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Vittoria! Sbloccati i fondi per gli adeguamenti salariali del personale sanitario dell'Azienda Ospedale Università di Padova

Finalmente, dopo anni di lotte, i lavoratori della sanità dell'Azienda Ospedaliera - Università di Padova verranno pagati come i loro colleghi del resto del Veneto. Il provvedimento operativo tra dieci giorni.

Inspiegabilmente, rispetto ai loro colleghi che operavano negli ospedali delle altre città del Veneto, erano i meno pagati. Finalmente, dopo anni di lotte, ieri l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin ha annunciato la fine di questa ingiusta sperequazione con il via libera alla delibera che sbloccherà 2.2 milioni di euro per tre anni destinati ai fondi contrattuali del personale dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova.

Dichiarano Alessandra Stivali della FP Cgil Padova, Achille Pagliaro della FP Cisl Padova e Rovigo e Luigi Spada della Uil Fpl Padova: “Adesso si può procedere con l'adeguamento stipendiale e dare un ritorno concreto ai 6.000 lavoratori di questa Azienda, provando ad evitare l'esodo di personale sanitario e valorizzare le professionalità. Ora diamo seguito velocemente alla parte burocratica”

Si chiude una vicenda andata avanti per anni e che ha portato innumerevoli volte i lavoratori della sanità padovana a protestare, a fare presidi, scioperi e manifestazioni. Finalmente, nel 2019, la Regione aveva dato il via libera all’emendamento di bilancio che destinava 6,6 milioni di euro a compensazione della sperequazione stipendiale subita per anni dal personale padovana. Ma non era finita qui. Qualche tempo dopo, il Governo aveva fatto ricorso contro l’emendamento bloccando in questo modo lo stanziamento. Ma qualche mese fa, la buona notizia da parte della Corte Costituzionale che aveva ritenuto inammissibile il ricorso presentato dal Governo, dando così il via libera alla misura che dopo anni di battaglie consentirà al personale dell’Azienda Ospedale Università di Padova di veder allineate la propria paga alla media regionale e non essere più il meno pagato nel Veneto.

In Allegato l'articolo uscito su Il Mattino

No all'aumento delle spese militari. Domani, FILA UMANA, sul Liston, dal Municipio a P.zza Garibaldi

Assopace, Cgil, ACS, ANPI, Beati i Costruttori di Pace, MIR, Rete degli Studenti, UDU, Lottodognimese di nuovo in Piazza per la riduzione delle spese militari

Per dire NO all'aumento delle spese militari e NO ad ogni ipotesi di ulteriore finanziamento con il PNRR, domani, sabato 15 maggio, dalle 16.00 alle 17.00, fila umana da Palazzo Moroni a Piazza Garibaldi

Raccogliendo l'appello 2021 per le Giornate Globali di azione sulle spese militari lanciato dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, ASSOPACE, CGIL, ACS, ANPI, BEATI I COSTRUTTORI DI PACE, MIR, RETE DEGLI STUDENTI, UDU, LOTTODOGNIMESE hanno deciso di organizzare per sabato 15 maggio, dalle 16.00 alle 17.00, una FILA UMANA (nel pieno rispetto di tutte le misure sanitarie) lungo il Liston da Palazzo Moroni a Piazza Garibaldi, per dire NO all'aumento delle spese militari ed affermare che persone e pianeta non si difendono con gli armamenti

Tutte insieme dicono: “Le risorse militari, sempre maggiormente a disposizione dei governi in nome della sicurezza nazionale, si sono dimostrate del tutto inutili nel difenderci dalla pandemia COVID-19. Inoltre, è evidente che non possono neanche tenerci al sicuro da altre emergenze globali come il cambiamento climatico. Come testimoniano le vittime delle guerre in Afghanistan, Iraq, Siria, Yemen e molti altri Paesi, il militarismo non risolve i conflitti, li aggrava soltanto. Anzi, il potere militare contribuisce a creare e sostenere le stesse emergenze, tensioni e ingiustizie da cui le popolazioni dovrebbero essere protette”.

“Per questi motivi – proseguono –  chiediamo che i governi di tutto il mondo riducano drasticamente le loro spese militari e trasferiscano le risorse liberate verso i settori della sicurezza comune, in particolare per affrontare la pandemia da coronavirus e il collasso economico e sociale che ne è seguito. Le necessità umane e ambientali devono essere messe al centro delle politiche e dei bilanci. Dobbiamo smettere di investire negli eserciti se vogliamo difendere le persone e il pianeta”.

