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Ilva. Fiom-Cgil, soddisfazione per firma ipotesi accordo per lavoro, diritti e ambiente

“Dopo una lunga notte di trattativa, abbiamo finalmente siglato l'ipotesi di accordo sull’Ilva, grazie anche al ruolo decisivo del Governo per lo sblocco della vertenza. Esprimiamo. grande soddisfazione perché abbiamo ottenuto gli obiettivi che ci eravamo prefissati. 

ArcelorMittal ha accolto molte delle condizioni poste dalle Fiom-Cgil. Per quanto riguarda l'occupazione si parte da 10.700 lavoratori assunti subito, che corrisponde al numero delle persone impiegate attualmente negli stabilimenti. Una soluzione che prevede inoltre l'impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione sul salario e sui diritti, compreso l'articolo 18, come abbiamo chiesto fin dall'inizio della trattativa. Contemporaneamente partirà anche un piano di incentivi alle uscite volontarie. Sono stati anche apportati miglioramenti importanti al piano ambientale che portano all'accelerazione delle coperture dei parchi e a porre un limite fortissimo alle emissioni inquinanti. ArcelorMittal ha l'obiettivo di produrre 9 milioni e mezzo di tonnellate di acciaio, e lo dovrà fare nel rispetto dell'ambiente, facendo tutte le  rilevazioni necessarie alla valutazione del danno sanitario a tutela della salute dei cittadini di Taranto. Un altro punto importante sui cui abbiamo raggiunto l'intesa è la conferma dell'accordo di programma di Genova. L’accordo, però, per essere convalidato deve essere approvato dalle lavoratrici e dai lavoratori con un referendum”. Lo dichiarano in una nota congiunta la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David e il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini.

Uffici stampa Fiom e Cgil

Roma, 6 settembre 2018

CSP Spa non paga gli stipendi e annulla l’incontro al MISE”

La CSP Spa conferma ancora una volta di non avere nessun interesse a stabilire relazioni industriali costruttive, basate sul confronto e sul rispetto delle

rappresentanze dei lavoratori e dei lavoratori stessi. Con un preavviso di poche ore l’azienda ha richiesto l’annullamento dell’incontro previsto per il 19 settembre in sede ministeriale e fissato ai primi di agosto al MiSE.

Tale incontro aveva carattere di forte urgenza per monitorare una situazione aziendale preoccupante sotto tutti i punti di vista, dopo le vicende giudiziarie di inizio estate

che hanno coinvolto i vertici aziendali di allora. Malgrado i tentativi di rifare una nuova facciata all’azienda, i lavoratori CSP percepiscono ormai da diversi mesi stipendi a singhiozzo e in ritardo rispetto alle normali scadenze di paga, comprese le indennità di trasferta; non vengono inoltre erogati i buoni pasto né pagati i contributi di mèta Salute e Cometa e neanche i trattamenti di fine rapporto ai lavoratori dimessi.

L’incontro al Ministero aveva lo scopo di ricevere maggiori informazioni sull’intera situazione aziendale. Non ci sono certezze sulle prospettive occupazionali future, mentre sale lo stato di preoccupazione e di ansia dei lavoratori CSP. Le OOSS, unitamente alle RSU e alle RSA, riunitesi unitariamente a Roma esprimono forte disappunto e apprensione per la situazione in azienda e per lamancanza di chiarezza. Chiedono all’azienda di provvedere immediatamente al pagamento degli stipendi e delle spettanze arretrate dei lavoratori; di presentarsi al confronto presso il tavolo istituzionale attivato al MiSE senza procedere con atti preventivi unilaterali.

Inoltre, visto il protrarsi della grave situazione, aprono lo stato di agitazione in azienda prevedendo un primo pacchetto di 8 ore di sciopero a livello nazionale.

Fim-Cisl e Fiom-Cgil Nazionale

COMDATA SPA e COMDATA TECH: SPERANZA PER I LAVORATORI

Negli scorsi giorni si sono registrate delle novità per la vertenza Comdata: dopo la chiusura della trattativa al Ministero del Lavoro che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai lavoratori di Comdata spa che hanno visto posticipare al 31 luglio 2019 lo spauracchio della chiusura della sede di Padova, ieri, per i 50 lavoratori di Comdata Tech, si è aperto uno spiraglio analogo che scongiura il licenziamento in un primo tempo dato per certo al 1° di settembre 2018.  Le parti ieri hanno concordato l’attivazione di strumenti che posticiperanno, anche per loro, tutti i procedimenti del caso al 31 luglio 2019.

