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Il 26, 27 e 28 aprile all’Opera della Provvidenza Sant’Antonio (OPSA) si votano le RSU

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  • Descrizione allegato: Nel volantino della Fp Cgil le candidate e i candidati alle elezioni per le RSU all'Opsa di Padova

FP Cgil Padova: “Elezioni fondamentali: in gioco le condizioni lavorative dei lavoratori della struttura, assolutamente da migliorare attraverso la contrattazione di secondo livello. Un buon esito della nostra lista ci rafforzerebbe nella battaglia contro la carenza di organico”

Il 26, 27 e 28 aprile ci saranno le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) delle lavoratrici e lavoratori dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio (OPSA) che vedranno il coinvolgimento di 531 lavoratrici e lavoratori della struttura sanitaria chiamati a eleggere i loro 12 rappresentanti.

“Si tratta di un’elezione molto importante – dice Michele Tessari, capolista della Lista della FP Cgil Padova (composta da 5 donne e 5 uomini) – perché le RSU saranno chiamate a gestire, insieme alle segreterie provinciali dei sindacati, la contrattazione di secondo livello che diventerà assolutamente decisiva per migliorare le difficili condizioni lavorative in cui oggi si trova ad operare il personale dell’OPSA, dovute, in particolar modo, alla carenza di organico che vive la struttura. Chi verrà eletto, dovrà, in tutte le sedi ed a ogni livello, battersi per rendere di nuovo appetibile e riconosciuto un posto di lavoro all’OPSA, a prescindere dalle mansioni che si svolgono perché tutto il personale è importante. Ma è inutile dire che la carenza riguarda soprattutto gli infermieri ma anche gli Oss, figure che attualmente scarseggiano nel mercato del lavoro. Perché purtroppo, quel che succede, è che a mancare non è solo il personale infermieristico, ma anche quello formato dagli Operatori Socio Sanitari (OSS): infatti, molti corsi dedicati alla loro formazione, quest’anno non sono neanche partiti perché non hanno raggiunto un numero sufficiente di studenti iscritti. Si tratta di una questione fondamentale a cui si deve assolutamente porre mano, se vogliamo migliorare la situazione”.

“Il fatto che il contratto nazionale RSA ARIS sia scaduto dal 2015 – aggiunge e conclude Raffaela Megna della Segreteria Provinciale della FP Cgil Padova – è evidentemente un punto centrale che segna pesantemente le condizioni lavorative all’OPSA e questo impegnerà ancor di più il sindacato, attraverso la contrattazione locale, nella ricerca di modifiche e accordi possibili, sia sul piano economico che su quello dei diritti, tali da dare futuro e benessere lavorativo al personale che con tanto impegno e sacrificio opera all’OPSA. Come Cgil, riteniamo che il dialogo tra le parti sia elemento di fondamentale importanza e che proprio sulle RSU cada l’onore e l’onere di rendere possibile e vitale questo dialogo. Accanto a questo, il rinnovo del contratto nazionale resta per la Cgil l’altro elemento imprescindibile in cui si gioca il futuro lavorativo dell’OPSA e di tutte quelle strutture socio sanitarie regolate dallo stesso contratto: noi non ci rassegniamo allo stato attuale delle cose. Inutile dire che una buona riuscita in termini di partecipazione alle elezioni per le RSU, darà più voce alle ragioni della nostra battaglia a favore di lavoratrici e lavoratori dell’OPSA”.

Eletta, con il 96% dell'Assemblea generale, la segreteria confederale della Cgil Veneto

Ieri mattina, presso la sede di via Peschiera a Mestre, l'Assemblea generale ha eletto, con il 96% dei voti, la segreteria confederale della Cgil del Veneto. Sono stati confermati Silvana Fanelli e Giacomo Vendrame, con la nuova entrata di Maurizio Ferron. Paolo Righetti, membro uscente della segreteria, ha invece concluso il suo mandato.

Ferron ha lavorato per 15 anni in una fabbrica metalmeccanica del vicentino, per poi iniziare il suo percorso sindacale nella Fiom Cgil provinciale e regionale. Ha avuto una esperienza anche nella Filctem, la categoria dei lavoratori della gomma plastica.

Si chiude così il percorso congressuale, che lo scorso gennaio ha confermato Tiziana Basso come segretaria generale della Cgil Veneto.

Nel suo intervento, Tiziana Basso ha sottolineato la crisi sociale che colpisce il nostro territorio a causa dell'impennata dell'inflazione e del definanziamento del welfare che sta mettendo in pericoli i servizi socio - sanitari fondamentali. Come denunciato dalla partecipata manifestazione in difesa della sanità pubblica che si è tenuta sabato scorso a Vicenza.

