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Affossamento al Senato del DDL Zan. La solidarietà della Cgil al deputato padovano

Cgil di Padova: “L'altro ieri è stata scritta una pessima pagina della storia parlamentare di questo Paese. Esprimiamo amarezza per questo stop nel percorso dei diritti umani e solidarietà umana e politica all’On Alessandro Zan: lo esortiamo a continuare questa battaglia di civiltà. La Cgil e il Paese reale stanno con lui”

“Quella di mercoledì 27 ottobre è stata indubbiamente una pessima pagina nella storia parlamentare di questo Paese – dice Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil di Padova – e lo stop al percorso per una legge contro i crimini d'odio, cui la stessa Unione Europea ci aveva sollecitato, rappresenta indubbiamente un brutto colpo per chi crede e si batte per i valori dell'uguaglianza, della solidarietà e democrazia incarnati anche dalla nostra Carta Costituzionale. In questo senso, le urla di giubilo e i cori da stadio ai quali abbiamo assistito e a cui si sono lasciati andare diversi senatori, sono stati uno spettacolo indecoroso e indegno”.

“Accanto a questo – prosegue il Segretario della Cgil Padovana – desideriamo esprimere la nostra solidarietà sia umana che politica all’On Alessandro Zan, il cui nome identifica il DDL fermato dal voto segreto in Senato. Non possiamo dimenticare la sua vicinanza alla nostra organizzazione, dimostrata, recentemente, in due occasioni: la prima, nella vicenda di caporalato che ha coinvolto Grafica Veneta dove, nella vertenza che ci vede coinvolti a tutela dei lavoratori pachistani, è stato tra i primi a prendere una netta posizione a loro difesa e di condanna dell'azienda, arrivando coerentemente e conseguentemente, a ritardare l'uscita del suo libro per la decisione di farlo stampare altrove. La seconda, in occasione degli attacchi subiti dalla Cgil e culminati con la devastazione della nostra Sede Nazionale a Roma, cui il giorno dopo abbiamo reagito tenendo aperte tutte le nostre sedi, a partire da quella centrale in via Longhin, dove abbiamo ricevuto la sua visita in segno di vicinanza e solidarietà. Sono vicende che non dimentichiamo e di cui gli siamo riconoscenti”.

“Ora è il nostro momento di esprimere a lui la nostra solidarietà – conclude Marturano – sia umana, sia politica. Una solidarietà che si estende a quella parte del Paese, riteniamo maggioranza, che su questi temi, ha una posizione decisamente meno retrograda da quella emersa a Palazzo Madama. La strada dei diritti umani, contro l’omofobia e transfobia è lunga ma non si è interrotta. La storia non si può fermare”.

Ancora un grave infortunio sul lavoro in provincia di Padova

  • Allega:
  • Descrizione allegato: La pagina del Gazzettino

Stavolta, a finire in Codice Rosso all’ospedale di Padova – dove è ora ricoverato in gravi condizioni in prognosi riservata – è stato un operaio edile di 57 anni, residente a Selvazzano. Mentre stava lavorando all’interno di una villa in ristrutturazione in Via Giacomo Zanella, sempre a Selvazzano, pare sia caduto da una scala a pioli dall’altezza di qualche metro. Ancora da accertare l’esatta dinamica e le cause dell’incidente, su cui i tecnici dello Spisal hanno aperto un fascicolo.

Intervistato dal Gazzettino, interviene Dario Verdicchio della Segreteria Confederale della Cgil di Padova, con delega alla “Sicurezza nei luoghi di lavoro” che, dati alla mano, ha sottolineato la necessità di un'azione più incisiva, anche in termini di risorse, sulla formazione e sulla sicurezza: «Voglio ricordare che ogni infortunio ha una propria storia che va chiarita in tutti i suoi aspetti e il nostro pensiero va al lavoratore infortunato. Ma una considerazione generale la possiamo fare con i dati che ci mostrano come oggi stiamo viviamo un momento particolare, in cui episodi anche gravi di questo tipo si stanno ripetendo. Con i dati di agosto abbiamo registrato in provincia di Padova un aumento delle vittime sul lavoro del 120% passando, purtroppo, dalle 5 vittime dell'anno scorso alle 12 di quest'anno. Sempre i dati ci indicano un aumento degli infortuni sul lavoro a livello regionale del 17%, mentre gli incidenti mortali sono aumentati del 21,2%. Non va poi trascurato l'aumento del 30% delle malattie professionali».

