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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI RICERCA “LE CRITICITÀ DEL PNRR, L’IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE E SULLA STRUTTURA PRODUTTIVA NELLA METALMECCANICA VENETA”

LUNEDÌ 28 GIUGNO 2021 ORE 11.30

SALA 23 MARZO -  CGIL VENETO

VIA PESCHIERA 7, VENEZIA MESTRE

Lunedì 28 alle ore 11.30 verrà presentato il progetto di ricerca della Fiom del Veneto, finalizzato a individuare e proporre i progetti di politica industriale per il Veneto in grado di incrociare le principali missioni del Recovery Plan italiano.

La finalità della Fiom Veneto è quella di fare in modo che le risorse del Recovery vengano utilmente indirizzate a qualificare, rafforzare ed espandere la struttura industriale del territorio e soprattutto a creare nuova e buona occupazione.

La transizione digitale, che implica investimenti nei settori ICT e TLC, e quella ecologica, che implica investimenti nei settori dell'energia e dei trasporti, devono costituire un'occasione per rafforzare le filiere industriali di produzione localizzate sul territorio; evitando anche il rischio che queste tecnologie vengano, di fatto, importate dall'estero.

In questo modo, anziché creare posti di lavoro in Italia, si finirebbe, appunto, semplicemente per aumentare le importazioni di beni e tecnologie dall'estero, in particolare dalla Germania.

La presentazione della ricerca consentirà di evidenziare lo stato della capacità produttiva in questi settori e di valutarne il ruolo dentro le filiere produttive internazionali e gli effetti sull’occupazione.

La Fiom Veneto, con questa ricerca, si propone quindi, di definire progetti concreti di politica industriale finalizzati al rafforzamento e all'espansione della produzione industriale del territorio, e dei sui livelli occupazionali.

Saranno presenti 

Antonio Silvestri – Segretario generale Fiom Veneto

Matteo Gaddi – Ricercatore della Fondazione Claudio Sabattini

Sciopero unitario dei metalmeccanici padovani il 26 per partecipare alla manifestazione CGIL CISL UIL a Torino

Fim Fiom Uilm di Padova convintamente e con forza sollecitano ed invitano le lavoratrici ed i lavoratori ad aderire e partecipare alle iniziative che le Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL mettono e metteranno in campo nei prossimi giorni.

In questi giorni il Governo, sotto dettatura di Confindustria, sta decidendo il futuro dell’Italia, il futuro di tutti i lavoratori.

Un’Italia in cui i lavoratori e le lavoratrici saranno sempre più precari e senza tutele. Un mondo per le aziende praticamente “perfetto” dove potranno ancora più liberamente decidere di dividerci per renderci impossibile organizzarci nelle lotte per ottenere una vita dignitosa.

CGIL CISL UIL ritengono, questa volta più che mai, che il Governo non possa decidere su licenziamenti, fisco, pensioni, sviluppo e progresso del Paese, senza un confronto con chi lavora.

Pertanto, il 30 giugno prossimo non devono essere sbloccati i licenziamenti collettivi e individuali, se prima non viene stipulato un accordo sugli ammortizzatori sociali per tutti e su come investire in un modello di sviluppo economico, sociale e ambientale le risorse provenienti dall’Europa PNRR, che alla fine sappiamo essere soldi di chi lavora e soldi dei cittadini.

Qual è il fine di sbloccare i licenziamenti da parte del Governo e della Confindustria, in particolare del Nord? A che fine sbloccare i licenziamenti se si muore lavorando al ritmo di 4 persone al giorno? A che fine sbloccare i licenziamenti se i più grandi stabilimenti del nostro Paese stanno chiudendo e i lavoratori sono lasciati soli a difenderli?  A che fine sbloccare i licenziamenti se chi lavora è sempre più precario?

A tal proposito con le manifestazioni del 26 iniziamo un percorso di mobilitazioni in tutto il Paese.

Le manifestazioni saranno un’occasione per ricordare e onorare Adil Belakhdim, sindacalista ucciso davanti ai cancelli di un magazzino del Lidl durante lo sciopero della logistica a Biandrate di Novara venerdì 18 giugno 2021.

