Skip to main content

Tavolo contrattazione rinnovo CCNL all'Ulss 6 Euganea: la protesta di Fp Cgil e Nursing Up

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Dichiarazione congiunta delle delegazioni trattanti FP Cgil e Nursing Up al tavolo con l’Amministrazione dell’Ulss 6 Euganea

“L'altro ieri, 5 aprile, le delegazioni trattanti della Fp Cgil Padova e Nursing Up avrebbero dovuto partecipare e trattare ad un tavolo convocato con l’Amministrazione dell’Ulss 6 Euganea che prevedeva la discussione della collocazione dei fondi contrattuali dedicati all’applicazione del nuovo CCNL Sanità. Si premette che il nuovo CCNL della Sanità prevede che entro il 31 gennaio 2023 le Amministrazioni delle Ulss presentino i fondi contrattuali. Conseguentemente, nel rispetto di tale termine, la Fp Cgil ha inviato la piattaforma contrattuale in data 29 gennaio 2023 all’Amministrazione dell’Ulss 6 Euganea e chiesto l’apertura di un tavolo di contrattazione che, come da norma, avrebbe dovuto essere avviato entro 30 giorni. Purtroppo questo termine non è stato rispettato e nell’incontro, svoltosi ieri, con notevole sorpresa e disappunto, abbiamo appreso che l’Amministrazione dell’Ulss 6 Euganea, nonostante la calendarizzazione degli incontri e la condivisione dell’ordine del giorno, non ha rispettato gli impegni presi.

Vogliamo sottolineare che il nuovo CCNL prevede novità importanti e il ritardo della sua applicazione danneggia migliaia di lavoratori di questa Azienda che aspettano le progressioni economiche e giuridiche, gli incarichi di funzione e l’applicazione dei tempi di vestizione, solo per citare alcuni dei provvedimenti più attesi. Non serve aggiungere che applicare il contratto aiuterebbe ad evitare la fuga inarrestabile e progressiva dei professionisti dall’Azienda, fenomeno che si sta registrando principalmente per motivi salariali, le cui conseguenze non possono che avere un effetto negativo sulla qualità dei servizi dedicati a chi ha bisogno di cure.

Ecco perché riteniamo molto grave quanto successo ieri dove, ancora una volta, l’Amministrazione si è presentata senza l’invio puntuale dei verbali precedenti e con un ordine del giorno modificato unilateralmente in cui venivano stralciati tutti i punti relativi ai fondi contrattuali e senza la presenza di nessun documento ufficiale. Un comportamento che contestiamo con ferma decisione e che rivela una mancanza di rispetto verso le Organizzazioni Sindacali rappresentanti delle lavoratrici e lavoratori dell’azienda a cui non abbiamo potuto che reagire rifiutandoci di proseguire in una sterile riunione che non conteneva l’argomento del nuovo CCNL Sanità, ovvero il motivo principale per cui era stato convocato il tavolo!

Chiediamo con forza che si apra un vero tavolo di trattativa che abbia l’obiettivo di affrontare l’applicazione del nuovo CCNL e nel frattempo sarà cura delle rispettive Organizzazioni Sindacali organizzare iniziative di informazione e protesta dirette al rispetto dei diritti delle lavoratrici e lavoratori dell’Ulss 6 Euganea”.

Le delegazioni trattanti di FP Cgil Padova e Nursing Up 

“Fai la cosa buona!” Fillea Cgil e Feneal Uil spiegano la manifestazione nazionale degli edili del 1° aprile: “Scelte del governo mettono a rischio 14 mila posti”

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova
  • video link: Visita il sito

Conferenza stampa ieri presso la Scuola Edile di Padova dei segretari generali di Fillea Cgil Veneto, Francesco Andrisani, e Feneal Uil Veneto, Pietro De Gennaro (presente anche Emilio Viafora del Sunia Cgil Veneto) che hanno illustrato le ragioni che porteranno centinaia di lavoratrici e lavoratori edili della nostra Regione a partecipare alla manifestazione nazionale “Fai la cosa buona!” in Piazza Astengo a Torino (una delle 5 che si terranno in tutto il suolo nazionale) per protestare, in particolar modo, contro le scelte del governo sui bonus edili e sul codice degli appalti che rischiano di mettere in pericolo 14 mila posti di lavoro in Veneto per 1 milione e 850 mila euro di crediti incagliati.