E ha annunciato una campagna diffusa di assemblee nei luoghi di lavoro per preparare la grande manifestazione unitaria di Milano, prevista per il 13 maggio, che coinvolgerà lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati del Nord Italia. Sarà la prima tappa di una mobilitazione che non si fermerà finché non cambieranno le politiche economiche e sociali sia a livello regionale che nazionale, e fino a quando le parti datoriali non adegueranno i salari al costo della vita.

Ha partecipato e concluso l'Assemblea generale il segretario organizzativo della Cgil nazionale, Gino Giove.

Eletta con l'84,2% dei voti dell'Assemblea Generale, la Segreteria Confederale della Cgil di Padova

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La proposta del Segretario Generale, Aldo Marturano, di confermare i tre segretari uscenti ed assegnare a Palma Sergio, non più eleggibile per limiti di età, un ruolo di funzionaria a supporto della Segreteria, ha raccolto l’84,2% dei consensi dell’Assemblea Generale della Camera del Lavoro di Padova

Aldo Marturano, Segretario Generale Cgil Padova: “La proposta avanzata ha raggiunto un ampio consenso, segno che la Camera del Lavoro è unita e compatta”.

Si è svolta ieri, martedì 18 aprile, l’Assemblea Generale della Cgil di Padova, al termine della quale è stata accolta con l’84,2 %, dei consensi la proposta avanzata dal Segretario Generale, Aldo Marturano, di confermare Dario Verdicchio, Marco Galtarossa e Marianna Cestaro nel ruolo di Segretari Confederali e di assegnare a Palma Sergio, non più eleggibile in una posizione esecutiva per raggiunti limiti di età, un ruolo di funzionaria a supporto della Segreteria. Su 108 votanti (dei 129 aventi diritto), 91 sono stati i voti favorevoli, 14 i contrari e 3 gli astenuti.

Una percentuale così alta – dichiara il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano – dimostra l’ampio consenso raggiunto dalla proposta avanzata e anche la strumentalità e non veridicità delle voci su una presunta spaccatura tra le categorie circolate giorni fa sulla stampa. Niente di più lontano dalla realtà e l’esito delle votazioni, raggiunto dopo un confronto vivace ma sempre leale, lo dimostra chiaramente”.

Dopo il Congresso di gennaio – aggiunge Aldo Marturano – anch’esso conclusosi molto bene e con un alto consenso, si chiude, dunque, un’altra fase cruciale del nostro percorso. Ora, come ho evidenziato nel corso della mia relazione, gruppo dirigente, funzionarie e funzionari, delegate e delegati, dovranno concentrarsi su una serie di temi da tempo al centro dell’agenda della Cgil. Stiamo parlando sia delle politiche industriali e, quindi, del tema della transizione ecologica, della formazione e della riduzione dell’orario di lavoro, sia delle politiche pubbliche con tutto ciò che di questi tempi questo comporta, basti pensare a come versano sanità e sociale nella nostra Regione, settori segnati dalla carenza di personale, dove le liste d’attesa sono lunghissime e la risposta alla non autosufficienza è del tutto inadeguata con tutte le problematiche legate alle case di riposo e alla medicina di base. Si tratta di temi dove sarà necessario lanciare una scuola di alta formazione che coinvolga gruppo dirigente e funzionari del sindacato perché la complessità della fase che stiamo attraversando richiede molta preparazione e studio. Il passo seguente sarà la costituzione di assemblee di zona nella provincia (Città, Cintura, Alta, Bassa e Piovese) rivolte ai delegati e delegati presenti, perché il loro coinvolgimento, come più volte evidenziato, deve essere considerato una priorità vista l’importanza del loro ruolo”.

"Si tratta - conclude il Segretario Generale della Cgil di Padova - delle stesse priorità che avevo indicato nella relazione congressuale di gennaio. La certezza è che con la chiusura di questa fase, l'azione della Camera del Lavoro di Padova a favore di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati possa ripartire più forte che mai".

CON GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE PER UNA SCUOLA ANTIFASCISTA

 

In Italia e anche a Padova si sono susseguite negli scorsi mesi azioni intimidatorie da parte di esponenti dell’estrema destra; volantinaggi, scritte, striscioni, aggressioni che hanno coinvolto soprattutto le scuole e gli studenti ad opera di militanti di Blocco studentesco, associazione studentesca legata a Casa Pound.