Per garantire tale percorso e la possibilità di partecipazione all’iniziativa unitaria a Torino, organizzata da CGIL CISL UIL nazionali,

a Padova per sabato 26 giugno

viene indetto lo sciopero delle prestazioni straordinarie e

lo sciopero dei lavoratori in ciclo continuo che sarà articolato dalle RSU.

Nei prossimi giorni potranno essere indette iniziative sindacali anche dalle RSU azienda per azienda.

LA FIOM DI PADOVA SI SCHIERA AL FIANCO DI PERCORSO VITA E DI DON LUCA FAVARIN DOPO IL RAID AL CAMPUS KIDANE

Come Fiom di Padova condanniamo senza se e senza ma quello che è accaduto la notte fra domenica e lunedì al Campus Kidane di Padova dove, approfittando dell'assenza degli 11 ospiti e dei loro educatori, che in questi giorni sono fuori per una breve vacanza, qualcuno è entrato nella struttura con il preciso intento di far danno e intimidire ragazzi e operatori rompendo le porte, sfasciando il mobilio, rovesciando a terra oggetti, vestiti, cibo, detersivi e bevande e rubando solo due computer e distruggendo la documentazione dei giovani ospiti contenuta in due faldoni.

Nel Campus Kidane di Padova, una delle strutture gestite da don Luca Favarin, presidente della cooperativa Percorso Vita, infatti, vivono giovanissimi stranieri salvati dalla strada e dal racket della droga. Proprio per questo il primo pensiero è che questa sia un’azione intimidatoria contro questo tipo di realtà che tolgono manodopera a basso costo per furti e spaccio.

“La nostra città è e sarà sempre luogo della cultura, della solidarietà e dell’accoglienza! Padova ha l’unica università italiana medaglia d’oro della resistenza contro il nazifascismo ed è sempre stata in prima linea contro i soprusi vigliacchi. Soprusi contro i quali i metalmeccanici vigilano e vigileranno sempre con ogni mezzo. Chi mette a repentaglio progetti come quello di don Luca Favarin tocca anche la Fiom ed i metalmeccanici. Pe questi motivi siamo pronti, se ci fosse bisogno, ad aiutare i ragazzi nella sistemazione del Campus Kidane. Tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno vanno a don Luca, ai lavoratori della cooperativa Percorso vita e ai migranti che cercano, attraverso questa realtà, di ricostruirsi una vita nel nostro Paese, uscendo dalle persecuzioni, dallo sfruttamento e dalla schiavitù.” Ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.

LAVORARE PER VIVERE CON DIGNITÀ e PER UN FUTURO CERTO E SERENO RIPARTIAMO INSIEME!

SABATO 26 GIUGNO 2021 MANIFESTAZIONE CGIL CISL UIL a TORINO

Fim Fiom Uilm di Padova convintamente e con forza sollecitano ed invitano le lavoratrici ed i lavoratori ad aderire e partecipare alle iniziative che le Organizzazioni Sindacali CGIL

CISL UIL mettono e metteranno in campo nei prossimi giorni.

In questi giorni il Governo, sotto dettatura di Confindustria, sta decidendo il futuro dell’Italia, il futuro di tutti i lavoratori.

Un’Italia in cui i lavoratori e le lavoratrici saranno sempre più precari e senza tutele. Un mondo per le Aziende praticamente “perfetto” dove potranno ancora più liberamente

decidere di dividerci per renderci impossibile organizzarci nelle lotte per ottenere una vita dignitosa.

CGIL CISL UIL ritengono, questa volta più che mai, che il Governo non possa decidere su licenziamenti, fisco, pensioni, sviluppo e progresso del Paese, senza un confronto con chi

lavora.

Pertanto, il 30 giugno prossimo non devono essere sbloccati i licenziamenti collettivi e individuali, se prima non viene stipulato un accordo sugli ammortizzatori sociali per tutti e su

come investire in un modello di sviluppo economico, sociale e ambientale le risorse provenienti dall’Europa PNRR, che alla fine sappiamo essere soldi di chi lavora e soldi dei

cittadini.

Qual è il fine di sbloccare i licenziamenti da parte del Governo e della Confindustria, in particolare del Nord? A che fine sbloccare i licenziamenti se si muore lavorando al ritmo di 4

persone al giorno? A che fine sbloccare i licenziamenti se i più grandi stabilimenti del nostro Paese stanno chiudendo e i lavoratori sono lasciati soli a difenderli? A che fine sbloccare i licenziamenti se chi lavora è sempre più precario?

