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Grafica Veneta: incontro tra Cgil, viceprefetto, vicequestore e avvocato.

Oggi 5 agosto 2021 si è tenuto in Prefettura a Padova l’incontro fra Aldo Marturano della Cgil, Giacomo Zanella della Slc Cgil e Loris Scarpa della Fiom Cgil territoriali di Padova, il vice prefetto vicario Luigi Vitetti, il vice questore vicario Domenico Farinacci e l’avvocato di Grafica Veneta Emanuele Spata.

Il vice questore ha voluto rassicurare le parti sul futuro dei lavoratori stranieri dal punto di vista della permanenza in regolarità sul territorio nazionale. Tutti i lavoratori stranieri coinvolti avranno un permesso di soggiorno o per motivi di lavoro o per l’apporto alla risoluzione giudiziaria delle indagini come persone informate sui fatti. 

È interesse del vice questore e del vice prefetto cercare di risolvere sia la situazione dei lavoratori e trovare una risoluzione anche per la fase emergenziale dell’azienda che è datrice di lavoro di molti lavoratori e lavoratrici della nostra provincia.

Le richieste della Cgil sono imprescindibili e saranno portate avanti fino alla fine: l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori coinvolti e il recupero del pregresso.

Il tavolo istituzionale richiesto dalla Cgil ha permesso l’apertura di questa contrattazione con l’azienda che si è presa l’impegno di provare a trovare una soluzione entro la prossima settimana.

“Siamo convinti che tutte le pressioni sia quelle del sindacato, dell’opinione pubblica, degli autori e scrittori che vengono stampati da Grafica Veneta responsabilizzano ancora di più l’azienda rispetto alla gravità di quello che è avvenuto.” Dichiarano congiuntamente Cgil, Slc, Fiom di Padova

Per l’azienda nella giornata di oggi non ci sono gli elementi per capire quali e quanti sono i lavoratori che effettivamente hanno lavorato per Grafica Veneta attraverso l’appalto con BM service, quindi non è possibile questa sera chiudere un accordo che riguardi l’assunzione a tempo indeterminato delle persone coinvolte, della loro qualificazione lavorativa e della gestione del pregresso. 

Venerdì 13 alle 10.30 si terrà il prossimo tavolo di accordo per trovare una risoluzione condivisa. 

 

 

 

Cgil Padova

Slc Cgil Padova

Fiom Cgil Padova

5 agosto 2021

Grafica Veneta: domani alle ore 18.30 incontro in Prefettura a Padova con Cgil, Fiom e Slc territoriali di Padova

Negli scorsi giorni Cgil, Fiom e Slc di Padova hanno mandato alla Prefettura di Padova una richiesta d’incontro per parlare del futuro dei lavoratori della BM Services sas, la ditta che lavorava in appalto per Grafica Veneta. La prefettura ha accordato un incontro per le 18.30 di giovedì 5 luglio 2021, incontro a cui prenderanno parte i segretari generali della Cgil, della Slc e della Fiom di Padova accompagnati dai lavoratori coinvolti. 

Dopo le denunce e le accuse a carico dei titolari della BM Services sas e degli amministratori di Grafica Veneta adesso occorre tutelare i lavoratori di questa ditta in appalto che rischiano di restare senza lavoro in una situazione di totale assenza di tutele e di dignità. 

La richiesta che sia la Fiom che la Cgil che Slc di Padova ritengono prioritaria in questo momento, nei confronti di Grafica Veneta, è che i lavoratori di BM Service vengano integrati all’interno dell’azienda, con contratti trasparenti e decorosi, in linea con il mercato e la contrattazione nazionale e di secondo livello, in modo da iniziare un risanamento necessario all’interno della filiera del libro. 

