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Zilmet: Ottima riuscita per lo sciopero di oggi che ha coinvolto lavoratori e lavoratrici di tutti gli stabilimenti padovani.

Soddisfazione oggi da parte di Rsu e Fiom per la riuscita dello sciopero indetto ieri per protestare contro le condizioni di lavoro a cui sono costretti lavoratrici e lavoratori degli stabilimenti Zilmet del Padovano

Molti dei dipendenti in sciopero, provenienti dagli stabilimenti di Limena e di Bagnoli, si sono ritrovati questa mattina davanti la sede principale dell’azienda sita in via del Santo n° 242 a Limena e lì hanno dato vita ad un presidio che è durato fino alle ore 12, nonostante le intemperie della prima mattinata, che si sono dissolte, con il passare delle ore, lasciando spazio ad un caldo sole primaverile. Il tutto rispettando i dovuti presidi di sicurezza imposti dal covid, sotto lo sguardo vigile di diverse forze dell’ordine.

Il presidio di oggi è stata un’azione necessaria per portare alla luce innumerevoli situazioni scorrette che sembrano quasi divenute normalità per l’azienda: dall’interruzione delle relazioni sindacali, al mancato rispetto degli accordi vigenti, alle comunicazioni unilaterali, alla negazione degli spazi assembleari, alle azioni coercitive e intimidatorie nei confronti dei dipendenti, alla carenza di igiene, all’assenza totale di rispetto nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici in quando persone, alla sottovalutazione della pesantezza dei carichi di lavoro, delle limitazioni fisiche di alcuni lavoratori e all’insorgenza di diverse malattie professionali riconosciute.

“Siamo molto soddisfatti di questo sciopero. Gran parte dei lavoratori sono venuti con noi sotto la sede di Limena mentre altri sono rimasti in presidio a Bagnoli.” dice Katia Masiero, Rsu dello stabilimento Zilmet di Bagnoli “Come lavoratori meritiamo rispetto, l’azienda ha sottoscritto un contratto integrativo che noi riteniamo un buon contratto ma che non dev’essere disatteso e ogni sua parte deve necessariamente essere garantita. L’azienda parla da tempo di assunzioni, ma invece continua ad utilizzare manodopera iterinale, senza preoccuparsi di fare loro contratti a tempo indeterminato. Noi siamo risorse umane e non numeri e meritiamo di essere trattati come tali. Un tempo l’azienda ci chiamava preziosissime maestranze e preziosissimi collaboratori… noi sappiamo di esserlo e il nostro ruolo non può e non deve essere minimizzato e dev’essere rispettata la nostra dignità di persone e di lavoratori.”

“La partecipazione è stata molto buona soprattutto vista la situazione che dobbiamo subire nello stabilimento di via Colpi” continua la Rsu dello stabilimento di Limena di via Colpi, Constantin Curecheriu “dove il direttore mantiene da tempo un comportamento intimidatorio e verbalmente violento nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici. Situazione che condanniamo in toto e che chiediamo sia risolta nel più breve tempo possibile.”

“Oggi siamo qui perché i lavoratori sono allo stremo e meritano risposte” dichiara Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova “Abbiamo lungamente cercato il dialogo con l’azienda perché questo è il nostro modo di agire per avere le risposte necessarie al benessere dei lavoratori, ma purtroppo l’azienda ha negato ogni contatto, rigettando anche le istanze delle Rsu. La proprietà deve capire che i lavoratori hanno bisogno della giusta attenzione, attraverso la giusta considerazione e il riconoscimento della loro dignità. I lavoratori sono qui per dire che non sono servi e che richiedono il rispetto delle regole, della salubrità e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Noi quindi oggi ci aspettiamo che l’azienda fissi con noi un incontro e che inizino a rispettare lavoratori e regolamenti.”

Fiom Cgil Padova - 30/04/2021

Zilmet: 8 ore di sciopero per protestare contro le continue prevaricazioni dell’azienda

Sono state stabilite per domani 30 aprile 2021 8 ore di sciopero con presidio a partire dalle 7.30 fino alle 12.30 davanti allo stabilimento di Via del Santo n° 242 a Limena.

