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Padova in Piazza per lo Sciopero Generale: oltre 50 Mila Voci per la Pace e i Diritti

Una giornata storica per Padova quella di venerdì 3 ottobre. La città ha risposto con una partecipazione massiccia allo sciopero generale indetto dalla CGIL, vedendo oltre 50 mila persone (probabilmente un record) sfilare per le vie del centro. Lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati, studentesse e studenti, insomma il popolo in tutti i suoi tratti, si sono uniti in un unico, imponente corteo, sventolando le bandiere della Palestina, della Pace e dei sindacati presenti, tra cui la Cgil di Padova, e ribadendo l'importanza dei valori costituzionali, la pace e la giustizia sociale.

La giornata di mobilitazione – proclamata a livello nazionale dalla Cgil in seguito all’attacco e al sequestro degli equipaggi da parte degli israeliani, in acque internazionali, dalle imbarcazioni della Flotilla cariche di viveri per la popolazione Palestinese – ha avuto a Padova momenti distinti di grande intensità e partecipazione.

Blocco e Presidio il Zona Industriale

La mobilitazione è iniziata sin dalle prime ore del mattino in Zona Industriale. Circa 5.000 persone si sono radunate per un presidio e blocco strategico davanti all'Interporto di Padova. Un segnale forte, che ha visto la partecipazione della Cgil di Padova e di altre sigle sindacali di base come ADL Cobas e USB. L'azione congiunta ha sottolineato l'urgenza di fermare il genocidio e di dire basta al riarmo, collegando le battaglie per la pace globale alla tutela dei diritti e della dignità del lavoro.

Il Corteo in Centro Città

Nel tardo pomeriggio, il cuore della protesta si è spostato in centro, con il concentramento in Piazza Garibaldi seguito da un lungo corteo che si è concluso in Prato della Valle. Le stime parlano di oltre 50.000 partecipanti, una cifra che testimonia la profonda preoccupazione e la voglia di mobilitazione della comunità padovana sui temi della pace e dei diritti.

La Voce della CGIL di Padova

A spiegare le ragioni della mobilitazione è intervenuto il Segretario Generale della CGIL di Padova, che ha sottolineato la natura costituzionale dello sciopero:

"Oggi abbiamo proclamato sciopero, le ragioni sono esattamente di natura costituzionale," ha dichiarato il Segretario. "Sono stati fermati persone che hanno messo a disposizione il proprio corpo, rischiato la vita, la propria vita, per dire basta genocidio in Palestina. Sono stati fermati in acque internazionali. Il nostro sciopero e il nostro sostegno alla loro azione è anche una risposta a Governi e Stati che sono inermi a fronte di un popolo che è sterminato."

Il Segretario ha poi denunciato la gravità della situazione in Medio Oriente: "Quanto sta accadendo in Palestina e a Gaza non è una guerra tra due eserciti, ma uno degli eserciti più forti del mondo contro popolazioni civile. Oltre 20.000 bambini morti, 2.000 sanitari uccisi, 200 giornalisti uccisi. Un livello di disumanizzazione raccontato molto bene da Primo Levi perché non accadesse mai più. Purtroppo quel che stiamo assistendo ci dice che non è così. A Gaza si è superato qualsiasi limite. La proporzionalità si è superata quando è stato ucciso il primo bambino e abbattuto il primo ospedale. È ora di dire basta e andremo avanti fin quando tutto questo non sarà finito."

Il servizio di Telenordest sullo sciopero generale a Padova del 3 ottobre

Se bloccano o attaccano la Global Sumud Flotilla sarà SCIOPERO GENERALE!

Oggi la Fiom Cgil di Padova ha portato il suo sostegno agli studenti e alle studentesse dell’Università di Padova che da ieri sera stanno occupando la palazzina di Sociologia in via Cesarotti.

