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Ancora una denuncia della Fillea Cgil Padova: “Anche nei cantieri di via Bajardi, numerose le irregolarità”

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Nuovo sopralluogo della Fillea Cgil Padova in via Bajardi, nel Rione Mortise di Padova, in un cantiere dove si stanno facendo dei lavori di ristrutturazione di alcune palazzine destinate alla residenza pubblica. Numerose le irregolarità registrate come denuncia la Segretaria Provinciale della categoria, Barbara Schiavo: “Questa volta, nell’usuale giro cantieri che quotidianamente svolgiamo, siamo passati per questo cantiere e, purtroppo, abbiamo rilevato diverse irregolarità: innanzitutto, non possiamo non notare che i lavoratori sui ponteggi operano senza i necessari ganci di protezione. Inoltre, come accade nel cantiere di via Pizzamano, nel rione Voltabarozzo, anche qui abbiamo assistito alle operazioni di smontaggio delle impalcature tramite una carrucola, peraltro priva di un moschettone di sicurezza, invece che tramite un montacarichi automatico”.

“Inoltre – rileva la sindacalista – anche in questo cantiere, come in quello di Voltabarozzo, manca una netta demarcazione tra l’area dove avvengono i lavori e dove passano le persone, in una promiscuità che genera insicurezza per tutti. Accanto a questo, non possiamo non notare come in tutto il perimetro interessato dai lavori, ci sia materiale ovunque in un caos che non è neppure descrivibile a parole e che impatta in modo molto pesante sulla qualità della vita dei residenti”.

“Come se non bastasse – conclude Barbara Schiavo – nel corso dell’ispezione abbiamo anche incontrato dei lavoratori che stavano consumando la merenda proprio sopra alle impalcature. Inutile dire che tutto questo è irregolare: nei cantieri non si può consumare nessun tipo di cibo”.

Nel filmato, la Segretaria Provinciale della Fillea Cgil Padova, descrive la situazione nel cantiere di Via Bajardi

Assalto alla sede nazionale della Cgil: condannati Fiore, Castellino e Aronica. Landini: "Sentenza conferma matrice fascista e assalto alla casa dei lavoratori"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il mattino di Padova sulle condanne emesse dal Tribunale di Roma
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Roma, 20 dicembre - “La sentenza di condanna odierna del Tribunale Penale di Roma per l’assalto alla sede della Cgil dell’ottobre 2021 nel processo nei confronti degli imputati principali, conferma, dopo l’audizione di decine di testimoni e le recenti condanne pronunciate dalla Corte penale d'Appello a carico di coimputati, che quell’azione non fu un semplice episodio di generica violenza di matrice fascista, bensì un vero e proprio assalto alla casa dei lavoratori e al sindacato che li rappresenta”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Un’azione - prosegue il numero uno del sindacato di corso d’Italia - coordinata dai leader di Forza Nuova, oggi condannati, che cavalcando la protesta contro i provvedimenti emergenziali del Governo in seguito all’epidemia del Covid-19, hanno portato parte dei manifestanti all’assalto della Cgil quale simbolo democratico, provocando gravi disordini e la devastazione della sede nazionale”.

“L’impianto accusatorio che ha contestato il reato di devastazione e saccheggio, costruito con grande impegno dalla Procura della Repubblica di Roma, dimostra oggi fedelmente quanto accaduto, come la Cgil ha sempre sostenuto anche costituendosi parte civile nel processo”, conclude Landini.

Il servizio di Radio Roma News sulle condanne emesse dal Tribunale di Roma

Cantiere Ater di Via Pizzamano, Fillea Cgil Padova: “Evidenti irregolarità e sicurezza a forte rischio: un caso esemplare di come non deve essere un cantiere”

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Il commento più azzeccato, perché descrive esattamente la situazione che appare agli occhi, è quello di una residente dei condomini Ater interessati, da più di 8 mesi, dai lavori di riqualificazione in via Pizzamano, a Voltaborozzo: “Sembra un cantiere di barbari”. Ed è proprio così.