Ognuna di queste aggressioni, fisiche o simboliche, è stata da noi condannata e ha portato alla realizzazione di manifestazioni e presidi locali e nazionali.

“Con l’avvicinarsi del 25 aprile vogliamo ricordare che la scuola è libera perché antifascista e che difenderemo questa libertà e la libertà di insegnamento e di apprendimento da ogni tipo di intimidazione che sia istituzionale o meno. L’antifascismo è un valore intrinseco della nostra Costituzione e dovrebbe, quindi, essere fondamento per tutti e tutte. Anche per questo, se ce ne dovesse essere bisogno, come Fiom saremo sempre schierati con gli studenti padovani per difendere con loro l’accesso alle scuole senza doversi sentire intimiditi dalle azioni e dai militanti di Blocco studentesco.” Ha dichiarato il segretario generale della Fiom di Padova Loris Scarpa “La scuola è antifascista, com’è scritto nella Costituzione, e perciò non si possono utilizzare le giovani generazioni per modificare la storia e cancellare i diritti di tutti quanti.”

Grande partecipazione alla manifestazione regionale di Vicenza a difesa del Sistema Sanitario Pubblico. Massiccia la presenza della Cgil di Padova

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Una manifestazione con migliaia di persone, sicuramente ancora più partecipata rispetto a quella dell'anno scorso qui a Padova, la prima organizzata dal COVESAP (Coordinamento Veneto Sanità Pubblica) e che già aveva registrato un successo al di sopra di tutte le più rosee previsioni. Segno che il problema del depotenziamento della sanità pubblica è molto sentito e sempre di più sono i cittadini che ne sono consapevoli. Anche questa volta, oltre alle migliaia di partecipanti organizzati dalla Rete infinita di comitati del territorio che si occupano di sanità, molto massiccia è stata la presenza di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati chiamati dalla Cgil del Veneto - unico sindacato confederale ad aver aderito alla manifestazione - accorsi da ogni provincia della Regione, compresa quella di Padova dove a centinaia hanno raggiunto la città berica con il treno o i propri mezzi. 
 
"L'adesione a questa bellissima manifestazione - ha detto la Segretaria Generale della Cgil Veneto, Tiziana Basso - è stata un atto dovuto e convinto. Dobbiamo ringraziare le centinaia di associazioni e comitati che, riuniti nel COVESAP, l'hanno organizzata e per aver, ancora una volta, dato un segno tangibile del disagio che le cittadine e i cittadini del Veneto vivono di fronte a questa situazione. Dopo anni di definanziamenti e riduzione di personale, l'unico risultato raggiunto è stato un forte arretramento nell'organizzazione e nella prossimità delle strutture sanitarie, sia nell'accesso e nella qualità dei servizi e delle prestazioni, che nei tempi di attesa infiniti per ottenerli. Una situazione complessiva che spinge e costringe sempre più, anche in Veneto, a rivolgersi al settore privato, a sostenere costi sempre più alti e insostenibili, a rinunciare alla prevenzione, alle cure, all'assistenza".
 
"Davanti a tutto questo - ha proseguito Tiziana Basso - bisogna assolutamente cambiare rotta a tutti i livelli, sia nazionale che regionale, se vogliamo garantire l'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza e Prestazioni Sociali e rafforzare il sistema di prevenzione, la filiera dell'assistenza territoriale, domiciliare e residenziale, l'integrazione socio-sanitaria. Va cambiata la scelta di un ulteriore definanziamento del FSN, assunta nell'ultima Legge di Bilancio, e finanziare adeguatamente le misure previste dalla recente Legge Delega sulla Non Autosufficienza. Serve investire in un Piano straordinario di assunzioni e percorsi formativi per la copertura delle gravi carenze di organico, di medici specialisti, medici e pediatri di base, infermieri, operatori socio-sanitari, superando i vincoli e i limiti tuttora esistenti. Bisogna migliorare le condizioni di lavoro in tutte le strutture pubbliche e private, consentire l'accesso e la qualità delle cure e dell'assistenza, senza differenze e diseguaglianze territoriali e, soprattutto, arrestare la privatizzazione in atto della sanità per garantire a tutti il diritto alla salute".
 
"Il diritto alla salute - ha concluso la Segretaria della Cgil Veneto - si ottiene con la salvaguardia e il rafforzamento del Sistema Sanitario Nazionale, pubblico e universale. Sia chiaro che esso deve venire considerato una priorità per tutti, un investimento per tutta la comunità e non, come purtroppo avviene oggi, come una spesa da tagliare".
 
