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Grafica Veneta: convocata conferenza stampa per il 24 novembre

È CONVOCATA PER DOMANI 24 NOVEMBRE 2021 ALLE ORE 12.45

IN SALA MACCATO presso la SEDE della CGIL IN VIA LONGHIN 117 A PADOVA

LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DE

“IL CASO GRAFICA VENETA – CAPORALATO E SFRUTTAMENTO A NORDEST”

Una serata di sensibilizzazione e solidarietà per i lavoratori sfruttati da Grafica Veneta che si terrà venerdì 26 novembre 2021 alle ore 21 al Piccolo Teatro Don Bosco, in via Asolo 2 a Padova, organizzata da Adl Cobas e Fiom Cgil Padova. L’evento si iscrive nell’elenco di iniziative che le due sigle sindacali stanno organizzando per riportare al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni questa vicenda che non può e non deve passare sotto silenzio e che potrà concludersi sono quando le persone coinvolte riceveranno giustizia e dignità.

Rilancio occupazione in Provincia di Padova. Cgil: “Non è tutto oro quello che luccica”

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Gazzettino di Padova
  • video link: Visita il sito

Articolo stamane del Gazzettino di Padova che riporta i dati di Veneto Lavoro, l'agenzia regionale che si occupa di monitorare l'andamento dell'occupazione, in Regione e, in particolare, nella Provincia di Padova. Dati che registrano, nel mese di ottobre, il solo dato positivo confortante di tutte le province venete. Con 787 occupati in più infatti è l'unico territorio a non subire pesanti perdite, come ad esempio Venezia e Verona dove il comparto turistico paga pesantemente la crisi pandemica.

Sul tema, interpellato, interviene Aldo Marturano, segretario della Cigl, che conferma la ripartenza, ma avverte: “Non è tutto oro quello che luccica” e precisa: “Veneto Lavoro non lo distingue per singolo territorio ma basta guardare al dato generale per farsi un'idea che questo movimento positivo è in verità legato al 90 per cento a contratti a tempo determinato. Guardiamo al saldo nei primi 10 mesi in Veneto: 52.990 assunzioni. Quante sono quelle a tempo indeterminato? 3.378. La ripresa si lega a lavoro precario con contratti non dico di sei mesi, a volte di pochi giorni, insomma legata al momento. È un dato che riflette quello nazionale dove le attività sono in aumento ma la stabilità del lavoro tutt'altro. Certo il manufatturiero è ripartito, aumenteremo il Pil del 6 per cento ma il lavoro sarà sempre usa e getta. Conforta il dato dei licenziamenti, quello sì dimostra che il sistema ha tenuto. Ma il dato della disoccupazione non è quello probante. Perché riguarda chi ha perso il lavoro e lo sta cercando. In verità esiste una massa di inattivi molto più ampia”.

È stato anche per questo che la Cgil di Padova ha partecipato in massa alla manifestazione che si è tenuta sabato scorso a Mestre e che dal monumento al marinaio in Via Pepe ha attraversato la città raggiungendo Piazza Ferretto dove ci sono stati gli interventi di delegate e delegati di Cgil Cisl e Uil, dei segretari generali regionali Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Roberto Toigo e la chiusura di Luigi Sbarra, Segretario Generale della Cisl. Una manifestazione che ha visto una partecipazione molto numerosa e che ha riempito la piazza. Un segnale molto chiaro che il Governo farebbe bene a non sottovalutare. Nel filmato, qui in basso, l’intervento del Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano il giorno della manifestazione.

In Allegato l'articolo de Il Gazzettino

Manifestazione Unitaria Regionale a Mestre: almeno 2000 le partecipazioni padovane

Cgil Cisl e Uil: “La manovra del Governo non da risposte al problema del precariato e lavoro povero: 8 milioni di persone, prevalentemente donne e giovani, in Italia, quasi 150 mila persone, in provincia di Padova. Un esercito di persone, se non si interverrà, costrette ad un presente pieno di difficoltà e destinate ad un futuro molto incerto con pensioni assolutamente inadeguate”

Al rilancio economico corrisponde un aumento del lavoro precario: nei primi 10 mesi del 2021, in provincia di Padova, il saldo tra cessazioni e assunzioni, è stato di circa 700 posti di lavoro a tempo indeterminato e di circa 10400 a tempo determinato. Significa che ad ogni posto a tempo indeterminato, ne corrispondono circa 15 a tempo determinato”.

