Skip to main content

Al via la campagna “Staffetta della Salute”. Cgil Cisl e Uil a difesa della Salute Pubblica (Sanità, Socioassistenziale e Sociosanitaria)

  • Allega:
  • Descrizione allegato: Gli articoli de il Mattino di Padova sulla Staffetta della Salute
  • video link: Visita il sito

Ha avuto grande eco su stampa e TV locali l’iniziativa organizzata ieri mattina dalle Segreterie Provinciali di Cgil Cisl e Uil, davanti alla sede dell’Ulss 6 Euganea in Via Scrovegni a Padova, con cui è stata lanciata la campagna “Staffetta della Salute”, un ciclo di incontri, assemblee e tavoli di confronto accompagnati da presidi e sit in nei presidi sanitari del territorio che, partendo da Padova, andranno a toccare cinque Comuni della provincia prima di tornare in città. Si parte il 16 giugno alle 9.30 con un sit-in di fronte al distretto di Cittadella, quindi il 26 di fronte all'ospedale di Schiavonia (sempre dalle 9.30). I sit-in riprenderanno a luglio con Padova (il 6 di fronte all'Azienda Ospedale Università), Camposampiero (il 14, davanti all'ospedale). Quindi di fronte agli ospedali di Piove e Conselve il 21, davanti alla Rsa di Montagnana il 27 e infine il 28 alle 10 di fronte alla casa di riposto Configliachi.

Lo scopo? Sensibilizzare la cittadinanza sulle conseguenze del calo di investimenti da parte dello Stato su tutto ciò che attiene la Salute Pubblica (Sanità, Socio-assistenziale e Sociosanitaria) che dai primi anni 2000 ha perso oltre 37 miliardi in tagli che, nei fatti, ne stanno compromettendo concretamente i servizi.

“Stiamo andando incontro a una tempesta perfetta”, è questo il monito del Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano che aggiunge: “Abbiamo pochi medici e infermieri, sempre più stanchi e troppo spesso non retribuiti adeguatamente. Abbiamo un numero sempre minore di medici di base, con tempi d'attesa per le visite sempre più lunghi con la conseguenza di alimentare il congestionamento dei Pronto Soccorso e riducono la tempestività della prevenzione. E poi ancora, le migrazioni sanitarie frutto di criticità nei servizi di prossimità e, questo è molto sottovalutato, anche un aumento delle cronicità a causa dell'invecchiamento medio della popolazione”.

“Ne consegue – prosegue Marturano – che il primo problema da affrontare è quello di rimpinguare il personale. Va bene, l'investimento previsto dal Pnrr nella sanità per finanziare la medicina del territorio, le cosiddette case di comunità e lì in qualche modo i soldi si stanno spendendo, i progetti si stanno attuando ma un problema di base rimane. Il personale dove lo trovi? Avendo già una carenza, non potendo fare assunzioni e avendo vincoli di spesa, questo è proprio uno dei grandi temi. Perché le case di comunità quando nascono hanno bisogno di avere un infermiere di comunità, l'infermiere domiciliare, devono esserci degli ambulatori, assistenti sociali. Il rischio è quello di costruire la struttura ma poi di non essere in grado di riempirla”

“A fronte di questa situazione – conclude il Segretario Generale della Cgil padovana – constatiamo che non ci sono risposte a partire da questo governo, le liste d'attesa sono sempre più lunghe e le persone, se ne hanno la possibilità, si rivolgono sempre più al privato, altrimenti rinunciano a curarsi. Per questo abbiamo deciso di iniziare questa campagna al fine di sensibilizzare la cittadinanza sulla deriva che sta prendendo il sistema a protezione della Salute Pubblica. È assolutamente necessario cambiare rotta e noi faremo la nostra parte”.

