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Scomparsa di Guglielmo Epifani: bandiere a lutto alla Camera del Lavoro di Padova

La CGIL di Padova piange la scomparsa di Guglielmo Epifani, un uomo autorevole, lucido e che ha dedicato la vita alla causa dei lavoratori.

Aldo Marturano, Segretario Generale Cgil di Padova: “Con lui se ne va un pezzo importante della storia della nostra organizzazione, un uomo capace di tenere sempre unite le anime della Cgil diventando l'esempio vivente di quel che significa essere un dirigente del nostro sindacato. Lascia un vuoto incolmabile, ci mancherà molto”.

Bandiere listate a lutto per tutto il giorno di oggi, nei balconi della sede di Via Longhin della Cgil di Padova, per ricordare la scomparsa di Guglielmo Epifani, Segretario Generale della Cgil Nazionale dal 2002 al 2010. Anche la Camera del Lavoro di Padova ha voluto così ricordare la figura di Epifani, un leader rimasto nel cuore di molti dirigenti e iscritti al Sindacato.

“La scomparsa di Guglielmo Epifani – dice Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil di Padova – ci lascia ancora senza parole e ci riempie di tristezza. Negli anni in cui ha ricoperto la carica di Segretario Generale della Cgil, sono state numerose le volte in cui è venuto in visita presso la nostra sede e ospite e relatore a diversi eventi in città. Ricordo un uomo sempre interessato a quel che succedeva nel nostro territorio, attento alle voci di tutti ma poi capace di fare sintesi e agire nell'interesse e rispetto di tutti. Personalmente l'ho sempre considerato un esempio di quel che significa essere un dirigente sindacale, vale a dire una persona in grado di tenere tutti uniti per il perseguimento di un obiettivo. Nel suo caso, il miglioramento delle condizioni dei lavoratori e la lotta per la loro dignità. Inutile aggiungere che lascia un vuoto enorme che sarà molto difficile colmare: ci mancherà tantissimo”.

 
 
 

Reddito di Emergenza: previste ulteriori 4 mensilità

In allegato il nuovo volantino della Cgil di Padova riguardo a tutto quello che c’è da sapere riguardo al Rem (Reddito di Emergenza) che con il Decreto Sostegni Bis è stato prorogato di altri 4 mesi.

Nel volantino vengono specificati i requisiti necessari per potervi accedere a partire dall’essere residenti in Italia e godere di un reddito familiare, riferito al mese di aprile 2021, inferiore all'ammontare del beneficio del REM spettante. Accanto a questo, è necessario avere avuto nel 2020 un patrimonio mobiliare familiare inferiore a una soglia di 10 mila euro, accresciuta a di 5 mila euro per ogni componente successivo al primo fino ad un massimo di 20 mila euro, massimale che può venire incrementato di 5 mila euro se nel nucleo familiare è presente un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza. E bisogna presentare un ISEE inferiore ai 15 mila euro.

Se si soddisfano tutti questi requisiti, allora si potrà accedere al Reddito di Emergenza che verrà erogato dall'Inps in quattro quote, ciascuna pari a 400 euro moltiplicati sulla base dei parametri utilizzati per il Reddito di Cittadinanza (massimo 840 euro).

Restano le consuete incompatibilità : Non ha diritto al REM  chi riceve la pensione, il reddito di cittadinanza o ha un lavoro dipendente con una retribuzione superiore al beneficio economico che gli spetterebbe con il Rem. E non è neanche compatibile con altre forme di sostegno al reddito previste dal Governo per l'emergenza sanitaria Covid-19”.

