi vacanti favorendone l'assegnazione e quindi la progressione di carriera dal basso verso l'alto. Auspichiamo pertanto che l'Azienda mantenga i propri impegni nella regolare assegnazione di tutti gli incarichi e la fidelizzazione dei propri dirigenti medici e sanitari.
 
Diversamente aumenteranno le dimissioni. 
 
ANAAO ASSOMED - AAROI EMAC – FP CGIL PADOVA – CISL FP PADOVA - UIL FPL PADOVA

Autonomia differenziata: partita anche a Padova, alla Festa Popolare Palestro, la raccolta firme per il Referendum per abrogare la legge Calderoli, dopo la costituzione del Comitato Provinciale Promotore

“Sì all’Italia unita, libera e giusta. Una firma contro l’Autonomia differenziata”, questo lo slogan della mobilitazione partita durante il weekend in tutta Italia

Prima uscita pubblica – ieri e l’altro ieri, 20 e 21 luglio – durante la Festa Popolare del Quartiere Palestro, dei banchetti per la raccolta firme contro la Legge per l’Autonomia Differenziata approvata lo scorso 26 giugno. Numerose le persone che si sono messe in fila per firmare contro una legge che, secondo i promotori del Referendum, avrà un impatto devastante nel Paese, accentuando maggiormente le già esistenti divisioni e distanze tra Nord e Sud.

Quella di utilizzare lo spazio dato dalla Festa in Piazza Caduti della Resistenza è stata una decisione presa durante la prima riunione, tenutasi nei giorni scorsi presso la sede della Cgil di Padova, del Comitato promotore padovano per l’abrogazione della legge sull’autonomia differenziata a cui hanno partecipato, oltre a molti degli stessi soggetti che lo scorso 5 luglio hanno dato vita al Comitato Promotore Nazionale – un vasto schieramento di forze sociali, politiche, associative e della società civile – anche alcune associazioni del territorio padovano con cui c’è unità di vedute sul tema e desiderose di prendere parte attiva nella battaglia referendaria. 

Si è trattato di una riunione con una valenza soprattutto organizzativa dove si è iniziato a costruire la macchina che dovrà curare l’organizzazione della campagna referendaria nella nostra provincia: dall’organizzazione dei banchetti, alla ricerca degli autenticatori, fino alla raccolta delle certificazioni passando anche alla spiegazione per le procedure per poter firmare, tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica, on line.

“Una legge – hanno dichiarato i promotori referendari – che avrà delle conseguenze negative anche in Veneto. Sono tanti gli esempi: dalla Sanità in affanno, nonostante venga ad essa destinato l’80% del bilancio regionale, passando all’Istruzione che rischierebbe di trasformarsi a misura d’impresa, fino al lavoro, che sarebbe ulteriormente frammentato tra gabbie salariali e superamento del contratto nazionale, e all’ambiente con il prevalere già oggi di un approccio negazionista, mentre sarebbe necessario stare nel solco delle politiche europee in materia se vogliamo provare a contrastare realmente i cambiamenti climatici”.

“Siamo consapevoli – hanno aggiunto i promotori – che ci troviamo in una Regione dove, rispetto ad altre, faremo più fatica a spiegare le nostre ragioni e che l’obiettivo di portare a votare oltre 25 milioni di elettori, soprattutto in un momento storico come questo dove prevale l’astensione, non sarà facile. Però crediamo anche che il tema dell’autonomia, già di per sé divisivo, possa attirare intorno a sé un vasto dibattito inducendo molta gente, che la ritiene dannosa, a recarsi alle urne, ripetendo un po’ quanto è successo in Francia contro il pericolo rappresentato dall’estrema destra al Governo”.

“Nei prossimi giorni e mesi – concludono dal comitato – saremo nei mercati, nelle piazze delle città e alle feste organizzate dai partiti e associazioni del nostro comitato e in tutti i luoghi dove sarà possibile ottenere l’autorizzazione per i nostri banchetti. La legge sull’autonomia differenziata va abrogata perché spaccherà l’Italia in tante piccole patrie, condannando il Paese all’irrilevanza politica ed economica anche a livello europeo. Inoltre aumenterà i divari territoriali, peggiorerà le già insopportabili disuguaglianze sociali a danno di tutta collettività e, in particolare, di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani e donne. E moltiplicherà la burocrazia, complicando la vita alle imprese. Anche nella nostra provincia faremo la nostra parte per evitare che si crei questo scempio”.