Fabio Pozzerle, coordinatore nazionale Comdata Tech per la Fiom Cgil: “Tra le misure adottate vi è stata la proroga della scadenza del contratto di solidarietà al 24 di settembre 2018. Si tratta di una data importante perché quel giorno per molte aziende italiane si esauriranno tutti gli ammortizzatori disponibili. Infatti, per coloro che hanno usufruito in continuità di cassa integrazione straordinaria e/o solidarietà, finiranno i 36 mesi di sostegno al reddito iniziati il 25 settembre 2015. In vista di tale data servono provvedimenti governativi urgenti per scongiurare il rischio di licenziamenti su larga scala”.

Fiom-Cgil Padova/Ufficio Stampa

Padova,  1 agosto 2018

FIP: LICENZIAMENTI PER 96 DIPENDENTI E RICHIESTA DI CONCORDATO IN BIANCO

Dopo l'assenza al tavolo con la Regione Veneto che si sarebbe dovuto tenere il 27 luglio scorso, ma al quale non si è presentato nessuno della Fip, l’azienda ha convocato per oggi le organizzazioni sindacali presso la sede di Selvazzano per parlare della situazione aziendale, facendo però precedere all’incontro la dichiarazione di apertura della procedura di mobilità per 96 dipendenti che è arrivata ieri sera a bruciapelo nello sgomento generale.

Nel corso dell’incontro c’è stata un’ulteriore sorpresa per OO.SS. e RSU convocate in azienda: domani verrà chiesta l’attivazione di un concordato in bianco che attiva il tribunale e sospende l’attività finché non sarà nominato il commissario che farà da garante del tribunale.

La Fiom Cgil di Padova ha chiesto il ritiro della procedura di mobilità perché quel combinato disposto comporta l’impossibilità di procedere con il confronto sindacale per i prossimi 60 giorni e la quasi certezza che il commissario una volta nominato non abbia altra scelta che procedere con il licenziamento perché la richiesta di mobilità è precedente alla richiesta di concordato. Questo perché nel momento in cui viene attivato un concordato in bianco vi è una sospensione diretta delle attività dell’azienda, e tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento viene cristallizzato e nessuna decisione importante può essere presa fino alla nomina del commissario che può riaprire i tavoli di discussione.

Fabio Pozzerle della segreteria della Fiom Cgil di Padova: “La preoccupazione per il futuro dei lavoratori è altissima soprattutto perché nessuno di loro vedrà corrisposto il pagamento dello stipendio di luglio”. 

 

Fiom-Cgil Padova/Ufficio Stampa

Padova, 1 agosto 2018

31 LUGLIO 2017 MORIVA SUL LAVORO HAKA GEZIM

Un anno fa moriva Haka Gezim e oggi i suoi colleghi dell’Unicka e la sua famiglia hanno deciso di ricordarlo insieme prima in fabbrica e poi al cimitero. I lavoratori hanno voluto donare alla famiglia una targa in ricordo del loro compagno di lavoro scomparso lo scorso anno.

La segreteria, in rappresentanza di tutta la Fiom di Padova, ha consegnato alla moglie e alle figlie un assegno di 6 mila euro, denaro che i lavoratori metalmeccanici e delle altre categorie hanno raccolto in suo nome.  

La famiglia ha deciso di non assecondare assolutamente la trasformazione della causa in causa civile e con l’appoggio della Fiom è determinata ad andare fino in fondo per accertare le responsabilità della morte del loro congiunto. Gli avvocati della Fiom si sono impegnati a far riaprire la causa e procederanno in tal senso fino alla chiusura del processo.

Loris Scarpa, segretario della Fiom Cgil di Padova, ci tiene a sottolineare: “Il nostro è un gesto di solidarietà che purtroppo non restituisce Gezim all’affetto dei suoi cari, ma che vuole testimoniare l’impegno con cui tutti noi stiamo affrontando i problemi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro per non dimenticarne le conseguenze che portano morti, invalidi e malattie. La certezza è che porteremo avanti questa battaglia anche per le giovani figlie di Haka Gezim perché il futuro non è scritto, ma si costruisce tutti i giorni attraverso le nostre azioni!”

