Skip to main content

Straordinario risultato alla Comel di Arre, la Fiom entra in azienda

Alla Comel di Arre è stato raggiunto un risultato storico: finalmente la Fiom entra per la prima volta in azienda con una RSU raccogliendo 56 preferenze.

Il delegato che ha raggiunto questo traguardo non è nuovo alle lotte e alle vittorie, dopo una lunga trafila giudiziaria nata per un ingiusto spostamento in un ramo d’azienda fasullo, dopo, assieme ad alcuni compagni, non aver accettato la proposta economica a fronte della reintegra in azienda è rientrato, vincendo una causa contro la proprietà che ha ristabilito giustizia e ridato dignità ai lavoratori coinvolti. Un caso esemplare che ricorda il significato che esprimeva nel senso più completo le tutele dell'art.18.

I lavoratori hanno potuto vedere attraverso la battaglia del nuovo delegato e il lavoro della Fiom di questi anni per la difesa sua e degli altri colleghi, cosa significa lottare per un giusto riconoscimento e per dare dignità al lavoro e ai lavoratori.

Il sindacato non è solo quello che facciamo in una singola azienda ma quello che si fa in ogni luogo.

Un quarto dei lavoratori ha scelto di dare la propria fiducia alla Fiom: un sindacato che fa gli interessi dei lavoratori e che vuole migliorare le condizioni di tutti i lavoratori e le lavoratrici.

La Fiom di Padova ringrazia i lavoratori e le lavoratrici che hanno espresso la loro preferenza per la Fiom e augura buon lavoro al nuovo delegato, ricordandogli che avrà tutta la forza e l’impegno della Fiom sempre al suo fianco.

Fiom Cgil Padova

La Fiom conquista la maggioranza alla Epta-Eurocryor di Solesino

Ottimo risultato della Fiom di Padova nelle elezioni della RSU, tenutesi la scorsa settimana, presso lo stabilimento di Solesino del gruppo Epta, leader italiano nella costruzione di banchi frigo.

La Fiom ha ottenuto la maggioranza dei delegati eletti, diventando così il primo sindacato in tutte le sedi del gruppo in Italia che sono a Limana, Solesino, Pomezia, Casale Monferrato.

Nella sede Epta-Eurocryor di Solesino la Fiom negli ultimi anni, grazie all’attività dei delegati, ha raddoppiato il numero degli iscritti che con queste elezioni certificano il riconoscimento del lavoro fatto nello stabilimento.

Prova ulteriore della sensibilizzazione dei lavoratori è stato il grande coinvolgimento di tutti durante queste elezioni, visto che, su 190 aventi diritto, hanno votato in 150 e la Fiom ha conquistato la maggioranza dei voti raccogliendo 21 voti fra gli impiegati e 76 voti fra gli operai.

Sono stati, quindi, eletti 2 delegati fra gli operai e 1 delegato fra gli impiegati e la Fiom è diventato il sindacato di maggioranza dello stabilimento, una precisa scelta di campo da parte dei lavoratori che hanno deciso di puntare sulla Fiom e sui delegati candidati in quota Fiom per i prossimi anni.

La Fiom di Padova ringrazia sentitamente tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che hanno partecipato al voto e augura buon lavoro agli eletti che, con il loro impegno e la loro dedizione, hanno raggiunto questo importantissimo risultato.

Sciopero e presidio domani alla GN Hearing di Montegrotto Terme

A seguito dell’incontro con l’azienda del 17 novembre e della successiva assemblea con i lavoratori, la RSU, congiuntamente alla Fiom-Cgil di Padova, proclama 2 ore di sciopero per giovedì 26 novembre 2020 dalle ore 10,30 alle ore 12,30 (anche per personale vendite e in smartworking) con presidio fuori dallo stabilimento della GN Hearing, sito in via Bixio, 1 a Montegrotto Terme, in risposta ai comportamenti aziendali, visto che, nonostante le proposte avanzate in sede di incontro all’azienda, continua a non dare alcuna apertura su un possibile confronto sulla stabilizzazione di due contratti in scadenza.

