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Stazione di Padova, l’allarme della Cgil Padova: “Lavoratori aggrediti e abbandonati. La Zona Rossa è solo una facciata che non garantisce sicurezza e decoro”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla difficile situazione delle lavoratrici e lavoratori nei bar all'interno della stazione di Padova
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“La verità è che Zona Rossa o no, la situazione di degrado e insicurezza che caratterizza l’area della stazione ferroviaria di Padova ha raggiunto livelli di guardia insostenibili per chi, ogni giorno, vi opera all’interno dei tre punti ristoro gestiti dal gruppo Lagardère. Nonostante la proroga della misura, le lavoratrici e i lavoratori dei tre bar all’interno della stazione, si trovano quotidianamente a fronteggiare minacce, tentativi di furto e bivacchi che rendono l’ambiente lavorativo un luogo di costante tensione, specialmente durante i turni di apertura alle prime luci dell’alba o nelle ore notturne. Le testimonianze raccolte descrivono un quadro allarmante, dove può succedere che la semplice richiesta di pagamento per una confezione di patatine può sfociare in insulti e promesse di violenza fisica, lasciando il personale nel timore di ritorsioni personali all’uscita dal servizio. E non succede a poche persone: sono più di 70 i dipendenti dei tre bar del Gruppo Lagardère in stazione”.

Sono preoccupati la Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova, Giorgia Marchioro, e Luca Rainato, il funzionario della categoria che segue le lavoratrici e i lavoratori in questione, che proseguono:“Siamo di fronte a episodi sistematici di aggressione, o pseudo-aggressione, che colpiscono lavoratori colpevoli solo di svolgere il proprio dovere in contesti di forte marginalità sociale ed è evidente che le misure puramente repressive adottate finora non hanno prodotto i risultati sperati. Aver trasformato in ‘Zona Rossa’ l’area non ha risolto i problemi reali, lasciando chi lavora all’interno della stazione in una condizione di solitudine e ansia costante. Non si tratta di fenomeni legati a flussi migratori, come spesso si vorrebbe far credere per scopi politici, ma di un disagio sociale autoctono, fatto di persone, tutte italiane e spesso giovani, con dipendenze e fragilità psichiche che necessitano di risposte diverse da quelle della Polfer, la quale, anche comprensibilmente, difficilmente interviene perché evidentemente impegnata altrove o nell'impossibilità di gestire situazioni che esulano dall’ordine pubblico in senso stretto”.

“I dipendenti ci riferiscono che, in certe ore, la clientela diserta i locali perché occupati da persone in stato di alterazione, trasformati in bivacchi permanenti – proseguono Marchioro e Rainato – ed è evidente che la risposta non può essere solo l’intervento delle forze dell’ordine, che spesso, anche se invocato, non arriva. Serve investire su servizi di prossimità e assistenza per questi soggetti, potenziando un tessuto di associazioni che fornisca supporto diretto sul campo, perché la sicurezza si costruisce con l’integrazione e il sostegno, non solo con i divieti e le sanzioni amministrative.”

Sulla vicenda interviene con durezza il Segretario Generale della Cgil di Padova, Gianluca Badoer, ribadendo la posizione contraria del sindacato confederale rispetto alle attuali politiche adottate dal governo in tema di sicurezza. “I messaggi disperati che riceviamo dai nostri delegati sono la prova provata che l’approccio muscolare e securitario è del tutto inefficace a garantire la reale incolumità dei cittadini e degli operatori – dichiara Gianluca Badoer – ed è ora che Governo ed Enti preposti prendano atto che la sicurezza non si ottiene per Decreto e agitando i problemi ma affrontando sistematicamente la marginalità sociale. Ribadiamo con forza l’inutilità di un approccio esclusivamente repressivo e la necessità urgente di un’azione sociale coordinata: servono presidi socio-sanitari e mediatori di strada che evitino l’incancrenirsi di questi episodi. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile per ammettere che un welfare di prossimità è l’unico strumento capace di restituire decoro alla stazione e serenità a chi, ogni mattina alle quattro e mezza, alza la serranda per servire la città e chi vi arriva o vi parte”.