CSP SPA: ALTA ADESIONE ALLO SCIOPERO DI 8 ORE DEI LAVORATORI DEL TRIVENETO

Oggi si è tenuto lo sciopero di 8 ore con presidio dei dipendenti del Triveneto della CSP spa, un’azienda di consulenza e servizi informatici fondata alla fine degli anni ’70, che attualmente occupa circa 600 lavoratori sul territorio nazionale. La sede di Mestre, presso il Vega, è quella del Triveneto, ma l’azienda è dislocata in tutta Italia: Torino, Milano, Terni, Cosenza, Pescara, Roma e Arezzo sono le altre sedi operative, mentre sede legale aziendale è a Napoli da fine 2017.

La sede di Mestre, ove la rappresentanza sindacale è costituita dalla sola Fiom Cgil, è stata trasferita da Padova da qualche mese. Occupa circa 80 lavoratori, quasi tutti allocati presso clienti distribuiti per tutto il Triveneto, in buon numero presso banche e assicurazioni.

CSP ha in corso una cassa integrazione straordinaria di 12 mesi per riorganizzazione, iniziata il 7 agosto 2017, che è stata richiesta per circa 130 dipendenti. Tale riorganizzazione si fonda su un ambizioso progetto di riposizionamento dell’azienda sul mercato, del quale l’azienda ne prevedeva il teorico completamento per la fine della cassa integrazione. Dopo mesi di vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune aziende legate alla CSP, a giugno sono stati emessi provvedimenti di custodia cautelare nei confronti degli amministratori dell’azienda, fra i quali la presidente Claudia Pasqui, per frode fiscale e false fatturazioni con sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro.

Il sequestro dei conti ha determinato il blocco dei pagamenti anche degli stipendi di tutti i dipendenti. Anche se dopo alcuni incontri lo stipendio di giugno è stato pagato al 30%  e ieri l’azienda ha annunciato il pagamento di un altro 30%, non c’è nessuna certezza dei tempi di recupero della normalità dei pagamenti. Così i lavoratori potrebbero in breve tempo non avere di che sostenersi, e, come se non bastasse, essendo quasi tutti trasfertisti, non potrebbero nemmeno anticipare le spese che dovrebbero sostenere per recarsi al lavoro. Per questo la Fiom ha chiesto alle Istituzioni Regionali coinvolte e al Ministero dello Sviluppo Economico un incontro urgente per definire un piano di risoluzione della questione. 

A chiusura del presidio di oggi Fabio Pozzerle della Fiom di Padova ha dichiarato: “Ribadiamo l’urgenza di un incontro al MISE prima della pausa estiva per riuscire a trovare una soluzione per gli oltre 600 dipendenti della CSP spa che non possono e non devono pagare per le colpe della proprietà soprattutto perché il lavoro non manca. L’azienda non può pensare ad una gestione unilaterale della questione, visto il contesto che si è definito, è necessario avviare un tavolo che veda la presenza anche di una figura terza che sia istituzionale e che possa garantire insieme alle OO.SS. la corretta gestione della situazione aziendale, come se ci si ritrovasse in una condizione di amministrazione straordinaria. In ogni caso la priorità assoluta dev’essere il pagamento degli stipendi dei lavoratori.”

Fiom-Cgil Padova/Ufficio Stampa

Padova,  26 luglio 2018

GIOVEDÌ 26 LUGLIO 2018 SCIOPERO DEI LAVORATORI DELLA CSP SPA DEL TRIVENETO

Le vicende giudiziarie che negli ultimi mesi hanno colpito la galassia delle aziende legate a Csp S.p.a., non potevano rimanere prive di conseguenze. Gli effetti della doppia ondata di custodie cautelatari che hanno coinvolto ad aprile il Consorzio Informatico Canavese e in giugno i vertici della stessa Csp S.p.a., si sono scaricati sugli oltre 600 lavoratori coinvolti su tutto il territorio nazionale. Lo stipendio di giugno è stato pagato solo al 30% (oggi l’azienda ha annunciato il pagamento di un altro 30%) e non c’è nessuna certezza dei tempi di recupero della normalità dei pagamenti. Così i lavoratori potrebbero in breve tempo non avere di che sostenersi, e, come se non bastasse, essendo quasi tutti trasfertisti, non potrebbero nemmeno anticipare le spese che dovrebbero sostenere per recarsi al lavoro.

La Fiom ha chiesto alle Istituzioni Regionali coinvolte e al Ministero dello Sviluppo Economico un incontro urgente per definire un piano di risoluzione della questione. 

Per sollecitare le risposte da parte degli enti preposti sono state proclamate 8 ORE DI SCIOPERO che si terranno giovedì 26 luglio 2018 nel quale saranno coinvolti tutti i lavoratori Csp S.p.a. del Triveneto, inoltre si terrà un presidio dalle 9 alle 13 davanti la sede aziendale presso il Centro Vega in Via delle Industrie a Venezia.