La scena che appare lascia senza parole. Calcinacci, transenne, tubi, secchi di vernice e tutto quello che si può immaginare dentro ad un cantiere edile è ai bordi della strada e nelle aree destinate ai residenti nei condomini, in totale disprezzo a qualsiasi regola di convivenza civile. Alcuni terrazzi sono sostanzialmente usati come magazzini per infissi e materiali, senza considerare i cavi volanti per la corrente elettrica che passano sopra le teste dei passanti e che si attaccano alla rete condominiale, invece che – come dovrebbe avvenire in questi casi – ad un contatore per uso cantiere. Ma la cosa più grave è che sostanzialmente il cantiere non è delimitato e l’area di lavoro coincide con la stessa strada dove passano e sono parcheggiate le auto con evidenti rischi per tutti: sia per chi lavora, sia per chi passa per la via. C’è davvero da chiedersi come sia stato possibile non interrompere il traffico veicolare in questa strada e provvedere ad una circolazione alternativa. Insomma: più che un cantiere, è un incubo. Soprattutto poi, se in quelle palazzine uno ci vive.

Un cantiere da tempo monitorato dalla Fillea Cgil Padova e che sabato 16 dicembre ha visto intervenire direttamente sul posto la Segretaria Provinciale Barbara Schiavo, accompagnata da Elvira Scigliano, giornalista de "il mattino di Padova" che sull'episodio ha dedicato l'articolo che alleghiamo.

Una situazione fuori ogni regola – ha detto la sindacalista – che ci preoccupa molto anche per quel che riguarda la sicurezza degli stessi lavoratori, tutti in appalto e tutti di nazionalità straniera, molti dei quali non sanno una parola di italiano, motivo per cui nutriamo molti dubbi che abbiano frequentato i necessari corsi di formazione sulla sicurezza. E purtroppo, non è l’unico cantiere Ater che monitoriamo di cui siamo preoccupati. Anche in Arcella, ce n’è un altro dove i lavoratori sono tutti egiziani e con cui riusciamo a comunicare solo grazie all’app di google per le traduzioni".

Quel che è certo è che in via Pizzamano pare di vivere in un altro Paese, in uno dove le regole su come devono essere fatti i cantieri edili non sono mai state scritte. Ma siccome in Italia quelle regole ci sono, la Fillea Cgil ha deciso di informare tutte le autorità preposte a vigilare e di denunciare pubblicamente perché non si possa invocare la fatalità o il destino, nel caso dovesse malauguratamente succedere un incidente. Ciò che è chiaro e lampante è che in via Pizzamano non vi è stato il minimo rispetto di qualsiasi misura di sicurezza degna di tale nome. E vale sia per i lavoratori che per i residenti: i cantieri devono coesistere con le persone che abitano nelle case, ma in questa situazione la qualità della vita dei residenti non è resa affatto dignitosa. 

Il video (per gentile concessione di Elvira Scigliano) con le immagini del cantiere di via Pizzamano e l'intervento della Segretaria Provinciale della Fillea Cgil Padova, Barbara Schiavo

È ora dello sciopero! Il contratto ci spetta. Il 22 dicembre sciopero e manifestazioni delle lavoratrici e lavoratori del Commercio, Turismo e Servizi. La Filcams Cgil Padova in Piazza a Milano.

Giornata di stop con manifestazioni a Milano, Roma, Napoli, Cagliari e Palermo indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per i settori del Terziario, Distribuzione Moderna Organizzata, Distribuzione Cooperativa. Alberghi, Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale, Agenzie di Viaggi e Aziende Termali. La Filcams Cgil Padova organizza dei pullman per la manifestazione di Milano. Per prenotare un posto telefonare al 340 5266191.

In continuità con le mobilitazioni e gli scioperi di CGIL e UIL delle scorse settimane contro le politiche economiche e sociali del Governo, che hanno visto una larga e convinta partecipazione, il percorso di mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori del Commercio, Turismo e Servizi continua con lo Sciopero nazionale del 22 dicembre prossimo per denunciare la rottura delle trattative per il rinnovo dei CCNL.

Insieme a quelli di molti altri settori e categorie, sono oltre 5 milioni le lavoratrici e i lavoratori del commercio, dei vari comparti del turismo e della ristorazione che hanno il

Contratto nazionale scaduto da troppi anni, una situazione insostenibile dovuta alle posizioni delle associazioni datoriali e delle imprese che non vogliono riconoscere aumenti retributivi necessari a contrastare l’inflazione, come previsto dagli Accordi Interconfederali, e pretendono di manomettere diritti acquisiti, come scatti di anzianità, quattordicesima, permessi retribuiti, per elencarne alcuni, chiedendo interventi per aumentare la flessibilità, in settori dove invece servono, come richiesto unitariamente da Filcams, Fisascat e Uiltucs, orari che permettano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, norme per il contrasto alla violenza di genere e di sostegno alla genitorialità, misure per contrastare la precarietà, a partire dal consolidamento e aumento dell’orario contrattuale per i tanti part time involontari presenti.