Il servizio di Telenordest sulla denuncia della Cgil di Padova riguardo alla difficile situazione delle lavoratrici e lavoratori nei bar all'interno della stazione di Padova

CCNL INDUSTRIA METALMECCANICA: I lavoratori e le lavoratrici di Padova promuovono l'ipotesi di accordo

La firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici dell’industria era arrivata il 22 novembre al termine di una trattativa lunga e complessa, segnata da un confronto serrato con Federmeccanica e Assistal e sostenuta da una mobilitazione straordinaria che ha visto i lavoratori e le lavoratrici incrociare le braccia per un totale di 40 ore di sciopero. Questa ipotesi di accordo rappresenta un risultato fondamentale per la tenuta del settore e per la dignità di oltre 1.7 milioni di metalmeccanici dell’industria e dell’installazione di impianti. In questo nuovo CCNL è stato definito un aumento sui minimi di 205 euro al livello C3, oltre l’IPCA-Nei, con il mantenimento della clausola di salvaguardia nei casi di impennata inflattiva. Sul piano salariale si definiscono aumenti contrattuali complessivi pari al 9,64% a fronte di una inflazione Ipca Nei prevista al 7,20% nei prossimi 3 anni. Questo sistema rappresenta una reale difesa dei salari dall’erosione causata dall’inflazione. Con il nuovo Ccnl aumenterà anche la quota dei flexible benefits a 250 euro oltre ad importanti e significativi miglioramenti sulla parte normativa a partire dalle norme di contrasto alla precarietà, al rafforzamento degli Rls e alla salute e sicurezza, alla parità di genere, alla fruizione dei permessi e dei congedi parentali oltre che del trattamento di malattia e ad una maggiore partecipazione dei lavoratori.

Per rendere questo accordo pienamente legittimo e condiviso, le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm di Padova hanno messo in campo un’imponente campagna di assemblee informative che ha attraversato capillarmente il territorio provinciale. Nel padovano la consultazione ha coinvolto circa 24 mila metalmeccaniche e metalmeccanici del comparto, dove sono stati illustrati i contenuti dell’intesa in un clima di grande attenzione e dibattito. La partecipazione è stata massiccia e ha confermato la vitalità della democrazia sindacale nei luoghi di lavoro. Complessivamente, nel padovano, sono state svolte circa 500 assemblee nelle aziende e nelle fabbriche dell’industria metalmeccanica. L’esito del voto in provincia di Padova restituisce una larghissima maggioranza a favore dell’ipotesi di accordo, con il 97% di voti a favore dell’ipotesi di rinnovo, sancendo così una promozione chiara del lavoro svolto dalle delegazioni trattanti.

“Esprimiamo oggi la nostra soddisfazione per questo risultato, sottolineando come la straordinaria risposta dei lavoratori e delle lavoratrici alle assemblee e al voto rappresenti il reale coinvolgimento democratico che ha accompagnato l’intera trattativa. Le mobilitazioni che hanno visto un grande contributo delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici sono state determinanti per il raggiungimento di questi risultati, che mettono al centro salario e diritti, ora è necessario che il contratto viva in tutte le fabbriche e i luoghi di lavoro con il coinvolgimento costante di tutti.  La partecipazione al voto è stata la dimostrazione di quanto le metalmeccaniche e i metalmeccanici sentano proprio questo strumento e siano consapevoli che solo attraverso la pratica democratica e l’esercizio dello sciopero si possono ottenere avanzamenti reali e duraturi per l’intera categoria.” Commentano così il risultato ottenuto i segretari generali provinciali di Fim, Fiom e Uilm di Padova a chiusura dello spoglio nella serata di venerdì 20 febbraio 2026.