«Stiamo attraversando un momento di recrudescenza dei rischi e dei pericoli – prosegue e conclude Dario Verdicchio – e se questo è il trend, ben venga il decreto del Governo, anche se si tratta di un timido segnale. Bisogna investire nei controlli e nella formazione perché evidentemente non basta. Purtroppo la formazione sulla sicurezza è concepita ancora come un atto burocratico e non produce consapevolezza, mentre i controlli nel settore dell'edilizia, costellato da imprese con una media di 2 addetti, mostra ancora molte difficoltà nel raggiungere tutti».

In allegato la pagina del gazzettino con la notizia e l'intervista a Dario Verdicchio

Scomparsa di Salvatore Livorno. Il ricordo di Aldo Marturano

Dichiarazione di Aldo Marturano, segretario generale Cgil Padova
"Ho conosciuto Salvatore Livorno in Funzione Pubblica. È stato componente della mia segreteria a partire dal 2008, anno in cui ne sono diventato segretario generale. Seguiva le lavoratrici e i lavorato dei ministeri, degli enti locali e dell'igiene ambientale. Si è sempre distinto per la grande abnegazione e generosità nello svolgere il suo ruolo di rappresentanza, seguendo con dedizione tutti i lavoratori, in particolare i più poveri, più fragili, più indifesi. Aveva un notevole spessore politico e intellettuale. Ha dato un contributo davvero significativo all'organizzazione. La sua storia sindacale, al di là delle diverse scelte compiute successivamente, ha incrociato per un lungo tratto la Cgil di Padova, che lo ricorda con stima e molto affetto. Abbracciamo i familiari e i suoi amici, ai quali siamo vicini in questo momento di grande dolore".

Morti sul lavoro. Aldo Marturano: “Lassismo e pochi controlli. Ora moltiplicare le ispezioni”

12 morti bianche nel padovano da inizio anno ad oggi, dicono le statistiche. Ma diventano 17 se contiamo anche le tragedie sul lavoro avvenute fuori dai confini provinciali che hanno coinvolto lavoratrici e lavoratori del padovano.

Significa più di un morto al mese. Un incremento del 120% rispetto al 2020.

Meritorio spazio al tema delle morti sul lavoro sul Mattino di Padova di oggi con un’Interessante intervista al Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano, che sollecitato dalle domande dell’ottimo Roberto Rafaschieri non può che iniziare dall’evidenza che, a maggior ragione dopo l’ultima scia di vittime, abbiamo davanti agli occhi: ad ogni ripresa economica corrisponde una ripresa degli infortuni, spesso mortali, nei luoghi di lavoro, fabbriche o cantieri che siano. «Le morti crescono nei territori più produttivi, e non è un caso che anche il Covid abbia colpito per prime le regioni del nord. In Veneto si fanno tante operazioni di facciata: servono azioni concrete»

Segretario, partiamo dai dati: qual è la situazione sul territorio?

«Preoccupante. A fronte di una riduzione dei decessi del 12% a livello nazionale, in Veneto le morti sul lavoro sono in crescita del 21,2%, confrontando i primi otto mesi del 2020 e del 2021. Da 52 a 63 decessi. Padova è la provincia in cui in percentuale le morti sono aumentate di più. Un aumento del 120%, da 5 a 12 morti».

L'aumento non potrebbe essere legato a un dato inferiore registrato nel 2020 a causa del calo della produzione?

«In realtà a Padova non abbiamo mai registrato così tanti morti sul lavoro. Abbiamo già superato il dato annuale massimo registrato, nel 2016, ovvero 11. E l'anno scorso i morti erano comunque tanti rispetto al calo della produzione che c'è stato. Questo significa che sono altri i fattori in gioco».

Quali?

«Carenze strutturali sulle ispezioni, sulla formazione e sul modo in cui questa formazione viene valutata. Ci sono pochi controlli, poco dialogo tra le figure legate alla prevenzione. Questa situazione si lega alla ripresa economica, soprattutto da noi. Dove le attività hanno ripreso a marciare in modo più consistente, i lavoratori sono più esposti. Perché bisogna correre».

Cosa si potrebbe fare?

«Serve una cultura della prevenzione: i lavoratori non devono essere abbandonati, non devono avere timore di denunciare situazioni di irregolarità. Per fare questo ci vuole dialogo: tra i lavoratori, e con gli ispettorati e lo Spisal, con cui i rappresentanti devono entrare in contatto più spesso».

E a livello normativo?