“Saremo in piazza – concludono – per esprimere il dissenso per la crescita delle spese militari che, rispetto al 2020, sono significativamente aumentate ed ammontano all’8,1% mentre è addirittura del 15,7% l'aumento rilevato rispetto al 2019. È ora di dire basta a questa spirale, bisogna invertire la rotta!”

Si allega volantino dell'iniziativa

Organizzazioni, associazioni, sindacati inviano una lettera aperta alle Istituzioni per fermare la violenza in Palestina

“In Palestina serve azione diplomatica, di pace e di rispetto del Diritto Internazionale. Occorre fermare la violenza, rimuovendone le cause, e riconoscere lo Stato di Palestina”

 

Diverse organizzazioni, associazioni, sindacati della società civile italiana hanno inviato oggi una lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Presidente della Commissione Esteri Senato, al Presidente della Commissione Esteri della camera per esprimere la profonda preoccupazione per quanto sta accadendo nella martoriata terra di Palestina e per chiedere che l’Italia si faccia promotrice di una forte azione diplomatica affinché cessi il conflitto tra israeliani e palestinesi.

Nella lettera si sottolinea come sia ormai necessaria e non più rimandabile un'azione diplomatica, di pace e di rispetto del Diritto Internazionale che possa fermare la violenza, rimuovendone le cause, e nel contempo riconoscere lo Stato di Palestina.

Le richieste inviate alle istituzioni italiane sono le seguenti:

- fermare questa nuova ondata di violenza, intimando ad Hamas di fermare il lancio dei razzi ed al governo israeliano di rimuovere l'assedio di Gaza e di fermare qualsiasi tipo di ritorsione contro la popolazione della Striscia di Gaza;

- impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di diritto internazionale per fermare l'espropriazione e la demolizione delle case a Gerusalemme Est;

- esigere dal governo israeliano la rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono le elezioni libere e regolari in Cisgiordania, Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza, come previsto dagli accordi di Oslo, firmati dalle parti;

- sostenere e assistere l'Autorità Nazionale Palestinese per l'organizzazione e la realizzazione del processo elettorale, evitando ulteriori rinvii;

- inviare osservatori internazionali neutrali per monitorare il processo elettorale, i giorni del voto e il conteggio dei voti, che si svolga secondo gli standard internazionali di trasparenza e con pieno diritto di voto per tutta la popolazione residente in Cisgiordania, nel distretto di Gerusalemme e nella Striscia di Gaza;

- agire in sede ONU per un immediato riconoscimento dello Stato di Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, per permettere ai due Stati di negoziare direttamente in condizioni di pari autorevolezza, legittimità e piena sovranità.

 

La lettera è stata sottoscritta da: CGIL, CISL, UIL, ACLI, Accademia Apuana della Pace, AOI - Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, Arci, ARCS – Arci Culture Solidali, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione per la Pace, Associazione per la Pace di Modena, Associazione per la Pace di Padova, AssoPacePalestina, AUSER, Beati i costruttori di pace, Campagna Ponti e non Muri, Casa per la Pace Modena, Centro Studi Sereno Regis, CGIL di Padova, Emmaus Italia Onlus, Fiom, Fondazione Giorgio La Pira, Fondazione Lisli e Lelio Basso, Gruppo Abele, Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, Legambiente, LIBERA contro le mafie, Link - Coordinamento Universitario, Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR), Movimento Nonviolento, NEXUS Emilia Romagna, Noi Siamo Chiesa, OPAL Brescia, Pax Christi Italia, Pro Civitate Christiana, Progetto Sud, Rete della Conoscenza, Rete italiana Pace e Disarmo, Segreteria della Piattaforma ONG Italiane Mediterraneo e Medio Oriente, TAM-TAM di Pace Modena (Tavolo Associazioni Modena), Un Ponte Per, Unione degli Studenti, Usacli

In allegato la lettera inviata alle Istituzioni Italiane

“Lavorare per vivere con dignità e non per morire”: si è tenuto oggi il presidio di FIM FIOM UILM Padova contro le morti sul lavoro

L’iniziativa di oggi “Lavorare per vivere con dignità e non per morire!” è stata organizzata da Fim Fiom Uilm di Padova per ricordare le troppe vittime del lavoro e in particolare il disastro delle Acciaierie Venete che portò alla morte Sergiu Todita dopo qualche settimana e Marian Bratu, morto a dicembre 2018, e ferì gravemente altre due operai della ditta in appalto.