Saranno almeno 2000 le padovane e padovani che sabato 20 novembre parteciperanno alla Manifestazione Unitaria Regionale a Mestre, indetta nel percorso di mobilitazione con cui Cgil Cisl e Uil intendono porre al Governo il problema dell'inadeguatezza delle misure previste nella Legge Finanziaria che intende varare.

“Una partecipazione importante – dicono Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil di Padova, Samuel Scavazzin, Segretario Generale della Cisl di Padova e Rovigo e Massimo Zanetti, Coordinatore Provinciale Uil Padova – con almeno 2000 padovane e padovani che raggiungeranno Mestre, tramite gli autobus messi a disposizione dall’organizzazione ma soprattutto, vista la vicinanza, con i propri mezzi. È la prova che i problemi posti sul tavolo dai sindacati confederali sono molto sentiti anche nel nostro territorio. Riteniamo, dunque, positiva l'apertura al confronto, in tema di previdenza e fisco, manifestata recentemente dal Governo. Si tratta di una novità, visto che finora su questi temi ci eravamo sempre trovati di fronte alle sue scelte, senza mai essere stati prima coinvolti. Grazie alla nostra mobilitazione, finalmente il Governo ha deciso di aprire un tavolo di discussione”.

“I dati – proseguono i rappresentanti sindacali provinciali – ci dicono che in Italia ci sono oltre 8 milioni di persone, prevalentemente donne e giovani, che si trovano in una situazione di lavoro disagiato, cioè precari, part time volontari e disoccupati. E non contiamo gli inattivi che un lavoro hanno smesso di cercarlo. Grosso modo, in provincia di Padova, sono circa 146 000 persone, soprattutto donne e giovani, con stipendi assolutamente inadeguati, discontinui e a tempo determinato. Gente che pur lavorando è povera e non può minimamente programmare il proprio futuro a cui, probabilmente, pensa con angoscia visto la pensione che si vedrà destinata. Si tratta dell'altro grave problema che aleggia su di loro e a cui bisognerà dare una risposta strutturale. Un disagio, quello del lavoro precario, che ormai si è incancrenito e che neanche l'attuale ripresa economica sta risolvendo, anzi. I dati di Veneto Lavoro, relativi ai primi 10 mesi del 2021, ci dicono che il saldo tra le cessazioni e le nuove assunzioni, in Provincia di Padova è stato di circa 680 posti di lavoro a tempo indeterminato e di circa 10400 a tempo determinato. Significa che i posti a tempo determinato sono più di 15 volte di quelli a tempo indeterminato. Una crisi che, anche nel nostro territorio, colpisce soprattutto le donne: più di 125 mila quelle che nella nostra provincia non lavorano, cresciute tra il 2019 e 2020 del 10%”.

“Ma accanto ai pensionati futuri – concludono Aldo Marturano, Samuel Scavazzin e Massimo Zanetti – ci sono anche quelli che, dopo una vita di lavoro, in pensione ci vorrebbero andare adesso ma che per effetto della Legge Fornero non possono farlo. Legge Fornero che, ricordiamo, al momento della sua entrata in vigore costò 80 miliardi interamente gravati sulle spalle di lavoratori e pensionati. L’introduzione di quota 100 ha permesso, nel 2020, nella provincia di Padova, a circa 2600 persone di andare in pensione, con l'entrata in vigore di quota 102, le persone coinvolte non sarebbero neanche 600. È evidente che quindi è una misura assolutamente ininfluente, destinata a pochi soggetti. Ma soprattutto non affronta minimamente il problema dei lavori gravosi, tema assolutamente ignorato dal Governo che invece dovrà finalmente venir affrontato. Su questo tema la nostra posizione rimane la stessa: ok alla flessibilità, ma si deve poter andare in pensione a 62 anni o con 41 anni di contributi alle spalle. Il minimo dopo una vita di lavoro, attività eccessivamente tassata nel nostro Paese: infatti altra richiesta che facciamo al Governo è di alleggerire la tassazione su salari e pensioni aumentandola sulle rendite e speculazioni finanziarie: indispensabile indirizzare tutti gli 8 miliardi stanziati per la riduzione della pressione fiscale in questa direzione, Accanto al contrasto al lavoro nero, all'evasione ed elusione fiscale e allo stop degli improduttivi incentivi a pioggia alle imprese, una misura per cui ci battiamo e un altro motivo per cui come Cgil Cisl e Uil, sabato 20 novembre, saremo a Mestre”.