“Le scelte del governo su bonus edili e codice appalti – hanno spiegato i due sindacalisti – metteranno a rischio, secondo le nostre stime, circa 100.000 posti di lavoro in tutta Italia, 14.000 solo nel Veneto, a cui si aggiungono quasi 2 milioni di euro di crediti incagliati nella regione. Queste condizioni sono solo la punta dell'iceberg, ma sono più che sufficienti perché il sindacato si mobiliti: per questo parteciperemo alla mobilitazione nazionale a cui abbiamo dato il titolo "Fai la cosa buona"”.

“L'Europa chiede un efficientamento energetico – proseguono Fillea Cgil e Feneal Uil – ma il nostro Governo fa più di un passo indietro. Incurante che l'edilizia nel 2021 ha registrato nella nostra regione una ripresa del 17% delle ore lavorative rispetto al 2020 e un più 11% rispetto al 2019. E le previsioni per il 2022 sono di una crescita ancora a doppia cifra”.

“La nuova norma – hanno concluso i rappresentanti sindacali – metterà in serie condizioni di difficoltà intere fette della nostra popolazione che non avendo capienza fiscale non potranno beneficiare di questi bonus: stiamo parlando di 8 milioni di italiani. Crediamo, per questo, che ci sia un serio problema di equità sociale come anche di sostenibilità ambientale: questi bonus servono a rendere più sostenibili i nostri edifici e se non mettiamo i cittadini nelle condizioni di farlo, anche quelli che non se lo possono permettere, non potremo rispettare gli standard, sempre più stringenti, europei”.

La materia è multidisciplinare perché attraversa diversi ambiti : ambiente, emergenza abitativa, urbanizzazione, lavoro. Per questo, con i sindacati confederali degli edili sono della partita, oltre al Sunia Cgil Veneto, anche diverse associazioni, a partire da Legambiente e UDU. Proprio quest’ultimi nel pomeriggio, hanno effettuato, insieme alla Fillea Cgil Padova, un sit-in sotto i condomini ex Inps di via Palestro, proprio per riportare nel dibattito pubblico l’emergenza abitativa che sta colpendo, oltre alle famiglie residenti, anche gli studenti fuori sede. Un flash modo, che si svolto in simultanea in altre 4 città italiane e che ha visto la coesa partecipazione sotto lo stesso slogan “non scherzate con il nostro futuro” della Fillea Cgil di Padova: “Investire sulle case, sull’edilizia residenziale, significa investire sui giovani, sugli studenti e in definitiva sulla società – ha detto Antonio Alaia, della Fillea Cgil Padova – e le politiche abitative del governo, e non solo, sacrificano le residenze universitarie pubbliche e le abitazioni affittate agli studenti che solitamente si trovano nelle peggiori classi energetiche con la conseguenza di dover pagare bollette salatissime a causa dell’elevato dispendio energetico”.

Sul sito www.failacosabuona.org è possibile trovare tutti i materiali della campagna: le ragioni della protesta e la piattaforma con le proposte del sindacato, le adesioni, tutti i materiali di propaganda e i programmi dettagliati degli eventi in programma per il primo aprile.

 

Il servizio di TVA Vicenza (e andato in onda anche su Telechiara) relativo alla conferenza stampa di ieri

Operazione nazionale contro il caporalato digitale anche a Padova

Nella serata di venerdì 24 marzo 2023 sono stati effettuati controlli in tutta Italia ad opera del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, finalizzati a verificare il rispetto degli obblighi di legge da parte delle piattaforme di food delivery e le eventuali forme di sfruttamento lavorativo nei confronti dei rider.

Questo perché si sono già registrati in Italia casi di caporalato digitale, una nuova forma di sfruttamento che coinvolge proprio i lavoratori rider, realizzato attraverso cessioni di account per accedere alle piattaforme di food delivery dietro la corresponsione al titolare dell'account di una quota percentuale del guadagno giornaliero del lavoratore che effettua materialmente la consegna.