Azienda Ospedaliera – Università di Padova, Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova: “Condizioni di lavoro non più sostenibili, riorganizzazioni calate dall’alto: venerdì 27 febbraio sarà sciopero”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sullo sciopero in Azienda Ospedaliera - Università di Padova proclamato il 27 febbraio da Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova

Le segreterie territoriali padovane di Fp Cgil e Uil Fpl hanno ufficialmente proclamato lo sciopero del personale del comparto sanitario dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova per l’intera giornata di venerdì 27 febbraio. “La decisione – dichiarano la Segretaria Generale della Fp Cgil Padova, Alessandra Stivali e il Segretario Organizzativo della Uil Fpl Padova, Luigi Spada – nasce da un clima di esasperazione ormai insostenibile, alimentato da una direzione aziendale che ha progressivamente ridotto il dialogo sindacale e ignorato le numerose segnalazioni riguardanti le condizioni di lavoro del personale”.

Una mobilitazione – che culminerà, nella mattinata del 27 febbraio, in un presidio presso la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera – che, secondo le due sigle sindacale, “si è resa inevitabile anche dall’improvviso annullamento unilaterale degli incontri da parte dell’azienda, nonostante un iniziale tentativo di conciliazione avvenuto in Prefettura lo scorso 16 gennaio”.

“Al centro della protesta delle lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo – proseguono i due sindacalisti – vi è, innanzitutto, una gestione organizzativa che scarica le proprie inefficienze direttamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori. Che, comprensibilmente, non ce la fanno più. Inoltre, i dipendenti denunciano strutture fatiscenti, spogliatoi in condizioni critiche e una carenza di organico cronica che li costringe a turni massacranti, spesso prolungati oltre l'orario ordinario per sopperire a una programmazione delle sale operatorie inadeguata. E non basta: a questo si aggiunge l'utilizzo improprio della reperibilità per attività ordinarie e il mancato riconoscimento di diritti basilari, come l'accesso alla mensa o l'erogazione del buono pasto per chi opera nei turni notturni e festivi, aggiungendo al danno un’insopportabile beffa”.

“Le recenti riorganizzazioni dei servizi – aggiungono Stivali e Spada – dalla chirurgia plastica alla psichiatria fino alla radiologia, rappresentano l'ultimo segnale di una strategia calata dall’alto che non tiene conto del benessere di chi garantisce la salute pubblica. Senza considerare le ricadute che tali riorganizzazioni hanno anche nel personale che opera in altri ambiti, come in Otorinolaringoiatria, nelle degenze chirurgiche e nella sala operatoria dedicata alle urgenze. Inoltre, riteniamo doveroso richiamare le numerose segnalazioni sul persistente clima di malessere che da tempo si vive presso il Servizio Cartelle Cliniche. Tale situazione, più volte rappresentata, risulta ampiamente dimostrata e documentata anche attraverso attestazioni rilasciate da professionisti della salute, dalle quali emerge come il protrarsi di questa condizione abbia avuto un impatto significativo sul benessere delle persone coinvolte, portando lavoratori e organizzazioni sindacali a richiedere attenzione e adeguate misure di tutela”.

“Il punto – concludono Stivali e Spada – è che non si possono risolvere i problemi strutturali modificando gli orari o aumentando il carico assistenziale senza nuove assunzioni. Si tratta di una prassi sbagliata sia nel merito che nel metodo, che non siamo disposti ad accettare. Per questo lo sciopero del 27 febbraio è, praticamente, una scelta obbligata per rivendicare il rispetto della dignità professionale, la sicurezza degli ambienti di lavoro e il diritto dei lavoratori a essere ascoltati attraverso tavoli di interlocuzione reali e strutturati. E sia chiaro: non dovessero cambiare le cose, sarà solo l’inizio di una protesta destinata a durare a lungo”.

La guida del Caf Cgil Veneto ai bonus 2026: tutto quello che c’è da sapere per le famiglie e i cittadini di Padova

Con l’arrivo del nuovo anno, orientarsi tra le agevolazioni e i sostegni economici messi a disposizione dallo Stato e dagli enti locali può diventare un’impresa complicata per molti lavoratori e pensionati. Per questo motivo, la Cgil di Padova ha deciso di rendere disponibile la guida del Caf Cgil Veneto, un vademecum pratico e aggiornato, che raccoglie tutte le principali misure di sostegno attive per il 2026, con l’obiettivo di offrire un supporto concreto a chi deve far quadrare il bilancio familiare.