Aziende, grandi gruppi, multinazionali, da decine di migliaia di addetti, del commercio, della ristorazione, del turismo, che nel corso degli ultimi anni, grazie soprattutto ai propri

dipendenti, hanno potuto gestire trasformazioni, riorganizzazioni, definire e consolidare la loro presenza nel nostro mercato e, soprattutto, hanno potuto assicurarsi utili frequentemente eclatanti. Associazioni datoriali e imprese, private e cooperative, che, invece di dare il giusto e dovuto riconoscimento alle lavoratrici e ai lavoratori, considerano il rinnovo del CCNL una variabile dipendente solo dai propri interessi e convenienze economiche e organizzative.

Quando non si rinnovano per un lasso temporale così rilevante tanti e tali contratti nazionali di lavoro e la dilazione di anno in anno diviene la regola e la strategia contrattuale delle associazioni datoriali, non soltanto si mettono in discussione valore, funzione e ruolo del Contratto Nazionale e della contrattazione collettiva, ma si compromettono interi assetti relazionali, essenziali per la tenuta economica e sociale del nostro paese.

La difesa e la crescita del potere d’acquisto dei salari e l’estensione dei diritti e della dignità delle persone che per vivere devono lavorare, sono le ragioni fondamentali dell’esistenza dei contratti nazionali.

Per questo è necessario agire la solidarietà tra lavoratori e tra categorie e rafforzare la coesione, nella consapevolezza che la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori del Commercio, Turismo e Servizi per la conquista del rinnovo dei Contratti Nazionali di Lavoro è la lotta di tutte e tutti e che il loro avanzamento vorrà dire un avanzamento, una ridefinizione e una affermazione dei diritti del lavoro, in continuità con l’iniziativa confederale, per dare risposte concrete necessarie a contrastare le condizioni di sofferenza economica e sociale di chi rappresentiamo e vogliamo rappresentare.

Il 22 dicembre manifestazioni in contemporanea in 5 città, MilanoRomaNapoliCagliari Palermo, per giungere alla sottoscrizione del rinnovo dei Contratti nazionali coerenti con le richieste sindacali.

→ Sul sito della FILCAMS CGIL i volantini a supporto della mobilitazione

Il 15 dicembre la manifestazione nazionale dello SPI CGIL ‘Ci avete rotto le tasche’

Venerdì 15 dicembre i pensionati della Cgil scenderanno in piazza Santi Apostoli a Roma. Una manifestazione nazionale per bocciare le politiche messe in campo dal governo Meloni e rilanciare le richieste del sindacato.

L’appuntamento prenderà il via alle 9.30 con i dialoghi di Gabriele Coen e Ziad Trabelsi, un incontro di musica ebraica e araba all’insegna della pace. Seguiranno le testimonianze di delegati e delegate su pensioni, sanità, assistenza sociale e non autosufficienza. Sul palco anche la voce di una giovane donna contro la violenza di genere.

A concludere la manifestazione saranno gli interventi di Ivan Pedretti, segretario generale dello SPI CGIL e di Maurizio Landini, segretario generale CGIL.

La manovra 2024 è l'ennesima dimostrazione del fatto che il governo Meloni prende in giro gli italiani: volevano cambiare la Fornero, l'hanno inasprita; promettevano risorse, continuano a taglieggiare chi paga le tasse; davanti a un'inflazione senza precedenti hanno fatto un'operazione ridicola con un "aumento" delle pensioni di 9,8 euro lordi medi, più o meno 7 euro netti. Le donne sono penalizzate, chi fa un lavoro usurante è penalizzato, chi non è penalizzato, invece, è chi evade. Nel frattempo non c'è traccia di misure che possano dare risposte alle nuove generazioni: i giovani hanno diritto a un lavoro stabile e ben pagato. È il lavoro di qualità che rende sostenibile il sistema.

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Lavoro in somministrazione, interrotto il tavolo per il rinnovo del contratto: 67.375 lavoratori veneti senza risposte

Oggi, lunedì 11 dicembre, si è svolto presso la Cgil di Venezia il primo attivo unitario interregionale (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino e Alto Adige) delle lavoratrici e dei lavoratori in somministrazione, con l’obiettivo di discutere del mancato rinnovo del contratto e delle prossime azioni da intraprendere.

L’interruzione della trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale del lavoro in somministrazione, decisa unilateralmente da Assolavoro, colpisce di fatto quasi 70.000 lavoratrici e lavoratori in Veneto (oltre 500.000 persone su tutto il territorio nazionale).