Gli account, registrati sulle piattaforme anche (e spesso) tramite l’utilizzo di documenti falsi, sarebbero gestiti da un “caporale” che poi cede ad altri rider gli accessi in modo che questi materialmente eseguano la prestazione lavorativa della consegna, previa trattenuta di una quota del guadagno giornaliero (dal 20 al 50 per cento) operata dallo stesso caporale, con conseguenti ingenti profitti per quest’ultimo.

L’operazione di ieri ha verificato la presenza del fenomeno sull'intero territorio nazionale concentrato soprattutto nel centro-Nord Italia ed interessante esclusivamente lavoratori stranieri: è emerso che l'11% dei rider stranieri lavorano in cessione di account. L'operazione ha interessato 823 lavoratori stranieri in tutta Italia e portato all'accertamento di 23 prestazioni lavorative fornite da persone con permesso di soggiorno irregolare.

Anche Padova è stata coinvolta nell’operazione e per questo i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, unitamente alla Polizia Locale, hanno effettuato controlli dei riders che operano in città. Le forze dell’ordine hanno dichiarato che al momento nessuna irregolarità è stata riscontrata e che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni.

“Come Nidil territoriale siamo a conoscenza di questo fenomeno che coinvolge i lavoratori di questo settore, che già sono noti per la mancanza di tutele e di retribuzioni adeguate. Il caporalato prolifera dove c’è iniquità, dove c’è sfruttamento e lavoro sommerso, favorito anche dalle norme che costringono all'illegalità una parte dei cittadini stranieri presenti in Italia.. Per questi motivi noi chiediamo una regolamentazione di questo tipo di lavoratori, soprattutto perché il rapporto di lavoro attraverso l’app sia per quanto riguarda i diritti che i doveri dei lavoratori è iniquo. In un’epoca si tenta di far ripartire rapporti di lavoro che sono basati sulle relazioni uno a uno fra dipendente e azienda, senza la definizione di confini e di regole che invece sono alla base di uno stato di diritto.” Ha dichiarato oggi Mirko Romanato, segretario generale del Nidil di Padova.

Flat tax, lo studio del Caf Cgil: “Una riforma che penalizza dipendenti e pensionati mentre premia redditi alti ed evasori”

Conferenza stampa ieri in via Longhin, sede della Camera del Lavoro, dove il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano, e l’AD per la provincia di Padova del Caf Cgil Veneto, Lisa Contegiacomo, hanno presentato uno studio con delle simulazioni degli effetti sui redditi prodotti nella provincia di Padova dalla riforma fiscale del governo Meloni, le cui conseguenze andrebbero a penalizzare, secondo delle proiezioni, l'80% dei lavoratori e pensionati, che in termini di numeri si traducono in 400mila dipendenti e 200mila ultra 65enni su 1 milione di abitanti.

Oggi le aliquote Irpef esistenti sono quattro: 23% per i redditi da zero a 15 mila euro; 25% da 15 mila a 28 mila euro; 35% da 28 mila a 50 mila euro e 43% per i redditi più alti. Il passaggio a tre aliquote, il nodo centrale della riforma fiscale che il Governo intende varare, è previsto, secondo indiscrezioni circolate nella stampa ma avvallate da diversi esponenti dell’esecutivo, sul solco di due ipotesi: la prima prevede tre aliquote (23%, 27% e 43%), che costerebbero allo Stato 6 miliardi di euro, la seconda prevede sempre tre aliquote (23%, 33% e 43%), per un costo di 10 miliardi. Chi ci guadagnerà? Ebbene, secondo i numeri, se passasse la prima ipotesi il vantaggio si registrerebbe a partire dai redditi superiori a 34 mila euro. Nella seconda ipotesi si realizzerebbe un risparmio per tutte le fasce di reddito, ma con proporzioni completamente diverse.