La Fiom è parte in causa di questo processo perché la BM Services sas applicava, per assurdo, il CCNL metalmeccanico. Infatti non di secondo rilievo è la denuncia ulteriore dell’uso, smodato e deregolamentato, del sistema degli appalti che, in ogni settore, è praticamente simbolo di sfruttamento e mancanza di tutele e di sicurezza.

Ricordiamo che nel corso dell’inchiesta sullo sfruttamento e violenze nei confronti di lavoratori stranieri, partita a maggio 2020, sono stati arrestate nove persone di origine pakistana (fra le quali i due cittadini italiani di origine pakistana proprietari di BM Services, azienda si occupava di fornire lavoratori per il confezionamento e il fissaggio di prodotti per l’editoria a varie aziende del Nord, tra cui Grafica Veneta) e messi agli arresti domiciliari due dirigenti di Grafica Veneta.

Cgil Padova

FIOM Cgil Padova

SLC Cgil Padova

4/08/2021

SUCCESSO NEL PADOVANO PER I 10 GIORNI DI MOBILITAZIONE CONTRO LO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI

FIOM FIM UILM di Padova hanno tenuto quasi un centinaio fra assemblee fuori dai cancelli, presidi e volantinaggi per dare la massima visibilità alla mobilitazione nazionale contro lo sblocco dei licenziamenti.

La mobilitazione dei metalmeccanici e delle metalmeccaniche veneti/e, che si concluderà oggi, ha avuto come capisaldi il no ai licenziamenti, la riforma degli ammortizzatori sociali, la difesa dell’occupazione, la risoluzione concreta e positiva delle crisi aziendali aperte, il vincolo degli investimenti del PNRR ad una occupazione stabile e ad un lavoro in salute e sicurezza e per impedire alle multinazionali e ai fondi di investimento di speculare e distruggere l’industria e il lavoro.

A partire dal 19 luglio 2021 nel padovano hanno scioperato i metalmeccanici e le metalmeccaniche di Elbi, Mini Gears, Nuova Lofra, Antonio Carraro, Carel Industries, Pavan, Almaviva, Maschio Gaspardo, Varem, Consorzio RFX, Komatsu, De Angeli prodotti, Arneg, Hiref, Dab, VDZ, Aluminium Die Casting, Guidolin, RiRi, Zilmet, All.co, Varisco, Malvestio, Parpas, Molex, Mita, Toffac, Parker, Carraro Drivetech, ZF.

Nella giornata di oggi (30 luglio 2021) hanno aderito all’ultima giornata di sciopero anche Hipe, Iamet, Ilve, Toffac, Tecnolaser, Ine, Pavan Gea, Parpas, Parker Hiross, Zilmet, Hidros, ZF.

Le organizzazioni sindacali territoriali sono pronte fin da ora a portare avanti ulteriori mobilitazioni a partire da settembre e, durante il mese di agosto, saranno in atto procedure di controllo delle attività delle parti datoriali in modo da monitorare e segnalare eventuali comunicazioni di licenziamenti di massa, come già avvenuto in alcune aziende metalmeccaniche in altre regioni italiane.

“Il Covid ha accelerato i processi di riorganizzazione e di accorciamento delle filiere produttive, nonché la scelta di multinazionali e altre aziende multilocalizzate di decidere come e dove produrre in funzione della strategicità dei territori. Per cui il non voler definire con i lavoratori e, dunque, con il sindacato da parte del governo e delle imprese un nuovo modello di sviluppo è il movente della nostra lotta che non avrà fine finché non conquisteremo il posto che ci spetta. Oggi il punto non è cercare la coesione sociale, ma è aprire un conflitto per ridare dignità e il giusto ruolo sociale a tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici.  Perciò queste non saranno né le prime né le ultime iniziative che intraprenderemo da qui ai prossimi mesi.” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova. 