“Non possiamo che appoggiare l’iniziativa degli studenti e delle studentesse che, in queste ore, uniti e compatti hanno deciso di occupare una delle sedi dell’Università per dare ancora più rilievo a quello che sta accadendo alla Global Sumud Flottila in navigazione verso Gaza” ha dichiarato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Cgil di Padova “Come Fiom stiamo seguendo quello che sta accadendo perché nelle prossime ore potrebbe essere lanciato lo sciopero generale come dichiarato anche oggi durante la conferenza stampa unitaria di tutte le realtà che seguono la Flottila e la causa palestinese. Non si può ignorare quello che sta accadendo in Palestina, non ci si può girare dall'altra parte mentre un genocidio è in atto. Se i potenti della Terra non agiscono per il bene del popolo, sarà il popolo a portare la pace, ed è quello che sta provando a fare la delegazione di uomini e donne in viaggio con la Global Sumud Flotilla: quel mare non è israeliano, quel mare è palestinese e da quel mare sbarcheranno gli aiuti e si organizzeranno i corridoi umanitari necessari. Il genocidio va fermato, l'invasione della Palestina va fermata, la distruzione di Gaza va fermata. E noi faremo la nostra parte, come sempre, come metalmeccaniche e metalmeccanici d'Italia, dalla parte giusta della Storia e dell'Umanità.”

L'Assemblea generale della CGIL, nella serata di lunedì 29 settembre, ha ribadito con forza la necessità di fermare il genocidio del popolo palestinese, responsabilità del governo israeliano guidato da Netanyahu, e ha dato il suo mandato perché venga proclamato uno sciopero generale tempestivo in tutte le categorie qualora fossero colpite le imbarcazioni o i materiali della missione umanitaria Global Sumud Flotilla.

Alle 13 di oggi si è tenuta una conferenza stampa alla Camera per fare il punto sulle prossime iniziative che saranno messe in campo dai sindacati (Cgil e sindacati di base), dalle associazioni e dalla società civile in solidarietà col popolo palestinese. Durante la conferenza stampa Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha dichiarato: “Di fronte a un eventuale blocco, a sequestri, arresti – e spero di fermarmi qui – siamo pronti a proclamare, in modo tempestivo, uno sciopero generale che riguardi tutte le lavoratrici, tutti i lavoratori, di tutti i settori pubblici e privati. Trovo, inoltre, che ci sia un grave atto di irresponsabilità da parte della presidente del Consiglio che considera irresponsabile la Flotilla. Un governo che rispetta la Costituzione dovrebbe stare al fianco di quelle persone, questo significa essere patrioti oggi.”

La FP Cgil Padova lancia l'allarme: l'Assistente Infermiere mina la qualità dell'assistenza sanitaria e precarizza il personale

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sulle perplessità e forte critiche della Fp Cgil Padova sull'introduzione della figura dell'Assistente Infermiere
  • video link: Visita il sito

“Una novità che si aggiunge alle future riorganizzazioni di reparti e personale previste dall’Azienda Ospedaliera, dalle Aziende sanitarie e dalle case di riposo, su indicazione della Regione, che rischia di aumentare l’emorragia di infermieri e OSS verso il settore privato”

La Funzione Pubblica CGIL di Padova esprime forte preoccupazione per l'introduzione nella sanità padovana della nuova figura professionale dell'Assistente Infermiere. Questa figura, creata da un accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, si colloca a metà strada tra l'Operatore Socio Sanitario (OSS) e l'Infermiere, e mira – nelle intenzioni della Regione – a coprire la cronica carenza di personale sanitario nelle strutture venete.

“L'introduzione dell'Assistente Infermiere – dicono la Segretaria Generale della Fp Cgil Padova, Alessandra Stivali, e il Segretario Provinciale, Alfredo Sbucafratta – pur presentata come soluzione alla carenza di personale, rischia di compromettere la qualità dell'assistenza e di acuire la precarietà del settore. Non possiamo accettare che la sanità padovana diventi un laboratorio per sperimentazioni che mettono a rischio la salute dei cittadini e i diritti dei lavoratori."

Sono diversi i punti critici che la Fp Cgil Padova, solleva. “Innanzitutto – spiegano Stivali e Sbucafratta – rischiamo una dequalificazione della professione: l'Assistente Infermiere, con un percorso formativo ridotto di 500 ore (di cui 280 di tirocinio e 20 di esercitazioni), non può sostituire la complessa professionalità dell'Infermiere laureato. È bene sottolineare che gli OSS hanno alle spalle una formazione diretta a fornire un certo tipo di assistenza, per esempio, sotto il profilo dell’accoglienza, della pulizia e via discorrendo. Gli infermieri invece sono formati nella somministrazione dei farmaci, nella verifica dei parametri, nell’utilizzo e gestione di determinati apparecchi e impianti destinati ai pazienti. Insomma, il pericolo prospettato è una delega impropria di mansioni, con conseguente diminuzione della qualità delle cure con tutto quel che ne conseguirà per i pazienti. Un’eventualità che aumenta il rischio giuridico di contenziosi, legati ad una mancanza di autonomia della nuova figura, dato che è previsto che opererà sempre sotto la supervisione e su indicazione dell'infermiere, mancandogli del tutto l’indipendenza clinica. Tutto ciò, inutile sottolinearlo, rischia di creare un limbo professionale, rendendo incerti i confini delle responsabilità e generando potenziali conflitti”.