In allegato il Volantino con tutte le misure previste riguardanti il Rem

Scontro Filcams Cgil vs Upa/Confartigianato: arrivano le prime sentenze del Tribunale del Lavoro di Padova

  • Allega: Sentenze_upa_1.pdf
  • Descrizione allegato: Le sentenze emesse dal Tribunale del Lavoro di Padova

Filcams Cgil: “Vittoria! Le prime sentenze delle cause promosse contro i lavoratori che avevano ottenuto un decreto ingiuntivo per l’illegittima soppressione del superminimo individuale ci danno pienamente ragione”

“Rinnoviamo a Upa e a Confartigianato la nostra massima disponibilità a sederci intorno ad un tavolo e ridiscutere su tutte le questioni. Appare chiaro che la loro decisione di procedere unilateralmente alla riduzione delle buste paga dei dipendenti non ha retto alla prova del Tribunale, ne traggano le conseguenze”

 

“I tempi della giustizia sono lunghi ma implacabili” commenta soddisfatto Francesco Gagliardi della Filcams Cgil di Padova, dopo l'arrivo delle prime sentenze con cui il Giudice del Lavoro, Dott.ssa Silvia Rigon, si è pronunciata sulla causa promosse da Upa e Confartigianato nei confronti dei lavoratori che, assistiti dagli Avvocati Giancarlo Moro e Alice Vettore, avevano ottenuto un decreto ingiuntivo per l'illegittima soppressione del superminimo individuale, condannando i due enti al pagamento di quanto dovuto ai lavoratori, nonché alla rifusione delle spese processuali.

“Un esito giudiziario – prosegue Francesco Gagliardi – che ci conforta ma che, in tutta franchezza, non ci sorprende, così evidente appariva l’ingiustizia subita dai lavoratori e che anche l'Ufficio Legale Moro, cui ci siamo affidati in questa causa e che ringraziamo, ci ha sempre ampiamente e giustamente confermato. La soddisfazione maggiore è per i lavoratori e le loro RSA Aziendali che hanno voluto difendere la loro dignità e hanno saputo dare un segnale di compattezza davvero encomiabile”

“Una vicenda – conclude il sindacalista della Filcams Cgil – che con queste sentenze sta arrivando alla sua conclusione ma che si trascina ormai da anni, da quando Upa e Confartigianato hanno unilateralmente soppresso un emolumento retributivo (superminimo) goduto dai lavoratori per più di 20 anni, riducendo il loro salario in termini significativi. Una decisione contro cui ci eravamo opposti e che aveva portato, circa un anno fa, ad una cinquantina di decreti ingiuntivi che imponevano ai due enti di ritornare sui loro passi, ma contro cui avevano testardamente deciso di fare ricorso. Bene: gli è andata male anche stavolta visto che di nuovo il Tribunale ha riconosciuto quel che noi abbiamo denunciato fin da subito ossia la palese illegittimità del loro comportamento arbitrario. Queste sono le sentenze che riguardano i ricorsi contro la prima tranche di lavoratori, i primi 23 dei 50 coinvolti. Non abbiamo dubbi che per gli altri 27 andrà allo stesso modo, ecco perché rinnoviamo la nostra disponibilità ad Upa e Confartigianato a sederci con loro intorno ad un tavolo e trovare un accordo che ponga fine a questo braccio di ferro, dall'esito scontato, ormai diventato inutile e anche, francamente, un po’ stucchevole”.

Alleghiamo le sentenze. Per ovvi motivi di privacy abbiamo oscurato i nomi dei lavoratori coinvolti.

TPL: domani, 1° giugno 2021, sciopero di 24 ore e presidio, dalle 11.00 alle 12.00, davanti a sede di Busitalia

Gli Autoferrotranvieri-Internavigatori incrociano di nuovo le braccia il 1° giugno 2021. Dopo la partecipazione quasi totalitaria agli scioperi dell’8 febbraio di 4 ore e del 26 marzo di 24 ore, continuano a non avere risposte alla legittima richiesta di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro scaduto da più di tre anni e di miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali.