Il servizio di Telenordest sul presidio davanti all'Ulss 6 Euganea

La FP CGIL promuove il Piano Straordinario per l'occupazione nelle Pubbliche Amministrazioni. Lanciata una petizione online a suo sostegno

  • Allega: Report_veneto_singola_1.pdf
  • Descrizione allegato: Il Report Veneto 2023 che fornisce i dati per cui è necessario un Piano Straordinario per l'Occupazione nella P.A.

Nel corso dell’assemblea generale della FP CGIL Veneto del 27 aprile 2023 - alla presenza della Segretaria Generale CGIL Veneto, Tiziana Basso, e del Segretario Nazionale FP CGIL, Michele Vannini - è stata lanciata la “campagna raccolta firme” per sanità ed enti locali per chiedere un piano straordinario di assunzioni stabili nelle pubbliche amministrazioni per introdurre 1.200.000 lavoratori e lavoratrici da qui al 2030. 

Si tratta di una vertenza condivisa e lanciata a partire dal Congresso Nazionale FP CGIL, effettuato a Cervia dal 14 al 17 febbraio 2023, e  ritenuta prioritaria dallo stesso Congresso Nazionale della CGIL e come tale assunta anche dalla Confederazione. Una vertenza rilanciata anche nel corso delle oltre 190 assemblee (seppur unitarie) che le federazioni di categoria FP hanno effettuato in preparazione della manifestazione del 13 maggio a Milano. Eppure, gli ultimi provvedimenti del Governo, nonostante la narrazione del Ministro Zangrillo, bloccano ancora una volta stabilizzazione dei precari nelle PP.AA. e confermano i vincoli alle assunzioni.

Ma la verità è che le lavoratrici e i lavoratori pubblici hanno un’età media di oltre 50 anni e in oltre 700 mila andranno in pensione entro il 2030. Se questa tendenza non verrà invertita ci ritroveremo con servizi pubblici sempre più impoveriti, non più in grado di garantire quei servizi che cittadini e cittadine meritano.

Sono necessari investimenti nella qualità e nell’innovazione delle Pubbliche Amministrazioni, partendo da un piano di assunzioni, per potenziare e garantire migliori servizi ai cittadini. Per questo andando a questo link  https://urlsand.esvalabs.com/?u=https%3A%2F%2Foccupa.fpcgil.it%2Ffirma-la-petizione%2F&e=50525cf7&h=4e68a494&f=y&p=y  si potrà firmare la petizione che chiede un grande piano pluriennale di assunzioni per 1.200.000 posti di lavoro.

 

Cammino della Pace per le Vie di Padova: grande partecipazione all’iniziativa di UNITI PER LA PACE – PADOVA

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova
  • video link: Visita il sito

Grande partecipazione ieri sera, diverse centinaia di persone presenti, al Cammino per la Pace organizzato da “Uniti per la Pace – Padova”, la sigla sotto cui si riconoscono la ventina di associazioni circa, sia laiche che religiose, tra cui c’è anche la CGIL di Padova. Un cammino a cui ha aderito convintamente anche il Comune di Padova, presente attraverso l’Assessora Francesca Benciolini.

La scelta della data non è stata certamente casuale, ossia la vigilia del 2 giugno, Festa della Repubblica e giorno di celebrazione della Costituzione, il cui articolo 11 ribadisce il totale ripudio della guerra. E non è stata casuale nemmeno la scelta delle tappe toccate dal corteo che, dal Parco del Torrione Alicorno, passando per via San Pio X e via Cavalletto, è entrato in Prato della Valle e dunque nel sagrato della Basilica di Santa Giustina, dove è terminato. Il cammino è stato infatti un viaggio silenzioso tra alcuni luoghi della memoria della città, per riflettere sulle conseguenze e gli esiti dell'uso degli strumenti bellici e sull'importanza della diplomazia come strumento fondamentale per risolvere le controversie internazionali. «Partiamo dal Bastione Alicorno, costruito in epoca medievale a scopi difensivi, perché questa fortezza oltre a ricordarci le vittime e le distruzioni causate dalle ripetute guerre di una storia senza memoria, ci sprona a rifiutare l'ordine politico e sociale fondato sulla difesa dall'altro inteso come nemico – ha spiegato Palma Sergio – Ogni costruzione di muri è una regressione della civiltà». Il corteo, colorato dalle numerose bandiere della pace, è poi partito in direzione della "passeggiata dei Nobel", l'area dedicata ai premi Nobel che passano per la città, in cui è stato piantato il platano dedicato al premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel. Percorrendo via San Pio X, i manifestanti hanno poi raggiunto il Monumento ai caduti di Russia, installato nel 1956 per ricordare i caduti e i dispersi nel secondo conflitto mondiale. Poi è stato il momento del giardino pubblico intitolato a Giorgio Perlasca, cittadino benemerito padovano, elencato tra i "giusti" di Gerusalemme per aver salvato la vita di centinaia di ebrei durante la persecuzione nazista in Ungheria nel 1943-44.