All'interno di questo vademecum, che potete scaricare cliccando l'allegato sotto a questo articolo, troverete informazioni dettagliate sulle agevolazioni fiscali, i contributi per le famiglie con figli, i bonus energia per contrastare il caro bollette e tutte le scadenze da non dimenticare per presentare le domande correttamente. La guida spiega in modo semplice i requisiti ISEE necessari per accedere ai diversi benefici e illustra le modalità operative per inoltrare le richieste, sia attraverso i portali telematici sia rivolgendosi ai nostri uffici. Invitiamo tutti i cittadini a consultare questo strumento per non perdere opportunità preziose, ricordando che i nostri delegati e i servizi del Sistema Servizi Cgil sono a disposizione per fornire assistenza personalizzata e consulenza specifica su ogni singola misura.

 

Zona Rossa: Cgil, Cisl e Uil di Padova esprimono ferma contrarietà alla proroga del provvedimento restrittivo nell'area della stazione, denunciandone l'inefficacia sociale e l'uso puramente propagandistico

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Corriere Veneto con la presa di posizione contraria di Cgil Cisl e Uil di Padova alla Zona Rossa nell'area della stazione
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In vista della scadenza del provvedimento prevista per oggi, giovedì 19 febbraio, e della decisione di ieri della Prefettura di rinnovare la cosiddetta Zona Rossa nel quadrante della stazione ferroviaria fino al prossimo maggio, i Segretari Generali di Cgil Padova, Gianluca Badoer, Cisl Padova e Rovigo, Samuel Scavazzin e Uil Padova, Massimo Zanetti, hanno manifestato la propria totale contrarietà a una misura che giudicano tanto inefficace quanto ideologica.

“L’esperienza di questi mesi – spiegano in una nota – ha dimostrato chiaramente che la semplice logica dell'allontanamento forzato e del divieto di stazionamento non risolve i problemi strutturali di degrado e microcriminalità, ma si limita a spostarli di poche centinaia di metri, gravando ulteriormente sulle aree limitrofe senza offrire alcuna soluzione reale alla cittadinanza. È inaccettabile che questioni complesse che riguardano la marginalità sociale, la povertà e l'accoglienza vengano trattate esclusivamente come problemi di ordine pubblico, ignorando sistematicamente la necessità di investimenti nei servizi sociali, nella mediazione culturale e nelle politiche abitative”.

“Come sindacati confederali – concludono Badoer, Scavazzin e Zanetti – siamo convinti che la sicurezza urbana si costruisca con l'inclusione e la riqualificazione del tessuto sociale, non con recinti normativi che colpiscono indiscriminatamente le fasce più fragili della popolazione. Auspichiamo che la Prefettura e le istituzioni locali vogliano finalmente aprire un confronto serio che metta al centro la persona, il lavoro, la solidarietà e l'integrazione, abbandonando una strategia emergenziale che ha già mostrato tutti i suoi limiti e che serve più a alimentare la propaganda che a garantire la reale tranquillità dei lavoratori e dei cittadini che frequentano ogni giorno l'area della stazione”.

Il servizio di Telenordest, con l'intervista all'Assessore alla sicurezza del Comune di Padova, Diego Bonavina, sulla proroga della Zona Rossa nell'area della Stazione di Padova

Parker Hannifin: siglato l’accordo di secondo livello

 

Iandiorio (Fiom): “Risultato che redistribuisce i profitti record e tutela i diritti”

È stato siglato questo pomeriggio, 18 febbraio 2026, l’accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale alla Parker di Sant’Angelo di Piove di Sacco, stabilimento storico del settore metalmeccanico del territorio. Parker Hannifin, leader mondiale nelle tecnologie di movimento e controllo con una storia ultracentenaria, ha registrato nell’anno fiscale 2025 risultati economici straordinari: un fatturato di 19,9 miliardi di dollari e utili record (27,33 dollari per azione adjusted), con un flusso di cassa operativo che ha raggiunto i 3,8 miliardi di dollari.