“Nei lavoratori vi è la consapevolezza che lo sblocco dei licenziamenti, senza aver riformato gli ammortizzatori sociali e soprattutto non aver una riforma nei percorsi di ricollocamento, vi è il rischio di diventare disoccupati per lungo tempo. Ad oggi nel nostro territorio stiamo vivendo carichi di lavoro alto ma nei lavoratori è ancora viva la solidarietà a sostegno dei nostri colleghi che vivono vertenze di chiusure di multinazionali che vogliono delocalizzare solo per aumentare il loro profitto.” ha dichiarato Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl di Padova e Rovigo.

“Purtroppo il mondo della finanza sta comprando il nostro futuro, se non si arriva ad un vero piano industriale concordato fra Confindustria, governo e sindacati le vicende di questi giorni saranno sempre più frequenti.” ha dichiarato Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova.

 

Fim Fiom Uilm Padova

30/07/2021

 

NELLE AZIENDE METALMECCANICHE DELLA PROVINCIA DI PADOVA SI STANNO TENENDO 2 ORE DI SCIOPERO CON ASSEMBLEE

Fim Fiom Uilm di Padova sono state sempre in prima fila per difendere il blocco dei licenziamenti conquistato dai lavoratori durante la pandemia e da lunedì 19 sono partite le mobilitazioni in tutti i luoghi di lavoro del comparto metalmeccanico nel padovano per rivendicare il diritto al lavoro e per il rispetto delle intese. I lavoratori devono essere i protagonisti dello sviluppo del Paese, non oggetti in mano alle decisioni di governi senza identità e di multinazionali e imprese che per il profitto sono disposte a tutto. 

Si sciopera per dire no ai licenziamenti, per riformare gli ammortizzatori sociali e difendere l’occupazione, per dare finalmente soluzioni concrete e positive alle crisi aziendali aperte, per vincolare gli investimenti del PNRR ad una occupazione stabile e ad un lavoro in salute e sicurezza e per impedire alle multinazionali e ai fondi di investimento di speculare e distruggere l’industria e il lavoro. 

In attuazione delle 2 ore di sciopero indette a livello nazionale da Fim Fiom Uilm, anche le aziende metalmeccaniche della provincia di Padova hanno iniziato a tenere, a partire da questa settimana e per tutta la prossima, scioperi e presidi che si stanno svolgendo e si svolgeranno entro il 30 di luglio 2021, come da indicazioni unitarie. Per il momento hanno scioperato o sciopereranno le seguenti aziende: Elbi, Mini Gears, Nuova Lofra, Antonio Carraro, Carel Industries, Pavan, Almaviva, Maschio Gaspardo, Varem, Consorzio RFX, Komatsu, De Angeli prodotti, Arneg, Hiref, Dab, VDZ, Aluminium Die Casting, Guidolin, RiRi, Zilmet, All.co, Varisco, Malvestio, Parpas, Molex, Mita, Toffac, Parker, Carraro Drivetech, ZF.

Oltre alle ore di sciopero si stanno organizzando anche assemblee fuori dai cancelli, presidi e volantinaggi per dare la massima visibilità alla mobilitazione e per spiegare le motivazioni che uniscono tutti i metalmeccanici e le metalmeccaniche d’Italia.

Dopo lo sblocco dei licenziamenti voluto dal governo Draghi e dalla Confindustria nei giorni scorsi alcune aziende e multinazionali hanno avviato le procedure per il licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori. Si tratta di decisioni inaccettabili, che colpiscono l’insieme del mondo del lavoro, che vanno contrastate con fermezza da tutti i metalmeccanici per difendere l’occupazione, il reddito dei lavoratori, impedire la riduzione della capacità industriale del Paese, evitare che altre aziende seguano questi negativi esempi e rivendicare allo stesso tempo investimenti e politiche 

industriali in tutto il territorio nazionale. Le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dalla comunità europea sul PNRR vanno utilizzate per innovare il sistema produttivo del paese, realizzare la transizione ecologica e digitale, dare soluzioni alle tante crisi aperte, creare nuova e stabile occupazione. Per fare questo, per accompagnare questo processo, occorre riformare gli ammortizzatori sociali, renderli universali, ma anche vincolare le ingenti risorse pubbliche destinate alle imprese a precisi vincoli sociali a partire dalla difesa dell’occupazione, al superamento della precarietà lavorativa, alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. 