Malgrado le consistenti risorse stanziate dal Governo a salvaguardia del settore rispetto alle conseguenze della pandemia sulla sostenibilità delle aziende e del servizio, le rappresentanze Aziendali continuano a sostenere proposte irricevibili e a negare a lavoratrici e lavoratori del Tpl quello che è un sacrosanto diritto, ancor più motivato dal fatto di non aver mai interrotto la loro attività a garanzia del diritto costituzionale alla mobilità di tutti i cittadini italiani, anche nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria. Non è più ammissibile che anche a fronte dei quasi 2 miliardi di euro giustamente assegnati a questo settore, fondamentale per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del Paese, le Aziende possano continuare ad ignorare le esigenze dei loro dipendenti preoccupandosi esclusivamente della tenuta dei loro bilanci, dai quali probabilmente nei prossimi mesi potrebbero emergere, peraltro, risultati fortunatamente meno catastrofici di quanto qualcuno vorrebbe far apparire.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna rivendicano il giusto riconoscimento che i lavoratori meritano, partendo da una copertura economica per il triennio contrattuale 2018-2019-2020, senza inserire all’interno della discussione argomentazioni inopportune e fuorvianti, e avviando, poi, immediatamente il confronto per il rinnovo normativo ed economico del CCNL. Le attestazioni di stima e i ringraziamenti alla categoria, di cui tanti si riempiono la bocca, per la dedizione dimostrata, per il continuo e costante svolgimento del loro lavoro con professionalità, spesso in condizioni di grave disagio e a rischio della incolumità personale e della propria famiglia, esigono immediato riscontro, così come la necessità di riformare il settore anche attraverso la valorizzazione del lavoro. Parole che altrimenti perdono di contenuto e restano solo il misero tentativo aziendale di ottenere più risorse possibili.

Se l’atteggiamento di Asstra, Agens e Anav, e delle Aziende che esse rappresentano, non cambierà immediatamente la protesta proseguirà con sempre maggiore forza e convinzione, attraverso tutte le azioni che le norme ci consentiranno, nella consapevolezza che purtroppo il disagio maggiore sarà come sempre sulle spalle dei lavoratori, che ne dovranno sopportare il sacrificio economico, e dei cittadini che ne soffriranno l’impatto sulla loro libertà di movimento!

IL RINNOVO DEL CCNL È UN DIRITTO!

Per tutto questo abbiamo organizzato per 1° giugno 2021 un presidio davanti BUSITALIA VENETO di Padova Via Rismondo dalle ore 11,00 alle ore 12,00.

PARTECIPATE TUTTI!

Filt Cgil Fit Cisl Uiltrasporti Faisa Cisal Ugl Autoferro

Si allega la lettera che le segreterie nazionali hanno scritto ai cittadini/utenti per spiegare le ragioni dello sciopero

Crisi: i numeri del Caaf Cgil di Padova. Il 44% dei lavoratori dipendenti padovani è più povero.

Lisa Contegiacomo, AD Caaf Cgil Padova: “Dall’analisi dei dati che emergono da un primo significativo numero di dichiarazioni dei redditi, quasi la metà dei lavoratori (il 44%), nel 2021, ha dichiarato meno rispetto il 2020: una perdita del 13%, mediamente più di 3300 euro. Più penalizzate le donne e i giovani. Almeno un terzo dei lavoratori dichiaranti è dovuto ricorrere, nel 2020, ad un ammortizzatore sociale con pagamento diretto dell’INPS”.

Aldo Marturano, Segretario Generale Cgil Padova: “I dati confermano che il 2020 è stato un annus horribilis per tanti lavoratori, e soprattutto lavoratrici, della nostra provincia, E il 2021, con lo sblocco dei licenziamenti, rischia di essere ancora peggiore. Preoccupa anche l'alta percentuale che emerge di coloro che hanno dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali. Ma se consideriamo che è un numero che non considera coloro cui la cassa integrazione è stata anticipata dal datore di lavoro, sappiamo che, in realtà, è ancora più alto”.   

 

Sono dati decisamente inquietanti quelli che emergono dalle prime analisi statistiche svolte dal Caaf Cgil di Padova che ha messo sotto osservazione le prime 25 mila dichiarazioni dei redditi eseguite da quando, lo scorso 19 aprile, è iniziata la campagna fiscale. Tra queste, oggetto della ricerca, sono le 8000 derivanti da lavoro dipendente: il 53% (4240) di uomini e il 47% (3760) di donne. La novità costituita dall'analisi svolta quest’anno consiste che è che è stata condotta attraverso il confronto dei medesimi codici fiscali, vale a dire che raffronta i redditi dichiarati nel 2020 e del 2021 dello stesso dichiarante per poi trarre le medie. Non è quindi una proiezione, è proprio un dato reale.