 
 
 
 
 

Controllo Spisal e sequestro macchinari all'azienda O Bag di Campodarsego. Cgil: "Diventi occasione di riflessione"

Filctem Cgil e Cgil Padova: “Il controllo e il sequestro di macchinari avvenuto alla O Bag di Campodarsego ci impone una riflessione sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di come ad esse sia strettamente connessa la frequenza dei controlli preventivi”

“Nel 2019, più di un terzo delle aziende controllate dallo Spisal presentavano delle irregolarità. E con la pandemia, nel 2020, le cose non sono certo migliorate anche per la mancata assunzione di un numero sufficiente di Ispettori, promessa mai mantenuta dalla Regione”.

I recenti fatti relativi alla O Bag – l'azienda di Campodarsego cui ieri, durante un controllo dello Spisal, sono state riscontrate delle irregolarità – riporta in auge il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Stando a quanto riporta la stampa, sono state sequestrate tre macchine per lo stampaggio, in quanto trovate prive dei dispositivi di sicurezza per la protezione degli arti superiori, e un forno ad aria calda posizionato vicino a del materiale infiammabile. Inoltre, sembra che i locali aziendali, fossero sprovvisti di impianti di aspirazione, necessari per l'eliminazione dei fumi da stampaggio a caldo.

“Come siamo soliti premettere – dicono Alberto Sanna della Filctem Cgil e Dario Verdicchio, componente della Segreteria Confederale della Camera del Lavoro padovana – quando si verificano situazioni simili, non possiamo che restare in attesa dell'esito delle indagini, prima di pronunciarci sul singolo caso. Quanto avvenuto, però, non può non indurci dal fare delle riflessioni sul tema della sicurezza e dei controlli e a come alla frequenza ed efficacia di questi sia strettamente connesso il numero di malattie professionali e incidenti, spesso mortali, nei luoghi di lavoro”.

“Sicuramente – proseguono i due sindacalisti della Cgil padovana – restiamo convinti che sulla sicurezza e salute dei lavoratori, sia il mondo imprenditoriale che politico, dovrebbero agire in modo più incisivo di quanto fatto fino ad ora e purtroppo le ultime dichiarazioni sul tema dei controlli fatte dal Ministro Brunetta sembrano andare in tutt'altra direzione e non ci rendono certo ottimisti. Parole, le sue, che fanno a pugni con la realtà dei numeri sull’utilità dei controlli sulle imprese. Solo per fare un esempio: nel 2019, oltre un terzo delle aziende ispezionate dallo Spisal, sono state sanzionate. Il 26,3% in edilizia, il 36,2% in agricoltura e ben il 51,6% negli altri settori, vuol dire soprattutto quello manifatturiero e commerciale. In media significa, il 33,8%. Altro che inutilità dei controlli!”

“E si tratta di dati del 2019 – rincarano Sanna e Verdicchio – ossia, prima della pandemia che da quando è esplosa ha impegnato il già scarso organico dello Spisal nell’attività di tracciamento del contagio da Covid19. Non ci stancheremo mai di ricordare che nel Piano strategico per la sicurezza nei luoghi di lavoro sottoscritto da Zaia e Regione Veneto nel 2018, era stata prevista l’assunzione di nuovi ispettori che, in effetti, sono stati poi assunti ma in numero assolutamente insufficiente, riuscendo a malapena a sostituire quelli usciti per effetto del turn over con il risultato di disattendere, nei fatti, lo stesso Piano strategico”.

