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Lavoro: 128 mila padovani con il CCNL scaduto

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  • Descrizione allegato: L'articolo di Manuel Trevisan su il Mattino di Padova

Vigilanza, chimici, sociale: sono solo alcune delle categorie che aspettano, anche da anni, il rinnovo. Il sindacato mobilitato

Contratti di lavoro scaduti e caro-prezzi. Primavera calda per 128 mila lavoratori

Una prima pagina dedicata al tema dei rinnovi dei contratti nazionali, quella dedicata nella domenica di Pasqua dal Mattino di Padova che con un articolo di Manuel Trevisan ha approfondito una materia che coinvolge – secondo le stime del Sole 24 ore – il 59% dei lavoratori dipendenti, circa 7,7 milioni di donne e uomini. Nella Provincia di Padova, calcola il Mattino, dovrebbero essere almeno 128 mila i padovani con il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) scaduto.

Questo significa – prosegue l’articolo – stipendi bloccati nonostante i rincari diffusi. E se per alcune categorie il rinnovo è imminente, per altre il traguardo sembra essere ancora lontano. Il problema ha ricadute concrete anche sul territorio soprattutto a fronte dell'aumento delle bollette da una parte e dei prezzi dei prodotti al consumo dall'altro, con un'inflazione che a Padova si attesta al 7,4% (ultimi dati del Comune), con un punto in più rispetto alla media nazionale. Lavorare senza un Contratto nazionale riconosciuto dai sindacati confederali, comporta un danno concreto per i lavoratori: non solo non viene redistribuita la ricchezza prodotta, ma i salari pesano meno per effetto dell'inflazione che riduce la capacità di spesa di operai, tecnici ed impiegati. Si capisce, quindi, come il rinnovo del Ccnl diventi urgente. Nel corso delle prossime settimane mobilitazioni e scioperi riscalderanno il clima del territorio. Ma andiamo con ordine e analizziamo i numeri dei lavoratori padovani privi di contratto relativi alle diverse categorie produttive, che restituiscono una geografia più precisa del problema del mancato rinnovo.

Il settore che interessa il maggior numero di lavoratori nel Padovano è quello del terziario, turismo e servizi: ben 90mila lavoratori. Dei 24 contratti riconosciuti a livello nazionale solo 3 sono stati fino ad ora rinnovati. Di quelli non rinnovati molti sono scaduti da diversi anni.

Vigilanza Privata

Il caso più eclatante è quello della vigilanza privata, scaduto da ben sette anni; un migliaio di persone «Sono lavoratori che in pandemia sono stati definiti essenziali e che hanno fatto uno sforzo non indifferente» spiega Marquidas Moccia, segretaria generale della Filcams Cgil Padova «Oggi sono stremati: fanno un mestiere complicato, in cui ci sono molte responsabilità, ma non riconosciute. Proprio per questa condizione di precarietà, molti lavoratori del settore terziario, turismo e servizi si stanno dimettendo volontariamente».

Trasporti

Non tanto meglio va nel settore dei trasporti. A Padova c'è infatti il problema noto di BusItalia, azienda che fatica a reperire personale, complice anche il fatto che il contratto autoferrotranvieri - quello dei circa 800 dipendenti padovani di Bus Italia - è scaduto dal 2017. A questi vanno aggiunti molti dei 300 dipendenti di aziende private che lavorano in appalto per il servizio di trasporto pubblico. Per questo, i sindacati hanno proclamato uno sciopero nazionale il 30 maggio prossimo, che comprometterà il consueto servizio di trasporto pubblico del Padovano. «Non si tratta di uno sciopero che garantisce alcune fasce orarie, ma di uno sciopero totale. Saranno assicurati, sulla base delle indicazioni della prefettura, solo i servizi minimi, come il bus per l'ospedale» spiega il segretario provinciale della Filt Cgil Padova Andrea Rizzo «Se siamo arrivati a una decisione di questo tipo vuol dire che la misura è davvero colma. Le trattative sono in continua rottura da anni e non si arriva a un punto di incontro per il rinnovo. Una problematica che in chiave futura va tenuta in considerazione. Parliamo, infatti, di un settore caratterizzato da un calo di lavoratori non indifferente. E il caso padovano di Bus Italia lo dimostra ampiamente. Questo perché i contratti sono fermi da anni: parliamo di lavoratori che guadagnano 1.200 euro al mese, che lavorano sabati e domeniche, in condizioni di grande stress. Contratti, quindi, estremamente precari. Ecco perché molti lavoratori di questo settore si stanno licenziando. Solo nell'ultima settimana sono stati due i dipendenti di BusItalia che hanno lasciato».