“Inoltre – proseguono i due rappresentanti sindacali - l’introduzione di questa figura è fortemente legata alle future riorganizzazioni dei reparti e personale che l'Azienda Ospedaliera, su impulso della Regione, dovrà attuare e che, in parte, sta mettendo in campo per risolvere la carenza di personale infermieristico (senza introdurre attualmente la figura di assistente infermiere). Riorganizzazioni che si inseriscono in un momento di forte pressione sul personale sanitario, già stremato da carichi di lavoro insostenibili, che rischia di aumentare (e in realtà sta già accadendo) le dimissioni volontarie e l'esodo verso il privato.

"Per questo motivo – concludono Stivali e Sbucafratta - chiediamo di sospendere le riorganizzazioni e di ragionare, in maniera graduale e condivisa, con le parti sindacali, soprattutto all'interno dell'area critica e chirurgica. È fondamentale dialogare e continuare con il confronto, soprattutto in merito al futuro inserimento di questa nuova figura e avviare un serio piano di assunzioni di infermieri, garantendo percorsi formativi adeguati e valorizzando le professionalità esistenti, sia dal punto di vista professionale che economico e stipendiale. La sanità pubblica non può permettersi scorciatoie che mettano a repentaglio la salute dei cittadini e la dignità del personale. Proprio oggi, avremo un'assemblea con le lavoratrici e i lavoratori a cui parteciperà anche il nostro Coordinatore Nazionale, Marco Vitelli, in cui li informeremo sull'evoluzione della situazione, rimanendo sempre pronti ad intraprendere tutte le azioni necessarie per la loro tutela e di quella della qualità del servizio sanitario pubblico".

Il servizio di TV7 Triveneta sull'allarme lanciato dalla FP Cgil Padova riguardo alla figura dell'"Assistente Infermiere" e sulle future riorganizzazioni di personale e reparti previste dall'Azienda Ospedaliera

Cgil Cisl e Uil di Padova lanciano l'allarme: "Da domani, 1° ottobre, con il cambio d'appalto all'Ulss 6 Euganea, sforbiciata di dipendenti e drastico taglio di ore di lavoro per chi resta"

I Sindacati: "Si attivi immediatamente un tavolo di crisi in Regione". Nel pomeriggio, il presidio di lavoratrici e lavoratori davanti alla sede dell'Ulss 6 Euganea in via Scrovegni.

Un drastico taglio dei servizi che si tradurrà in meno ore e quindi meno salario per i lavoratori e difficoltà di accesso alle cure per i cittadini. È quanto denunciano Cgil, Cisl e Uil di Padova con i sindacati di categoria Filcams, Fisascat e Uiltrasporti in relazione al cambio di appalto annunciato dall’Ulss6 Euganea a partire dal primo ottobre, per l'espletamento di diverse attività amministrative tra le quali Cup, servizi di segreteria, front e back office, accettazione per radiologia e punti prelievi, oltre a fatturazione e recupero crediti. Il cambio di appalto comporta il passaggio dal contratto delle cooperative sociali alla categoria multiservizi e interessa direttamente 104 lavoratrici e lavoratori – per la maggioranza donne, molte delle quali monoreddito – 20 delle quali a tempo determinato, che non vedranno rinnovato il proprio contratto e 84 con contratti a tempo indeterminato, per le quali si prospetta un taglio dell'orario settimanale del 36%. Di questi ultimi, una ventina non avranno più una postazione di lavoro. Contestualmente, è prevista una parziale reinternalizzazione di alcuni servizi che ha già interessato un’altra quarantina dipendenti già usciti dall’appalto.