È quel che emerge chiaramente dalle proiezioni realizzate sulla base di 63 mila anagrafiche dei redditi dei padovani che si rivolgono al sindacato per la propria dichiarazione dei redditi. Dati confrontati con le 310 mila anagrafiche del Caf regionale, risultati assolutamente in linea, che in proiezione riguardano, nel padovano, circa 600 mila persone, tra lavoratori dipendenti e pensionati. Ebbene, secondo il Caf della Cgil, con un reddito fino a 15 mila euro oggi l'imposta lorda è di 3.450 euro, domani sarebbe sempre 3.450, dunque senza cambiamenti. Un reddito medio di 28 mila euro oggi paga 6.700 euro, con la riforma potrebbe pagarne 6.960 mila. Infine un reddito alto di 50 mila euro oggi paga 14.400 euro vedrebbe l'Irpef calare a 12.900 euro.”Buona parte dei lavoratori che noi rappresentiamo si troverebbero nel primo scaglione - spiega Contegiacomo - per poi arrivare ad un 80% di lavoratori che hanno redditi sotto i 30 mila euro, dove insistono le categorie più fragili cioè donne e giovani. Nella prima ipotesi non ci sarebbero vantaggi fino ai 30 mila euro di reddito, penalizzando dunque l'80% dei lavoratori”.

“L'esecutivo - interviene il segretario generale Aldo Marturano - dice che i tagli li faranno sulle agevolazioni (detrazioni, deduzioni, crediti di imposta), alleggerendo la pressione fiscale. Ma i crediti di imposta sono un pezzo, il resto lo si tirerà fuori dalla spesa pubblica, cioè non finanziando più come prima sanità, istruzione e assistenza. La sanità in particolare è in qualche nodo la madre di tutte le battaglie, abbiamo visto l'importanza che ha avuto durante la pandemia, ma è già in grande affanno e così correrà verso il convenzionato: si sta preparando una strada che va verso la privatizzazione. Già oggi chi può permettersi gli esami diagnostici e non può aspettare mesi, lo fa. Chi non se lo può permettere, non ha vie d'uscita”.

“Il sistema fiscale finanzia il nostro stato sociale – aggiunge Marturano – e i suoi pilastri sono sanità, istruzione e assistenza, inoltre dovrebbe redistribuire la ricchezza secondo un sistema progressivo basato su un principio di solidarietà per cui chi ha di più, paga di più e chi ha di meno, paga di meno. Parliamo di un principio di uguaglianza che risale alla nostra storia europea: lo stato sociale viene introdotto in Europa come terza via tra comunismo e liberismo. Ma oggi (e questo fa arrabbiare) il sistema fiscale regge sul peso di lavoratori dipendenti e pensionati per oltre il 90 per cento”.

“È inaccettabile che il Governo cambi il sistema fiscale senza coinvolgere le organizzazioni sindacali – attacca il segretario generale – come è ugualmente inaccettabile che acceleri un percorso verso il neo liberismo, smantellando lo stato sociale. Tutto ciò non fa che mettere a rischio il sistema fiscale che è già malato perché ha un'evasione fiscale tra le più alte al mondo, pari a 100 miliardi l'anno: immaginiamo, recuperandone solo la metà, quante cose si potrebbero fare”.

“Parliamo sempre del debito pubblico – prosegue il Segretario Generale – ma siamo indebitati perché c'è chi non paga le tasse. E non è vero che a non pagare sono le grandi aziende perché l'evasione per quanto riguarda le grandi realtà è pari al 15 per cento: per l'85 per cento è un'evasione diffusa. Non si toccano gli evasori perché sono almeno 10 milioni di voti politici. E allora il Governo cosa fa? Prende la strada esattamente contraria: le tasse sono un male da evitare, alleggerisco il peso fiscale, ma lo vado ad alleggerire soprattutto nei confronti di chi più potrebbe contribuire. E non sanziono chi non paga le tasse: se prima gli evasori la facevano franca ma almeno pagavano la sanzione , ora si introduce il "fisco amico", ci mettiamo d'accordo, lo si fa nel caso di contribuenti piccoli fino a 5 milioni di euro, che dunque tanto piccoli non sono, facendo un concordato biennale per cui l'evasore paga un tot, dunque di fatto si legalizza l'evasione. Ma ai lavoratori dipendenti il "tot" non viene assegnato”.