«Giovedì è entrato in vigore un decreto legge, il 146/2021, che secondo noi va nella giusta direzione. È prevista la sospensione dell'attività nel caso in cui risulti in nero il 10% del personale, e non più il 20. C'è poi la sospensione immediata in caso di grave violazione, mentre prima la sospensione scattava con la recidività. Saranno poi assunti mille nuovi ispettori, e si lavorerà sul mettere assieme le banche dati degli ispettorati e degli enti territoriali. Ci sono comunque dei punti deboli, per esempio è prevista la sospensione dell'attività in caso di manomissione di macchinari, ma non nel caso di mancanze importanti come le protezioni verso il vuoto».

In Veneto, invece, a che punto siamo?

«Sono in corso discussioni per la stipula di un nuovo piano strategico per la salute e la sicurezza. Ma fare nuove normative serve a poco se poi non ci si assicura che vengano applicate».

Ovvero?

«La Regione fa spesso operazioni di facciata, ma poi è poco concreta. Il piano strategico approvato nel 2018 non è mai stato approvato. A fatica sono stati assunti 30 ispettori Spisal, ma con i pensionamenti la carenza è rimasta uguale. Nel frattempo c'è stata la pandemia, e gli stessi ispettori hanno dovuto dirottare la loro attenzione. Se non potenzi il sistema che fai, ti affidi solo alla buona volontà degli imprenditori? In molti sanno che potrebbero ricevere un controllo in 20 anni, e se per un po' di incidenti non ce ne sono il rischio se lo prendono. Nello stesso piano si prevedevano più ispezioni, ma se non ci sono più ispettori è difficile. C'è poi il tema della formazione, che andrebbe verificata periodicamente. Tanto più che spesso, quando succedono gli incidenti, a essere colpevolizzati sono i lavoratori che non rispettano le norme. Ecco, già attuare le norme già in vigore, sarebbe importante».

INSIEME PER L'AFGHANISTAN: domenica tutti in Piazza

La Cgil di Padova aderisce al sit in e alla manifestazione di domenica 24 in Piazza delle Erbe a sostegno del popolo afghano

A poco più di due mesi dalla presa del potere da parte dei Talebani, domenica 24 ottobre, alle 15.00, Amnesty International Italia – insieme ad Amnesty Circoscrizione Veneto-Trentino Alto Adige, Emergency Padova, Cgil, Cisda, UAAR, UDU, Centro Veneto Progetti Donna e Rel.Azioni Positive – organizza un sit in e una manifestazione in P.zza delle Erbe a Padova per rinnovare la richiesta al Governo e alla comunità internazionale di non smettere di favorire la rapida evacuazione dall’Afghanistan di tutti coloro che rischiano ancora di essere presi di mira dai talebani, consentendo loro di trovare rifugio all'estero, anche sospendendo temporaneamente la richiesta di visti d'ingresso; di accogliere le afghane e gli afghani e assicurare loro la protezione, lasciando aperti i confini a coloro che cercano rifugio e aprire percorsi legali e sicuri per l'ingresso in Europa e garantire loro protezione internazionale, a prescindere da come siano arrivati fornendo loro tutta la documentazione necessaria per beneficiare a pieno dei diritti fondamentali; e infine, assistere gli stati confinanti con l'Afghanistan e gli altri stati della regione, aiutandoli a tenere aperti i confini e condividendo le responsabilità della protezione e dell'assistenza ai rifugiati.

Dice Palma Sergio della Segreteria Confederale della Cgil di Padova: “Abbiamo aderito convintamente a questa manifestazione e invitiamo i nostri iscritti a non far mancare la loro presenza perché riteniamo imprescindibile per ogni coscienza democratica non rimanere passivi davanti a quanto sta accadendo al popolo afghano ed in particolare alle donne afghane.
Non deve e non può cadere l'attenzione su questa tragedia, della cui responsabilità la civile Europa non è esente. Le notizie che ci arrivano dall'Afghanistan continuano ad essere sconvolgenti sotto tutti i punti di vista, compresi i respingimenti ai confini. A questo si aggiunga che con l'arrivo dell'inverno, si rendono ancora più necessario i corridoi umanitari. Bisogna agire concretamente fornendo tutto l'aiuto possibile, accogliendo chi scappa e vede in pericolo la propria vita e quella dei suoi cari. Domenica, quindi, tutti insieme per l’Afghanistan!"