Proprio partendo dalla solidità di questi indicatori, la Fiom-Cgil di Padova ha impostato la trattativa con l’obiettivo di garantire che una parte del valore prodotto trovasse un riconoscimento concreto nelle buste paga e nelle condizioni di lavoro dei dipendenti. L'accordo di secondo livello interviene su aspetti normativi ed economici volti a migliorare il benessere organizzativo e a sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori, il cui apporto professionale è stato fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di crescita del Gruppo. L’intesa, valida fino a giugno 2029, punta a rafforzare il potere d’acquisto e a introdurre maggiori tutele sulla gestione dell’orario e della salute.

I punti principali del contratto integrativo:

Flessibilità, elementi economici e orario di lavoro

Mantenimento dell’attuale schema di orario che prevede 37.5 ore settimanali (retribuite 40) con inizio delle prestazioni straordinarie o di flessibilità positiva a partire dal superamento delle 37.5 ore. È previsto un incremento progressivo della maggiorazione giornaliera, che passerà dagli attuali 4,50 euro a 6 euro entro il 2028. Anche il "gettone" per il sabato lavorativo vedrà un aumento graduale fino a 17 euro; sarà costante il confronto con la RSU sulle prestazioni al sabato per limitarne l’utilizzo, nel caso in cui si dovesse condividere la necessità di utilizzo di un terzo sabato consecutivo, l’indennità salirà ad euro 20.

Premio Feriale e Trattamento Salariale

Il valore del premio feriale avrà un aumento complessivo del 20% nell'arco della vigenza contrattuale: +10% nel 2026, +2% nel 2027, +2% nel 2028 e un ulteriore +6% nel 2029. Per un livello C2 (ex 4^ categoria), l'importo passerà dai € 1.288,53 attuali a € 1.546,24.

Welfare e Sostegno al Reddito

È prevista l'erogazione di € 300 complessivi in welfare, distribuiti con € 150 nel 2026 e tre tranche da € 50 nei mesi di giugno del 2027, 2028 e 2029. Viene introdotto un buono pasto da € 5,40 per la giornata di sabato (con prestazione minima di 4 ore). Inoltre, chi sceglierà di convertire il premio di risultato in welfare riceverà un credito aggiuntivo del 10% della somma convertita ed in caso di destinazione al fondo Cometa il contributo di solidarietà sarà sempre a carico dell’azienda.

Salute, Diritti e Ambiente di Lavoro

Vengono riconosciute 4 ore annue aggiuntive per visite mediche per un totale di 12 ore e 20 ore per terapie. Sono previsti incontri specifici con la RSU e i rappresentanti della sicurezza per migliorare il servizio mensa e per confrontarsi sulle esigenze relative a vestiario e calzature infortunistiche.

"Siamo soddisfatti di questo accordo perché riafferma un principio per noi fondamentale: i profitti delle imprese vanno redistribuiti tra le lavoratrici e i lavoratori. Parker è una multinazionale in salute che continua a segnare record su record; era doveroso che questi risultati trovassero un riscontro nelle tasche e nella qualità della vita dei dipendenti. Abbiamo ottenuto risposte importanti sulla gestione della flessibilità e sulla tutela della salute, temi centrali per la dignità di chi lavora." Ha dichiarato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom di Padova, a conclusione della trattativa, sottolineando: "Un ringraziamento va alla RSU per la determinazione e la competenza messe in campo durante tutta la fase negoziale. È anche grazie al loro impegno che è stato possibile portare a casa un contratto integrativo che non era affatto scontato. Questo risultato è la prova che la contrattazione di secondo livello resta uno strumento fondamentale per attuare quella giustizia sociale di cui il nostro mondo del lavoro ha urgente bisogno".