 

Il Servizio di Telenordest sul tema

Dipendenti Configliachi. Ieri il Presidio Unitario di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl davanti alla Prefettura: "Ci paghino gli arretrati!

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sulla protesta dei dipendenti dell'Istituto Configliachi
  • video link: Visita il sito

Ieri mattina, presidio delle lavoratrici e lavoratori dell’Istituto Configliachi di Padova che ha preceduto il tentativo di raffreddamento e conciliazione tra le segreterie territoriali di Cgil Cisl e Uil e la Presidenza dell’Istituto Configliachi di Padova, convocato in Prefettura alle ore 12.30. Al termine dell'incontro, le segreterie territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno rilasciato il seguente comunicato:

"In data 23 marzo 2023 si è svolto presso la Prefettura di Padova, un tentativo di conciliazione tra la Istituto Luigi Configliachi e le sigle sindacali Fp Cgil - Cisl Fp - Uil Fpl territoriali di Padova.

Le organizzazioni sindacali hanno rivendicato le importanti difficoltà legate alla problematica di bilancio economico, mancanza di personale e la continua privatizzazione di servizi e esternalizzazione di personale assistenziale.

L’ importante difficoltà nel dare risposte immediate rispetto alla situazione economica è stato il nodo centrale della discussione, si è evidenziato come i 5 milioni di euro di fido con la tesoreria e la mancanza di risposte chiare e precise rispetto alla vendita dei beni immobili lotto 1 già chiusa la vendita (comune di Padova) per un totale di 966000,00 € e del lotto 2 (provincia di Padova) del valore 3050000,00 € (da avviare ancora il processo di vendita).

In riferimento a questi ultimi punti il presidente CDA ci ha informato che per il primo lotto, nei prossimi giorni riceveranno il pagamento, per il secondo lotto invece nelle prossime settimane sarà presentata la proposta di acquisto da parte della Provincia di Padova per l’acquisto, per il quale la stessa provincia ha espresso già un forte interesse di acquisto.

Inoltre, l’amministrazione si è impegnata a riconoscere le partite economiche vantate dai lavoratori, riguardanti il pagamento degli arretrati CCNL Funzioni Locali 2019-2021 e concludere tale pagamento con la mensilità di maggio 2023.

Dopo una lunga discussione durata per 2 ore le parti si sono lasciato con una sospensione di conciliazione per la durata di 30 giorni, dove come parte sindacale abbiamo evidenziato che se non ci saranno notizie definitive in merito alla chiusura di vendita dei due lotti e di conseguenza se non si procederà all’apertura di una stagione di assunzioni tramite concorsi (essendo in corso la selezione per Operatore Socio Sanitario) informeranno unitariamente il prefetto che la conciliazione avrà avuto un esito negativo.

FP CGIL - Sbucafratta Alfredo

CISL FP - Andrea Ricci

UIL FPL - Stefano Tognazzo

 

Il servizio di 7 Gold Telepadova sul presidio di ieri con le ragioni della protesta spiegate dai rappresentanti dei sindacati confederali

FaiLaCosaBuona. Edili CGIL e UIL in piazza il 1° aprile per il lavoro, l’ambiente, la sicurezza: a Torino, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari

A Torino in zona Falchera, periferia in fase di riqualificazione; a Roma in zona Don Bosco, in un quartiere storicamente abitato dai lavoratori dell’edilizia, a Napoli in una piazza di Pianura-Soccavo, nella IX municipalità, a Palermo nello Zen 2, una delle periferie urbane più abbandonate del paese, a Cagliari nel quartiere Sant’Elia: sono queste le periferie urbane scelte da FenealUil e Fillea Cgil per la giornata nazionale di lotta del 1°aprile. Una giornata che segnerà il punto di arrivo di una serie di iniziative, volantinaggi, assemblee e azioni simboliche, annunciate la scorsa settimana dai due sindacati di categoria per denunciare gli impatti negativi sul settore delle costruzioni e mandare un messaggio al Governo “Fai una cosa buona”, slogan ed hashtag della mobilitazione.