Nel corso della manifestazione interverranno: Paolo Pignocchi, Responsabile Coordinamento Europa di Amnesty International Emergency Padova e Benedetta De Rosa – Amnesty International Padova. Gli interventi musicali saranno di Elisa Erin Bonomo e Chiara Patronella, Voci X La Libertà – Una Canzone x Amnesty.

Si allega locandina dell'iniziativa

Cancellati i trasferimenti dei drivers da Vigonza a Vicenza e Dese. Sconfitta l'arroganza di Amazon e Assoespressi

Mercoledì pomeriggio, Assoespressi ha comunicato alla Filt Cgil, alla Fit Cisl e alla Uiltrasporti del Veneto di aver definitivamente cancellato i trasferimenti dei drivers da Vigonza a Vicenza e Dese.  

Nei prossimi giorni i lavoratori riceveranno una lettera in cui verrà ufficializzata questa decisione, per cui a nessuno di loro potrà essere imposto uno spostamento contro la sua volontà.

Rimangono invece valide le richieste volontarie di trasferimento, che verranno gestite nel pieno rispetto del Contratto collettivo nazionale di lavoro.

"Sono servite - ricordano i sindacati - 96 ore di sciopero, presidi, tavoli istituzionali in Regione Veneto con l'assessore Donazzan - che ringraziamo per il ruolo positivo svolto - per far capire ad Amazon che non ci si comporta con arroganza, che in Veneto le regole vanno rispettate e che qualsiasi azione unilaterale dell'azienda verrà contrastata dai lavoratori e da chi li rappresenta".  

"I lavoratori veneti, e particolarmente i lavoratori padovani, hanno ottenuto - proseguono - un risultato straordinario, dimostrando forza e competenza. Sono un presidio fondamentale per i diritti e la dignità del lavoro". 

"Vinta una battaglia importante - concludono - dobbiamo prepararci a una strada lunga e ancora impervia. Una strada che proseguiremo chiedendo fin d'ora ad Amazon (che si è permessa di snobbare anche il tavolo convocato dalla Regione Veneto) di accettare il confronto e la discussione con il sindacato e le Istituzioni regionali e locali. Vogliamo un accordo complessivo che migliori le condizioni di lavoro in tutto il Veneto, che superi gli accordi territoriali, che garantisca pari diritti e dignità in ogni stabilimento già operativo e in quelli che apriranno. Lo chiediamo unitariamente come Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. E non ci fermeremo fino a quando non raggiungeremo questo traguardo". 

Conferimento della Cittadinanza onoraria di Anguillara Veneta al Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro. Cgil contraria

Cgil Padova: “Lascia senza parole la notizia del conferimento della cittadinanza onoraria di Anguillara Veneta al Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro nelle stesse ore in cui una commissione d'inchiesta del Congresso Brasiliano lo accusa di crimini contro l'umanità per la gestione della pandemia”

“Una decisione che non condividiamo sia nel merito che nei tempi in cui è stata proposta e su cui invitiamo a fare un passo indietro”



“Una notizia che lascia a bocca aperta”. Non nasconde la sorpresa Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil di Padova dopo aver appreso la notizia che il Comune di Anguillara Veneta, il prossimo 25 ottobre, sottoporrà ai voti del Consiglio Comunale la proposta di conferire la cittadinanza onoraria al Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro. Notizia che arriva contemporaneamente all'altra che sta facendo il giro del mondo, ossia la richiesta di incriminazione per crimini contro l'umanità (e per un'altra decina di reati) per lo stesso Bolsonaro, da parte di una Commissione d'inchiesta del Congresso brasiliano che ne ha chiesto la messa in stato d'accusa.

“Era arduo – dice Aldo Marturano – individuare un momento meno indicato per dare un’onorificenza così prestigiosa ad una figura che fin dal giorno della sua elezione non ha fatto altro che far parlare di sé per le sue dichiarazioni a favore della dittatura militare, per il disprezzo e le offese a donne e omosessuali, per il suo razzismo verso le popolazioni amazzoniche e il totale disinteresse alla preservazione delle immense risorse ambientali del suo Paese. Ma il peggio lo ha dato con lo scoppio della pandemia, distinguendosi tra i capi di stato mondiali per come l'ha gestita male, minimizzando il pericolo del virus (che in Brasile, più di altrove, ha fatto strage), promuovendo cure alternative prive di qualsiasi validità scientifica e ritardando l'avvio della campagna vaccinale. Insomma: fare peggio di lui, era oggettivamente difficile”.