A tal proposito con le manifestazioni del 26 iniziamo un percorso di mobilitazioni in tutto il Paese. Le manifestazioni saranno un’occasione per ricordare e onorare Adil Belakhdim,

sindacalista ucciso davanti ai cancelli di un magazzino del Lidl durante lo sciopero della logistica a Biandrate di Novara venerdì 18 giugno 2021.

Per garantire tale percorso e la possibilità di partecipazione all’iniziativa a Padova sabato 26 giugno viene indetto lo sciopero delle prestazioni straordinarie e lo sciopero dei

lavoratori in ciclo continuo che sarà articolato dalle RSU.

Nei prossimi giorni potranno essere indette iniziative sindacali anche dalle RSU azienda per azienda

Padova, 21 Giugno 2021

FIOM PADOVA: PRIMA ASSEMBLEA GENERALE IN PRESENZA A LIMENA

In occasione del Comitato Direttivo con Assemblea Generale della FIOM-CGIL Padova, organizzati in presenza per la prima volta, dopo questi lunghi mesi di restrizioni, si invitano i rappresentanti della stampa e delle tv locali a partecipare ai lavori che si terranno VENERDÌ 11 GIUGNO 2021 dalle ore 9.00 alle 14.00 presso il Pra’ del Donatore in via Magarotto 27 a Limena.

Oltre al segretario generale della Fiom di Padova Loris Scarpa e ai membri della segreteria provinciale saranno presenti Antonio Silvestri, segretario generale della Fiom del Veneto e Aldo Marturano, segretario generale della Cgil di Padova.

La Fiom di Padova è pronta alla mobilitazione per costruire le iniziative nazionali e generali necessarie a contrastare lo sblocco dei licenziamenti richiesto da Confindustria, nonostante sia di ieri la notizia che nel settore metalmeccanico, secondo un'indagine di Federmeccanica, più della metà delle aziende intervistate incontra difficoltà nel reperire i profili professionali che servono. 

In più, sempre da fonti dell’associazione datoriale, la produzione metalmeccanica è in costante crescita, dopo l’ovvio ribasso del 13, 5% registrato nel 2020: nel primo trimestre del 2021, i volumi di produzione sono cresciuti del 15,6% nel confronto con l’analogo periodo dell’anno precedente e dello 0,8% rispetto all’ultimo trimestre del 2020. 

Il miglioramento osservato ha interessato tutte le attività dell’aggregato metalmeccanico che hanno evidenziato addirittura aumenti a doppia cifra. Nello specifico: incrementi superiori alla media di settore si sono avuti nella fabbricazione di prodotti in metallo (+16,1%), nelle attività metallurgiche (+16,4%) e ancor più negli autoveicoli e rimorchi (+23,0%) e nelle macchine e apparecchi elettrici (+24,3%). 

Le uniche difficoltà che le aziende possono avanzare sono inerenti all’approvvigionamento delle materie prime e dei semi lavorati metallici e il loro rincaro. Difficoltà che non sono assolutamente legate all’inspiegabile richiesta di Confindustria di arrivare al più presto allo sblocco dei licenziamenti concesso dal governo. 

Quindi perché se le imprese hanno bisogno di manodopera la loro prima richiesta al governo è ritornare a poter licenziare lavoratori e lavoratrici?

Questo sarà il focus principale dell’assemblea, durante la quale prenderanno parola per raccontare le realtà del territorio i delegati delle maggiori aziende padovane. 

Fiom Padova, 10 giugno 2021

“Lavorare per vivere con dignità e non per morire”: si è tenuto oggi il presidio di FIM FIOM UILM Padova contro le morti sul lavoro

L’iniziativa di oggi “Lavorare per vivere con dignità e non per morire!” è stata organizzata da Fim Fiom Uilm di Padova per ricordare le troppe vittime del lavoro e in particolare il disastro delle Acciaierie Venete che portò alla morte Sergiu Todita dopo qualche settimana e Marian Bratu, morto a dicembre 2018, e ferì gravemente altre due operai della ditta in appalto.

Un anniversario, quello di oggi, che viene sempre ricordato dall’intera categoria per la sua efferatezza e tragicità, ma che quest’anno si tinge anche di triste attualità visto l’incremento di vite che il lavoro sta esigendo in questo periodo, senza risparmiare nessun genere di lavoratore e di lavoratrice nè per tipologia, formazione o età.