 

LA DEMOCRAZIA ENTRA IN FABBRICA: TRIPLA, STORICA VITTORIA DELLA FIOM DI PADOVA ALLA SIDERGAS, MITSUBISHI E ALLA SPAMI

 

Le recenti elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali in tre diverse aziende metalmeccaniche del nostro territorio registrano un risultato che parla di partecipazione e di una rinnovata voglia di protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori. In un tempo in cui troppo spesso chi lavora viene considerato un mero ingranaggio del sistema, queste elezioni dimostrano che la democrazia può e deve superare i cancelli delle fabbriche per dare sostanza ai principi della nostra Costituzione.

Storica affermazione della Fiom alla SIDERGAS di Santa Caterina d’Este, dove per la prima volta dalla nascita dello stabilimento è stata eletta una rappresentanza sindacale. In un'azienda precedentemente priva di tutele collettive, la partecipazione è stata davvero alta: hanno votato 31 lavoratori su 41 occupati, esprimendo un consenso totale per la lista FIOM. Sono stati eletti come delegati tutti e tre i candidati Luca L., Nicola e Luca Z., quest'ultimo è stato eletto anche Rappresentante per la Sicurezza (RLS).

Alla Mitsubishi Electric Klimat Transportation Systems Spa di Padova si è registrata una svolta significativa: in una realtà consolidata del territorio, dove la Fiom non era presente, la sigla sindacale è riuscita a fare il proprio ingresso conquistando immediatamente la maggioranza assoluta. Con un’affluenza massiccia di 129 votanti su 147 occupati, la lista della Fiom ha ottenuto 77 preferenze, assicurandosi due seggi su tre e portando in Rsu Tiziano, eletto fra gli operai, che assumerà anche l’incarico fondamentale di RLS per la sicurezza dei colleghi, e Timur, votato nel collegio degli impiegati. Un ringraziamento sincero da parte della Fiom va ad Abderrahmane, la cui candidatura è stata parte integrante di questo successo collettivo che segna l'inizio di una nuova stagione di tutele in azienda.

Un risultato altrettanto importante è stato raggiunto alla SPAMI di Piombino Dese, dove per la prima volta i lavoratori e le lavoratrici decidono di far nascere la rappresentanza sindacale interna, segnando un passaggio fondamentale di sindacalizzazione del sito. Su 337 dipendenti, 241 lavoratrici e lavoratori hanno partecipato al voto scegliendo la proposta della Fiom, che ha ottenuto così tutti i 6 seggi disponibili. Entrano a far parte della nuova Rsu Francesco, Federica, Massimiliano, Mauro, Thomas e Gianluca, sostenuti dal contributo dei candidati non eletti Paolo, Daniele, Alberto e Mattia, il cui impegno è stato determinante per l'apertura di questo nuovo spazio democratico.

“Come Fiom facciamo le nostre più sincere congratulazioni a tutti gli eletti e ringraziamo chiunque abbia reso possibile questo esercizio di democrazia: la partecipazione attiva resta lo strumento principale per dare voce a chi lavora e per proseguire le battaglie per attuare giustizia sociale all'interno dei luoghi di lavoro. A tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno partecipato a questo esercizio di democrazia va il nostro riconoscimento più profondo, perché è solo attraverso la partecipazione collettiva che possiamo costruire un mondo del lavoro più giusto e all'altezza dei bisogni di chi, ogni giorno, produce la ricchezza di questo Paese.” è il commento della segreteria della Fiom di Padova.

Vertenza dipendenti del Comune di Due Carrare, oggi il tentativo di conciliazione in Prefettura: Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sospendono lo stato di agitazione in attesa di un prossimo incontro il prossimo 24 febbraio

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla vertenza dei dipendenti del Comune di Due Carrare

I sindacati ottengono l'apertura di un tavolo negoziale per rivedere il regolamento su flessibilità, straordinari e pause