“Da queste città lanceremo le nostre proposte – spiegano i Segretari generali degli edili Cgil e Uil Alessandro Genovesi e Vito Panzarella – per ridurre i danni che deriverebbero dall’applicazione del decreto 11/2023 così come concepito, con il blocco della cessione dei crediti per i bonus edili a discapito dei i redditi più bassi. Ma anche e soprattutto contro le nuove norme del Codice degli Appalti che riducono gli obblighi di applicazione dei CCNL edili e introducono la liberalizzazione dei subappalti a cascata con conseguenze pesanti su occupazione, sicurezza dei lavoratori, qualità del lavoro e sostenibilità.”

“Le piazze saranno luoghi aperti al confronto e alla discussione, un’occasione di partecipazione per i cittadini che vivono in quei quartieri che sono i più colpiti dalla mancanza di una politica e di una programmazione di medio periodo per la riqualificazione e la rigenerazione delle loro case e delle loro aree urbane. Intanto arrivano le prime adesioni all’iniziativa – fanno sapere le federazioni – tra cui ricordano i sindacati inquilini Sunia Cgil e Uniat Uil.

“Le scelte del governo sono sbagliate. Per noi di Cgil e Uil – concludono – un’altra strada è possibile: mantenendo la cessione dei crediti per le famiglie con ISEE fino a 30mila euro, i condomini di periferia, le case popolari; attuando politiche industriali stabili e strutturali per la rigenerazione delle città, e per la riduzione degli sprechi energetici e l’inquinamento; garantendo qualità del lavoro e delle imprese, rispetto del Contratto nazionale edile e vietando il subappalto all’infinito.“

La Fillea Cgil di Padova organizza, per le lavoratrici e lavoratori del territorio, un viaggio in treno per la manifestazione di Torino. Per chi fosse interessato scrivere al Segretario Generale della Fillea Cgil Padova, Gianluca Badoer, a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonargli (o mandargli un whatsapp) al 345 217 4260 entro mercoledì 22 marzo.

Consorzi di Bonifica, la Flai Cgil Padova: "Inaccettabili disparità di trattamento per i lavoratori stagionali e un'evidentissima questione di genere"

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Dal 7 dicembre è iniziata la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei Consorzi di Bonifica. Ci sono tanti aspetti da affrontare, innanzitutto la questione salariale, decisiva in tempi in cui l'inflazione sta erodendo pesantemente il potere d'acquisto di lavoratrici e lavoratori. Ma anche il riordino della classificazione del personale, per valorizzare le professionalità presenti, senza la necessità di ricorrere all’appalto anche per lavori di ordinaria amministrazione. Inoltre, è necessario un maggior protagonismo delle Rappresentanze sindacali aziendali.

 

A guardare la situazione dei Consorzi padovani e veneti, emergono anche altri problemi, per esempio la questione di genere e il trattamento riservato al personale stagionale.

"Se prendiamo il caso del Consorzio di Bonifica Brenta - dichiara Simonetta Borghi, della Flai Cgil Padova - è escluso dalla fruizione del pasto presso esercizi convenzionati il personale avventizio. Si tratta di una disparità di trattamento rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato che noi consideriamo profondamente sbagliata. Parliamo di ben 58 lavoratori su 158, che operano solitamente dalla primavera all'autunno. Queste persone devono arrangiarsi completamente a loro spese, portandosi da mangiare da casa, e consumare il pranzo seduti per terra o sui sedili delle loro auto. Non c'è nulla di dignitoso in tutto questo. E come se ciò non bastasse, subiscono anche un altro disagio: l'attrezzatura necessaria al lavoro è completamente affidata a loro. La devono custodire nella loro automobile dal lunedì al venerdì, portandosela anche a casa, perché non esistono strutture idonee nei pressi dei luoghi in cui lavorano. A queste condizioni fanno molta fatica a opporsi, a causa della loro scarsa forza contrattuale. Lo stesso strumento dello sciopero è difficilmente utilizzabile, visto che non possono perdere giorni lavorativi, altrimenti metterebbero a rischio l'indennità di disoccupazione cui hanno diritto nei periodi di non attività. Per quanto riguarda invece i lavoratori a tempo indeterminato, ricevono ticket differenziati in base alla residenza: 6 euro se distano fino a 7 chilometri, 8 euro se distano più di 7 chilometri. Anche questa differenziazione non sembra molto sensata”.