 
Il servizio di 7 Gold Telepadova sulla manifestazione di Vicenza

Ieri, mattinata di volantinaggio di Cgil Padova, Spi Cgil Padova e Fp Cgil Padova davanti all’Ospedale Madre Teresa di Calcutta a Schiavonia per promuovere la manifestazione di sabato prossimo a Vicenza a difesa della sanità pubblica

Cgil Padova, Spi Cgil e Fp Cgil Padova: “Sabato mattina, tutti a Vicenza a difesa del sistema socio sanitario pubblico. Necessario che la Regione Veneto cambi rotta ed inizi ad investire seriamente sulla sanità pubblica e meno su quella privata. Stop al definanziamento del sistema pubblico”

Sono andati via come il vento – tanto che in mattinata ne sono stati stampati in fretta e furia altre centinaia di copie – i volantini con cui la Cgil del Veneto, raccogliendo l’appello del Coordinamento Veneto Sanità Pubblica, ha annunciato la propria adesione e partecipazione alla manifestazione regionale che si terrà sabato 15 aprile a Vicenza a salvaguardia e per il rafforzamento del Servizio Socio Sanitario pubblico. A distribuirli, le delegate e delegati alla Fp Cgil Padova e pensionate e pensionati dello Spi Cgil di Padova - insieme alla Cgil di Padova rappresentata dai Segretari Confederali Marco Galtarossa e Marianna Cestaro - occorsi in buon numero e con le bandiere del sindacato, davanti all’Ospedale Madre Teresa di Calcutta a Schiavonia frequentato da centinaia di utenti provenienti da tutta la bassa padovana e non solo.

“Oggi siamo qui – ha detto Paolino Vettorato dello Spi Cgil Padova – per informare e sensibilizzare tutta la cittadinanza ed invitarla a venire a Vicenza, alla manifestazione di sabato prossimo a difesa della Sanità pubblica. Noi vogliamo che la Regione Veneto cambi rotta e inizi ad investire seriamente sulla sanità pubblica e invece assistiamo ad un exploit di cliniche private. È giunta l’ora che il Presidente Zaia la pianti con le cerimonie e i tagli dei nastri in giro per i territori ed inizi ad intervenire a favore di chi ha veramente bisogno. Purtroppo i cittadini veneti, a partire dai pensionati, pagano con le proprie tasse per una sanità pubblica che non da loro i servizi richiesti. Basti vedere le liste d’attesa. Non è accettabile, quando si hanno seri problemi di salute, aspettare mesi e mesi per una visita specialistica od un intervento. Questo costringe i cittadini a rivolgersi alla sanità privata, ma questo può farlo solo chi ha il denaro per poterselo permettere. E le testimonianze che stiamo raccogliendo vanno tutte in questa direzione: la gente è arrabbiata e sempre più esasperata. Confidiamo che sabato mattina saranno in tante e tanti a venire a Vicenza”.

“La Cgil – aggiunge e conclude Raffaela Megna della FP Cgil Padova – aderisce convintamente alla manifestazione di sabato perché è importante bloccare il definanziamento del pubblico impiego, a partire dal sistema sanitario. È necessario aumentare la formazione e assunzione del personale, migliorandone le condizioni lavorative onde evitarne la continua e incessante fuga dal pubblico verso il privato. E questo vale sia per i medici che per l’intero comparto. Voglio sottolineare che in questo momento la sanità pubblica riceve meno finanziamenti rispetto al 2018 e questo avviene dopo una pandemia che ha lasciato dietro di sé un’enorme mole di lavoro e non è ancora passata, anche se tutti se lo dimenticano. Inevitabile che tutto questo si rifletta sulla qualità dei servizi, ma le lamentele di tutto ciò ricadono spesso sul personale sanitario che paga colpe non sue. È invece necessario che i cittadini siano coscienti su dove ricadono le responsabilità di quanto sta avvenendo e inizino a chiederne conto a chi, con le sue scelte, ne porta il peso veramente”.