Un anniversario, quello di oggi, che viene sempre ricordato dall’intera categoria per la sua efferatezza e tragicità, ma che quest’anno si tinge anche di triste attualità visto l’incremento di vite che il lavoro sta esigendo in questo periodo, senza risparmiare nessun genere di lavoratore e di lavoratrice nè per tipologia, formazione o età.

Da oggi a lunedì un numero sempre crescente di aziende hanno indetto scioperi in adesione all’iniziativa, e di altre aziende è prevista la conferma: Nuova Lofra, Hairef, Toffac, Pavan, Dab Pumps, Consorzio RFX, Parpas, VDZ, Epta Solesino, HI-PE, ABB Power Grids, Carel Industries, Komatsu, Carraro Drivetech, Aluminium Die Casting, All.Co, ZF, VDC, Minigears, Parker-Hiross, De Angeli prodotti. La posizione dei lavoratori e delle lavoratrici del padovano nei confronti della necessità di migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro e di eliminare le morti sul lavoro è molto importante per capire quanto il territorio sia pronto alla mobilitazione in quanto non c’è alcuna intenzione di far passare sotto silenzio la situazione di inadeguatezza della gestione dello Spisal, perennemente sotto organico nonostante le promesse che da almeno 3 anni riempiono la bocca della politica regionale. 

Una folta delegazione di RSU, RLS, lavoratrici e lavoratori in sciopero hanno preso parte al presidio che si è tenuto in due tappe, prima sotto la sede dell’Inail e poi davanti alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova, sempre nel rispetto dei presidi di sicurezza per il Covid-19.

Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl di Padova e Rovigo: “Abbiamo scelto questi due luoghi perché l'Inail è l’ente che ci risarcisce quando ci infortuniamo, e l'università di ingegneria è il posto dove i futuri ingegneri studiano le tecnologie che permetteranno loro di progettare le macchine con le quali uomini e donne dovranno lavorare. Con questa scelta vogliamo dare un chiaro messaggio: la tecnologia dev'essere in primis a protezione e a servizio dell'essere umano e non solo usata per incrementare la produzione. Volendo fare un’ipotesi avveniristica se si dovesse arrivare, come si dovrebbe, ad infortuni zero e morti zero nei luoghi di lavoro l'Inail potrebbe diventare il primo investitore proprio sulle nuove tecnologie progettate dalle Università per proteggere i lavoratori.”

Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova: “Tutti gli anni noi metalmeccanici ricordiamo questa giornata importante per la nostra categoria. Purtroppo in queste settimane ci sono stati delle morti particolarmente tragiche nel mondo del lavoro che hanno risvegliato l’attenzione dell'opinione pubblica su una realtà che però è purtroppo quotidiana: quella degli infortuni e delle morti sul lavoro. A tal proposito “Zero morti sul lavoro” è lo slogan che la Uil ha scelto per lanciare una riflessione e per rimarcare l'importanza della cultura del mancato infortunio.”

 

 

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova: “La vicenda di Acciaierie Venete ci insegna, a distanza di tre anni, che nel lavoro quando ci sono delle vittime che non tornano più a casa, la morte non è un sacrificio per il progresso, ma un segnale preciso di peggioramento delle condizioni di lavoro a in cui sono sottoposti lavoratrici e lavoratori. Ribadiamo con forza che non esiste né l’idea di “incidente” né quella di “tragica fatalità” ma che gli infortuni di ogni tipo (dai più gravi ai più lievi) sono legati al deterioramento delle condizioni di sicurezza del sistema produttivo che mette al primo posto il profitto invece che la tutela della vita. L’esperienza del Covid ha insegnato a tutto il Paese che senza chi lavora non si esce né dalla pandemia né si creano le condizioni per progredire. Come sindacato e come lavoratori rivendichiamo il fatto che senza diritti non può esserci lavoro e che gli assetti industriali e i modelli di sviluppo devono essenzialmente essere discussi con i sindacati e con i lavoratori.”

 

 

 

Padova, 13 maggio 2021

Problema parcheggi per il personale sanitario: i sindacati chiedono un incontro al Sindaco Giordani

Cgil Cisl e Uil: “Dopo la presa di posizione di un’importante rappresentante dell'opposizione a favore di una risoluzione del problema dei parcheggi per il personale sanitario dell'Ospedale, IOV e Uls 6 di via Scrovegni, invitiamo l'Amministrazione Comunale a cogliere il momento favorevole dato dall’unità di intenti in Consiglio Comunale e adottare provvedimenti definitivi per risolvere la questione”.