Infine, sul sagrato di Santa Giustina è stato il momento delle testimonianze di Alberto Trevisan e Sandro Gozzo, precursori dell'obiezione di coscienza, e di Marco, volontario di "Operazione Colomba". Contestualmente alla marcia, davanti a Palazzo Moroni, un piccolo gruppo di "Uniti per la Pace" munito di cartelli ha informato i passanti dell'iniziativa.

«Sarebbe bello che il primo giugno, la vigilia della Festa della Repubblica, diventasse il giorno di mobilitazione contro tutte le guerre. Oggi si è mobilitato il popolo della pace», ha detto infine Suor Francesca Fiorese, direttrice della Pastorale sociale della Diocesi.

Il servizio di 7 Gold Telepadova sul Cammino per la Pace per le vie di Padova del 1 giugno 2023

Incidente mortale alla Cava di Torreselle di Piombino Dese: necessario rafforzare il tavolo istituzionale. Già fatta richiesta di un incontro urgente con l'azienda

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova
  • video link: Visita il sito

Ancora una vittima sul lavoro nel padovano: la reazione della Fillea Cgil Padova

Fillea Cgil Padova: “Necessario rafforzare il tavolo istituzionale che affronti a 360 ° il tema delle morti e degli infortuni sui luoghi di lavoro”

Già effettuata la richiesta di un incontro urgente con il Gruppo Grigolin per chiarire tutti gli aspetti di questa ennesima tragedia”

L’ennesimo ed inaccettabile infortunio mortale, avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, presso la cava di Torreselle di Piombino Dese gestita dal Gruppo Grigolin – con la morte dell’operaio 55enne Pio Giaretta, vittima di una caduta da un’impalcatura – riaccende prepotentemente i riflettori sul triste tema delle morti e infortuni sui luoghi di lavoro.

“Saranno magistratura, forze dell’ordine e Spisal – premettono Gianluca Badoer e Barbara Schiavo, rispettivamente Segretario Generale e Segretaria Provinciale della Fillea Cgil Padova – a chiarire dinamiche ed eventuali responsabilità in questa tragica morte sul lavoro. Doveroso un pensiero di vicinanza a familiari, amici, colleghi e conoscenti della vittima la cui morte lascia un vuoto terribile anche nella comunità del suo Comune di residenza. Però questa ennesima tragedia ci dice anche che sul fenomeno delle morti e infortuni sul lavoro è necessario un trasversale cambio di passo che intervenga su tutti quegli aspetti in grado di limitare queste tragedie. Per esempio, sulla formazione del personale, sull’utilizzo degli idonei dispositivi di prevenzione e protezione, sul lavoro in solitaria e sui metodi applicati per garantire il rapido arrivo dei soccorsi. Non solo: sono fondamentali anche interventi legislativi che invertano il paradigma attuale che considera la sicurezza un costo invece che una risorsa, a partire dall’introduzione di una patente a punti per le imprese quale strumento di verifica della loro idoneità all'attività edilizia perché rispettose di tutte le norme sulla sicurezza dei lavoratori e ne blocchino le attività quando ciò non avviene fino all’introduzione del reato di omicidio sul lavoro che garantisca la certezza ed effettività della pena per i titolari di quelle imprese che, in casi di incidenti, dimostrino di non essersi comportate secondo la normativa vigente in tema di sicurezza. Fondamentale poi che si incrementino sensibilmente gli ispettori dello Spisal, oggi assolutamente insufficienti a garantire una reale vigilanza sulla sicurezza nelle aziende del territorio rendendo più attrattivo il loro ruolo visto che molto spesso si verifica che chi vince i concorsi poi rinuncia a ricoprirne le funzioni. E per finire, serve anche che venga istituito un fondo a sostegno dei familiari dei morti sul posto di lavoro”.