Istruzione e ricerca

Un altro settore produttivo che in pandemia ha giocato un ruolo centrale ma che fatica a vedere riconosciuti diritti e tutele è quello dell'istruzione e ricerca. A Padova, tra dipendenti di scuola statale, università, mondo della ricerca e conservatorio si contano 20.950 lavoratori con Ccnl scaduto nel 2018. E una prospettiva futura ancora non si riesce a vedere, come spiega la segretaria generale Flc Cgil Padova, Mara Patella. «Abbiamo presentato diverse proposte a seguito del confronto con i lavoratori e le lavoratrici. Si potrebbe arrivare a un bel rinnovo, che riconoscerebbe gli sforzi fatti da queste persone in un momento storico difficilissimo. Invece, riceviamo proposte senza confronto alcuno con il sindacato».

In via di rinnovo

Ci sono, poi, settori con Ccnl scaduti che sono in fase di trattativa e che nel corso delle prossime settimane potrebbero arrivare al rinnovo. Come quello del privato sociale che a Padova conta all'incirca 3.700 lavoratori, in particolar modo operatori sociosanitari. Sulla strada del rinnovo sono anche i 4mila lavoratori padovani del settore dell'energia-petrolio, elettrico e gas-acqua, seguiti dalla Filctem Cgil Padova. In entrambi i casi le piattaforme contrattuali sono già state presentate e sono iniziati gli incontri con i rappresentanti delle associazioni di categoria. «Anche per il settore alimentare, che comprende nel Padovano circa 7.900 lavoratori, si è aperto un tavolo di trattativa. Per questo settore molto complesso il 2022 rappresenta una fase di rinnovi» spiega infine il segretario generale Flai Cgil Padova, Giovanni Acco.

I contratti pirata

Quando si parla di Contratti collettivi nazionali di lavoro non si parla sempre di tutele e diritti garantiti. In questi anni si è assistito, infatti, al proliferale dei cosiddetti «contratti pirata», come spiega Marika Damiani, della segreteria della Fp Cgil Padova. «Si tratta di contratti che sono sottoscritti da sindacati con un bassissimo tasso di iscritti e rappresentatività e che, proprio per questo, hanno portato alla riduzione di diritti e del salario di un notevole numero di lavoratori. Nel privato sociale, ad esempio, ci sono ben 27 contratti pirata sui 47 contratti nazionali». -

Lettera a il Mattino di Padova di Gianluca Badoer, Segretario Generale Fillea Cgil Padova: "Infortunio sul lavoro in un cantiere edile. Il Ramadan non centra nulla"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova in questione

Un paio di giorni fa, il Mattino di Padova ha dato la notizia di un grave infortunio sul lavoro avvenuto a Carmignano Di Brenta. Premesso che la cosa più importante, in questa vicenda, sono le condizioni di salute del lavoratore vittima dell'incidente, il Segretario Generale della Fillea Cgil, Gianluca Badoer, ha scritto una lettera al giornale in cui fa una riflessione. La pubblichiamo:

Nella scorsa settimana, un articolo de il Mattino di Padova ha raccontato di un incidente sul lavoro successo nel cantiere edile in cui sorgerà la nuova scuola elementare di Carmignano sul Brenta. Purtroppo, un lavoratore nordafricano di 51 anni, scivolando su una scala in muratura si è ferito seriamente ed è dovuto venir trasportato in elicottero all’ospedale di Padova. Premesso che l’unica cosa veramente importante sono le condizioni di salute del lavoratore (sulle quali al momento non abbiamo aggiornamenti) e che non è mia intenzione sollevare nessuna polemica con l’autrice dell’articolo, cui va invece dato il merito di aver raccontato un fatto e parlato di un tema, quello degli infortuni sui luoghi di lavoro, purtroppo sempre attuale, né tantomeno con lo stesso quotidiano o con l’azienda edile in cui si è verificato l’incidente che sappiamo essere sempre molto attenta in materia di sicurezza, c’è stato un passaggio nel corso dell’articolo che mi ha procurato una fitta allo stomaco laddove si ipotizza che la caduta possa essere stata causata da un mancamento “magari dovuto al digiuno per il Ramadan”. Ecco, l’ho trovata un’ipotesi decisamente sgradevole e priva di ogni fondamento, considerato che durante questo periodo il digiuno vale solo nelle ore diurne e prevede un’adeguata alimentazione che compensi le ore senza cibo e acqua. Trovo fuorviante, e lo dico da convinto laico quale sono, ricondurre a delle legittime pratiche religiose la causa di un infortunio sul lavoro il cui motivo va invece sempre ricercato in una semplice e cruda considerazione e cioè che qualcosa, in tema di sicurezza, non ha funzionato. Magari anche una cosa semplice e banale, per esempio portare in quel momento l’elmetto protettivo E questo può succedere ovunque e in qualsiasi azienda, anche la più scrupolosa. Tutto il resto, francamente, non serve.

Gianluca Badoer, Segretario Generale Fillea Cgil Padova

"ARD Raccanello Spa. Raggiunto un ottimo accordo di secondo livello". La soddisfazione di Filctem Cgil e Femca Cisl

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sull'accordo raggiunto

Non solo crisi: il caso dell’Ard Raccanello Spa che premia i propri lavoratori

Filctem Cgil Padova e Femca Cisl Padova e Rovigo: “L’azienda ha recepito le nostre richieste di ridistribuire ai propri collaboratori una parte degli ottimi risultati raggiunti nel 2021, aumentando il premio di risultato a 2500 euro per i circa 100 dipendenti. E non solo. Abbiamo concluso un ottimo accordo di secondo livello e siamo molto soddisfatti”

Un risultato raggiunto grazie alla solidità dell’azienda che ha saputo saggiamente investire nella ricerca e nella valorizzazione delle proprie risorse, trasformando un rischio di crisi come la pandemia scatenata dal Covid-19 in un’occasione di crescita interna. L’auspicio è di proseguire le ottime relazioni sindacali attualmente in corso”

 

“Siamo decisamente soddisfatti. ARD Raccanello Spa, dimostrando un’attenzione non comune nel panorama delle aziende locali, si è dimostrata disponibile a recepire le nostre richieste per una redistribuzione della ricchezza ai propri dipendenti, alla luce di un momento di difficoltà generale per tutti dovuto all’aumento delle bollette e dei prezzi al consumo. Il risultato è stato un accordo di secondo livello che prevede un aumento del premio di risultato fino a 2.500 Euro, spendibile attraverso un piano di welfare con buoni carburante e spesa, servizi per le famiglie e previdenza complementare. Ma non solo: l’accordo prevede anche altri 8000 euro come somma complessiva da mettere a disposizione del personale per attività ricreative e l’opzione, se scelta, di aderire ad un piano di welfare aziendale opzionale che copre gran parte dei costi sanitari e previdenziali per i propri collaboratori. Davvero un ottimo risultato!”

Sono decisamente contenti Alberto Sanna della Filctem Cgil Padova e Da Lio Fabrizio della Femca Cisl Padova e Rovigo dopo l’accordo concluso con l’Ard Raccanello Spa, azienda padovana specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti e sistemi vernicianti per l’edilizia professionale, situata in Zona Industriale e che conta circa un centinaio di dipendenti che da ieri hanno buoni motivi per festeggiare.