Da oggi a lunedì un numero sempre crescente di aziende hanno indetto scioperi in adesione all’iniziativa, e di altre aziende è prevista la conferma: Nuova Lofra, Hairef, Toffac, Pavan, Dab Pumps, Consorzio RFX, Parpas, VDZ, Epta Solesino, HI-PE, ABB Power Grids, Carel Industries, Komatsu, Carraro Drivetech, Aluminium Die Casting, All.Co, ZF, VDC, Minigears, Parker-Hiross, De Angeli prodotti. La posizione dei lavoratori e delle lavoratrici del padovano nei confronti della necessità di migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro e di eliminare le morti sul lavoro è molto importante per capire quanto il territorio sia pronto alla mobilitazione in quanto non c’è alcuna intenzione di far passare sotto silenzio la situazione di inadeguatezza della gestione dello Spisal, perennemente sotto organico nonostante le promesse che da almeno 3 anni riempiono la bocca della politica regionale. 

Una folta delegazione di RSU, RLS, lavoratrici e lavoratori in sciopero hanno preso parte al presidio che si è tenuto in due tappe, prima sotto la sede dell’Inail e poi davanti alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova, sempre nel rispetto dei presidi di sicurezza per il Covid-19.

Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl di Padova e Rovigo: “Abbiamo scelto questi due luoghi perché l'Inail è l’ente che ci risarcisce quando ci infortuniamo, e l'università di ingegneria è il posto dove i futuri ingegneri studiano le tecnologie che permetteranno loro di progettare le macchine con le quali uomini e donne dovranno lavorare. Con questa scelta vogliamo dare un chiaro messaggio: la tecnologia dev'essere in primis a protezione e a servizio dell'essere umano e non solo usata per incrementare la produzione. Volendo fare un’ipotesi avveniristica se si dovesse arrivare, come si dovrebbe, ad infortuni zero e morti zero nei luoghi di lavoro l'Inail potrebbe diventare il primo investitore proprio sulle nuove tecnologie progettate dalle Università per proteggere i lavoratori.”

Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova: “Tutti gli anni noi metalmeccanici ricordiamo questa giornata importante per la nostra categoria. Purtroppo in queste settimane ci sono stati delle morti particolarmente tragiche nel mondo del lavoro che hanno risvegliato l’attenzione dell'opinione pubblica su una realtà che però è purtroppo quotidiana: quella degli infortuni e delle morti sul lavoro. A tal proposito “Zero morti sul lavoro” è lo slogan che la Uil ha scelto per lanciare una riflessione e per rimarcare l'importanza della cultura del mancato infortunio.”

 

 

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova: “La vicenda di Acciaierie Venete ci insegna, a distanza di tre anni, che nel lavoro quando ci sono delle vittime che non tornano più a casa, la morte non è un sacrificio per il progresso, ma un segnale preciso di peggioramento delle condizioni di lavoro a in cui sono sottoposti lavoratrici e lavoratori. Ribadiamo con forza che non esiste né l’idea di “incidente” né quella di “tragica fatalità” ma che gli infortuni di ogni tipo (dai più gravi ai più lievi) sono legati al deterioramento delle condizioni di sicurezza del sistema produttivo che mette al primo posto il profitto invece che la tutela della vita. L’esperienza del Covid ha insegnato a tutto il Paese che senza chi lavora non si esce né dalla pandemia né si creano le condizioni per progredire. Come sindacato e come lavoratori rivendichiamo il fatto che senza diritti non può esserci lavoro e che gli assetti industriali e i modelli di sviluppo devono essenzialmente essere discussi con i sindacati e con i lavoratori.”