La situazione in azienda è decisamente fuori controllo da oltre un anno e diverse situazioni rendono la vita lavorativa davvero difficile per i dipendenti della Zilmet.

Dall’inizio della pandemia l’azienda ha interrotto le relazioni sindacali e non rispetta gli accordi vigenti fra organizzazioni sindacali e Federmeccanica che regolamentano le agibilità sindacali tanto che l’azienda non consente neppure alle RSU di riunirsi all’interno degli stabilimenti, non concede gli spazi necessari per le Assemblee. Oltre a questo espone nelle bacheche e fa recapitare ai dipendenti comunicazioni unilaterali che vanno anche in netta contrapposizione con gli accordi sottoscritti e con il regolamento in atto, il tutto condito da toni minatori nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Anche per quanto riguarda la gestione del Covid e delle commissioni l’azienda ha lasciato molto a desiderare, non comunicando per quasi un anno i dati di contagio, arrivando addirittura ad avvertire, a riunione già iniziata, le RSU della Fiom a Limena dello svolgimento dell’incontro del comitato Covid, nonostante le richieste reiterate di aggiornamento sulla situazione generale dell’azienda in merito al numero di lavoratori in malattia o in quarantena a causa del Covid. Tuttora i lavoratori lamentano situazioni problematiche rispetto alla pulizia e all’igiene degli stabilimenti di Limena, oltre ad esserci una continua sottovalutazione della situazione pesante per quanto riguarda i carichi di lavoro, con numerosi lavoratori che hanno limitazioni fisiche che stanno anche determinando la definizione di malattie professionali riconosciute.

Nello stabilimento di via Colpi, inoltre, ci sono stati da parte del direttore dello stabilimento molti episodi di violenza verbale nei confronti di lavoratrici e lavoratori, insultati e ripresi, fino alle lacrime, con urla e accuse immotivate davanti ai colleghi e alle colleghe nello sbigottimento generale.

“Non è possibile accettare oltre questa situazione” dichiara Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova “I lavoratori chiedono e meritano rispetto da parte della ditta, non solo perché è il minimo che ci si aspetta in un rapporto corretto fra dipendenti e datori di lavoro, ma soprattutto perché i lavoratori, le RSU e noi della Fiom siamo sempre stati aperti e disponibili al dialogo e al confronto. Dialogo e confronto che l'azienda rifiuta fermamente e senza motivazioni plausibili nonostante l’impegno continuo di lavoratrici e lavoratori a venir incontro alle richieste di sacrificio espresse dall’azienda sia in passato che tuttora che in futuro. Ma a fronte di questa disponibilità non è più possibile accettare tale mancanza di rispetto della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Come Fiom chiediamo il rispetto degli accordi che abbiamo sottoscritto, che vengano ripristinati sia i diritti dei lavoratori che le basilari relazioni sindacali e che l’azienda la finisca di muoversi unilateralmente come se i lavoratori fossero solo pedine da muovere e usare a proprio piacimento.”

Fiom Cgil Padova

29/04/2021

Almaviva: sciopero di 8 ore per venerdì 9 aprile 2021 per i 174 dipendenti padovani

Sono 174 fra lavoratori e lavoratrici di Almaviva spa di Padova, impiegati in questo periodo tutti in smartworking, che aderiranno domani allo sciopero di 8 ore indetto a livello nazionale dopo la rottura da parte dell’azienda del tavolo di trattativa sugli accordi integrativi che sono stati da essa disdettati a partire dal 1 aprile 2021. 

Lo sciopero di domani segue una serie di assemblee online indette dalle Rsu per discutere della situazione e il blocco della reperibilità e degli straordinari già partito dopo l’inizio dello scontro fra le parti, inerente la volontà dell’azienda di dismettere gli accordi sottoscritti per procedere con l’applicazione di scelte unilaterali, il disconoscimento delle relazioni sindacali e degli sforzi delle lavoratrici e dei lavoratori.

La società di informatica della famiglia Tripi, che conta oltre 3.500 dipendenti con sedi in tutta Italia, si è lasciata alle spalle la crisi del 2011-2016 anche grazie ai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori che, attraverso i Contratti di Solidarietà e la riduzione o sospensione di diversi istituti contrattuali aziendali, hanno permesso ad Almaviva di risparmiare più di 100 milioni di euro complessivi sul costo del lavoro.