“È per affrontare tutti questi temi – proseguono Badoer e Schiavo – che riteniamo necessario rafforzare il tavolo istituzionale per iniziare a cambiare le logiche unilaterali che determinano un’organizzazione del lavoro unicamente legata al profitto, dove forza lavoro e professionalità vengono sacrificati in nome di una maggiore redditività, spesso raggiunta a discapito di salute e sicurezza dei lavoratori”.

“Accanto a questo – concludono i due sindacalisti – come Fillea Cgil Padova abbiamo già inviato al Gruppo Grigolin la richiesta di un incontro urgente per valutare quanto avvenuto. Riteniamo fondamentale tenere alta la guardia: tragedie come quella avvenuta sono una sconfitta di tutti, a maggior ragione quando a morire è un lavoratore esperto la cui professionalità era universalmente riconosciuta da colleghi e datori di lavoro. Circostanze queste che necessitano di un’analisi approfondita che faccia chiarezza su tutti gli aspetti che hanno determinato questa tragedia”. 

Il servizio di Telenordest, con l'intervento del Segretario Confederale Marco Galtarossa, sull'infortunio mortale successo a Piombino Dese

30 lavoratori internalizzati da Geodis alla Peroni. Filt Cgil Padova: "Una vittoria del sindacato"

  • Allega:
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'internalizzazione alla Geodis

1° maggio 2023: Peroni. 30 lavoratori, attraverso l’assunzione in Geodis, hanno smesso di essere considerati di serie B

Filt Cgil Padova: “Il passaggio di 30 lavoratori da Face Work a Geodis in Peroni significa una svolta per le loro condizioni lavorative: è una vittoria del sindacato”

È la seconda volta che a Padova, nel giro di due anni, il 1° maggio – data di per sé molto importante per i lavoratori visto che se ne celebra la giornata – assume, per un buon numero di essi che operano nel ramo della logistica, un significato ancora maggiore. Era infatti il 1° maggio del 2021 quando un centinaio di fattorini che operavano per ditte in subappalto nel cantiere della Fedex a Padova, venivano internalizzati direttamente dalla multinazionale americana (con un notevole miglioramento delle proprie condizioni lavorative) e, due anni dopo, il 1° maggio del 2023, la cosa si è ripetuta per altri 30 lavoratori che operavano in subappalto all’interno della Peroni di Padova, ex dipendenti della Face Work, passati ora alle dipendenze del colosso della logistica Geodis.

“Si tratta – dice Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – di un altro buon risultato ottenuto grazie alle lotte avviate da anni dal sindacato nel territorio padovano, un altro tassello tolto per smontare il sistema degli appalti e subappalti, dove agiscono un certo numero di società spurie in cui i lavoratori operano in condizioni precarie e instabili, costretti a subire ciclicamente il cambio della società nella quale risultano assunti in barba a tutte le norme del loro CCNL, con turni improvvisati e nessuna formazione sulla sicurezza. Per questi 30 lavoratori, il passaggio alla Geodis, significa la fine di tutto questo. Banalmente, dal 1° maggio di quest’anno, possono entrare in una banca e accendere un mutuo o chiedere un prestito. Prima, con i contratti che avevano, non era possibile. Ora, con il sostegno del sindacato, restano da sistemare alcune problematiche già emerse con Face Work, ma il confronto è stato avviato e la scorsa settimana c’è già stato un primo incontro”.