“I numeri sono piuttosto chiari – spiega Lisa Contegiacomo, Amministratrice Delegata del Caaf Cgil di Padova – e ci dicono, innanzitutto, che se guardiamo le differenze di reddito superiori ai 500 euro del campione analizzato, risulta che il 44% ha dichiarato meno rispetto all’anno precedente, il 29% ha guadagnato di più mentre il 27% ha mantenuto lo stesso reddito. Ora, facendo un confronto che coinvolge tutti, sia chi ha perso che chi ha guadagnato o è rimasto allo stesso livello di reddito, la perdita media risulta contenuta, dato che è del 2%. Ma se andiamo ad analizzare solo i redditi di coloro che hanno dichiarato di meno, quel 44% di dichiaranti sul totale, risulta che per loro la perdita complessiva è stata mediamente di 3322 euro, praticamente due/tre mensilità, che coincide con un 13% in meno. Non è poco”.

“Confrontando l’impatto delle perdite – prosegue la AD del Caaf Cgil Padova – sul genere, vediamo che sia uomini che donne perdono circa il 2% (percentuale che comprende tutti: sia chi ha dichiarato meno, che di più o uguale) solo che gli uomini passano da una media di 27.892 euro a 27.223 euro, mentre le donne scendono sotto i 20 mila euro: da 20.225 euro a 19.806 euro e va considerato anche che nel campione totale le donne sono di meno, il 47% rispetto al 53% costituito da uomini. Per quanto riguarda i giovani, intesi come under 35, il loro reddito subisce anch'esso una contrazione: dai 19.071 euro del 2020 si scende ai 18.781 euro del 2021 e registra un meno 2%”.

“E infine – conclude Lisa Contegiacomo – il dato di chi ha dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali: ben il 30%, praticamente un lavoratore o lavoratrice su tre, tra coloro che si sono rivolti a noi per la loro dichiarazione dei redditi, ha denunciato i versamenti diretti dell’Inps, com'era peraltro tenuto a fare. In tanti anni di esperienza, una percentuale mai vista neanche ai tempi della crisi del 2008”.

“Sono dati assolutamente sconfortanti – commenta Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil di Padova – che seguono quelli già pessimi dell'anno precedente. Voglio ricordare che già i dati del Caaf che avevamo presentato quasi un anno fa avevano palesato di come almeno 10 mila donne e altrettanti giovani, erano tornati a carico del coniuge o dei genitori, segno che avevano perso la loro entrata di reddito e quindi il lavoro. Si trattava soprattutto di gente con contratti da precario, impiegati soprattutto nei settori che hanno subito l'impatto più devastante della pandemia, penso al turismo, alla ristorazione, all'alberghiero, allo spettacolo, al wedding, a certi servizi. Non sono stati pochi ma, ripeto, erano quelli più esposti. La cosa che preoccupa di più è che con lo sblocco dei licenziamenti previsto a fine giugno, ora tocca a chi ha un contratto a tempo indeterminato a chi, magari, fino ad ora ha permesso alla propria famiglia di tirare avanti, dopo che coniuge (più spesso, ahimè, la moglie) o figli hanno perso il lavoro. E adesso come faranno?”.

“Una domanda del tutto lecita – prosegue il Segretario Generale della Cgil padovana – dal momento che siamo in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali che, se va tutto bene, dovrebbe vedere la luce in autunno. E i dati dimostrano che almeno un terzo dei lavoratori e delle lavoratrici della provincia patavina ha dovuto ricorrere, nel 2020, ad un ammortizzatore sociale. Ma qui consideriamo solo quelli che hanno dovuto dichiarare i versamenti diretti dell’inps. Mancano coloro, e non sono pochi, che non erano tenuti a dichiarare i versamenti, in quanto anticipati dal datore di lavoro. Significa che quella percentuale, già enorme, nella realtà, è ancora più alta. Come può il Governo non tenerne conto?”