Con questa mossa la società informatica vuole di fatto ridurre la contrattazione collettiva, aumentare l’orario di lavoro diminuendo il salario contrattato, abolendo da giugno la parte fissa del PDR e assorbendo i tre quarti degli aumenti contrattuali stabiliti dal CCNL.

Inoltre, Almaviva ha dichiarato di voler abbassare considerevolmente il buono pasto dei dipendenti in smartworking, che continuano a lavorare e a portare risultati, nonostante la pandemia, non concedendo neppure le dotazioni tecnologiche e strumentali necessarie.

“Per noi le posizioni di Almaviva sono inaccettabili così come non è possibile che l’azienda abbia emesso un proprio regolamento aziendale nel quale tutti i superminimi collettivi saranno trasformati in superminimi individuali assorbibili che si riserverà di assimilare man mano che passeranno gli aumenti del nuovo CCNL. Significa ridurre la contrattazione collettiva e azzerare la valenza del CCNL in votazione in questi giorni nelle aziende metalmeccaniche italiane.” Dichiara oggi Fabio Pozzerle della segreteria della Fiom Cgil di Padova.

Fiom Cgil Padova

8 aprile 2021

I metalmeccanici veneti approvano il nuovo CCNL con oltre il 95% dei consensi

Si è concluso il 15 aprile il percorso democratico che ha visto migliaia di lavoratrici e lavoratori metalmeccanici dare il mandato con il loro voto a FIM, FIOM e UILM per la firma al rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro per gli addetti dell’industria metalmeccanica e dell’installazione degli impianti.

Dal 5 febbraio scorso, data della firma dell’ipotesi di accordo, si sono svolte centinaia di assemblee nei luoghi di lavoro, che hanno visto la partecipazione, anche in Veneto, di decine di migliaia di lavoratori.

È stato un importante e impegnativo esercizio di democrazia e coinvolgimento, che ha visto il gruppo dirigente di FIM FIOM UILM del Veneto, le Strutture provinciali e le RSU aziendali discutere e valutare con le lavoratrici e i lavoratori i risultati contrattuali  raggiunti, che prevedono, in estrema sintesi, fra le altre cose: l’aumento dei minimi salariali a regime di 100,26 EURO per la 3° categoria, 104,57 per la 4° e 112 per la 5°, la riforma dell’inquadramento professionale, nuove ed importanti miglioramenti su temi quali la formazione, la sicurezza e i diritti di informazione.

La partecipazione alle assemblee e al voto assume un valore ancor più importante, vista la necessità di garantire la massima sicurezza durante lo svolgimento delle assemblee e del voto, in una fase così complicata e difficile della pandemia. E pur con queste difficoltà il voto ha superato le precedenti consultazioni del 2016 e sulla piattaforma rivendicativa.

In Veneto sono state svolte assemblee su 865 aziende, sono stati coinvolti 70.735 lavoratrici e lavoratori, di questi hanno votato in con il seguente esito referendario:

Votanti  49307

Favorevoli  46238

Contrari  2418

Bianche  549

Nulle 102

Con oltre il 95% dei consensi, i metalmeccanici e le metalmeccaniche veneti approvano il rinnovo del loro Contratto Nazionale.

In attesa dei dati nazionali definitivi, le Segreterie di FIM FIOM UILM del Veneto, ringraziano i lavoratori e le lavoratrici per la grande e convinta partecipazione.

Venezia, lì 16 aprile 2021

Fim Fiom Uilm Veneto

   Panarella N. Silvestri A. Biasin G.

Vaccini: Basta Speculazioni

Abbiamo assistito, nei mesi scorsi, a fughe in avanti, da parte di alcune regioni tra cui il Veneto, che hanno creato caos, confusione ed esposto perciò a rischio la salute dei lavoratori e dei cittadini. 

Decisioni che vanno oltre al giusto coordinamento che deve esserci a livello nazionale, su un tema come la salute pubblica e nello specifico sui vaccini. 