I componenti del Comitato Promotore del Referendum contro l’autonomia differenziata di Padova: Cgil, Auser, Libera, Uil, PCI Padova, ANPI Padova, Associazione Proteo Fare Sapere, Associazione per la Pace, Partito Democratico, Legambiente Padova, Acli, Movimento 5 Stelle, Federconsumatori, Arci Padova, Circolo Up – Su la Testa, UDU Padova, Alleanza Verdi Sinistra, Rifondazione Comunista

Tagli agli Enti Locali: la forte contrarietà di Cgil Cisl e Uil

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla contrarietà delle Segreterie Provinciali di Cgil Cisl e Uil ai tagli del Governo agli Enti Locali

Marturano, Scavazzin e Zanetti: “Da un lato si predica l’Autonomia, dall’altro si tagliano le risorse per realizzarla”

Anche le Segreterie Provinciali di Cgil Cisl e Uil si uniscono al coro di proteste e decise prese di posizioni nel segno della contrarietà (dall’Anci fino a numerosi amministratori locali) seguite alla pubblicazione nei giorni scorsi, da parte del Ministero dell’Interno, del Decreto che contiene la ripartizione del taglio alle spese di Comuni e Province previsto dalla Legge di Bilancio 2024. A livello nazionale si tratta di una sforbiciata di ben 400 milioni per anno (300 per i Comuni e 100 per le Province) per il biennio 2024/2025 e di altri 250 milioni (200 per i Comuni, 50 per le Province) per il triennio successivo 2026-2027-2028. “A Padova – dicono i sindacati – tutto questo si tradurrà con un taglio complessivo di 5,6 milioni di euro, una cifra decisamente considerevole che provocherà inevitabili danni al funzionamento della macchina comunale con prevedibili riduzioni del personale e conseguente peggioramento dei servizi. Una penalizzazione che riguarderà quindi sia il personale dipendente che cittadini”.

A dirlo, in una nota, i Segretari Generali delle Segreterie Provinciali di Cgil Cisl e Uil, rispettivamente Aldo Marturano, Samuel Scavazzin e Massimo Zanetti, che esprimono “la propria netta contrarietà, nel metodo e nel merito, a questi tagli che di fatto spostano sui Comuni, quindi agli Enti più prossimi al cittadino e che per primi dovrebbero garantire diritti e risposte alle proprie comunità, il peso delle politiche di austerity che sono l’esatto contrario di quel che serve se si ci si pone l’obiettivo di evitare il declino economico del nostro Paese e mettere a rischio la sua tenuta sociale”.

Pure sui criteri scelti per ripartire il taglio i sindacati sono molto critici: “Il riferimento al livello di risorse PNNR, di cui gli enti sono destinatari, è semplicemente assurdo – dicono Marturano, Scavazzin e Zanetti – perché di fatto andrà a colpire maggiormente quei Comuni che hanno saputo utilizzare efficacemente i fondi europei per la realizzazione delle infrastrutture penalizzandoli paradossalmente con minori risorse destinati alla loro gestione. È chiaro che la conseguenza è che quegli investimenti saranno destinati a creare le famose ‘cattedrali nel deserto’, ossia strutture super funzionali e all’avanguardia sulla carta ma che non potranno funzionare perché non avranno il personale necessario a tale compito visto i prevedibili tagli alla spesa corrente che serve proprio a pagare i dipendenti. A meno che non vengano messe in mano ai privati ed è quello che temiamo maggiormente perché significherebbe aver utilizzato risorse pubbliche per il vantaggio dei pochi e soliti soggetti privati”. E aggiungono: “E al di là degli slogan, le reali intenzioni del Governo in materia non ci lasciano molto tranquilli”.

“Sono anni che i Comuni subiscono forti tagli che ne minano la funzionalità e i servizi – proseguono i tre dirigenti sindacali - solo negli ultimi anni il comparto delle funzioni locali è quello che ha perso più personale in assoluto e risulta essere il meno attrattivo tra quelli di tutte le pubbliche amministrazioni. I concorsi, come ben sappiamo, vedono pochissimi partecipanti e i vincitori, molto spesso, si dimettono a pochi mesi dall’assunzione per passare ad altre pubbliche amministrazioni o nel settore privato. La conseguenza è spesso il caos e l’ormai conclamata incapacità di assicurare un livello accettabile di qualità dei servizi nei confronti dei cittadini”.