Inoltre, il 30 luglio 2021 si terrà uno sciopero regionale del settore per rafforzare il messaggio di questi 10 giorni di mobilitazione metalmeccanica per il diritto al lavoro e contro lo sblocco dei licenziamenti.

Sciopero e presidio all’ex Ilva di Legnaro dalle ore 7.30 di domani 20 luglio 2021

Anche lo stabilimento di Legnaro delle ACCIAIERIE D’ITALIA prenderà parte alla mobilitazione unitaria prevista per martedì 20 luglio 2021 e indetta dopo l’incontro tenutosi con il Ministero dello Sviluppo Economico la scorsa settimana che non ha fornito nessuna risposta sia per le questioni inerenti le prospettive industriali ed occupazionali sia per la gestione ordinaria del gruppo siderurgico e del suo importantissimo e strategico sistema di appalti.

Dopo quest’ennesimo buco nell’acqua le organizzazioni sindacali, le RSU, le lavoratrici e i lavoratori delle Acciaierie D’Italia Ex Ilva hanno dichiarato l’insostenibilità di questa condizione in cui continua ad essere procrastinata qualsiasi decisione sul futuro del gruppo. 

Ricordiamo, inoltre, che il piano industriale, definito dalla multinazionale ArcelorMittal e dal nuovo socio Invitalia non è stato mai discusso e condiviso con FIM-FIOM-UILM.

La Fiom (assieme a Fim e Uilm) ritiene INACCETTABILI:

 l’assenza di un piano di manutenzioni degli impianti per assicurare la sicurezza dei lavoratori e la messa a norma degli impianti, 

l’assenza della presentazione del piano ambientale, sui tempi della sua realizzazione e delle opere di messa a norma degli impianti e la certezza degli investimenti,

 il mancato ripristino di un adeguato livello di relazioni sindacali con le organizzazioni territoriali e le RSU di tutti i siti,

la gestione inappropriata della cassa integrazione senza la condivisione delle modalità e dei numeri dei lavoratori è inaccettabile.

la mancata definizione di un percorso di reintegro in Acciaierie d’Italia dei lavoratori in Amministrazione Straordinaria.

Come se non bastasse l’AD di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli ha dichiarato di considerare scaduto l’accordo del 6 settembre 2018 per le parti che si riferiscono al trattamento economico ed in particolare per quel che riguarda la corresponsione dell’“una tantum” del 3% della RAL in luogo del premio di risultato, senza alcuna preventiva comunicazione formale e tantomeno l’apertura di un negoziato per il rinnovo del PDR.
La stessa Morselli, da una parte, vanta eccellenti risultati di bilancio segnando nel primo semestre per la prima volta da tanto tempo un utile netto ed un azzeramento generale della situazione debitoria, dall’altra si sottrae alla discussione sulla maturazione dei ratei e sulla possibilità di integrare il trattamento di cassa con risorse proprie.

Di fronte a tutte queste iniquità non è possibile non agire e lo sciopero con presidio di domani dei lavoratori di Legnaro è solo il primo passo di questa mobilitazione che coinvolgerà in maniera continuativa tutto il gruppo e tutti gli stabilimenti di Acciaierie d’Italia.

“Come sempre anche lo stabilimento di Legnaro fa la sua parte nella battaglia di tutti i lavoratori ex Ilva per un sistema industriale che metta al primo posto chi lavora, salvaguardando l’ambiente e la salute e la sicurezza di tutti. È necessario trovare una soluzione per tutti perché nessuno è sacrificabile” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova, alla vigilia dello sciopero.