“Principalmente – prosegue Massimo Cognolatto – le problematiche emerse sono di natura economica ma anche normativa. Però, come prima cosa, siamo riusciti ad ottenere la possibilità per i lavoratori di consumare i pasti a carico di Geodis: o presso la mensa a cui si servono anche i lavoratori di Peroni, se operano in orari in cui è aperta, oppure esternamente, quando è chiusa, attraverso dei Ticket Restaurant. Nei prossimi giorni il confronto proseguirà sulla definizione dei turni di lavoro, spalmati sia in orario notturno che nei sabato e domenica, condizione questa che non può non prevedere dei riconoscimenti e dei premi adeguati. Voglio ricordare che si tratta di una situazione nuova per tutti, anche per Geodis visto che fino al 1° maggio non aveva mai avuto personale di magazzino ma solo impiegatizio ed è evidente che le loro condizioni lavorative sono differenti. Per cui, anche Geodis dovrà fare la sua parte, mettendo in campo la formazione, al fine di dare un contributo alla crescita dei lavoratori e all’organizzazione del lavoro, cercando di permettere a tutti di conciliare attività lavorativa con vita privata. Inoltre, bisognerà provvedere ad un adeguamento dei livelli per alcuni lavoratori perché da una verifica fatta, alcuni di essi svolgono una mansione non adeguata al livello previsto dal loro CCNL. Ma sono ottimista”.

“Sicuramente – conclude il sindacalista della Filt Cgil Padova – c’è ancora molto da fare ma il confronto sta proseguendo nei binari giusti e nella prima settimana di giugno sono programmati degli incontri dedicati alla risoluzione delle problematiche citate. Il nostro impegno è che ai lavoratori venga puntualmente applicato il CCNL Logistica Trasporto Merci e Spedizioni. Vorrei sottolineare che questo è finalmente possibile grazie alla loro internalizzazione. Spiace che altri sindacati non abbiano colto che si tratta di una svolta e riferiscano alla stampa elementi privi di veridicità. Spiace ribadire che, contrariamente a quanto affermato da alcuni, in Geodis non può esistere il lavoro a chiamata, che invece è programmato secondo le modalità previste dal CCNL, dove la flessibilità oraria e la retribuzione ad essa legata vengono puntualmente normate. Significa anche non cogliere il cambiamento delle relazioni industriali nel settore della logistica, visto che ad essere coinvolte sono due multinazionali con interessi e siti produttivi in tutta Italia. La verità è che siamo riusciti a trovare un’intesa che parifica, all’interno di un sito importante come quello della Peroni, tutti i lavoratori: sia quelli assunti da Peroni che quelli di Geodis mettendoli tutti sullo stesso piano, sia sotto il profilo economico che normativo, come deve essere quando si lavora fianco a fianco. Significa che stiamo introducendo il concetto di dignità dei lavoratori, in un mondo come quello degli appalti, dove non è mai esistito”.

Controlli della GdF nei locali pubblici a Padova. Scoperti 15 lavoratori irregolari. Filcams Cgil Padova: "Fenomeno diffuso"

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Corriere Veneto sui controlli della GdF
  • video link: Visita il sito

Ad aprile e maggio la Guardia di Finanza di Padova ha intensificato i controlli in merito al rispetto delle norme in materia di tutela del lavoro.
Gli accertamenti hanno interessato diverse attività della provincia di Padova e hanno permesso di individuare 15 lavoratori irregolari.