“L’opinione pubblica mondiale – conclude Marturano – (e secondo i sondaggi degli ultimi mesi, anche quella brasiliana) ha una pessima considerazione di Bolsonaro e pensa che, con la pandemia, si sia dimostrato e continui a dimostrarsi un’autentica sciagura, per il suo popolo. Evidentemente, ed è paradossale, ad Anguillara la pensano diversamente dal resto del mondo. Invitiamo la Sindaca a riflettere su questa circostanza e a tornare indietro da questa pessima decisione”.

Sciopero ad oltranza alla Magicoral srl di Albignasego

Filt e Filctem Cgil Padova: “La Magicoral srl di Albignasego ha deciso di esternalizzare l'attività di due magazzini lasciando a casa 5 lavoratori e 4 lavoratrici. Ieri, dopo l'incontro con i vertici dell'azienda, ritenute irricevibili le proposte ricevute, i lavoratori hanno deciso per lo sciopero ad oltranza”

“Non si tratta di numeri, ma di persone. Ci batteremo con tutti i nostri mezzi per garantire loro tutte le tutele possibili e l'accesso agli ammortizzatori sociali”

La Magicoral srl di Albignasego è una piccola-media azienda (45 i dipendenti che vi lavorano) specializzata nella produzione di abbigliamento femminile di alta qualità che poi distribuisce in vari boutique sparse nella penisola. Ha la sede ad Albignasego, dove ha anche due magazzini: il primo, destinato alle materie prime su cui lavorano quattro dipendenti direttamente assunti, il secondo, destinato ai prodotti finiti, ossia un outlet (Malìparmi è il marchio), in cui sono impiegate quattro lavoratrici e un lavoratore che operano, in appalto, per conto di una ditta esterna che ha la sede in Toscana. La brutta notizia è che la Magicoral ha deciso di esternalizzare l'attività di questi due magazzini, il che ha la diretta conseguenza di lasciare a casa questi 9 lavoratori.

“Ieri sera – dicono Massimo Cognolatto della Filt Cgil Padova e Alberto Sanna della Filctem Cgil Padova – nel corso di un incontro con i vertici della Magicoral srl, siamo venuti a conoscenza della decisione da parte dell'azienda di esternalizzare l'attività di magazzino che impegna 4 dipendenti diretti e 5 indiretti. Naturalmente, abbiamo manifestato la nostra ferma contrarietà all'operazione e ricordato all'azienda le responsabilità sociali che hanno nei confronti dei lavoratori, fino a ieri componenti di una grande famiglia e oggi semplici numeri da scartare”.

“Quando abbiamo avvertito i lavoratori – proseguono Cognolatto e Sanna – della decisione dell’azienda e delle loro proposte, cioè la chiusura del rapporto di lavoro a fine anno con il versamento di tre mensilità, i lavoratori ci hanno manifestato la loro volontà categorica di rifiutare tali proposte e di partire con lo sciopero ad oltranza. Per parte nostra, non possiamo che comprendere il loro stato d'animo, considerato anche che alcuni di loro lavorano in questa azienda da più di 15 anni e si erano illusi di essersi guadagnati un po’ di considerazione umana. Adesso sono decisi a vendere cara la pelle”.

“Da parte nostra – dicono i due sindacalisti della Cgil di Padova – li appoggeremo in tutto e per tutto nella loro battaglia. Siamo consapevoli che un’azienda deve badare innanzitutto a far quadrare i propri conti ma non siamo disposti a veder calpestare la dignità delle persone. Chiediamo di provare a battere tutte le strade possibili per rendere il meno traumatico possibile questo passaggio a partire dall'utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali previsti per situazioni simili. Riteniamo che l'azienda debba provare a cercare di ricollocare qualcuno dei lavoratori e, attraverso degli accordi individuali, accompagnare nell’uscita coloro che cercheranno occupazione altrove, dando loro maggior tempo, magari prevedendo delle integrazioni alla Naspi. Per il momento l'azienda ci ha risposto picche e sembra decisa a non fare nessun passo indietro. Da parte nostra adotteremo ogni strategia sindacale e legale possibile per far cambiare loro idea”.

“Infine – chiudono Cognolatto e Sanna – questa è una brutta notizia per tutti i lavoratori della Magicoral srl: oggi si esternalizzano due magazzini e domani? Quali altre attività potranno subire la stessa sorte? Sono domande legittime e che tolgono la serenità ai lavoratori”.

Il servizio di Telenordest sulla vicenda