Lo stabilimento di Montegrotto della GN Hearing, multinazionale danese che si occupa di apparecchi acustici, che annovera fra i suoi maggiori clienti la Amplifon, conta 50 dipendenti ed è operativo dal 1996.

Mentre l’azienda impone ai dipendenti l’azzeramento di ferie e permessi, sostituisce gli stessi nelle loro mansioni da lavoratori esterni di una cooperativa. Il ricorso all’utilizzo della cooperativa è aumentato non solo per le attività per le quali inizialmente era stata inserita, ma questi lavoratori esterni vengono utilizzati sempre più nelle attività che dovrebbero essere svolte dai dipendenti GN Hearing.

È necessario sottolineare poi che, in quest'ultimo anno, l’organico è stato ridimensionato sia nell’area commerciale che nella produzione, a causa delle uscite per pensionamento o maternità, e tali posti di lavoro non sono stati assegnati con assunzioni dirette, ma con l’aumento delle ore dei lavoratori della Cooperativa.

Sono, inoltre, presenti 2 contratti a termine (con scadenza il 31 dicembre 2020) per i quali l’azienda ha già comunicato l’intenzione di non rinnovare, pur non essendoci un calo di lavoro in quelle mansioni.

Non è giustificabile una riduzione così drastica di personale, rispetto ai numeri attuali dell’azienda in termini di fatturato/ordini (-2% rispetto al 2019 e -5% rispetto al budget fissato per il 2020 e mai rivisitato anche a seguito della pandemia).

“Chiediamo che vengano date garanzie sul futuro dell’insieme delle lavoratrici e lavoratori, a partire dalla stabilizzazione a tempo indeterminato presso GN Hearing dei 2 contratti in scadenza (avendo anche a disposizione ad oggi importanti agevolazioni fiscali) e che venga ristabilito il rispetto delle regole contrattuali in termini di utilizzo di ferie e permessi individuali.” dichiarano congiuntamente la RSU e la segreteria della Fiom-Cgil di Padova “Ribadiamo, infine, che permane il blocco dello straordinario a sostegno della vertenza per il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici, e che lo stesso ed eventuali altre iniziative continueranno a rimanere in atto fino a quando l’azienda non darà una risposta concreta a quanto richiesto.”

25/11/2020

FIOM CGIL PADOVA

Ottima riuscita per lo sciopero di oggi nelle aziende metalmeccaniche della provincia di Padova.

Adesione altissima in provincia di Padova allo sciopero nazionale da 4 ore del settore metalmeccanico. Le percentuali oscillano fra il 70% e il 100% di lavoratori e lavoratrici che hanno incrociato le braccia durante la giornata di oggi.

Adesione pressoché totale anche agli scioperi da 8 ore, indetti da 16 aziende padovane: Carel, De Angeli, Mita, Molex, Acciaierie Venete, Schneider, Imasaf, Schindler, Ceit, Ferrau, Mp3, Hiref, VDZ, Lima Eusider, Alluminium Die Casting, Unicka.

Al presidio che si è tenuto durante la mattinata davanti la sede di Assindustria Venetocentro alla Stanga a Padova hanno preso parte oltre 200 delegati e delegate in rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici delle aziende in sciopero. 

Il presidio è stato trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Fiom Cgil Nazionale che ha coinvolto oltre Padova anche Roma, Milano, Alessandria, Ancona, Firenze, Napoli, Bologna, Bari, Potenza. Da ogni piazza hanno partecipato delegati e delegate e la diretta è stata chiusa dagli interventi dei segretari generali nazionali da Roma. 

La giornata di oggi non è certamente un punto di arrivo, ma sono un momento importante di questa lotta. Non possiamo fermarci né accontentarci della situazione né continuare a vivere in questa incertezza. Le iniziative di lotta continueranno senza tregua, in primis con il blocco della flessibilità e degli straordinari.