Sono state controllate diverse attività commerciali, soprattutto bar e ristoranti, che hanno permesso di individuare sei esercizi commerciali che operavano in modo irregolare. Sono stati trovati nove lavoratori ‘in nero’ e sei assunti con contratto “a chiamata”, impiegati senza la preventiva comunicazione di inizio della prestazione lavorativa a cura del datore di lavoro.
Le violazioni sono state segnalate all’Ispettorato territoriale del lavoro, con sanzioni amministrative tra un minimo di oltre 28 mila e un massimo di 118 mila euro- In due casi è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale a causa dell’impiego di personale non registrato superiore al 10% del totale dei lavoratori presenti.

Interviene sulla vicenda, Marquidas Moccia, Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova: "Si tratta di un fenomeno purtroppo troppo diffuso, che danneggia il lavoratore, la collettività e fa concorrenza scorretta agli altri imprenditori che stanno nelle regole e nella legalità. Ci vorrebbero indubbiamente controlli costanti e una vera lotta all’evasione in tutte le sue varianti.

"Nei nostri uffici - conclude la Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova - incontriamo quotidianamente lavoratori che raccontano problemi di lavoro grigio e nero, di mancato pagamento delle ore supplementari e straordinarie. Il consiglio che diamo ai lavoratori che non riescono, nonostante le richieste, ad avere un rapporto regolare è di tenere una sorta di diario, registrando giorni e ore di lavoro per documentare il più possibile le irregolarità subite. Anche per questo motivo, le organizzazioni sindacali all’inizio dell’anno regalano un’agenda!".

 

Il servizio di Telenordest sui controlli effettuati dalla Guardia di Finanza nei bar e locali di Padova

Giovedi, 1° giugno, torna il CAMMINO PER LA PACE PER LE VIE DI PADOVA

Uniti per la Pace – Padova” organizza giovedì 1° giugno, per il secondo anno consecutivo, “il Cammino per la Pace per le vie di Padova”.

"Troppi i conflitti aperti nel mondo, tanti quelli dimenticati, tanti quelli a cui ci si abitua come la guerra in Ucraina".

"Il Cammino di quest’anno per dire che alle guerre non ci si deve abituare, che gli obiettori di coscienza vanno difesi, che gli sforzi per la cessazione della belligeranza vanno aumentati, che la vita di questo Pianeta va preservata!"

 

Dopo l’enorme partecipazione riscontrata nella passata edizione, ad un anno esatto di distanza, torna giovedì 1° giugno il CAMMINO PER LA PACE PER LE VIE DI PADOVA, il viaggio silenzioso per i luoghi della memoria della nostra città, una riflessione collettiva sulle terribili conseguenze delle guerre, sull’uso degli strumenti bellici e sull'importanza della diplomazia come strumento fondamentale per risolvere le controversie internazionali, a partire da quella che da più di un anno insanguina l’Ucraina.

A promuovere l’iniziativa, come l’anno scorso, è “Uniti per la Pace – Padova”, un numeroso gruppo di associazioni sia laiche che religiose del territorio padovano, che fedeli al motto “Se vuoi la pace costruisci la pace” si sono riunite per riconoscersi sotto un’unica bandiera, quella arcobaleno della pace che, non a caso, sarà l’unica a sventolare nel corso del Cammino.

Il Comune di Padova ha comunicato la propria adesione all’iniziativa e sarà rappresentato dall’Assessora alla Cooperazione Internazionale, Pace e Diritti Umani Francesca Benciolini.

Anche quest’anno il percorso del corteo si snoderà incrociando alcuni luoghi della memoria nella nostra città (la Passeggiata dei Nobel, il Platano Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel, il Monumento ai caduti di Russia e il Giardino Pubblico Giorgio Perlasca).

Iraduno è previsto, alle 18.15, all’interno del Parco del Torrione Alicorno da cui, dopo i saluti istituzionali ed una breve presentazione dell’evento, prenderà avvio il corteo che attraverso via San Pio X, scendendo dall’argine, arriverà fino a via Cavalletto per poi entrare in Prato della Valle sul lato dell’ex Foro Boario e concludersi sul Sagrato della Basilica di Santa Giustina. Contestualmente, all’interno del Cammino, davanti a Palazzo Moroni, dalle ore 17:45 alle ore 18:15, sosterà, in sit-in, un piccolo gruppo di Uniti Per La Pace, che poi si sposterà, informando, con cartelli, i passanti dell’iniziativa del Cammino Per la Pace Per le Vie di Padova.