 

Nei giorni scorsi, l'ex vicesindaco di Padova, Eleonora Mosco ha rivolto un appello al Comune di Padova affinché affronti il problema che vivono i lavoratori che operano per l’Azienda Ospedaliera di Padova, l'Istituto Oncologico Veneto (IOV) e l’Uls 6 di via Scrovegni, da anni penalizzati dalla scarsità cronica di parcheggi nella zona.

“Abbiamo apprezzato – dicono Alessandra Stivali di FP Cgil Padova, Fabio Turato di FP Cisl e Luigi Spada di Uil FPL – le parole dell'esponente della Lega perché rappresentano il segnale che sulla questione, in Consiglio Comunale, vi è una sostanziale condivisione bipartisan del problema vissuto dal personale sanitario che lavora in città e che ogni giorno è cronicamente alle prese con il problema di trovare uno spazio dove lasciare il proprio mezzo”.

“Per questo motivo – proseguono i tre rappresentanti sindacali – abbiamo deciso di cogliere la palla al balzo e scrivere al Sindaco Giordani per chiedere urgentemente un incontro per risolvere, una volta per tutte, questo annoso problema. Va detto che con l’Assessore Ragona si era iniziato un percorso di confronto per la risoluzione del problema che poi però, con la seconda ondata e il cambio delle Direzioni Generali operato dalla Regione, si è purtroppo interrotto. Con questa iniziativa, e dopo le parole dell'opposizione, vogliamo riprendere quel percorso”

“Quel che vogliamo – concludono Stivali, Turato e Spada – sono tempi certi e un piano dettagliato di interventi mirati a venire incontro alle esigenze di chi ogni giorno si prodiga per salvare vite umane: la possibilità di utilizzare mezzi pubblici, a prezzo calmierato, tra alcuni parcheggi (per esempio di Via Corrado, della Stanga, di Prato della Valle) con l'Ospedale, lo Iov e le strutture dell'Uls 6 di via Scrovegni, magari pensando a delle linee sperimentali e orari legati ai cambi turno ospedalieri. Non solo: alcune attività ambulatoriali potrebbero essere spostate dalle attuali aree in altre zone della città e si potrebbe ragionare anche sulla possibilità di permettere l'utilizzo dei parcheggi blu da parte del personale turnista a prezzi ribassati, attraverso una qualche tipo di convenzione. Progetti ce ne sono e confidando nella comune volontà politica in Consiglio Comunale, crediamo che i tempi per realizzarli potrebbero essere decisamente più spediti. Si tratta di un’occasione irripetibile, invitiamo tutti a coglierla e a lavorare per il bene non solo dei lavoratori della sanità, ma, a cascata, soprattutto di coloro che si affidano alle loro cure, vale a dire tutti i cittadini”.

Si allega copia della lettera inviata da Cgil Cisl e Uil al Sindaco

13 maggio 2021, presidio davanti Inail e Facoltà di Ingegneria

13 maggio 2021, presidio davanti Inail e Facoltà di Ingegneria per ricordare i morti sul lavoro e per l’anniversario della tragedia alle Acciaierie Venete di tre anni fa

GIOVEDÌ 13 MAGGIO 2021

PRESIDIO UNITARIO 

PRESSO LA SEDE DELL’INAIL dalle ore 10.30 (via Nancy, 2) e

LA FACOLTÀ DI INGEGNERIA DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA alle ore 11.30 (Lungargine Piovego, 1)

I sindacati dei metalmeccanici di Padova hanno deciso di proclamare per questa settimana un’iniziativa per fare in modo che non si abbassi l’attenzione sulla quotidiana strage di lavoratrici e lavoratori che continua a perpetuarsi con un ritmo spietato e incessante su tutto il territorio nazionale. Attraverso lo slogan “LAVORARE PER VIVERE CON DIGNITÀ E NON PER MORIRE!” c’è la ferma volontà da parte di Fim Fiom Uilm insieme alle Rsu, alle lavoratrici e ai lavoratori, di non dimenticare tutti coloro che sono morti sul lavoro e la necessità di ricordare, in occasione del terzo anniversario della tragedia accaduta il 13 maggio 2018 nello stabilimento padovano delle Acciaierie Venete, Sergiu Todita e Marian Bratu, morti fra atroci sofferenze a causa del drammatico “incidente” che coinvolse anche altri due operai della ditta in appalto, provocando loro ferite e gravi conseguenze.