Il presidio di Legnaro sarà in collegamento audio e video con quello di Paderno Dugnano,

in provincia di Milano, dalle 8 alle 9. 

Non ce l'ha fatta il lavoratore di Cittadella folgorato mentre si stava occupando della manutenzione di un parco fotovoltaico a Codroipo

Cgil Padova: “Con la morte di Luca Toniolo sono già 8 le vittime sul lavoro, dall'inizio dell'anno, nella nostra provincia. È ora di fare qualcosa di concreto per interrompere questa strage quotidiana che distrugge famiglie e comunità”

Fiom Cgil Padova e Udine: “Non è possibile che un lavoratore muoia facendo della semplice manutenzione: questo è il segnale di un sistema industriale che va completamente rivisto e che sulla sicurezza ha completamente fallito. Eppure manca la volontà di invertire la rotta e, del resto, anche il PNRR lo dimostra: dove sono le risorse destinate alla prevenzione degli incidenti e per la salute nei luoghi di lavoro?”


Non ha potuto che destare tristezza e rabbia la notizia della morte di Luca Toniolo, il 41enne di Cittadella rimasto folgorato un paio di giorni fa, mentre stava facendo manutenzione di un Parco Fotovoltaico a Codroipo, in provincia di Udine, e che purtroppo non è sopravvissuto alle gravi e irrimediabili conseguenze dell’incidente capitatogli.

Per l’ennesima volta – dice Dario Verdicchio della Segreteria Confederale della Cgil di Padova, ci troviamo a commentare quella che purtroppo, nel nostro Paese, è una triste e inaccettabile consuetudine, ossia la tragedia di una morte sul lavoro. Ricordiamo che, dall'inizio dell'anno, nella nostra provincia sono già 8 i lavoratori che non sono mai più ritornati a casa dai loro familiari e amici perché periti mentre stavano lavorando. E questo numero non considera i morti in itinere, cioè coloro che sono morti mentre andavano o tornavano nel luogo di lavoro. La verità è che contro questa piaga, nonostante il forte impegno dei sindacati per tenere alta su di essa l'attenzione di istituzioni e opinione pubblica, non si sta facendo nulla di veramente concreto e le morti non accennano a rallentare. Però, almeno, non si parli di fatalità: la frequenza con cui avvengono gli incidenti sul lavoro rende totalmente inadeguata questa parola. Le ingenti risorse in arrivo dall’Europa devono corrispondere, insieme, ad un nuovo modello di sviluppo sostenibile per il Paese, alle migliori garanzie di tutela della salute e della stessa vita di chi lavora”

Ancora una volta – aggiungono Loris Scarpa della Fiom Cgil di Padova e Maurizio Marcon della Fiom Cgil di Udine – una moglie e dei figli non vedranno tornare a casa un marito e un padre:  il nostro primo pensiero non può che andare a loro e alla tragedia che stanno vivendo. L’auspicio è che magistratura e Spisal facciano piena luce su quanto avvenuto e determinino con chiarezza che cosa non ha funzionato”

Ma accanto a questo – proseguono Scarpa e Marcon – non possiamo che amaramente rilevare che se in Italia si può morire facendo della normale manutenzione in un parco fotovoltaico, allora significa che il nostro sistema industriale e degli appalti deve essere completamente rivisto. Finchè questo non avverrà, la conta quotidiana delle vittime sul lavoro non accennerà a rallentare e purtroppo abbiamo poche ragioni per essere ottimisti. Pensiamo per esempio alle risorse messe a disposizione dal PNRR: quante di queste sono state indirizzate alla sicurezza dei lavoratori sia dentro che fuori i luoghi di lavoro? La risposta è semplice: zero”.

La salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro – concludono – non può più essere lasciata solamente in mano alle imprese con i servizi di prevenzione assolutamente senza risorse per svolgere il loro ruolo. Pertanto istituzioni, governo e parlamento devono mettere come priorità l’intervento nel sistema industriale in quanto per esso passa lo sviluppo futuro e il benessere dei cittadini di questo Paese che, dobbiamo ricordarcelo, si chiama progresso".    