“La verità – concludono Alberto Sanna e Dario Verdicchio – è che le aziende per restare competitive sul mercato sono disposte a tagliare tutti quei costi non direttamente legati ad un profitto, e tra questi c'è senza dubbio la sicurezza. Pensare che un fantomatico mercato sia in grado di autoregolarsi su questo terreno in nome di un patto etico tra imprese significa non capire in che mondo viviamo e, conseguentemente, spiega perché il numero di malattie professionali, infortuni e morti sul lavoro non accenni a diminuire. Da parte nostra, non possiamo che rimarcare il nostro impegno a denunciare qualsiasi irregolarità nei luoghi di lavoro, convinti debba essere un dovere morale di tutti, non solo nostro, se si vuole porre una fine alla tragedia quotidiana delle morti sul lavoro”.

Grafica Veneta: insieme a Trebaseleghe per combattere per il lavoro e la dignità

Questa mattina si è tenuta a Trebaseleghe la manifestazione indetta da Fiom Padova e Adl Cobas per rivendicare giustizia e dignità per i lavoratori sfruttati da Grafica Veneta attraverso la BM services e per riportare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su questa vertenza che tutto è fuorché chiusa. Questo nonostante troppi vorrebbero che l’esposizione mediatica di questa stortura, che riguarda il nostro territorio, cessi il prima possibile. Ma non è possibile che passi sotto silenzio quello che è successo nel padovano e che, molto probabilmente, accade ancora in tante aziende e realtà in tutto il Paese. Il caporalato è un’evidenza ed è legata anche alla mancanza di tutele per lavoratrici e lavoratori, in particolare di coloro che sono migranti, ed è presente, ancora oggi, in tutti i settori. Non è più possibile girarsi dall’altra parte quando storie come queste vengono scoperte, quando lavoratori come quelli della BM services trovano il coraggio di denunciare e la forza di ribellarsi e di esporsi come hanno fatto questi lavoratori che oggi sono scesi in strada assieme a compagni e compagne provenienti da tutto il territorio.

Alla manifestazione, seguita dal corteo che è partito dalla rotonda davanti allo stabilimento di Grafica Veneta e ha raggiunto il municipio, hanno preso parte oltre 250 persone fra delegate e delegati, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici di diversi settori arrivati in alta padovana per sostenere questi lavoratori, la loro lotta e la necessità di avere risposte e soluzioni.

La sentenza di patteggiamento, ricordiamo, è stata un'ammissione di colpa dei dirigenti di Grafica Veneta e rappresenta un motivo in più per continuare la lotta, a differenza di quello che crede Franceschi, proprietario e presidente di Grafica Veneta. Scendere in piazza per far sentire questa verità, soprattutto dopo le dichiarazioni razziste e sprezzanti esposte alla stampa dal presidente di Grafica Veneta, è un dovere ed è necessario perché si torni a parlare dei diritti di questi lavoratori, della loro sistemazione lavorativa, abitativa e dei risarcimenti che devono essere loro corrisposti. Non è possibile che il patteggiamento abbia bloccato ogni trattativa e che le istituzioni siano sparite nel nulla.

Con la giornata di oggi, come preannunciato, si è dato l’avvio ad una nuova serie di iniziative che coinvolgeranno il territorio in varie modalità, fino a che non verrà fatta vera giustizia per questi lavoratori. Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 26 novembre a Padova al teatro don Bosco, dove saranno coinvolti autori ed intellettuali che dall’inizio della vertenza hanno deciso di esporsi al fianco di questi lavoratori.

Grafica Veneta: insieme a Trebaseleghe per combattere per il lavoro e la dignità

Questa mattina si è tenuta a Trebaseleghe la manifestazione indetta da Fiom Padova e Adl Cobas per rivendicare giustizia e dignità per i lavoratori sfruttati da Grafica Veneta attraverso la BM services e per riportare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su questa vertenza che tutto è fuorché chiusa. Questo nonostante troppi vorrebbero che l’esposizione mediatica di questa stortura, che riguarda il nostro territorio, cessi il prima possibile. Ma non è possibile che passi sotto silenzio quello che è successo nel padovano e che, molto probabilmente, accade ancora in tante aziende e realtà in tutto il Paese. Il caporalato è un’evidenza ed è legata anche alla mancanza di tutele per lavoratrici e lavoratori, in particolare di coloro che sono migranti, ed è presente, ancora oggi, in tutti i settori. Non è più possibile girarsi dall’altra parte quando storie come queste vengono scoperte, quando lavoratori come quelli della BM services trovano il coraggio di denunciare e la forza di ribellarsi e di esporsi come hanno fatto questi lavoratori che oggi sono scesi in strada assieme a compagni e compagne provenienti da tutto il territorio.