“Un accordo dal significato molto particolare – aggiungono i due sindacalisti – perché raggiunto in un momento di grande difficoltà e incertezza per tutti. Per le aziende, che devono far fronte all’aumento esorbitante dei prezzi dell’energia e delle materie prime, ma anche per le lavoratrici e i lavoratori che a parità di stipendio devono fronteggiare anche loro l’aumento delle bollette, dei beni di prima necessità, della benzina per spostarsi. Ecco: tutto questo all’Ard Raccanello Spa lo sanno bene e consapevoli dell’importanza che riveste il personale per la crescita degli utili aziendali ci sono venuti incontro accogliendo le nostre richieste”.

“Tutto ciò – concludono Sanna e Da Lio – è stato reso possibile oltre che dalle ottime relazioni sindacali, anche dall’ottima crescita registrata nel 2021 e dalle buone prospettive per l’anno in corso, nonostante tutta l’incertezza che regna in ogni settore a causa del conflitto in corso. Ma, evidentemente, all’Ard Raccanello hanno deciso di scommettere sul futuro perché credono in loro stessi e va dato atto all’azienda di aver investito molto in questo senso. Per esempio, la pandemia che per molte aziende ha significato crisi e in molti casi chiusura, per l’Ard Raccanello è diventata un’occasione di crescita e investimenti nella ricerca, sviluppo, sostenibilità e innovazione. Per esempio, lo smart working, inizialmente adottato per evitare i contagi, è stato via via accolto ed è diventata una nuova modalità di lavoro a disposizione dei dipendenti. E i risultati raggiunti hanno premiato questo atteggiamento”.

“O ti abbassi lo stipendio di un terzo o esternalizziamo!” Le centraliniste della Cooperativa Radio Taxi di Padova sotto ricatto. La denuncia della Filt Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sulla vicenda

Filt Cgil Padova: “Il Comune intervenga per trovare una soluzione alla situazione venutasi a creare all’interno della Cooperativa Radio Taxi di Padova dove le dipendenti del centralino sono state poste davanti ad un bivio: o si riducono lo stipendio o il loro servizio verrà esternalizzato”

“Chiediamo che il Comune di Padova istituisca un tavolo di confronto congiunto alla Società Cooperativa Radio Taxi Padova affinché si trovi una mediazione che salvaguardi le lavoratrici e la qualità di un servizio collettivo”

“Chiediamo l’intervento del Comune. Quel che sta succedendo alle lavoratrici del centralino che smista le chiamate ai tassisti di Padova è semplicemente intollerabile e non può passare sotto silenzio. In pratica: o si ridurranno lo stipendio (e di parecchio, cioè circa un terzo) oppure il servizio verrà esternalizzato”. C’è molta rabbia ma anche altrettanta determinazione nelle parole di Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil e Katia Basso, la Funzionaria della categoria che sta seguendo le lavoratrici della Cooperativa Radio Taxi di Padova coinvolte in questa vertenza.

E aggiungono: “Per questo motivo abbiamo scritto una lettera al Sindaco Giordani chiedendogli di istituire un tavolo con la Società CO.RA.PA e le rappresentanze sindacali delle lavoratrici affinché si trovi una mediazione che salvaguardi la loro dignità e la qualità di un servizio collettivo fondamentale per la cittadinanza. E attendiamo una risposta”.

Una lettera in cui il Segretario Generale della Cgil ha illustrato al Sindaco la situazione che si è venuta a creare all’interno della Cooperativa Radio Taxi di Padova che gestisce, su licenza rilasciata dal Comune, l’autoservizio pubblico per il trasporto collettivo o individuale delle persone e che si affida, per le chiamate dei clienti richiedenti una corsa, ad un centralino in cui lavorano circa 10 lavoratrici dipendenti della cooperativa stessa.