 

 

 

Padova, 13 maggio 2021

13 maggio 2021, presidio davanti Inail e Facoltà di Ingegneria

13 maggio 2021, presidio davanti Inail e Facoltà di Ingegneria per ricordare i morti sul lavoro e per l’anniversario della tragedia alle Acciaierie Venete di tre anni fa

GIOVEDÌ 13 MAGGIO 2021

PRESIDIO UNITARIO 

PRESSO LA SEDE DELL’INAIL dalle ore 10.30 (via Nancy, 2) e

LA FACOLTÀ DI INGEGNERIA DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA alle ore 11.30 (Lungargine Piovego, 1)

I sindacati dei metalmeccanici di Padova hanno deciso di proclamare per questa settimana un’iniziativa per fare in modo che non si abbassi l’attenzione sulla quotidiana strage di lavoratrici e lavoratori che continua a perpetuarsi con un ritmo spietato e incessante su tutto il territorio nazionale. Attraverso lo slogan “LAVORARE PER VIVERE CON DIGNITÀ E NON PER MORIRE!” c’è la ferma volontà da parte di Fim Fiom Uilm insieme alle Rsu, alle lavoratrici e ai lavoratori, di non dimenticare tutti coloro che sono morti sul lavoro e la necessità di ricordare, in occasione del terzo anniversario della tragedia accaduta il 13 maggio 2018 nello stabilimento padovano delle Acciaierie Venete, Sergiu Todita e Marian Bratu, morti fra atroci sofferenze a causa del drammatico “incidente” che coinvolse anche altri due operai della ditta in appalto, provocando loro ferite e gravi conseguenze.

I luoghi dei due presidi sono stati scelti con la precisa volontà di dare il vero volto alle tragedie che si consumano nei luoghi di lavoro. La sede dell’Inail è stata scelta perché è l’ente che si dovrebbe occupare della prevenzione, della cura e delle tutele legate agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali. La facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova è il luogo dove si studia cosa, come e dove produrre. È, dunque, il luogo d’origine dei processi produttivi e dove si possono prevedere gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori e dell’inquinamento ambientale. Il profitto, pertanto, non può essere l’unico punto di vista che determina le condizioni della vita lavorativa delle persone e dell’ambiente

Per le tre sigle sindacali le condizioni e le modalità di lavoro devono cambiare e la sicurezza sul lavoro dev’essere la priorità per tutti: lavoratori, aziende, enti di controllo e governo.

Innovazione, ricerca e sviluppo hanno bisogno di risorse nuove e non di finanziamenti a fondo perduto alle aziende in cui non viene verificata l’attuazione e l’adozione di misure adeguate per la sicurezza delle persone. L’uso delle tecnologie 4.0 più avanzate e ad una nuova organizzazione del lavoro possono migliorare le condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro. Inoltre, non vanno messe in discussione le norme del codice degli appalti che con la logica della semplificazione e liberalizzazione intervengono sul costo del lavoro smantellando regole e diritti e mettono in competizione i lavoratori fra loro.

Gli organismi di controllo e di ispezione come lo Spisal vanno rafforzati aumentando l’organico e formandolo rispetto alle diversità delle tipologie produttive dei vari settori industriali. La sorveglianza 

 

 

sanitaria nei luoghi di lavoro non può più essere affidata ad un sistema privato sovvenzionato direttamente dalle singole imprese, ma dev’essere pubblica e indipendente.

 

Va rimossa la precarietà come condizione di ricatto dei lavoratori che devono essere coscienti dei propri diritti e che non devono essere costretti ad accettare qualsiasi compromesso pur di lavorare. 

Proprio perché i lavori non sono tutti uguali e non possono essere svolti a qualsiasi età e in qualsiasi condizione è necessario rivedere la normativa dei lavori usuranti e gravosi e il diritto di accesso alla pensione abbassando l’età e la quantità di anni necessari per accedervi.

 

Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere sacrificabili in nome del profitto. Essi sono il cuore, il motore e il futuro del nostro Paese com’è stato dimostrato anche durante la pandemia tutt’ora in atto. 

I metalmeccanici padovani, il 28 marzo 2019, con l’urlo “O ti fermi o muori” ribadirono la centralità e il valore dei lavoratori e, oggi come allora, confermano il proprio impegno a non accettare la morte come un’eventualità possibile del lavoro.

 

 

Padova 12/05/2021

LIMA EUSIDER (EX MARCEGAGLIA): domani sciopero con presidio in strada Battaglia dalle 6 alle 10

I lavoratori della Lima Eusider di Albignasego incroceranno le braccia domani per 8 ore e saranno in presidio fuori dallo stabilimento in strada Battaglia 85 dalle 6 alle 10 per protestare contro l’azienda che ha deciso unilateralmente di disdettare la contrattazione di secondo livello presente a partire da luglio.