I luoghi dei due presidi sono stati scelti con la precisa volontà di dare il vero volto alle tragedie che si consumano nei luoghi di lavoro. La sede dell’Inail è stata scelta perché è l’ente che si dovrebbe occupare della prevenzione, della cura e delle tutele legate agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali. La facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova è il luogo dove si studia cosa, come e dove produrre. È, dunque, il luogo d’origine dei processi produttivi e dove si possono prevedere gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori e dell’inquinamento ambientale. Il profitto, pertanto, non può essere l’unico punto di vista che determina le condizioni della vita lavorativa delle persone e dell’ambiente

Per le tre sigle sindacali le condizioni e le modalità di lavoro devono cambiare e la sicurezza sul lavoro dev’essere la priorità per tutti: lavoratori, aziende, enti di controllo e governo.

Innovazione, ricerca e sviluppo hanno bisogno di risorse nuove e non di finanziamenti a fondo perduto alle aziende in cui non viene verificata l’attuazione e l’adozione di misure adeguate per la sicurezza delle persone. L’uso delle tecnologie 4.0 più avanzate e ad una nuova organizzazione del lavoro possono migliorare le condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro. Inoltre, non vanno messe in discussione le norme del codice degli appalti che con la logica della semplificazione e liberalizzazione intervengono sul costo del lavoro smantellando regole e diritti e mettono in competizione i lavoratori fra loro.

Gli organismi di controllo e di ispezione come lo Spisal vanno rafforzati aumentando l’organico e formandolo rispetto alle diversità delle tipologie produttive dei vari settori industriali. La sorveglianza 

 

 

sanitaria nei luoghi di lavoro non può più essere affidata ad un sistema privato sovvenzionato direttamente dalle singole imprese, ma dev’essere pubblica e indipendente.

 

Va rimossa la precarietà come condizione di ricatto dei lavoratori che devono essere coscienti dei propri diritti e che non devono essere costretti ad accettare qualsiasi compromesso pur di lavorare. 

Proprio perché i lavori non sono tutti uguali e non possono essere svolti a qualsiasi età e in qualsiasi condizione è necessario rivedere la normativa dei lavori usuranti e gravosi e il diritto di accesso alla pensione abbassando l’età e la quantità di anni necessari per accedervi.

 

Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere sacrificabili in nome del profitto. Essi sono il cuore, il motore e il futuro del nostro Paese com’è stato dimostrato anche durante la pandemia tutt’ora in atto. 

I metalmeccanici padovani, il 28 marzo 2019, con l’urlo “O ti fermi o muori” ribadirono la centralità e il valore dei lavoratori e, oggi come allora, confermano il proprio impegno a non accettare la morte come un’eventualità possibile del lavoro.

 

 

Padova 12/05/2021

Piscina di Selvazzano. Risoluzione contratto tra Comune e Consorzio. Interviene la Cgil

Fillea Cgil Padova: “Il Comune di Selvazzano non si scordi di quei dieci lavoratori che, ad oggi, sono da 5 mesi senza stipendio e senza lo straccio di una rassicurazione riguardo ai loro sudati compensi. Non ci si nasconda dietro a dei cavilli per scaricare sui lavoratori colpe e inadempienze di altri!”

“Non è accettabile che questo tipo di situazioni si verifichino quando ci sono degli appalti, soprattutto se pubblici.”

Dopo la decisione del Comune di Selvazzano – ufficializzata dal Presidente del Consiglio Comunale, Enoch Soranzo – di procedere alla risoluzione del contratto di appalto con il Consorzio stabile Build Scarl (che si era aggiudicato l'appalto per la costruzione della nuova piscina di Selvazzano e che, a sua volta, aveva affidato i lavori, poi interrotti, alla ditta Elettrica Sistem srl di Cava dei Tirreni), non si è fatta attendere la reazione della Fillea Cgil di Padova, interessata dal caso perché coinvolge dieci lavoratori, quelli che materialmente operavano nel cantiere e che aspettano di vedersi riconosciuti, ad oggi, ben 5 mesi di stipendi maturati e non pagati.