“Ebbene – dicono Cognolatto e Basso – nelle settimane scorse siamo stati contattati dal Consiglio di Amministrazione della Cooperativa che ci ha comunicato la volontà di esternalizzare il servizio di centralino chiedendo, al contempo, se le lavoratrici erano disponibili a ridursi lo stipendio. A nostro avviso si è trattato di un ricatto, soprattutto se consideriamo l’anzianità lavorativa quasi ventennale della stragrande maggioranza delle lavoratrici, ma abbiamo lo stesso intrapreso delle trattative per trovare un’equa soluzione alla situazione, magari cercando una riduzione dei costi per l’azienda combinando una diminuzione dello stipendio unita ad un conseguente calo dei carichi di lavoro. Ma questo, naturalmente, ricordando sempre quel che dice la nostra Costituzione all’articolo 36 laddove recita che ‘il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa’. Teniamo presente che stiamo parlando di salari medi per lavoratrici impiegate da anni, di giorno, di notte, nei festivi, che già, con l’esplosione della pandemia e riduzione delle attività, avevano subito una diminuzione dello stipendio”.

“Ma a fronte di questa disponibilità – proseguono il Segretario Generale e la Funzionaria della Filt Cgil Padova – la società ha solo pensato di chiedere di quanto le lavoratrici possano tagliarsi lo stipendio e visto che quel che chiedono, cioè circa 10 mila euro all’anno in meno per ogni lavoratrice ossia una riduzione pari a circa un terzo dell’attuale stipendio, è oltre che irrealizzabile anche vergognoso, le lavoratrici hanno deciso di assumere un atteggiamento di fermezza e ci hanno manifestato la volontà di intraprendere azioni di lotta che inevitabilmente finiranno con lo scaricarsi sul servizio pubblico e quindi sulle cittadine e cittadini della città”.

“Per questo motivo – concludono Massimo Cognolatto e Katia Basso – abbiamo deciso di chiedere l’intervento del Sindaco, come primo rappresentante degli interessi e bisogni della città. Come Filt Cgil, prima di dichiarare uno stato di agitazione, siamo soliti percorrere tutte le vie del dialogo possibile, ma se dovessimo constatare che tale condotta non ci porta a niente, ci troveremmo costretti a fermare il servizio, anche per una settimana consecutiva. E allora tutti dovranno prendersi le responsabilità per questo disagio alla città”.

Giovanni Acco è il nuovo Segretario Generale della Flai Cgil Padova

Govanni Acco è il nuovo segretario generale della Flai Cgil di Padova. A deciderlo, l’assemblea Generale della categoria che si è svolta presso l’agriturismo la Scacchiera di Padova lunedì l’11 settembre.

Nel corso dell’assemblea, cui hanno partecipato 26 dei 37 componenti, alla presenza della Segretaria Nazionale della Flai Silvia Guaraldi e dopo che la stessa lo ha proposto come candidato su invito dei centri regolatori e con l’avvallo della Commissione dei Saggi nominata per l’occasione, si è svolta la votazione che all’unanimità ha decretato l’elezione di Giovanni Acco a nuovo Segretario Generale della Flai Cgil Padova.

Giovanni Acco che subentra a Francesca Crivellaro, andata in pensione, ha 59 anni ed è di Montecchio Maggiore (VI). Inizia a lavorare in un’azienda metalmeccanica ed elettronica ed entra in Cgil, come RSA della Fiom, nell’88. Alla Flai Cgil di Padova arriva, dalla Fiom di Verona, nel 2018.

“Anni trascorsi molto velocemente – ha detto nella sua relazione il nuovo Segretario Generale – quelli passati da quando sono arrivato in questa categoria. Anni in cui ho vissuto e condiviso un percorso, soprattutto umano, tra compagne e compagni, fatto di storia politica sindacale, di condivisione, di discussione, di lotta e di impegno: tutto questo l’ho vissuto grazie a Francesca, a Giuliano, a Simonetta, a Genny e Valeria che mi hanno accolto e accompagnato in questa nuova esperienza”.