Ieri vi è stato un maldestro tentativo di CSP S.p.a di recuperare una situazione, che l’azienda credeva di aver messo sotto controllo, senza considerare che la mancanza di stipendio non può essere giustificata in alcun modo.

All’imperdonabile assenza della massima dirigenza aziendale al tavolo tenutosi presso Unindustria a Roma lo scorso 11 luglio, ieri l’azienda ha provato a mettere rimedio incontrando le sole RSU, provando a farle desistere dal proclamare lo sciopero e tentando di separarle dalle Organizzazioni Sindacali. 

Su questo accadimento Fabio Pozzerle della Fiom di Padova ha dichiarato: “Si è trattato di una mossa improvvida, che ha escluso appunto le Organizzazioni Sindacali anche Nazionali da un incontro; sbagliata nei modi e nei tempi, che lancia un messaggio di riluttanza dell’azienda nei confronti dei tavoli che contano, essendole ben nota la richiesta d’incontro per parte sindacale, pendente presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ciò significa che le ragioni dello sciopero sono valide più di prima e che gli scioperi, per l’appunto, servono. Noi resteremo al fianco dei lavoratori fino a che non saranno rispettati i loro diritti e garantita la continuità lavorativa.”

Fiom-Cgil Padova/Ufficio Stampa

Padova,  25 luglio 2018

UNICKA: indetto sciopero contro decisione aziendale di sospendere l’attuazione delle nuove misure di sicurezza

Nonostante gli impegni presi con i lavoratori, la dirigenza della Unicka srl ha deciso unilateralmente di sospendere i provvedimenti in materia di sicurezza sul lavoro, in particolare l’istallazione delle barriere di protezione sulle presse. 

Durante l’assemblea di lunedì 19 novembre i lavoratori hanno deciso di indire uno sciopero per la giornata del 23 novembre 2018.

Ricordiamo che il 31 luglio 2017 alla Unicka srl di San Giorgio delle Pertiche ha perso la vita, proprio in un incidente durante il lavoro con una pressa senza protezione l’operaio Gezim Haka. 

Dopo la morte di Gezim Haka la Fiom e la Rsu hanno da subito preteso che l’azienda si impegnasse a mettere in sicurezza i lavoratori, individuando soluzioni sia per le presse che in altre postazioni di lavoro a rischio. L’azienda inizialmente si era resa disponibile e si era impegnata su questo fronte, tanto vero che su ogni pressa sono stati inseriti schermi protettivi alle pulsantiere dedicate all’avviamento manuale e si era impegnata a installare le barriere su tutte le presse. Dopo l’archiviazione della causa per la morte di Gezim Haka, l’azienda ha cambiato idea sulle misure intraprese. 

“Quando ci siamo resi conto che le procedure di sicurezza non venivano attuate dall’azienda abbiamo sollevato il problema e ci è stato risposto che non era più necessario alcun altro intervento oltre agli schermi protettivi sule pulsantiere e a sole due barriere di cui una installate sulla pressa dove lavorava Gezim Haka, dopo il suo incidente mortale” ci dice Anna Zanoni della segreteria della Fiom di Padova “Noi siamo fortemente preoccupati per la situazione che si è venuta a determinare, tanto che, con i lavoratori in assemblea, abbiamo deciso di dichiarare uno sciopero. Domani i lavoratori incroceranno le braccia e questo è solo il primo passo di uno stato di agitazione che non abbiamo intenzione di concludere, prima di arrivare ad una risoluzione della questione: l’azienda non può tirarsi indietro e deve concludere le procedure per mettere in sicurezza i lavoratori.”

Inoltre, nei giorni scorsi si è avuto notizia di una difficoltà finanziaria della Maschio-Gaspardo, e considerato che questa azienda è parte della srl di Unicka, la Fiom e la Rsu sono ulteriormente preoccupate che ciò possa aggravare ulteriormente la già presente difficoltà finanziaria della stessa Unicka srl. La Fiom di Padova chiederà a breve un incontro con la dirigenza dell’Unicka srl per avere chiarimenti sulla situazione economica dell’azienda e avere un quadro delle eventuali ricadute sulle attività produttive e sulle prospettive future dell’azienda anche dal punto di vista occupazionale.

 

 

Fiom-Cgil Padova/Ufficio Stampa

 

Padova, 22 novembre 2018