E concludono: “Avrebbero bisogno di risorse gli Enti Locali, altro che di tagli. E vale la pena sottolineare che tutto ciò succede con un Governo che, dietro forte spinta anche della nostra Regione, ha appena approvato una legge che aumenta in modo consistente le materie in cui viene data piena Autonomia alle Regioni.  Una riforma che la maggioranza che sostiene Zaia considera epocale tanto da dedicarvi anche un giorno di celebrazioni, ma che al di là delle tante parole e slogan si piega a dei tagli a delle risorse destinate proprio a rendere effettivi e concreti quegli strumenti necessari a realizzare quanto si proclama da anni. Un evidente cortocircuito che non può sfuggire agli occhi dei più”. 

La denuncia della Fillea Cgil Padova: "Chiusi i cantieri, licenziati i 4 operai edili della EPV Project Srl che avevano scioperato per il diritto ad un pasto dignitoso"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sulla vicenda

Fillea Cgil Padova: “Assunti, sfruttati e poi licenziati quando non più necessari: questo modello d’impresa mortifica il territorio e ruba la dignità a chi lavora. Con l’introduzione degli appalti a cascata si è instaurata una filiera di attività che trae il proprio margine di guadagno dallo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori”.

Con la presente, le comunichiamo che la scrivente società, si vede costretta a risolvere tutti i rapporti lavorativi in corso per oggettiva impossibilità alla loro prosecuzione stante la chiusura dei cantieri siti a Padova”. È questo un tratto della comunicazione che martedì 16 luglio si sono visti arrivare i quattro lavoratori di origine africana dipendenti della EPV Project Srl che circa un mese e mezzo fa erano saliti alle cronache per essere, loro malgrado, al centro di un caso sollevato dalla Fillea Cgil Padova che aveva denunciato le pessime condizioni in cui erano costretti a lavorare, compresa la circostanza di dover consumare il loro pasto seduti a terra nei pressi del cantiere dove lavoravano invece che in un luogo consono come prescritto dal CCNL territoriale che regola i rapporti di lavoro del settore.

“Questi licenziamenti – dice Antonio Alaia, il funzionario della Fillea Cgil Padova che segue i quattro lavoratori –, con decorrenza tassativa al 31 luglio, sono solo l’ultima goccia di una situazione che ha visto coinvolti i nostri giovani iscritti dipendenti di EPV Project Srl: prima assunti un anno e mezzo fa, poi costretti a lavorare a condizioni al limite e, infine, gettati via una volta non più necessari. Voglio ricordare che si tratta di lavoratori che stanchi di subire insulti e angherie di ogni genere, come quella di vedersi negare il diritto ad un pasto dignitoso, avevano avuto il coraggio di entrare in stato di agitazione e poi scioperare lo scorso 7 giugno. Dopo quello sciopero abbiamo più volte chiesto tavoli e momenti di incontro senza ottenere, sostanzialmente, nessuna risposta in merito e i lavoratori sono rimasti costretti a consumare il loro pasto nella polvere e caldo del cantiere”.

“E adesso – conclude il giovane sindacalista – li licenziano. È evidente che siamo di fronte ad un modello di impresa che mortifica il territorio e ruba la dignità a chi lavora. Come Fillea Cgil crediamo sia importante sottolineare che realtà di questo tipo, sempre in subappalto, non creano semplicemente danno ai lavoratori ma anche a tutte quelle imprese che ogni giorno lavorano nel nostro territorio e si spendono per creare qualità e benessere. Invece queste situazioni producono solo un vero e proprio dumping che danneggia chi rispetta la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Da parte nostra abbiamo già coinvolto l’Ufficio Vertenze Legali (UVL) della Cgil per vedere se ci sono margini per intervenire contro questi licenziamenti e comunque assisterli in questo passaggio. Il guaio è che la legge pare consentire questo genere di situazioni. Per questo abbiamo promosso quattro referendum per evitare che invece continuino ad accadere”.

“Episodi di questo tipo – interviene e conclude il Segretario della Fillea Cgil Padova, Gianluca Badoer – sono destinati a moltiplicarsi a causa delle modifiche introdotte dal Ministro Salvini al codice degli appalti. Questo perché con l’introduzione degli appalti a cascata si creerà, nel nostro Paese, uno scenario in cui lavoratrici e lavoratori saranno vittime di una sempre crescente compressione del loro salario, dei loro diritti e sicurezza. Come Fillea Cgil Padova chiediamo che Istituzioni e Committenza si prendano carico della situazione. Non è accettabile che casi di questo genere avvengano nel cuore di una ricca città come Padova. Nei fatti, quel che è successo, e che succederà, è che si è instaurata una filiera di attività che trova il proprio margine di guadagno nello sfruttamento di lavoratrici e lavoratori. È necessaria, invece, una seria consapevolezza e responsabilizzazione su ciò che accade realmente nei cantieri. Chiediamo dignità per chi lavora”.