Inoltre, la propaganda delle Confindustrie locali e di singole aziende è tutta tesa a garantirsi la propria produttività e a far dimenticare i comportamenti tenuti dalle associazioni datoriali all’inizio della pandemia, fase quella, in cui solo gli scioperi dei metalmeccanici hanno permesso di rimettere al primo posto il tema della salute e sicurezza delle persone che lavorano. 

Il 24 marzo il Presidente del Consiglio Draghi, ha richiamato duramente tutte le regioni, sulla campagna vaccinale, ad attenersi alle priorità indicate dal Ministero della Salute, in termini di modalità organizzative e di priorità verso i cittadini da immunizzare. La necessità di efficienza, efficacia e soprattutto velocità nella campagna di vaccinazione, che può salvare tante vite umane, richiede un modello organizzativo e funzionale omogeneo e punti vaccinali, in luoghi o spazi collettivi oltre a quelli delle strutture sanitarie dedicate, con precisi requisiti essenziali sia generali che specifici. 

Su tutto questo diciamo alcune cose per noi chiare: 

1) Proprio in un contesto di difficoltà di approvvigionamento dei vaccini non può regnare il caos e il “fai da te”, con lavoratori di serie A in qualche azienda e tanti lavoratori di serie C, a seconda del luogo di lavoro, magari costretti a lavorare in contesti ben meno sicuri. 

2) Non può esserci la corsa ad accaparrarsi i vaccini in una sorta di guerra tra cittadini più forti e meno forti con il risultato di non rispettare le fasce più fragili e scontare così un più alto numero di morti e di contagi. 

3) Qualsiasi iniziativa intrapresa dalle regioni deve avvenire a seguito delle indicazioni del Ministero del Lavoro e della Salute e dell’aggiornamento del protocollo nazionale 

4) Non è accettabile, solo per ragioni di utilità individualistica da parte di alcune aziende o per ragioni di polemica politica da parte di alcune regioni, anteporre il piano vaccinale nelle aziende, alla garanzia del diritto al vaccino per le persone indicate dalle linee guida nazionali del ministero della Salute. 

5) Prima ancora ci devono essere vaccini disponibili per tutti. 

Pertanto, ogni tentativo di anticipare o eludere queste norme di buon senso, di giustizia e di efficacia nel fermare il contagio e le sofferenze, va respinto senza tentennamenti. 

 

FIM – FIOM – UILM Veneto

Assemblea generale della Fiom Cgil di Padova: il rinnovo del CCNL metalmeccanici

Domani 24 febbraio 2021 a partire dalle ore 9.30 si terranno in presenza, presso il centro parrocchiale Carpanedo di Albignasego in via Santo Stefano n.5, con possibilità di seguire i lavori anche da remoto, il direttivo e l'assemblea generale della Fiom Cgil di Padova. Il tutto si svolgerà attuando la massima attenzione a tutte le norme di sicurezza in materia di Covid dal distanziamento all’uso corretto delle mascherine. All’assise parteciperanno le delegate e i delegati provenienti e/o collegati da tutta la Provincia e saranno presenti di persona Michele De Palma, Segretario nazionale Fiom-Cgil nazionale e responsabile del settore Automotive e Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil di Padova. 

L’argomento principale della giornata sarà l’ipotesi di accordo del CCNL metalmeccanici e l’avvio delle assemblee nelle fabbriche del padovano a cui seguirà il referendum per l’approvazione o meno dell’accordo firmato dalle parti il 5 febbraio 2021 dopo più di un anno dalla scadenza del CCNL precedente.

“Ora la parola spetta alle lavoratrici e ai lavoratori. Noi crediamo di aver rispettato al meglio possibile quello che è il loro mandato! Non si può negare che la trattativa sia stata un vero inferno: siamo partiti con molte difficoltà, il settore metalmeccanico che non stava bene, poi è arrivata la pandemia e per finire la crisi di governo. Essere arrivati ad un contratto di questo tipo è già di per sé un ottimo risultato. Per i lavoratori la situazione attuale e la precarietà generale che caratterizza il mondo del lavoro non rendono la vita affatto semplice, ma come metalmeccanici ne stiamo uscendo a testa alta con un settore che nel complesso è in buono stato, soprattutto grazie a chi ha lottato per la messa in sicurezza delle aziende e per il raggiungimento di un contratto come questo.”  Ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova. 