Le Organizzazioni Sindacali contestano riduzioni orarie che portano i contratti individuali fino a 15 ore settimanali, con il rischio di stipendi da fame e con la probabilità che molti dei lavoratori coinvolti siano indotti a cercare un’altra collocazione, con una relativa ulteriore riduzione del personale e dei servizi. Inoltre questi dipendenti, non essendo stati di fatto licenziati, non potranno accedere alla Naspi. Per protestare contro questa decisione, le lavoratrici e i lavoratori interessati, insieme a molti loro colleghi, hanno tenuto un presidio davanti alla sede dell’Ulss 6 Euganea in via Scrovegni. Presenti anche i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Manuela De Paolis, Francesca Pizzo e Massimo Zanetti, e i rappresentanti della Filcams Cgil Roger Kithima, della Fisascat Cisl Diego Marcomini, della Uil Fpl Hena Da Silva e di Uiltrasporti Giorgio Bullo. I sindacati chiedono chiarimenti alla direzione amministrativa dell'Ulss 6 Euganea per tutelare il personale e per comprendere le possibili ripercussioni di questi tagli sulla qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini nel settore della sanità pubblica. L’incontro è stato fissato per mercoledì primo ottobre alle 9.30.

Il taglio delle ore di lavoro comporta infatti, oltre a una forte riduzione dello stipendio per i lavoratori, una contrazione dei servizi, che saranno gestiti in gran parte on-line e saranno quindi meno accessibili soprattutto per gli utenti anziani. Solo per fare un esempio, la data delle visite sospese sarà comunicata soltanto via e-mail. Inoltre si perderà quella carica di empatia che i lavoratori, formati per quella mansione e molti dei quali con 15 o vent’anni di esperienza alle spalle, garantiscono ai loro interlocutori. Cgil, Cisl e Uil, con Filcams, Fisascat e Uiltrasporti, chiedono quindi l’apertura di un tavolo di crisi in Regione e un confronto con l’Ulss6 e le aziende subentranti, anche per prevedere qualche forma di ammortizzatore sociale.

Il servizio di Telenordest sulla denuncia di Cgil Cisl e Uil di Padova riguardante il cambio d'appalto all'Ulss 6 Euganea

Guida Bonus e agevolazioni fiscali 2025

Anche se il giudizio della Cgil sui bonus e sulle prestazioni agevolate promosse dagli ultimi governi, e in particolare dal Governo Meloni, è tendenzialmente negativo (sia per questioni di metodo, ossia mancanza di confronto, che per questioni di merito, ossia la natura non strutturale, spesso discriminatoria e inefficace delle misure) crediamo di fare una cosa utile nel pubblicare - la trovate in allegato - la guida sui bonus 2025, un utile strumento di lavoro che vuole essere un supporto pratico rispetto ai numerosi bonus disponibili.

Poiché sarà costantemente aggiornata, vi consigliamo però di consultarla attraverso il seguente link: https://drive.servizicgil.it/index.php/s/Zhnzh4phSenMErh 

Democrazia al Lavoro: Cgil, 25 ottobre manifestazione nazionale a Roma

Per aumentare salari e pensioni, Per dire NO al riarmo, Per investire su sanità e scuola, Per dire NO alla precarietà, Per una vera riforma fiscale. Concentramento a P.zza della Repubblica, ore 13:30; conclusione a P.zza San Giovanni in Laterano

MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ROMA | 25 ottobre 2025

PER LA LEGGE DI BILANCIO 2026 SOSTENIAMO LE SEGUENTI PRIORITÀ:

  • Stop al riarmo; investimenti su sanità, istruzione, non autosufficienza, politiche abitative e sociali.
  • Prendere i soldi da grandi ricchezze ed evasione fiscale; stop a flat tax e condoni; restituire a lavoratori e pensionati il drenaggio fiscale già subito e neutralizzare quello futuro.
  • Rinnovare i CCNL pubblici e privati, con detassazione degli incrementi salariali; contrastare precarietà e lavoro povero; introduzione di salario minimo e legge sulla rappresentanza.
  • Piena rivalutazione delle pensioni con estensione della quattordicesima, superamento della legge Fornero, introduzione di una pensione di garanzia per giovani e precari.
  • Politiche industriali per contrastare le delocalizzazioni, creare nuovo lavoro, realizzare la transizione energetica, ambientale e tecnologica; dar seguito a una vera strategia di sviluppo per il Mezzogiorno.
  • Tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro; cambiare il sistema degli appalti.