 

Il servizio di 7 Gold Telepadova sulla mattinata di volantinaggio di Cgil Padova, Spi Cgil Padova e Fp Cgil Padova

Infortuni sul lavoro in Veneto: un bimestre da incubo per la sicurezza sul lavoro. La preoccupazione della Cgil di Padova

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Ampia pagina del il Mattino di Padova dedicata al tema degli infortuni e morti sul lavoro registrate in Veneto e, in particolare, nella provincia di Padova dove, nel corso del primo bimestre del 2023, l’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering, basandosi sui dati Inail, ha registrato già 4 morti e 1983 denunce di infortunio. Secondo i numeri dell’Istituto, la Provincia di Padova è prima per numero di "morti bianche" della Regione che ha registrato in totale 12 decessi sul lavoro: seguono Verona con 3, Treviso e Rovigo con 2 e Venezia con 1. I dati citati riguardano sia le morti sul posto di lavoro, sia quelle in "itinere", ovvero al di fuori dei luoghi in cui viene svolta l'attività lavorativa (nel tragitto casa-lavoro ad esempio). Nello specifico, nel caso padovano le morti che si sono verificate sul luogo di lavoro sono state 3, una in itinere. Come il Veneto, quindi, anche Padova si ritrova ad essere in "zona rossa" a causa di un indice di incidenza della mortalità (cioè il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa) del 7,3%. Un netto peggioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando i decessi sul lavoro registrati sono risultati essere zero e, quindi, il Padovano rientrava in zona bianca.

“È sempre importante leggere i dati in profondità – spiega Dario Verdicchio, segretario confederale della Cgil di Padova con delega alla sicurezza sul lavoro – e questi ci dicono che nel 2022 la Provincia di Padova ha chiuso l'anno in zona bianca e qualcuno ha ben pensato di dire che la tragedia delle morti sul lavoro, nel Padovano, era stata risolta o comunque che c'era maggiore attenzione da parte delle imprese. Dopo appena due mesi ci ritroviamo in zona rossa con 4 decessi, segno questo che indica come sia necessario guardare i dati sul lungo periodo e con una visione ad ampio respiro. Anche perché se è vero che nel 2022 si è registrato una diminuzione del numero dei decessi (erano 20 nel 2021 e 16 nel 2022) abbiamo assistito a un aumento degli infortuni in generale e delle malattie professionali. Quindi le premesse per assistere ad altre tragedie c'erano tutte”.

“ Si deve inoltre considerare – prosegue Dario Verdicchio – che i dati Inail, da cui derivano le statistiche di Vega, fanno riferimento solo ai lavoratori e alle lavoratrici che sono assicurati ai rischi di infortunio e che hanno firmato un regolare contratto. Ne deriva che se un lavoratore è in nero non compare nelle statistiche e ciò significa che i numeri delle statistiche ufficiali sono quindi al ribasso. Capiamo bene che non possiamo pensare che la tragedia delle morti sul lavoro possa essere risolta senza azioni concrete, senza implementare l'organico dell'Ispettorato sul lavoro e dello Spisal e senza una politica generale che tuteli la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro”.

“ E qui – attacca il Segretario Confederale della Cgil di Padova – un discorso a parte, merita il doloroso capitolo relativo alla carenza di organico, un problema che riguarda anche la Provincia di Padova. Per ciò che attiene allo Spisal, nello specifico, il piano strategico regionale prevedeva il completamento dell'organico entro giugno del 2022 ed entro dicembre dello stesso anno, il suo potenziamento. Invece quel che è successo è che sono stati appena sostituiti i pensionamenti e per il potenziamento stiamo ancora aspettando riscontri. Questo non fa che rendere la situazione dell'Ispettorato del lavoro padovano ancora più precaria perché, non solo è sotto organico, ma fatica anche a trovare personale. Basti solo pensare che a seguito del concorso del 2022 su 17 convocati per prendere servizio se ne sono presentati solo 6. Molti hanno rinunciato perché le condizioni contrattuali non sono sempre favorevoli, né dal punto di vista economico né da quello logistico. Diverse persone che hanno vinto il concorso, infatti, avrebbero dovuto cambiare città per venire a lavorare a Padova”.

“Ma per frenare il dramma delle morti sul luogo di lavoro – conclude amaramente Dario Verdicchio – non è però sufficiente intervenire solo sull'attività di vigilanza degli organi ispettivi, ma bisogna anche dare importanza al tema della salute e sicurezza con fornendo segnali ben precisi e concreti che corrano in questa direzione. E questo non lo si sta facendo. Basti pensare alle conseguenze che avrà la recente modifica del codice degli appalti: gli infortuni aumentano dove aumenta lo sfruttamento dell'interminabile catena degli appalti "a cascata". Esattamente quel che si appresta a fare il Governo".