Ci saranno le testimonianze di Alberto Trevisan e Sandro Gozzo, precursori dell’obiezione di coscienza, e di Marco, volontario di “Operazione Colomba”, il Corpo di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII.

“Il nostro obiettivo – dicono le associazioni di "Uniti per la Pace – Padova" – è non solo continuare a sensibilizzare le cittadine e i cittadini di Padova sull’orrore della guerra, ma anche mettere in luce il ruolo che ciascuno di noi ha per chiedere la fine dei conflitti e promuovere azioni, percorsi, gesti per la cultura della Pace. Cominciando dalla consapevolezza della fragilità dell’intero ecosistema. Invitiamo, dunque, tutte e tutti coloro che credono nell'importanza della Pace e della risoluzione nonviolenta dei conflitti a partecipare al "Cammino per la Pace". Riteniamo che in un mondo segnato da divisioni e violenze, sia fondamentale che ognuno di noi si impegni attivamente per promuovere la pace e porre fine ai conflitti. Solo attraverso l'unione delle forze e il costante impegno possiamo sperare di realizzare un mondo in cui la Pace non sia relegata ad uno slogan ma sia la sostanza".

 

Qui di seguito le associazioni che fanno parte “Uniti per la pace - Padova”: CGIL, CISL, UIL, Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale, ACLI, ANPI, ARCI, Comunità Etniche Cattoliche, Azione Cattolica, Associazione per la Pace, Beati i Costruttori di Pace, Movimento dei Focolari, Legambiente, Rete Studenti Medi, UDU, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Donne in Nero, MIR, Comunità di Sant’Egidio, Libera, Emergency, Casa delle Donne.

 

Il servizio di Telenordest sul Cammino della pace dello scorso 25 febbraio per chiedere, ad un anno esatto dall'inizio, la fine della guerra in Ucraina

Lavoro. Boom di vertenze. Cgil Padova: “Commercio, turismo, servizi e metalmeccanica i settori con maggiori illegalità. E col Decreto Lavoro le cose peggioreranno”

  • Allega:
  • Descrizione allegato: La pagina de il Mattino di Padova dedicata al tema delle vertenze sul lavoro

Titolo di prima pagina del numero odierno de il Mattino di Padova e ampio spazio al tema delle vertenze legali sul lavoro che l’UVL (Ufficio Vertenze Legali) della Cgil sta portando avanti nell’interesse di lavoratrici e lavoratori. Sono state, nel corso del 2022, 5587 le pratiche aperte riguardanti vertenze e procedure di dimissioni, a cui bisogna aggiungerne altre 2.477 dell'ufficio vertenze interno alla Filcams.

I due settori maggiormente coinvolti sono quelli del commercio, turismo e servizi – quasi un terzo del totale delle vertenze – e quindi riguardano la Filcams e la metalmeccanica, ossia la Fiom. Seguono la Filctem, e a scalare Fillea, Filt, Flai, Fp e NidiL.

Scrive il Mattino di Padova: “Delle pratiche di via Longhin la voce grossa è rappresentata dal recupero crediti, di questi la stragrande maggioranza sono mancati pagamenti: mensilità o ore di straordinario. Ma all'interno della grande statistica del sindacato ci sono anche moltissime dimissioni, un fenomeno che negli ultimi anni non accenna a diminuire e che è indice di una continua mobilità professionale. Non sempre però il cambiamento è un ascensore professionale, spesso il lavoratore cambia per piccole condizioni che migliorano, seppur di poco, la qualità della vita”.