La decisione è stata comunicata ai lavoratori il 18 marzo scorso e da quel giorno è stato proclamato lo sciopero degli straordinari che però non è riuscito a far cambiare idea all’azienda che, nonostante i molteplici incontri con i sindacati, non ha mostrato nessuna apertura al confronto sugli istituti che a fronte della disdetta decadranno fra 2 mesi.

Lo stabilimento e la forza lavoro presente sono stati acquisiti dal Gruppo Eusider attraverso la controllata Lima Eusider di Desio nel 2018 e gli accordi tuttora in vigore sono un’eredità della precedente proprietà, il gruppo Marcegaglia Carbon Steel che deteneva l’ex Fonsidera dal 1997.

Il lavoro degli operai del sito padovano, specializzato nella rilaminazione a freddo di prodotti piani di basso spessore in acciaio al carbonio, hanno permesso in questi anni l’ampliamento della gamma di offerta del gruppo, rafforzando la produzione dello stabilimento Lima di Desio, assorbito nell’agosto del 2015.

Con questa disdetta, giustificata come necessità di armonizzazione fra tutti i dipendenti del gruppo, i lavoratori padovani arriveranno a perdere intorno ai 4000 euro fra maggiorazioni, premi di produzione, incidenza di retribuzione per chi lavora a turni perché la contrattazione di secondo livello presente per i dipendenti del gruppo Eusider è nettamente peggiorativa rispetto a quella esistente in Marcegaglia. 

Per capire di cosa stiamo parlando è utile conoscere anche la situazione generale in cui questa decisione si innesta. 

L’Eusider spa è un gruppo costituito da 8 società, 6 in Italia (Eusider SpA, Metaltubi Srl, Iron Service Srl, Lima Eusider Srl, Comal Ferlatta SpA, Eusider Inox Srl) e 2 all’estero (Estsider in Serbia e Eu Metal in Turchia) la cui proprietà è al 100% della famiglia Anghileri che gestisce direttamente il gruppo. L’Eusider spa ha il controllo di ciascuna società, al fine di governarne la gestione di tutte le società e gli stabilimenti. 

Il colosso dell'acciaio della famiglia Anghileri è il secondo gruppo siderurgico privato d'Italia con circa 700 milioni di fatturato.

Maria Anghileri, direttrice operativa della Lima Eusider, figlia e nipote dei fondatori dell’azienda lecchese sul mercato dal 1979, è anche Vice Presidente Nazionale Giovani Imprenditori di Confindustria dal 2020 con delega alla Cultura di Impresa e Politiche Industriali. Questo ci spinge ad una riflessione su quanto poco sia importante per chi rappresenta gli imprenditori del nostro Paese rispettare il ruolo e la professionalità degli operai garantendo loro una corretta retribuzione e i diritti acquisiti in anni di lavoro. 

Nel 2015 il gruppo Eusider ha chiuso l’anno con un fatturato di 350 milioni di euro mentre nel 2020 ha registrato un fatturato di 700 milioni: in pratica, in 5 anni, gli Anghileri hanno raddoppiato il proprio fatturato, ma la conseguenza di questa esponenziale crescita, realizzata soprattutto attraverso il lavoro di centinaia di operai, non è una redistribuzione degli utili o dei premi di produzione per i propri dipendenti. La posizione degli Anghileri è che c’è bisogno di risparmiare sulle “spese”, arrivando a tagliare gli stipendi dei propri dipendenti. Quasi 160 mila euro distribuiti fra 30 famiglie a fronte di 700 milioni per una sola famiglia. 

 

 

“L’azienda non ha aperto spiragli per trattare, continua per la strada della disdetta e noi chiediamo che si apra un confronto sulle differenze salariali presenti che necessariamente tengano conto della contrattazione preesistente perché non è possibile che a fronte di una condizione di crescita esponenziale del Gruppo l’unica scelta sia quella di arrivare a tagliare gli stipendi di lavoratori che si sono sempre spesi per garantire la continuità produttiva anche in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando. Siamo al fianco dei lavoratori, come sempre, perché venga riconosciuto il loro valore e i loro diritti” ha dichiarato Michele Iandiorio della segreteria della Fiom Cgil di Padova in vista del presidio di lunedì 3 maggio 2021.