Fillea Cgil Padova: "Ristrutturazione ex Rinascente. Prima sfruttati e poi, a cantiere chiuso, licenziati due lavoratori"

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Fillea Cgil Padova: “All’ex Rinascente, terminati i lavori, licenziati due lavoratori. Con l’introduzione del nuovo codice degli appalti episodi come questo si moltiplicheranno e lavoratrici e lavoratori finiranno vittime di una sempre crescente compressione di salari, diritti e sicurezza”

Un cantiere in centro città e da tempo finito sotto osservazione dalla Fillea Cgil Padova. Si tratta del cantiere all’ex Rinascente di Padova dentro al quale operava in sub appalto la A.B.C. Srl di Milano (azienda appena nata ma con all'attivo centinaia di dipendenti sparsi in vari cantieri e provenienti da una chiusura societaria precedente) per conto della capofila Intesa Costruzioni S.r.l. di Bergamo. Dalle ispezioni, diverse le incongruenze registrate: anomalie ai certificati alla sicurezza dei lavoratori e la mancata denuncia della presenza dei lavoratori nelle casse edili di riferimento. Oltre a constatare di come i dipendenti fossero inquadrati in larga parte con contratti a tempo determinato, senza rispetto alcuno delle norme previste dalla contrattazione nazionale edile.

“Purtroppo – dice Antonio Alaia della Fillea Cgil Padova – approfondiamo la conoscenza con questo tipo di struttura organizzativa delle lavorazioni che operava all’interno del cantiere all’ex Rinascente, in occasione di un grave incidente occorso ad un lavoratore il 27 maggio 2022. Da quel momento in poi, intensifichiamo il contatto con i lavoratori e, con l’obiettivo di migliorarne le condizioni, attiviamo confronti sindacali con A.B.C srl ed Intesa costruzioni srl. Tuttavia, nel mezzo del confronto, contemporaneamente alla chiusura del cantiere per fine lavori, cessa ogni tipo di relazione e i lavoratori, almeno due di cui abbiamo certezza, vengono licenziati senza ragione alcuna. Il sospetto è che il meccanismo si ripeta in tutti i cantieri sparsi per la penisola in cui questa ditta opera, coinvolgendo centinaia di dipendenti di A.B.C. srl. Si tratta di comportamenti e modalità paragonabili al gioco delle scatole cinesi che aprono e chiudono per il tempo necessario a vedersi assegnare un appalto. Condotte che portano con sé evasione contributiva e alle casse edili, senza considerare il mancato versamento dell’Irpef. Inutile aggiungere che i lavoratori di queste realtà subiscono svariati cambi societari e sebbene con un diverso responsabile legale, operano negli stessi cantieri e vengono coordinati dagli stessi responsabili. Come Fillea Cgil, da tempo sosteniamo che viste le condizioni dei lavoratori e tali modalità di gestione aziendale, questi sub appalti in realtà siano equiparabili al fenomeno dell’intermediazione illecita di manodopera. La legge sancisce che i lavoratori in sub appalto debbano avere i medesimi diritti e le medesime tutele di quelli operanti nell’azienda capofila, mentre situazioni di questo tipo servono solo a risparmiare in modo significativo sulla forza lavoro e a comprimere i diritti dei lavoratori provenienti dalla bilateralità e dalla contrattazione collettiva”.

“Quel che vogliamo – conclude il sindacalista della Fillea Cgil – è che si garantisca la dignità a tutti i lavoratori. E chiediamo che i due lavoratori licenziati da A.B.C. vengano assunti da Intesa Costruzioni, come gesto di responsabilità per quanto avvenuto nel cantiere dell’ex Rinascente di Padova”.

“Episodi di questo tipo rischiano di moltiplicarsi a causa della modifica del Ministro Salvini al codice degli appalti – aggiunge Gianluca Badoer Segretario Generale della Fillea Cgil Padova – dato che, con l’introduzione degli appalti a cascata nel nostro Paese si creerà uno scenario in cui lavoratrici e lavoratori saranno vittime di una sempre crescente compressione del loro salario, dei loro diritti e sicurezza. Come Fillea Cgil di Padova chiediamo che le Istituzioni e la Committenza si prendano carico della situazione. Riteniamo inaccettabile che fatti di questo genere avvengano nel cuore di una città come Padova. Chiediamo, inoltre un incontro urgente con la committenza, la medesima anche per altri cantieri di altre città italiane. Nei fatti, quel che è successo è che si è instaurata una filiera di attività che fa dello sfruttamento di lavoratrici e lavoratori il guadagno reale. È necessaria una seria responsabilizzazione su ciò che accade realmente nei cantieri. Chiediamo dignità per chi lavora”.