"C'è poi una questione di genere - prosegue la sindacalista - evidentissima. Sempre rimanendo sul Consorzio Brenta, tra Consiglio di amministrazione e Assemblea si contano 28 componenti. Ebbene, non c'è (né tra gli eletti né tra i nominati) neppure una donna. E non è un unicum; nessuna donna nemmeno nel Consorzio Adige Euganeo e Bacchiglione. Negli altri Consorzi la presenza femminile è minima, non solo in Cda e Assemblee, ma anche tra direttori di settore e capi operai, ad ampia prevalenza maschile”.

"Come sindacato - conclude Simonetta Borghi - riconosciamo sicuramente il ruolo importante che i Consorzi svolgono in Veneto, con una efficienza ben superiore ad altre regioni italiane, dove ci sono problemi molto più gravi. Ma le questioni che solleviamo non sono per nulla trascurabili. Oltretutto, sarebbe necessario  un maggior coordinamento tra i diversi enti e un'omogeneità di trattamento per i lavoratori, mentre fino ad oggi ogni Consorzio fa storia a sé".

Interdittiva antimafia ad azienda attiva nel cantiere di Pediatria a Padova: dichiarazione congiunta di Silvana Fanelli, Cgil Veneto, e Aldo Marturano, Cgil Padova

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Interdittiva antimafia per un’azienda attiva nel cantiere di Pediatria a Padova: dichiarazione congiunta di Silvana Fanelli, segretaria Confederale Cgil Veneto, e Aldo Marturano, segretario generale Cgil Padova 

“L’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Padova – al di là dell’esito del ricorso al Tar della Sidem Costruzioni Srl, la ditta subappaltante raggiunta dal provvedimento – costituisce un fattore di preoccupazione e di ulteriore consapevolezza sul pericolo rappresentato dalla consolidata presenza di organizzazioni legate alla criminalità organizzata in Veneto e, nella fattispecie, nella provincia di Padova. E l’evidenza che non si può continuare a parlare di casi isolati.  

Quanto avvenuto è anche la risposta più diretta a chi, dai banchi del Governo e della maggioranza parlamentare, non perde occasione per chiedere di mettere mano, se non di abolire, il codice degli appalti, nel segno di una maggior semplificazione e liberalizzazione del settore.  

Il timore, infatti, è che quanto accaduto nel cantiere di pediatria di Padova rappresenti la conferma dell’interessamento delle cosche criminali ai numerosi cantieri avviati e da avviare nel nostro territorio.  È quindi invece necessario non abbassare la guardia e rassicura, in questo senso, il ruolo della Prefettura padovana nell’attuazione della normativa sulle interdittive. Prefettura che non si limita a questo, ma lavora concretamente e in sinergia con tutti gli attori istituzionali e non, comprese le organizzazioni sindacali, riuniti al tavolo della legalità e ordine pubblico istituito mesi fa.  

Accanto a questa fondamentale opera di sorveglianza, sono però necessarie tutte quelle azioni che favoriscano la trasparenza in materia di appalti pubblici. Da questo punto di vista è decisiva la costituzione, a livello provinciale, di un’unica stazione appaltante pubblica e la qualificazione del personale amministrativo che vi opera. Occorrono inoltre ampliare la diffusione dei patti per la legalità contro le pratiche corruttive.  

Solo così potremo contrastare la presenza ormai endemica della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale veneto, confermato dai tanti processi che dal 2019 si stanno svolgendo nella nostra Regione, nei quali la Cgil si è costituita parte civili, nella consapevolezza che la strada per la legalità che abbiamo davanti è ancora lunga”.  

Silvana Fanelli, Segretaria Confederale Cgil Veneto 

Aldo Marturano, Segretario Generale Cgil Padova