CCNL Metalmeccanici: la mobilitazione non si ferma

In queste ultime settimane è in pieno svolgimento la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici dell’Industria scaduto a dicembre 2019. Il nostro territorio, la provincia di Padova vede la presenza di circa 70mila lavoratori del comparto ed ha visto una importante e non scontata partecipazione alle iniziative di sciopero di ottobre e novembre 2020 indette unitariamente da FIM FIOM e UILM nazionali insieme al blocco degli straordinari e delle flessibilità d’orario, tuttora in vigore.

Nelle aziende più grandi e importanti della provincia le lavoratrici e i lavoratori sostengono attivamente le posizioni delle organizzazioni sindacali al fine di ottenere un contratto di lavoro significativo sul piano del salario. Infatti, tra le richieste presenti nella piattaforma per il rinnovo del CCNL di tutti i metalmeccanici dell’industria ci sono l’incremento dell’8% del salario ed un inquadramento equo che sia al passo con le nuove competenze derivanti dall’evoluzione tecnologica. Tra le altre cose, viene chiesto di lavorare in contesti dove il precariato non sia la regola, dove ci sia sicurezza e salubrità, dove gli appalti non servano a peggiorare le condizioni di chi lavora. Il sistema industriale non deve puntare alla competizione tra le persone, ma servire al progresso collettivo. I metalmeccanici vogliono un lavoro certo, dignitoso e che appassioni, vogliono mettere a frutto le proprie esperienze, le proprie competenze, la propria creatività ed inventiva.

Per questo motivo FIM FIOM e UILM di Padova, a sostegno di queste rivendicazioni, ribadiscono lo sciopero degli straordinari e delle flessibilità d’orario, invitando le lavoratrici e i lavoratori a sostenere la mobilitazione in atto fino alla conquista del nuovo contratto nazionale.

Un giusto contratto per i metalmeccanici è necessario, serve per il progresso di tutti per andare oltre le crisi ed oltre la pandemia.

Il 2, 3 e 4 febbraio riprenderà la trattativa in plenaria, saranno giorni fondamentali per riuscire a conquistare un vero contratto.

Assindustria Veneto Centro, Federmeccanica, le imprese accettino il fatto che la modernità è il miglioramento della condizione dei lavoratori.

Sciopero alla All.co di Vigonza per la stabilizzazione dei lavoratori interinali

Alla All.co di Vigonza, stabilimento padovano del gruppo industriale leader in Italia nel settore dell’alluminio estruso, che conta 70 dipendenti, l’aumento di produzione ha richiesto l’assunzione di una decina di lavoratori con contratto interinale per 1 o 2 mesi. Nonostante la necessità questi lavoratori vedranno il loro contratto scadere il 23 dicembre e hanno ricevuto dall’azienda una “promessa” di riassunzione a partire dal 7 gennaio. Promessa che però non ha prodotto alcun contratto firmato.
 
Per chiedere all’azienda una più seria gestione delle assunzioni e la stabilizzazione di questi lavoratori, innanzitutto con un contratto firmato, prima della scadenza di quello in corso, per assicurare la sicurezza del nuovo ingaggio a partire da gennaio, i lavoratori hanno indetto un’assemblea nella giornata di ieri e hanno stabilito per oggi un’ora di sciopero.
 
“In questo periodo l’azienda ha molto lavoro e per noi la prima richiesta è la stabilizzazione dei lavoratori precari.” ha dichiarato Anna Zanoni della segreteria della Fiom di Padova unitamente alle RSU aziendali “L'azienda ci doveva dare una risposta, ma al momento stiamo ancora aspettando. L’unica cosa che hanno comunicato è l'indicazione ai lavoratori di questa interruzione. Non è possibile lasciare i lavoratori in tale stato di sospensione. Soprattutto perché qualcuno di loro ha lasciato un lavoro con scadenza più lunga a fronte di una promessa di prospettiva certa.”

18/12/20

Fiom Padova