Dopo 16 mesi di incontri, confronti e approfondimenti, l’associazione datoriale ha bloccato le trattative dimostrando la totale mancanza di volontà nel risolvere alcuni nodi cruciali evidenziati dalla piattaforma proposta dalle tre sigle sindacali.

“Chiediamo di ripartire con la trattiva per vedere tutelate le lavoratrici e i lavoratori in somministrazione, sempre più presenti nel mercato del lavoro – spiega Rossana Careddu, Coordinatrice Nidl Cgil Veneto. Un mercato del lavoro parcellizzato, precario e frammentato che ha sempre più bisogno di tutele. Questo attivo di delegate e delegati precede quello che sarà un percorso assembleare che si snoderà nel mese di gennaio all’interno di tutte le realtà aziendali presenti nelle tre regioni, e che porterà a un attivo nazionale che si svolgerà a fine gennaio a Roma. Se la trattativa non si sbloccherà non escludiamo nessuno strumento di lotta, compreso lo sciopero”.

“Questa mattina abbiamo avuto l’occasione di ribadire che va data maggior importanza e più riconoscimento e tutele a chi lavora in somministrazione, cioè a chi lavora con le Agenzie per il lavoro – interviene Giovanni Battista Possamai, Segretario generale Felsa Cisl Veneto - Parliamo di lavoratori che sono presenti in molte aziende del triveneto, soprattutto quelle principali e di particolare valore, compresa la pubblica amministrazione. Non è più accettabile che nel 2023 manchino tutele di base come per esempio maternità, malattia o infortunio: deve essere garantita la parità di trattamento rispetto a chi è assunto direttamente dall’azienda”.

“Tra le proposte che abbiamo portato al tavolo di trattativa ci sono l’aumento dell’indennità di disponibilità e l’introduzione dello scatto per anzianità di lavoro, che non viene riconosciuto ai lavoratori in  somministrazione – spiega Maria Iorfida, Segretaria generale Uil Temp Veneto - Come non viene rispettato mai il preavviso di 5 giorni per la proroga: i lavoratori vengono avvertiti solo l’ultimo giorno di lavoro se resteranno oppure no. Tutte proposte che non sono state prese in considerazione a causa dell’interruzione del tavolo delle trattative. Faremo in modo che tutti uniti si possa andare avanti e far sì che le richieste vengano accolte”.

Dati lavoro in somministrazione:

Veneto: 67.375 occupati con contratti in somministrazione (dati Veneto lavoro relativi al secondo trimestre del 2023)

Province venete (dati Veneto lavoro relativi al secondo trimestre del 2023)

Venezia 16045

Belluno 2675

Padova 10160

Rovigo 1285

Treviso 12415

Vicenza 12545

Verona 12250

Friuli Venezia Giulia: 19.584 (dati Inail relativi al terzo trimestre 2022)

Trentino e Alto Adige: 6615 (dati Inail relativi al terzo trimestre 2022)

Il servizio di Antenna 3 sul primo attivo interregionale (Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige) dei lavoratori in somministrazione 

Gestione della logistica allo stabilimento Peroni di Padova: vittoria della Cgil! Accordo raggiunto dopo l'incontro in Regione

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Filt Cgil Padova e Flai Cgil Padova: “Dopo giorni di mobilitazione finalmente trova soluzione la vertenza per la logistica in Peroni. Una tappa importante verso la parificazione delle condizioni normative e salariali tra i lavoratori. Dal 1° gennaio a tutti i lavoratori della filiera verrà applicato il CCNL dell’industria alimentare”

Nella giornata di martedì 6 dicembre la Filt Cgil e Flai Cgil di Padova hanno raggiunto, presso gli uffici dell’Unità di crisi della Regione Veneto e alla presenza del Committente Birra Peroni spa, un importante accordo per i lavoratori che attualmente fanno capo alla filiera logistica presso l’impianto di Birra Peroni di Padova.

“I lavoratori – scrivono in una nota Filt Cgil Padova e Flai Cgil Padova - che attualmente sono in capo a Geodis transiteranno, dal 1° gennaio 2024, alla 5b Service srl (società al 100% di capitale Cab Log) con passaggio diretto e senza soluzione di continuità. Sparita quindi la minaccia del ritorno al subappalto. Per ogni singolo lavoratore verranno salvaguardate le mansioni, le funzioni e la condizione retributiva in essere, garantendo condizioni economiche individuali e accordi esistenti. Il meccanismo adoperato sarà quello della cessione individuale dei contratti che offre garanzia assoluta sia nell’interesse dei lavoratori che di tutta la collettività”.