Anche alla RIRI si licenzia senza tener conto dell’accordo firmato fra le parti

Fim Fiom Uilm di Padova denunciano il primo licenziamento tramite lettera di un dipendente della RIRI di Padova, azienda che realizza accessori per la moda, zip, bottoni e altri componenti metallici.

Il licenziamento è stato motivato per cancellazione della mansione, ma sono saltate tutte le intese e non è stato attuato alcun percorso alternativo per cercare di mantenere il posto di lavoro neppure tramite ammortizzatori sociali o percorsi di riconversione e formazione.

Di fronte a questa decisione unilaterale e in totale mancanza di considerazione della recente intesa firmata fra le organizzazioni sindacali, le organizzazioni datoriali e il governo inerenti lo sblocco dei licenziamenti e la tutela dei lavoratori non possiamo che dirci indignati e profondamente preoccupati per gli scenari che potrebbero aprirsi a questo punto.

Fim Fiom Uilm Padova

9 luglio 2021

GRUPPO MASCHIO GASPARDO: Approvata la piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo

Il Gruppo Maschio Gaspardo, in Italia conta poco meno di mille dipendenti e altrettanti all’estero, ha due siti a Padova per un totale di oltre 500 dipendenti, uno a Morsano al Tagliamento (PN) con oltre 300 dipendenti e uno a Cremona con oltre 100 dipendenti.

Maschio Gaspardo è un'azienda leader e globale nella produzione di appendici agricole e sistemi per l’agricoltura nonché fornitrice di marchi blasonati. L’impresa è di proprietà della famiglia Maschio ed è sostenuta dalle finanziarie regionali di Veneto e Friuli e da importanti accordi col sistema finanziario e bancario.

I lavoratori durante la Pandemia si sono fatti carico di orari pesanti in alcuni siti e di cassa integrazione in altri ed il personale impiegatizio è stato collocato in lavoro da remoto a casa.

Il Coordinamento Nazionale delle RSU del gruppo Maschio Gaspardo spa con sede a Padova, dopo aver licenziato l’ipotesi di piattaforma e aver preso l’impegno di sottoporla ai lavoratori per chiederne la validazione, ha svolto le assemblee in tutti i siti.

Le assemblee, molto partecipate e discusse, hanno visto presenti oltre il 75% dei dipendenti del gruppo e hanno approvato quasi all’unanimità l’ipotesi di piattaforma.

Ora, dopo una riunione di coordinamento che verrà convocata nei prossimi giorni, la parola passa alla trattativa con una delegazione forte del consenso dei lavoratori e delle richieste presenti in piattaforma.

I contenuti della piattaforma:

per la parte economica in una ridefinizione del PDR, nella sua struttura tra parametri di stabilimento e di gruppo nonché in un realizzo che possa riconoscere 2000€ e in una rivalutazione degli elementi retributivi aziendali del 10%.

I lavoratori chiedono un potenziamento e miglioramento del welfare aziendale integrativo e quote di riduzione oraria per l’età anagrafica e la pesantezza del lavoro.

Verrà chiesta una migliore efficacia e fruibilità dei contenuti presenti nel precedente accordo, in materia di salute e sicurezza ed un aggiornamento, con le regole del nuovo CCNL, su formazione e dell’inquadramento.

Verrà chiesto un’attualizzazione e un miglioramento dei processi di stabilizzazione dei lavoratori somministrati, già pattuiti.

Infine, visti gli anni difficili passati dal gruppo prima della pandemia e l’annata record del 2020, verranno chiesti maggiori investimenti e certezze occupazionali per i vari siti.

Sarà importante la discussione sulle relazioni e le agibilità sindacali nei siti e di gruppo.

 

FIM, FIOM e il Coordinamento RSU