Alla manifestazione, seguita dal corteo che è partito dalla rotonda davanti allo stabilimento di Grafica Veneta e ha raggiunto il municipio, hanno preso parte oltre 250 persone fra delegate e delegati, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici di diversi settori arrivati in alta padovana per sostenere questi lavoratori, la loro lotta e la necessità di avere risposte e soluzioni. 

La sentenza di patteggiamento, ricordiamo, è stata un'ammissione di colpa dei dirigenti di Grafica Veneta e rappresenta un motivo in più per continuare la lotta, a differenza di quello che crede Franceschi, proprietario e presidente di Grafica Veneta. Scendere in piazza per far sentire questa verità, soprattutto dopo le dichiarazioni razziste e sprezzanti esposte alla stampa dal presidente di Grafica Veneta, è un dovere ed è necessario perché si torni a parlare dei diritti di questi lavoratori, della loro sistemazione lavorativa, abitativa e dei risarcimenti che devono essere loro corrisposti. Non è possibile che il patteggiamento abbia bloccato ogni trattativa e che le istituzioni siano sparite nel nulla. 

Con la giornata di oggi, come preannunciato, si è dato l’avvio ad una nuova serie di iniziative che coinvolgeranno il territorio in varie modalità, fino a che non verrà fatta vera giustizia per questi lavoratori. Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 26 novembre a Padova al teatro don Bosco, dove saranno coinvolti autori ed intellettuali che dall’inizio della vertenza hanno deciso di esporsi al fianco di questi lavoratori. 

Blowtherm: Rsu, la maggioranza dei voti per la Fiom

La scorsa settimana si sono tenute alla Blowtherm di Camposampiero e di Padova le elezioni per il rinnovo della RSU e del RLS. Per la seconda volta consecutiva la Fiom conquista due Rsu e anche l’RLS superando la Fim e diventando così il primo sindacato per numero di voti.

La Fiom di Padova si congratula con i delegati per il lavoro svolto che li ha portati ad vedere confermata da parte dei lavoratori e delle lavoratrici la fiducia nella nostra organizzazione sindacale ed augura agli eletti buon lavoro per il loro compito che vedrà la Fiom di Padova sempre presente al loro fianco.

LEGGE DI BILANCIO: SABATO 20 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE REGIONALE A MESTRE

Cambiare la legge di bilancio e le politiche economiche e sociali del governo. È questo l’obiettivo che si prefigge la manifestazione unitaria – che si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti contagio Covid19 – indetta dalle confederazioni regionali di Cgil Cisl e Uil per sabato 20 novembre 2021 a Mestre, in Piazza Ferretto, alle 10.30 con corteo che partirà un’ora prima (il concentramento è previsto alle 9.30) dal Monumento al Marinai in via Pepe.

Lavoro, Sviluppo, Giustizia Sociale per le donne, i giovani, per tutto il mondo del lavoro, per le pensionate e i pensionati: è questo che chiederanno negli interventi conclusivi i Segretari Regionali Roberto Toigo della Uil, Christian Ferrari della Cgil e Gianfranco Refosco della Cisl.

Alleghiamo il volantino della manifestazione con tutte le misure su cui i sindacati chiedono al Governo di intervenire al fine di rendere più incisiva ed equa la legge di bilancio in discussione in questi giorni. Sono elencati i temi, in particolare, su cui, secondo Cgil Cisl e Uil, è necessario agire: pensioni, occupazione femminile e giovanile, salute e sicurezza, fisco, licenziamenti e delocalizzazioni, ammortizzatori sociali, PNRR, Sanità, non autosufficienza, scuola e rinnovi contrattuali.

Il video con gli interventi di Anna, Giorgia e Alessandro che spiegano perché parteciperanno alla manifestazione