“A fronte di tutto questo – conclude Aldo Marturano – promettiamo la nostra mobilitazione: non rimarremo inerti e passivi davanti all’impatto sociale devastante che certe scelte del Governo rischiano di produrre, a partire dallo sblocco dei licenziamenti, senza prima una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali che protegga tutti, per finire alla liberalizzazione dei subappalti. Sono i numeri a dircelo ma non dimentichiamocelo: ad ogni numero corrisponde una vita da cui, molto spesso, dipendono altre vite. Non smetteremo mai di ricordarlo”. 

Si allegano, in pdf, i grafici elaborati

Licenziamenti: nel padovano a rischio 6 mila lavoratori

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Lo sblocco, per le imprese strutturate, a partire dal 1° luglio. Aldo Marturano: “Famiglie preoccupate, sistema degli ammortizzatori impreparato a reggere questa ondata di licenziamenti”

È uscito oggi un articolo su il Mattino di Padova sul tema dello sblocco dei licenziamenti che a partire dal primo di luglio 2021, come prevede il Dl Sostegni Bis attualmente in vigore, entrerà in vigore. Quel che si preannuncia è semplicemente un disastro: almeno 6000, secondo le stime più prudenti, i lavoratori che perderanno la loro occupazione. Un esercito di persone – ognuna con una famiglia – che si vanno ad aggiungere agli altri, almeno, 15/16 mila precari a cui già la pandemia aveva provveduto a far perdere il posto di lavoro.  

Dice Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil di Padova: “Quello che ci preoccupa di più e che ci spinge a prepararci a ogni forma di mobilitazione è il fatto che le migliaia di posti di lavoro a tempo indeterminato potenzialmente cancellati dalla mancata proroga sono spesso quelli delle madri e dei padri, dei mariti e delle mogli, dei compagni e delle compagne di quei precari che il posto già lo hanno perso nei mesi scorsi, in barba ad un sistema che non tutela tutti i lavoratori allo stesso modo”.

“Si tratta di un sistema – prosegue il Segretario della Cgil padovana – che proprio durante la pandemia abbiamo sperimentato non è in grado di fornire ammortizzatori sociali adeguati a copertura delle decine di figure contrattuali che insistono in Italia su di un medesimo posto di lavoro. Neppure ora il sistema è pronto a regge all'ondata di licenziamenti che potrebbe arrivare dopo il 30 giugno, come non lo è la riforma degli ammortizzatori sociali promessa dal Governo solo per ottobre 2021”.

“Si aggiunga – conclude Aldo Marturano – che neppure il sistema economico è in grado di riassorbire il colpo. Interi settori come la moda e il calzaturiero versano in una crisi profonda. Sono poi migliaia le imprese, in tutti i comparti, che dovranno affrontare una riconversione complessa che non prelude, con ogni probabilità, a crescite occupazionali nel breve periodo”.

In allegato l'articolo de il Mattino di Padova

Premiati i lavoratori della ORV Manufacturing di Carmignano del Brenta e Grantorto

Filctem Cgil Padova e Femca Cisl Padova e Rovigo: “A luglio, previsto un premio di produzione di 2000 euro (lordi) ai dipendenti della ORV Manufacturing SpA di Carmignano del Brenta e Grantorto”

“La vicenda della ORV Manufacturing SpA – che ha attraversato una pericolosa crisi che la portò sull’orlo del fallimento e la costrinse a ricorrere al concordato preventivo in continuità – dimostra che dove esistono corrette e leali relazioni sindacali e un serio management aziendale, la rinascita e il rilancio sono sempre possibili”

 

La notizia è di quelle destinate a dare sollievo ad un po’ di lavoratori ma non solo: è anche la dimostrazione che, nonostante la pandemia e la crisi da essa innescata, esistono realtà industriali le cui solide basi hanno permesso di resistere, anzi, aumentare i fatturati e, giustamente, rendere partecipi i lavoratori dei risultati raggiunti. A maggior ragione quando, con il loro sacrificio, tutto ciò è stato possibile.