La strada intrapresa dal Governo peggiorerà le condizioni di vita e di lavoro della stragrande maggioranza delle persone, colpendo lavoratori, pensionati, giovani, donne

MOBILITIAMOCI PER LA PACE
E PER UN MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE

 
Il Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini annuncia la manifestazione nazionale del 25 ottobre

Ancora un cambio di appalto nella filiera Amazon a Vigonza (Pd): le perplessità della Filt Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sull'ennesimo cambio d'appalto nella filiera del magazzino Amazon di Vigonza (PD)

Filt Cgil Padova: “Cambio di appalto in Amazon, si rispetti il CCNL”

La Filt Cgil Padova denuncia il rischio per decine di lavoratori Driver in seguito al cambio di appalto presso il cantiere Amazon di Vigonza (Pd). La società Aelog lascerà l'appalto e verrà sostituita da Tiway a partire dal 28 settembre. Secondo il sindacato, questa operazione mira a licenziare circa 60-70 autisti driver per poi riassumerli il giorno seguente, interrompendo di fatto il rapporto di lavoro. Un processo che avverrebbe per mezzo di un’errata interpretazione dell’articolo 42 del CCNL che regola il settore, non garantendo nei fatti la continuità lavorativa e creando una serie di incertezze per i lavoratori.

“Nei primi giorni di settembre – dichiarano Daniel Perta e Katia Basso della Filt Cgil Padova – riceviamo una comunicazione da parte di Amazon Italia Transport Srl che ci informa che Aelog S.p.A. (società che precedentemente si chiamava Youlog S.p.A., presente dal 2017 nel territorio padovano e con almeno 33 contratti di appalto in giro per l’Italia) dal 28 settembre prossimo, che peraltro cade di domenica, lascerà l’attività presso Amazon e verrà sostituita da Tiway S.r.l. Per chiarire la situazione, Assoespressi (l’associazione datoriale a cui aderiscono le due aziende) convoca una riunione on line a cui, oltre al proprio rappresentante e di quelli delle due aziende, partecipano anche Cisl e Uil. Amazon, la titolare dell’appalto è la grande assente, visto che Youlog, oggi Aelog, risulta coinvolta in un’inchiesta da parte della magistratura per frodi fiscali”.

“L’incontro – ricordano i sindacalisti – non inizia benissimo, visto che ci viene detto da Assoespressi che se vogliamo partecipare dobbiamo dare il consenso alla sua registrazione, cosa che naturalmente non diamo aggiungendo che la nostra partecipazione non può assolutamente essere sottoposta a ciò che consideriamo un vero e proprio ricatto. Noi partecipiamo perché abbiamo dei lavoratori iscritti e siamo un sindacato firmatario del CCNL del settore. Dopo di che, lo scontro avviene proprio sulle parole e la lingua italiana perché Assoespressi ci dice che questo cambio d’appalto avverrà secondo le modalità da loro decise in via unilaterale, e non come previsto dall’Art 42 del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, che prevede il passaggio diretto e senza interruzione dei lavoratori tra le due aziende. Ed è sull’espressione ‘passaggio diretto senza soluzione di continuità’ che non ci siamo trovati d’accordo, visto che la loro proposta prevede una discutibile operazione di licenziamento di massa dei lavoratori da parte di Aelog, violando le normative previste dalla Legge per i licenziamenti collettivi, seguita da una nuova assunzione il giorno successivo da parte di Tiway.”

“Davanti a questa proposta – proseguono i sindacalisti della Filt Cgil – abbiamo consigliato loro di andare a consultare un dizionario della lingua italiana per sincerarsi su che cosa si intende realmente per passaggio diretto e senza interruzioni, concetto che con la fine del contratto con la Aelog è difficile sostenere. Noi, da parte nostra, ci opponiamo fermamente a questa procedura perché, innanzitutto, è chiaramente una violazione del CCNL. È evidente che la proposta di licenziamento e riassunzione non rispetta il principio di ‘passaggio diretto’ previsto dal contratto e che garantisce la continuità del rapporto di lavoro. Un passaggio che non tutelerebbe i lavoratori provocando loro una perdita di diritti e causando dei problemi fiscali. E questo perché, sebbene le aziende assicurino che i lavoratori manterranno la paga base e le mansioni, in questo modo si mette a rischio il mantenimento di altri diritti come gli scatti di anzianità, la corretta gestione del TFR, la conservazione eventualmente dell’art. 18 e tutti i diritti maturati in questi anni.  Inoltre, il licenziamento e la nuova assunzione comporterebbero la ricezione di due Certificazioni Uniche (CUD) per l'anno in corso, con il rischio di una vera e propria ‘batosta’ fiscale per i lavoratori nella prossima dichiarazione dei redditi. E infine, anche se è una questione primaria, abbiamo sottolineato che, da alcune verifiche che abbiamo condotto, è emerso che Aelog non ha versato, per almeno 10-15 lavoratori, il TFR ai fondi di pensione privati, in alcuni casi da oltre un anno e mezzo. E questo significa che il cambio di società rischia di sollevare Aelog dalle sue responsabilità, rendendo difficile per i lavoratori il recupero delle somme dovute. Cosa che non possiamo accettare”.