Il contratto nazionale equo e dignitoso per tutti è quello che vogliamo e non ci fermeremo fino al raggiungimento di questo traguardo.

 

FIM FIOM UILM PADOVA

5/11/2020

Presidio unitario domani a Padova davanti ad Assindustria Venetocentro

Giovedì 5 novembre si terrà lo sciopero unitario dei metalmeccanici indetto da Fim Fiom Uilm dopo che il 7 ottobre 2020 Federmeccanica-Assistal hanno abbandonato il tavolo di contrattazione, aperto da più di 11 mesi, perché non hanno alcuna intenzione di aumentare le retribuzioni dei lavoratori come richiesto nella piattaforma per il rinnovo del CCNL.

A partire da quel giorno Fim Fiom Uilm hanno dichiarato lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e della flessibilità, assemblee e scioperi organizzati dalle RSU nelle aziende per discutere del rinnovo del CCNL.

Durante il mese di ottobre sono state organizzate centinaia di assemblee che hanno coinvolto e informato le lavoratrici e i lavoratori del settore metalmeccanico della provincia di Padova, le assemblee si sono tenute nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza occupando parcheggi, mense, aree esterne e coinvolgendo i lavoratori, RSU e sindacati ad ogni ora del giorno e della notte, a seconda dei turni di lavoro.

Sono state tantissime le aziende in cui si è anche reagito immediatamente nel mese di ottobre attraverso comunicati di sciopero spontaneo su base unitaria: Abb, All.Co, Antonio Carraro, Arcelor Mittal, Arneg, Bedeschi, Berto's, Carel, Carraro Drive Tech Italia Spa, Carraro Spa, Dab Pumps, Fast, Guidolin, ABB Power Grids, HI-PE, ITEL, KIM-Komatsu, Malvestio, Maschio Gaspardo, MP3 Lindab, O.C.S., Parker Hannifin Manufacturing, Pavan-Gea, Toffac, Valvitalia, Zen e ZF. 

Lo sciopero nazionale del 5 novembre prevede 4 ore a fine turno o fine giornata per tutte le aziende coinvolte, ma in alcune realtà padovane sono state proclamate 8 ore di sciopero: Carel, De Angeli, Mita, Molex, Acciaierie Venete, Schneider, Imasaf, Schindler, Ceit, Ferrau, Mp3, Hiref, VDZ, Lima Eusider. 

Per dare un segnale alla controparte il giorno 5 novembre dalle ore 10 fino alle ore 12, nel rispetto delle norme anti-COVID, oltre 200 RSU delle 3 sigle sindacali prenderanno parte al presidio organizzato davanti alla sede di Assindustria Venetocentro, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del territorio. 

La piazza di Padova sarà l’unica piazza del Veneto in collegamento con quella di Roma e con altre 7 città italiane in cui si terranno manifestazioni analoghe, i cui presidi saranno trasmessi sui canali social delle sigle sindacali. 

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova: “Lo sciopero generale è la fine della prima fase di queste mobilitazioni che hanno coinvolto le lavoratrici e i lavoratori, siamo molto soddisfatti delle adesioni alle iniziative che non ci aspettavamo in un momento così pesante e che sottolinea l’importanza del CCNL per i lavoratori. Le imprese hanno sicuramente sbagliato il momento per tirarsi indietro dal tavolo e per non discutere del futuro dell’industria metalmeccanica con il sindacato.” 

Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Pd Ro: “La rottura della trattativa sul contratto significa aumentare l’incertezza delle lavoratrici e dei lavoratori in un periodo già complicato e difficile per tutti. L’auspicio è riuscire a riportare Federmeccanica al tavolo di contrattazione per poter riprendere la trattativa e dare un contratto a 1 milione e 400 mila lavoratori del settore metalmeccanico in tutta Italia che sono in attesa di questo rinnovo da quasi un anno”.

Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova: “Dopo il 5 novembre si continuerà a portare avanti il blocco della flessibilità e degli straordinari con maggiore risolutezza per dare un ulteriore segnale dell’importanza dei lavoratori del comparto nella gestione delle aziende e della produttività. Questo ovviamente oltre alle eventuali nuove iniziative che saranno stabilite a livello nazionale”.

FIM FIOM UILM DI PADOVA PRESENTANO LO SCIOPERO UNITARIO DEL 5 NOVEMBRE

Giovedì 5 novembre si terrà lo sciopero unitario dei metalmeccanici indetto da Fim Fiom Uilm dopo che il 7 ottobre 2020 Federmeccanica-Assistal hanno abbandonato il tavolo di contrattazione, aperto da più di 11 mesi, perché non hanno alcuna intenzione di aumentare le retribuzioni dei lavoratori come richiesto nella piattaforma per il rinnovo del CCNL.

A partire da quel giorno Fim Fiom Uilm hanno dichiarato lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e della flessibilità, assemblee e scioperi organizzati dalle RSU nelle aziende per discutere del rinnovo del CCNL. 

Durante il mese di ottobre sono state organizzate centinaia di assemblee che hanno coinvolto e informato le lavoratrici e i lavoratori del settore metalmeccanico della provincia di Padova, le assemblee si sono tenute nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza occupando parcheggi, mense, aree esterne e coinvolgendo i lavoratori, RSU e sindacati ad ogni ora del giorno e della notte, a seconda dei turni di lavoro.

Sono state tantissime le aziende in cui si è anche reagito immediatamente nel mese di ottobre attraverso comunicati di sciopero spontaneo su base unitaria: Abb, All.Co, Antonio Carraro, Arcelor Mittal, Arneg, Bedeschi, Berto's, Carel, Carraro Drive Tech Italia Spa, Carraro Spa, Dab Pumps, Fast, Guidolin, ABB Power Grids, HI-PE, ITEL, KIM-Komatsu, Malvestio, Maschio Gaspardo, MP3 Lindab, O.C.S., Parker Hannifin Manufacturing, Pavan-Gea, Toffac, Valvitalia, Zen e ZF.

Lo sciopero nazionale del 5 novembre prevede 4 ore a fine turno o fine giornata per tutte le aziende coinvolte, ma in alcune realtà padovane sono state proclamate 8 ore di sciopero: Carel, De Angeli, Mita, Molex, Acciaierie Venete, Schneider, Imasaf, Schindler, Ceit, Ferrau, Mp3, Hiref, VDZ, Lima Eusider.

Per dare un segnale alla controparte il giorno 5 novembre dalle ore 10 fino alle ore 12, nel rispetto delle norme anti-COVID, oltre 200 RSU delle 3 sigle sindacali prenderanno parte al presidio organizzato in piazza Sandro Pertini, davanti alla sede di Assindustria Veneto Centro, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del territorio.

La piazza di Padova sarà l’unica piazza del Veneto in collegamento con quella di Roma e con altre 7 città italiane in cui si terranno manifestazioni analoghe, i cui presidi saranno trasmessi sui canali social delle sigle sindacali. 

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova: “Lo sciopero generale è la fine della prima fase di queste mobilitazioni che hanno coinvolto le lavoratrici e i lavoratori, siamo molto soddisfatti delle adesioni alle iniziative che non ci aspettavamo in un momento così pesante e che sottolinea l’importanza del CCNL per i lavoratori. Le imprese hanno sicuramente sbagliato il momento per tirarsi indietro dal tavolo e per non discutere del futuro dell’industria metalmeccanica con il sindacato.”

Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Pd Ro: “La rottura della trattativa sul contratto significa aumentare l’incertezza delle lavoratrici e dei lavoratori in un periodo già complicato e difficile per tutti. L’auspicio è riuscire a riportare Federmeccanica al tavolo di contrattazione per poter riprendere la trattativa e dare un contratto a 1 milione e 400 mila lavoratori del settore metalmeccanico in tutta Italia che sono in attesa di questo rinnovo da quasi un anno”

Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova: “Dopo il 5 novembre si continuerà a portare avanti il blocco della flessibilità e degli straordinari con maggiore risolutezza per dare un ulteriore segnale dell’importanza dei lavoratori del comparto nella gestione delle aziende e della produttività. Questo ovviamente oltre alle eventuali nuove iniziative che saranno stabilite a livello nazionale”

Padova, 3/11/2020

Sdegno e rabbia per l’ennesima morte sul lavoro in provincia

Fim, Fiom e Uilm di Padova, le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici della provincia uniti manifestano tutto lo sdegno e la rabbia per l’ennesima morte sul lavoro!

Ieri Pietro Voltan è morto durante lo svolgimento del suo lavoro per Acegas Aps a Padova in via Montà mentre il suo collega è rimasto ferito. I due operai erano intenti a lavorare in una buca profonda alcuni metri per il posizionamento di alcuni tubi dell'acquedotto. Mentre erano intenti nel lavoro il terreno circostante ha ceduto e ha investito le due persone, schiacciandole contro la condotta.

Pietro è un altro di noi che non è tornato a casa dalla famiglia! Il suo collega è un altro di noi che è in ospedale! Anche in questa occasione non devono essere recitate le solite litanie e le solite ripetizioni su ciò che serve e su ciò che è necessario! Troppo poco si fa e troppo si lascia correre nelle aziende e nei luoghi dove si lavora! Servono più controlli, più ispettori e più formazione per lo Spisal. Questo organismo deve aver la forza di controllare tutti i luoghi di lavoro e coinvolgere di più gli RLS e il sindacato. Gli ispettori devono avere più forza e capacità di entrare nelle aziende per aumentare la cultura del lavoro sicuro, della necessità di un lavoro non scevro da diritti! Le aziende devono investire nella salute e nella sicurezza con quelle tecnologie che permettano di migliorare la realtà dei luoghi di lavoro, non vedendolo come un aumento di costi, ma come investimento proficuo per l'azienda e per la società! Ricordiamo che se i lavoratori sono tutti uguali, i lavori non lo sono. Durante le vertenze per i rinnovi dei CCNL Confindustria e le varie associazioni datoriali si stanno distinguendo per la loro incapacità di uscire dalla logica dei costi sia quando si affrontano i temi della sicurezza, sia quando si parla di formazione, professionalità e salario. Il Covid e la crisi economica non possono essere un alibi: c’è bisogno di aria nuova, di giustizia sociale! La tutela di chi lavora, chi vive di salario o pensione deve tornare ad essere il centro di ogni sforzo collettivo del Paese.

Oggi e sempre esprimiamo la nostra vicinanza a tutte le famiglie che piangono un loro caro sacrificato per il profitto di qualcuno! 

Fim – Fiom – Uilm Padova

15/10/20

CCNL Federmeccanica: scioperi e stato di agitazione anche in provincia di Padova

Dopo il no di Federmeccanica-Assistal alla richiesta di aumento salariale, posto nella piattaforma per il rinnovo del CCNL, i lavoratori metalmeccanici della provincia di Padova hanno reagito immediatamente attraverso comunicati di sciopero su base unitaria.

All.Co, Antonio Carraro, Arcelor Mittal, Bedeschi, Berto's, Carel, Dab Pumps, Fast, Guidolin, ABB Power Grids, HI-PE, ITEL, KIM-Komatsu, , MP3 Lindab, O.C.S., Parker Hannifin Manufacturing, Pavan-Gea, Toffac, Valvitalia, ZF e Zen sono le 21 aziende metalmeccaniche in cui i lavoratori e le lavoratrici hanno indetto da 1 a 4 ore di sciopero per le giornate di venerdì 9, lunedì 12, giovedì 15 e venerdì 16 ottobre 2020.