È quel che è accaduto alla Orv Manufacturing SpA di Carmignano del Brenta e Grantorto, un’azienda specializzata nella produzione del cosiddetto “tessuto non tessuto” e ovatta per gli interni auto e per gli impianti di filtrazione (ma anche per l'abbigliamento, l'arredamento e altri settori) e che costituisce il classico esempio di quell’imprenditorialità veneta che dal nulla –  circa una settantina di anni fa per impulso dei fratelli Peruzzo – ha portato alla creazione di un importante gruppo industriale con più sedi e stabilimenti non solo in Italia.

Una storia che però, circa una decina di anni fa, ha rischiato di interrompersi per una crisi dovuta ad un’importante situazione debitoria che aveva portato l'azienda sull'orlo del fallimento e della chiusura. Un disastro da cui ci è salvati ricorrendo ad uno strumento nato poco prima, ovvero il concordato preventivo in continuità con cui venivano cristallizzati i debiti derivanti dai problemi finanziari permettendo di preservare la produzione. Un'operazione accompagnata da un importante e serio piano di ristrutturazione che se da un lato ha permesso, nel giro di un triennio, di azzerare i debiti, dall'altro ha comportato una forte riduzione del personale che portò il numero di dipendenti da 350 a 171. Un sacrificio obbligato, senza il quale, oggi l'azienda non esisterebbe più.

“La notizia del premio di 2000 euro lordi – dicono Luca Rainato della Filctem Cgil Padova e Raimondo Rettore della Femca Cisl Padova e Rovigo – è il giusto riconoscimento al sacrificio fatto dai lavoratori negli scorsi anni e che ha permesso all'azienda di salvarsi e rilanciarsi. Ci costò molta fatica accettare quel piano ma lo facemmo perché non c’era altra strada per sopravvivere e poi perché non era costituito solo da dei tagli ma prevedeva invece una serie di interventi strategici complessivi che ci convinsero. Il tempo ci ha dato ragione”.

“Ora – proseguono e concludono i due sindacalisti – è arrivato, anche per i lavoratori, il momento di raccogliere i frutti dei sacrifici e del duro lavoro svolto in questi anni. Che poi, questo si verifichi adesso, proprio in un momento storico di profonda crisi dovuta alla pandemia, è solo la dimostrazione (almeno nei settori che ci riguardano) che se un'azienda poggia su solide basi finanziarie e si preoccupa di mantenere corrette e leali relazioni con i lavoratori e chi li rappresenta, è in grado di reagire e resistere a tutti gli imprevisti che si possono verificare. Però bisogna essere seri, corretti e avere una visione che non porti solo a considerare i propri interessi a scapito di quelli dei lavoratori, spesso considerati come gli unici a cui far pagare i costi della crisi senza mai restituire loro niente. Non possiamo dunque che essere soddisfatti quando questo non succede e un’azienda dimostra di ricordarsi di loro anche quando le cose vanno bene, come è avvenuto in questo caso”.

La Filcams Cgil Veneto lancia Stem for Women

  • Allega: STEM_FOR_WOMEN.pdf
  • Descrizione allegato: Il volantino con l'elenco dettagliato di tutti i corsi
Filcams Cgil Veneto: “Approvati 14 corsi di formazione gratuiti e online, destinati alle donne senza lavoro e residenti nel nostro territorio. La formazione è fondamentale per potersi ricollocare nel mondo del lavoro, il progetto Stem for Women costituisce un’importante opportunità per apprendere o migliorare le proprie competenze tecnico-digitali e umanistiche”
 
Con questo progetto si conferma la vocazione della Filcams Cgil, una categoria a prevalenza femminile, al sostegno alle donne e lavoratrici”
 