"Per questi motivi –  concludono Basso e Perta –  la Filt Cgil di Padova si oppone fermamente a questa operazione che sembra finalizzata solo a nascondere le criticità pregresse e a creare una discontinuità tra le due aziende per evitare che Aelog e Amazon, in qualità quest'ultima di Committente, si assumano le proprie responsabilità, aggirando così tutti gli sforzi fatti in questo decennio per migliorare le condizioni dei lavoratori, anche svincolando dai Protocolli sottoscritti presso la Regione Veneto per le tutele e la legalità negli appalti. Continueremo, in ogni sede, a tutelare i diritti dei lavoratori e a chiedere chiarezza e trasparenza a tutte le parti coinvolte, chiedendo la genuinità degli appalti, anziché utilizzare gli stessi per evadere lo Stato".

Safilo: la Filctem Cgil Padova non firma l'accordo per la cassa integrazione e dice no allo scarico dei rischi d'impresa su lavoratrici e lavoratori

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sul rifiuto della Filctem Cgil di sottoscrivere l'accordo per la Cassa Integrazione per i lavoratori del magazzino logistico di Safilo a Padova

Filctem Cgil Padova: “Safilo non è un azienda in crisi, il ricorso sistematico alla cassa integrazione è dovuto solo a motivi organizzativi: abbiamo detto basta!”

La Filctem CGIL di Padova ha annunciato la sua decisione di non firmare l'accordo per la cassa integrazione richiesta da Safilo per il periodo che va dal 3 ottobre al 28 dicembre 2025. Una scelta emersa ieri (mercoledì, 24 settembre), durante il cosiddetto “esame congiunto” tra l’azienda e i sindacati – vale a dire quel confronto, obbligatorio per legge, finalizzato ad analizzare le motivazioni che hanno portato alla richiesta dell’ammortizzatore sociale e alla sottoscrizione di un accordo che regolamenti l’utilizzo della cassa – che interesserà i reparti magazzino e qualità, coinvolgendo 186 operai e 52 impiegati e quadri.

“Sono ormai 5 anni – spiega Nicoletta Rampazzo, Segretaria Generale della Filctem Cigl Padova – che Safilo, a fronte dei ciclici e fisiologici cali di volumi gestiti nel magazzino logistico di Padova, ricorre alla Cassa Integrazione. Possiamo affermare che tale ricorso ormai è diventato sistematico ed è arrivato il momento di dire basta. Una soluzione, a cui l'azienda è sempre ricorsa, per gestire quelle che sono normali e prevedibili fluttuazioni dei volumi produttivi, scaricando sui lavoratori il rischio d'impresa e causando loro perdite economiche significative”.

“Voglio sottolineare – prosegue la sindacalista – che il ricorso agli ammortizzatori sociali non è dovuto a una crisi aziendale. Safilo non è in crisi: nel primo semestre del 2025, ha registrato un incremento significativo dell'utile netto e dei margini. Inoltre, l'impatto dei dazi non ha fortunatamente avuto ripercussioni negative finora”.

“Per questo – attacca Nicoletta Rampazzo – non siamo d’accordo con l’ennesimo utilizzo della Cassa Integrazione e abbiamo detto no. Sono anni che chiediamo all’azienda, senza successo, una diversa organizzazione del lavoro che permetta di trovare alternative per gestire le dinamiche del mercato che provocano queste oscillazioni dei volumi. Inoltre, abbiamo anche proposto di integrare il reddito dei dipendenti, ad esempio con forme di welfare, per sostenere le famiglie colpite dalla riduzione dello stipendio. Ma anche su questo non abbiamo ottenuto risposte positive”.

“È arrivato il momento – conclude la Segretaria Generale della Filctem Cgil Padova - di lanciare un segnale chiaro all'azienda: Safilo ha la capacità e il dovere di organizzarsi in modo differente per gestire le dinamiche di mercato perché non accettiamo che si continui sistematicamente a fare cassa sulla pelle delle persone, specialmente in Veneto, la regione d’Italia dove i salari hanno subito la più importante perdita di potere d'acquisto”.