“Aspetto qualificante dell’accordo – proseguono le due categorie sindacali – sarà l’inquadratura del nuovo personale nel CCNL Industria Alimentare, lo stesso che viene applicato al personale diretto “Birra Peroni spa”, notoriamente più vantaggioso rispetto a quello Merci e logistica con immediata armonizzazione dei trattamenti salariali. In questo modo si elimina ogni possibilità di dumping salariale tra personale operante nello stesso impianto. Accanto a questo, Birra Peroni spa ha assicurato che nelle future assunzioni dirette valuterà inoltre eventuali richieste avanzate dal personale oggetto di questo confronto. Nel corso dell’incontro sono emerse le evidenti e oggettive difficoltà che avrebbe avuto Peroni a gestire nell’immediato un lavoro di logistica che non le è proprio e che necessita del tempo per essere compreso e reso operativo. Per questo motivo Flai Cgil e Filt Cgil hanno ritenuto l’accordo raggiunto un passaggio obbligato verso l’internalizzazione degli ex lavoratori di Geodis”.

“Si tratta, in tutta evidenza – concludono Filt Cgil Padova e Flai Cgil Padova – di un grande successo per la CGIL che attraverso un proficuo confronto tra le due sue categorie coinvolte e grazie alla mediazione della Regione Veneto, ha saputo costruire delle basi concrete per una ricompattazione delle filiere produttive mettendo al centro la dignità delle persone e ponendo attenzione a non finire prigioniera in asettici perimetri contrattuali. L’accordo è stato anche sottoposto ai lavoratori riunitisi in assemblea e ha riscosso un generale giudizio positivo con conseguente fine dello stato di agitazione. Inoltre, si è fatto tesoro del lavoro della magistratura che attraverso le indagini ha scoperchiato le zone grigie di alcune porzioni della logistica, portando a frutto e dando gambe ai protocolli istituzionali realizzati negli ultimi anni. Protocolli che guardano alla legalità e all’accorciamento delle filiere nella convinzione che per fare impresa occorra partire dai lavoratori, dalle loro capacità e professionalità: una sfida su cui tutti devono sentirsi coinvolti!”

“Il mondo in guerra quale presente, quale futuro per i bambini?” Lunedì 11 dicembre, l’incontro pubblico promosso da Cgil Padova, Assopace Padova, Centro Pandora e Donne in Nero a Palazzo Moroni

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Si intitola “Il mondo in guerra, quale presente, quale futuro per i bambini?” e si svolgerà dalle 18.00 alle 20.00 presso la Sala Anziani di Palazzo Moroni, sede del municipio di Padova, lunedì 11 dicembre. Stiamo parlando dell’incontro pubblico, promosso – con il patrocinio del Comune – dalla Cgil di Padova insieme ad Assopace Padova, Centro Pandora e Donne in nero – a cui parteciperanno anche Livia Tiazzoldi (Unicef) e Amnesty International – che ha intenzione di aprire un focus sulla situazione disumana che stanno vivendo milioni di bambini (sono 468 milioni quelli che nel 2022 vivono in una zona di guerra, un numero raddoppiato dalla metà degli anni ‘90) perché hanno avuto la sfortuna di nascere in un luogo della terra teatro di un conflitto armato.

“Le guerre nel mondo – dice Palma Sergio (Pace e Immigrazione) della Cgil di Padova – colpiscono in modo pesantissimo i bambini e gli adolescenti. Molti di loro muoiono o vengono feriti gravemente, tutti vengono privati negli anni della loro formazione dei diritti più elementari: casa, cibo, protezione, istruzione, spesso anche di uno o di entrambi i genitori. Inoltre le guerre molto lunghe (come quelle in Siria, nello Yemen, in Eritrea, in Somalia, nella Rep.Democratica del Congo fino a quella tra Israele e Palestina, per citare solo alcuni delle centinaia di conflitti in corso) fanno sì che centinaia di migliaia di bambini diventino adolescenti e adulti in zone di guerra e non abbiano la possibilità di ricucire le loro ferite fisiche e psicologiche. Non dobbiamo abituarci a considerare normale la morte dei bambini in guerra”.

Nel corso della serata verranno proiettati alcuni brevi video che daranno lo spunto per parlare del presente di questi bambini e adolescenti, ma soprattutto ci porteranno ad interrogarci su quale potrà essere il loro futuro.