“STEM for WOMEN” è il nuovo progetto finanziato tramite il Fondo Sociale Europeo, DGR 526/2020presentato da IFOA in partenariato con AG-FORM s.r.l., agenzia di formazione e consulenza di CGIL Veneto. FILCAMS CGIL si fa promotrice dell’iniziativa rivolta alle donne senza lavoro verso le quali ha deciso di impegnarsi al fine di facilitare il loro impiego o l'avvio di impresa, attraverso l'acquisizione o il rafforzamento di competenze tecnico-digitali e umanistiche. In altre parole si tratta di un'occasione per riqualificarsi professionalmente e agevolare le possibilità di ricollocarsi nel mercato del lavoro. Sostanzialmente sono tre i requisiti richiesti per potervi accedere: essere donna, non avere un lavoro (essere disoccupate in DID, ossia avere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro o inoccupate o inattive o in cerca di occupazione) ed essere residenti o domiciliate in Veneto.
 
“Sono ben 14 i corsi in programmazione – dice Giorgia Marchioro, la funzionaria della Filcams Cgil di Padova referente per la CGIL di tutto il Veneto del progetto – alcuni sono decisamente tecnici, per esempio ce n'è uno per imparare ad usare bene Excel per la gestione dei dati, un altro dedicato all’apprendimento dell’intero pacchetto Office oppure ancora ce n'è uno per imparare ad usare smartphone, tablet ed in generale le Applicazioni digitali. Altri invece sono destinati a fornire competenze trasversali in ambito lavorativo di carattere generale. Per esempio c'è un corso per sviluppare l'intelligenza emotiva, un altro destinato allo sviluppo del pensiero creativo. Oltre ad essere organizzati individualmente o a gruppi di poche persone, hanno però tutti in comune un approccio all'innovazione che si basa sulla capacità di risolvere problemi complessi attraverso una visione e una gestione creativa che fornisce alle frequentanti un bagaglio di conoscenze e consapevolezze, debitamente documentate, spendibili nel mercato del lavoro. Di questi tempi, per tante un'assoluta necessità. Naturalmente, il fatto che la FILCAMS, ossia una categoria a prevalenza femminile, dia il suo appoggio alla promozione di questi corsi, non è assolutamente un caso e, anzi, conferma il sostegno che da sempre diamo alle donne e alle lavoratrici. È sotto gli occhi di tutti che la crisi conseguente alla pandemia ha avuto un impatto devastante soprattutto sull’occupazione femminile. Questo progetto si inserisce nelle azioni che la categoria ha messo in campo per difendere il lavoro delle donne e creare occupazione di qualità”.
 
“I corsi, ad oggi tutti online, sono stati pensati – prosegue la rappresentante sindacale della Filcams Cgil – con la massima elasticità possibile e le partecipanti al progetto possono scegliere il percorso formativo più consono alle loro esigenze, abbinando più attività di formazione con altre di consulenza od orientamento. Per questo motivo, diamo la nostra collaborazione all’’Ente accreditato di Cgil, l’Ente di formazione di riferimento della Filcams: AG-FORM s.r.l.”.
 
“Devo dire – conclude Giorgia Marchioro – che al momento, il corso che sta riscuotendo maggior interesse è quello di influencer marketing, una figura che ultimamente, con la diffusione dei social network, ha conquistato una notevole notorietà. Ma, in generale, oltre ad acquisire e migliorare la propria capacità di utilizzo di tecniche e strumenti digitali e le proprie competenze trasversali, questi corsi aiutano anche comprendere maggiormente le proprie attitudini e i propri interessi professionali, anche rivelando un potenziale che le partecipanti neanche sospettavano di possedere”.
 
I corsi fanno parte del Progetto “L1 - STEM for WOMEN” RIF PA 2790-0001-526-2020 all'interno della DGR n°526 del 28/04/2020 "IL VENETO DELLE DONNE - Strumenti per la valorizzazione dei percorsi professionali e per la partecipazione al mercato del lavoro" finanziato dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione Veneto.
 
Per informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare, in orari d’ufficio, al 375 6325886.
 
 
Si allega volantino con tutti i corsi