 Il numero è in continuo aumento perché ora dopo ora vanno aggiungendosi alla lista nuovi nomi di altre aziende che si uniscono allo sciopero. Le ore di sciopero vanno a sommarsi al blocco degli straordinari e della flessibilità previsti dallo stato di agitazione proclamato subito come risposta all’abbandono del tavolo delle trattative da parte di Federmeccanica-Assital il 7 ottobre.

La piattaforma sindacale, che è stata approvata dai lavoratori e dalle lavoratrici del comparto nel 2019, prevede una valorizzazione dell’8% sul trattamento economico dei minimi, che si assesta sui 145 euro in più per un lavoratore di quinto livello. Un aumento necessario a far salire gli stipendi medi dei metalmeccanici al livello dei colleghi in tutta Europa. Federmeccanica-Assistal ha bocciato questa proposta non avendo intenzione di elargire altro che l’adeguamento dell’inflazione a consuntivo per questo e per i prossimi anni.

A livello nazionale è stato fissato uno sciopero nazionale unitario di 4 ore il 5 novembre 2020, un anno dopo dall'inizio della trattativa per il rinnovo del CCNL. Lo sciopero del 5 novembre sarà anticipato da 2 ore di assemblee che si terranno nelle fabbriche in maniera differenziata per coinvolgere e informare tutti i lavoratori e le lavoratrici.

“Vogliono far pagare ai lavoratori e alle lavoratrici il prezzo della crisi e del Covid, ignorando l’importanza dei lavoratori e i loro redditi bassi, senza intaccare i profitti sempre più alti delle imprese. Ma noi non abbiamo nessuna intenzione di accettare i loro ricatti. È tempo di aumentare i salari al fine di permettere una giusta retribuzione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’industria metalmeccanica. Queste sono le legittime prime azioni nella nostra provincia, non saranno le uniche: la stagione della lotta è incominciata e non di fermerà fino alla firma di un CCNL equo e dignitoso. Molte sono le difficoltà, ma non siamo noi gli sciagurati.” Ha dichiarato oggi il segretario generale della Fiom Cgil di Padova, Loris Scarpa.

"La trattativa non si è rotta solo per il salario. Dopo 13 incontri gli industriali non hanno presentato nessun documento scritto in risposta alla nostra piattaforma. Ci sono molte parti normative che sono di fondamentale importanza e necessarie per i lavoratori: la certificazione delle competenze e della formazione professionalizzante; l'inquadramento professionale fermo al 1973 che non riconosce nessuna delle competenze digitali che ormai hanno "invaso" anche moltissime delle postazioni lavorative operaie; il lavoro agile che è diventato strumento diffuso a causa della pandemia, ma era ed è uno strumento che va normato in un settore dove il 45% dei lavoratori è impiegato. Fare il contratto serve a rilanciare le relazioni industriali e dare certezze ai lavoratori, proprio in questo periodo di incertezza legato alla pandemia.” Dice Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Pd Ro.

“Mi meraviglia l’impostazione di Federmeccanica, sembra non aver capito il ruolo di responsabilità che ha. Quello dei metalmeccanici è il più grande contratto del settore privato e determina in buona parte lo sviluppo del nostro Paese. I metalmeccanici hanno la responsabilità di dare le linee guida della contrattazione. Già nel 2016 Federmeccanica si era impegnata a fare ridistribuire la ricchezza prodotta dalle aziende più importanti e con i migliori fatturati, ma questo poi in buona parte non è avvenuto. Capisco il momento che stiamo vivendo nel Paese ma questo non può essere l’alibi per fare pagare la crisi alle famiglie. Il Paese chiede il ritorno alla normalità e la normalità passa per un contratto condiviso. Il governo ha capito la necessità di alzare i salari e con il meccanismo dei bonus si stanno adoperando meccanismi per ottenere redditi più alti. Anche Federmeccanica deve fare la sua parte, spiegando alle sue associate che in questo preciso contesto storico la priorità è aumentare i salari e non aumentare i profitti.” È la posizione di Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova.

Padova, 9 ottobre 2020