“Non entriamo nel merito della decisione – precisa Francesco Campa, Segretario Provinciale della Fillea Cgil di Padova – che presumiamo sia stata presa per salvaguardare un bene collettivo che riguarda i cittadini, però rileviamo che anche i lavoratori sono cittadini e non sarebbe male ricordarsene, soprattutto quando dieci di loro, e relative famiglie, si ritrovano da 5 mesi senza uno stipendio e senza nessuna rassicurazione su che fine abbiano fatto i loro compensi e se e quando gli verranno versati. Questo è vergognoso e lede la dignità di questi lavoratori”.

“Speriamo – prosegue il segretario provinciale della Fillea Cgil – che questa situazione non comporti un allontanamento di responsabilità da parte di quei soggetti coinvolti nella filiera dell'appalto relativo a questa questione. Quel che temiamo è che in questa situazione, nascondendosi dietro a dei cavilli tipici del sistema degli appalti, si verifichi qualcosa di inaccettabile e vergognoso e cioè che a pagare siano i lavoratori. Noi crediamo che il Comune di Selvazzano, in nome di una responsabilità solidale e sociale, abbia il dovere di dire chiaro e forte che non solo non permetterà che questo succeda, ma debba anche intervenire materialmente affinché si sblocchi la situazione. In questa vicenda, non si comporti da Ponzio Pilato ma prenda una posizione chiara dalla parte delle vittime innocenti, cioè i lavoratori”.

“Resta l’amarezza – conclude Francesco Campa – nel constatare che questo tipo di situazioni tendono a verificarsi maggiormente quando si è nell'ambito degli appalti pubblici, vale a dire quando la funzione di stazione appaltante è svolta da un Ente pubblico. E questo è qualcosa di inaccettabile perché il fatto che sia coinvolto un soggetto pubblico dovrebbe essere una garanzia e non il contrario. Resta il nostro messaggio: gli attori coinvolti non scappino dalle responsabilità e si facciano carico, in modo solidale, del riconoscimento di quanto dovuto ai lavoratori. Noi non li abbandoneremo e lotteremo fino a che non verrà riconosciuto quel che è loro dovuto.”

Elezioni Commissione Stranieri: si vota dal 14 giugno al 14 luglio

Riattivata dal Comune di Padova la Commissione stranieri (con cittadinanza extra UE). Le votazioni si svolgeranno dal 14 giugno al 14 luglio. Attenzione: Le candidature scadono il 14 maggio.

Palma Sergio, Cgil Padova: “Soddisfazione per la ripresa di un percorso di partecipazione democratica segnato dal ritorno della Commissione Stranieri in città. Un primo passo verso la direzione dei diritti e delle responsabilità dei ‘nuovi cittadini’”.

Come ormai noto da tempo, il Comune di Padova ha riattivato la Commissione Stranieri – cancellata dalla precedente amministrazione – e nelle settimane scorse ha indetto le elezioni della Commissione per la rappresentanza delle persone padovane con cittadinanza straniera.

Specifichiamo che per "persone padovane con cittadinanza straniera" si intendono le persone con cittadinanza non europea o apolidi residenti nel Comune di Padova, così come previsto dal Regolamento della Commissione (approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 68 del 19/10/2020).

“Diceva Robert Kennedy – interviene Palma Sergio della Segreteria Confederale della Cgil di Padova – che ‘le elezioni ci ricordano non solo i diritti, ma le responsabilità della cittadinanza in una democrazia’ e in questo senso, come Cgil di Padova, non possiamo che esprimere soddisfazione per la ripresa di questo ulteriore percorso e pratica di responsabilità partecipata alla vita della città e della collettività, costituito dalle elezioni della Commissione Stranieri e dalla rinascita di un organo che costituisce un primo essenziale passo affinché anche i ‘nuovi cittadini’ possano partecipare alla vita democratica della città”.

“Come Cgil – conclude la sindacalista della Cgil – assicuriamo il massimo impegno per garantire il nostro supporto operativo e organizzativo per la buona riuscita dello svolgimento delle elezioni”.

Ricordiamo che il termine ultimo per presentare la propria candidatura scade il 14 maggio, mentre le elezioni si svolgeranno dal 14 giugno al 14 luglio di quest’anno. Per informazioni relative alle modalità di presentazione della propria candidatura, luoghi del voto, requisiti per accedervi e altro invitiamo a cliccare sul link del Comune di Padova https://www.padovanet.it/informazione/elezione-della-commissione-la-rappresentanza-delle-persone-padovane-con-cittadinanza . Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile scrivere, attraverso Whatsapp al numero di cellulare 334 3444663 (dopo aver inviato la richiesta di informazioni, l'utente sarà ricontattata/o) oppure scrivendo via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..