A questo link https://www.cgilpadova.it/notizie/74-fillea/1309-costretti-a-mangiare-per-terra-nei-pressi-del-cantiere-nella-pausa-pranzo-la-clamorosa-denuncia-della-fillea-cgil-padova.html l'articolo che dedicammo alla conferenza stampa della Fillea Cgil Padova con cui si denunciavano le condizioni degli operai costretti a mangiare, durante la loro pausa pranzo, per terra nei pressi del cantiere.

Landini, cancellare l'autonomia differenziata. Depositato in Cassazione il quesito referendario abrogativo della legge Calderoli

"Coerentemente con le firme che stiamo raccogliendo per il referendum sul lavoro per contrastare la precarietà, per affermare la libertà delle persone di essere libere nel lavoro e di non essere precarie, di non morire sul lavoro, di avere un salario dignitoso; pensiamo che occorra anche cancellare la legge sull'autonomia differenziata". Lo ha detto il segretario generale Cgil Maurizio Landini, oggi alla Corte di Cassazione insieme agli altri sottoscrittori, per depositare il quesito referendario totalmente abrogativo della legge Calderoli sull’autonomia differenziata.

Perché quella legge "in realtà porta a differenziare i diritti e quindi il diritto alla salute, il diritto all'istruzione, il diritto al lavoro, il diritto a un contratto nazionale". - ha aggiunto il segretario della Cgil - "Non è solo una legge che porta a una divisione del Paese ma quella è una legge che al suo interno porta ad un arretramento dei diritti e delle libertà delle lavoratrici e dei lavoratori e dei cittadini"

Pensiamo sia "il momento invece di rimettere in campo strumenti che permettono direttamente ai cittadini di decidere sulla loro vita - ha poi concluso Landini - il referendum è uno strumento diretto, non deleghi nessuno, sei tu cittadino che partecipando decidi sul tema che ti riguarda e le domande sono molto semplici e cioè: se vuoi avere una tutela, se vuoi avere dei diritti, se vuoi essere una persona libera che conta oppure un elemento che semplicemente sta a guardare quello che succede"

Testo quesito referendario:

“Volete voi che sia abrogata la legge 26 giugno 2024, n.86, ‘Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione’?”.


Sottoscrittori quesito referendario:
1. Landini Maurizio - CGIL
2. Giove Luigi – coordinamento organizzativo
3. Bassanini Franco
4. Veronese Ivana - UIL
5. Morniroli Andrea – Forum Diseguaglianze e Diversità
6. Conte Giuseppe – Movimento 5 stelle
7. Fratoianni Nicola – Sinistra Italiana
8. Azzariti Gaetano
9. Massa Walter - Arci
10. Pozzi Caterina – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
11. De Marzo Giuseppe - Rete dei Numeri Pari
12. Cioffredi Gianpiero - Libera
13. D'archivio Arianna – Link coordinamento universitario/Unione degli Studenti
14. Filippeschi Marco – Ali – Autonomie Locali Italiane
15. Boscaino Marina - Comitati No ad ogni Autonomia differenziata
16. Marcon Giulio - La Via Maestra
17. Villone Massimo - Coordinamento per la Democrazia Costituzionale
18. Bonelli Angelo - Verdi
19. Russo Antonio - Acli
20. Prampolini Alessandra - WWF
21. Ciani Paolo - Demos
22. Pagliarulo Gianfranco - Anpi
23. Algostino Alessandra
24. Druetti Francesca - Possibile
25. Schlein Elena Ethel - PD
26. Bindi Rosaria
27. La Valle Raniero Luigi - Pace Terra Dignità
28. Maraio Vincenzo - PSI
29. Ciafani Stefano - Legambiente
30. De Vincenti Claudio
31. Pettinari Alice – Rete Studenti Medi/Udu Unione degli Universitari
32. Boschi Maria Elena - Italia Viva
33. Magi Riccardo - +Europa
34. Acerbo Maurizio – Partito della Rifondazione Comunista

Nel filmato, Maurizio Landini spiega le ragioni che hanno portato la Cgil a promuovere il referendum contro l'autonomia differenziata