Si è concluso con una sospensione dello stato di agitazione il tentativo di conciliazione svoltosi, stamane giovedì 12 febbraio, presso la Prefettura di Padova tra le Segreterie Territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, da un lato, e l’amministrazione comunale di Due Carrare, dall’altro, per tentare di ricomporre la frattura che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti dell’ente. Al centro della disputa – che ha visto la partecipazione, in qualità di mediatori, del Viceprefetto Vicario, Enrico Fameli, e della Capo di Gabinetto, Paola Cavalcanti – tra il Comune di Due Carrare, rappresentato dal sindaco Davide Moro e dalla Segretaria Generale Miriam Ravazzolo, e i sindacati Confederali, rappresentati da Maurizio Galletto, per la Fp Cgil, Ettore Furlan per la Cisl Fp e Francesco Scarpelli per la Uil Fpl (oggi però assente giustificato perché impegnato altrove) vi erano alcune norme del regolamento sull’orario di lavoro ritenute dai rappresentanti dei lavoratori lesive della dignità professionale e dei diritti contrattuali. “Si tratta di una mobilitazione – hanno premesso i rappresentanti sindacali – che è nata dal mandato unanime dell’assemblea dei lavoratori dello scorso novembre, senza nessuna matrice politica, e fondata esclusivamente sulla volontà di difendere i diritti e la dignità professionale di chi opera quotidianamente al servizio della cittadinanza. Sostanzialmente ci sono alcune criticità, riscontrate nel nuovo regolamento, sull’orario di servizio e di lavoro che noi giudichiamo in aperto contrasto con le norme del Contratto Collettivo Nazionale e con i principi generali di diritto. I punti di attrito principali riguardano la gestione della flessibilità oraria, che secondo noi deve essere un diritto esercitabile dal dipendente compatibilmente con le esigenze di servizio e non una concessione discrezionale, e le modalità di retribuzione degli straordinari, dove si contesta l’illegittimità di clausole che ne vincolerebbero il pagamento alla mera disponibilità dei fondi”.

“Il fatto più rilevante – hanno dichiarato al termine dell’incontro Maurizio Galletto ed Ettore Furlano – è che abbiamo deciso di sospendere temporaneamente l’agitazione in attesa di rivedere i punti critici del regolamento su flessibilità e straordinari che hanno originato il conflitto. La nostra contestazione nasceva dal fatto che l’attuale interpretazione del Comune permette solo una flessibilità in negativo, ovvero il debito orario, senza concedere ai lavoratori la possibilità di maturare il positivo per conciliare i tempi di vita e di lavoro. È un’applicazione monca del contratto nazionale, che nel 99% degli altri comuni viene invece gestita correttamente garantendo sia l'anticipo che il posticipo dell'orario.”

“Nel corso dell’incontro – hanno proseguito i due rappresentanti sindacali – abbiamo posto con forza anche il tema del lavoro straordinario e della gestione delle pause, sottolineando come la normativa vigente debba essere rispettata integralmente e non, come avviene oggi, ‘stiracchiata’ a danno del personale. Per questo abbiamo voluto che venisse chiarito il diritto del lavoratore di scegliere tra il recupero delle ore o il pagamento dello straordinario, senza che questo sia vincolato esclusivamente alla disponibilità di fondi, come invece lascia intendere il regolamento attuale. Allo stesso modo, sulla questione del riposo psicofisico, pretendiamo maggiore elasticità: non si può penalizzare un dipendente che ritarda la pausa perché sta fornendo un servizio a un utente o sta rilevando un incidente.”

“Davanti alle nostre rimostranze – hanno concluso Galletto e Furlan – l’amministrazione comunale, pur avendo inizialmente difeso la legittimità delle proprie scelte, ha manifestato un’apertura al dialogo impegnandosi a rivalutare gli articoli contestati. Per questo abbiamo deciso che ci torneremo ad incontrare e abbiamo fissato già la data: sarà il prossimo 24 febbraio. Così avremo modo di misurare ed entrare nel merito delle modifiche tecniche apportate al fine di ripristinare la piena legalità contrattuale. L’auspicio è che questa apertura porti a risultati concreti a breve, perché il nostro unico obiettivo resta la tutela della dignità dei lavoratori e del servizio che rendono quotidianamente alla cittadinanza.”