“È il caso, ad esempio, delle dipendenti di un'impresa di pulizia che si avvicinano di più a casa – spiega Teodor Amarandei, dell'ufficio vertenze Cgil – O che possono contare su una programmazione di più ore concentrate, invece che frammenti di ora distribuiti nella giornata o nella settimana, anche senza guadagnare di più. Inoltre ci sono le finte partita Iva, ossia quando si tratta di un dipendente a tutti gli effetti camuffato dietro una falsa partita Iva perché il datore di lavoro possa contare su sgravi.

“La casistica delle vertenze – interviene Marco Galtarossa della segretaria generale Cgil Padova – ci dice che non ci sono precari perché sono troppo spaventati; non ci sono edili perché molte ditte sono partite Iva di padre e figlio; ci dice inoltre che, in proporzione ai lavoratori, il 30% degli stranieri è un numero significativo: sono lavoratori sfruttati, più ricattabili e senza una rete sociale di supporto, per cui una mensilità non pagata fa la differenza. E poi ci dimostra quello che sapevamo: il lavoro interinale doveva essere un accesso al lavoro, invece è diventata la strada maestra delle condizioni più precarie; mentre la presenza del sindacato resta un presidio alla legalità: dove ci siamo ci sono più tutele”.

«Il mercato del lavoro attuale – aggiunge Galtarossa – è segnato da una forte mobilità dei lavoratori e dalla loro mancanza, registrata in tutti i settori. Serve un modello sociale nuovo, che tenga in maggiore considerazione il lavoratore ma il recente Decreto lavoro del governo Meloni, dovesse passare, non farà altro che aggiungere preoccupazioni perché spingerà ancor più allo sfruttamento. Si pensi all'assurda disposizione per cui, se il lavoratore non si presenta per 5 giorni, la sua assenza diventa dimissione volontaria, non potendo così contare sulla disoccupazione. Faccio un esempio: un operaio non vuole salire su un'impalcatura perché è pericoloso, il datore di lavoro lo allontana dal cantiere, l'operaio prova ad informarsi, in un lampo passano 5 giorni e resta a casa senza tutele solo per aver chiesto sicurezza”. 

“Il mondo del commercio, turismo, terziario e servizi – dice la Segretaria Generale della Filcams Cgil di Padova – è un mondo conflittuale tanto che ci siamo dotati di un ufficio vertenze interno, e siamo l'unico settore ad averne uno oltre a quello confederale. I problemi sono numerosi: la precarietà, il part-time involontario, i contratti pirati e il lavoro nero o grigio. Quando si arriva alla vertenza il più delle volte lo si fa in malo modo, con persone stremate che chiedono giustizia per quello che hanno patito”. E in questo mondo di sofferenza e diritti negati, il commercio porta la corona dello sfruttamento:

«Abbiamo lavoratori e lavoratrici – prosegue Marquidas Moccia – che fanno più ore di quelle che prevede il contratto, cedolini sbagliati, inquadramenti errati malgrado svolgano mansioni con maggiori responsabilità, contratti di apprendistato esasperati. Ma a detenere lo scettro dei contratti spietati è la grande distribuzione”: «

“In questo settore – conclude la Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova – le commesse hanno pagato una flessibilità estrema, che doveva aiutare a coniugare vita familiare e lavoro (soprattutto per le donne) ma ha finito per dare vantaggi solo alle aziende. Ed oggi ci troviamo gli orari delle lavoratrici appesi in bacheca il venerdì per la settimana successiva, dove la turnazione di una settimana non è mai uguale all'altra, non c'è un giorno di riposo fisso e se protesti il datore di lavoro si irrigidisce facendoti fare si il part-time, ma con tutte le chiusure. E questo solo perché le lavoratrici e i lavoratori chiedono più stabilità. Ma da un punto di vista legale è difficile intervenire perché spesso le persone sono indotte a firmare il contratto con la rassicurazione che poi quegli orari non saranno applicati. Non stupiamoci se i grandi supermercati cercano personale di continuo: questa mobilità disperata non è fisiologica, è una fuga da condizioni di lavoro a senso unico” .