Nel corso della relazione, molti i punti toccati da Giovanni Acco che ha ripercorso i tratti di un settore, decisamente molto importante tanto da essere definito “primario”, che negli ultimi anni ha avuto delle notevoli trasformazioni ma che purtroppo ha mantenuto una costante: l’inadeguatezza dei salari.

“Siamo di fronte infatti al paradosso che mentre, da una parte, aumentano gli orari, la flessibilità, la fatica, dall’altra sono sempre meno coloro che beneficiano dei profitti dell’impresa. Per questo parliamo spesso di lavoro povero, sottopagato. In agricoltura siamo arrivati al limite: chi fa la raccolta prende 6,50 euro lordi che diventano spesso i 4/5 netti sommersi. Dopo la pandemia il padronato e le multinazionali hanno alzato ancora di più la testa e non possiamo nascondere che tutto ciò deriva anche dalle difficoltà dettate dalla crisi pandemica e oggi purtroppo non possiamo aspettarci nulla di diverso con l’avvento della guerra”.

E ricordando l’impatto della pandemia sul mondo del lavoro Giovanni Acco ha sottolineato:

“La CGIL in questa fase emergenziale e inedita ha saputo svolgere un ruolo fondamentale: in un serrato confronto con i governi le parti sociali e le istituzioni, siamo riusciti ad ottenere i protocolli sulla sicurezza, abbiamo resistito nei luoghi di lavoro con i delegati di fronte all’arroganza delle imprese che pensavano solo alla propria produzione industriale e al profitto. È con questa fatica abbiamo rimesso al centro la sicurezza, i lavoratori e il lavoro. Però questo non è stato sufficiente e non è ancora sufficiente. Dobbiamo essere in grado di rimettere in moto le nostre capacità e le nostre intelligenze per affrontare nuove sfide e per portare avanti un’idea diversa del mondo. L’isolamento e l’impotenza dell’umanità durante la pandemia mondiale avrebbero dovuto e potuto far capire qualcosa e cioè che nessuno si salva da solo”.

Una lezione che però non si è voluto imparare e che motiverà ancora di più il nuovo Segretario Generale, la categoria e l’intero sindacato a fare la propria parte contro questo stato delle cose e ha concluso ricordando l’insegnamento Di Vittorio:

“I padroni non considerano il lavoratore un uomo. Lo considerano una macchina, un automa. Ma il lavoratore non è un attrezzo qualsiasi. Non si affitta, non si vende. Il lavoratore è un uomo. Ha la sua personalità, un suo amor proprio, una sua opinione politica, una sua fede religiosa e vuole che questi sui diritti vengano rispettati da tutti e in primo luogo dal padrone”.

Un impegno, ha garantito il nuovo Segretario Generale della Flai Cgil di Padova, Giovanni Acco, che sarà sempre al centro dell’azione politica e agire quotidiano dell’intera categoria.

Padova. Grande partecipazione alla manifestazione per la sanità pubblica.

Davvero tantissime persone, almeno qualche migliaia, alla manifestazione organizzata, nella mattina di sabato 9 aprile, da Covesap, il coordinamento di comitati spontanei di cittadini per la sanità pubblica, a cui hanno dato il loro deciso apporto, a livello regionale, anche la Cgil e la Uil. 

Uguaglianza dell'accesso alle cure, stop alle esternalizzazioni e privatizzazioni dei servizi socio-sanitari, no al depotenziamento degli ospedali periferici, no all'aumento delle spese militari a vantaggio di maggiori risorse destinate alle categorie più fragili: queste alcune delle tante richieste contenute negli slogan dei partecipanti che dopo essersi radunati alle 09.30 nel Piazzale della Stazione di Padova, sono partiti in un lunghissimo corteo che snodandosi per le vie della città ha raggiunto la Prefettura di Padova, in Piazza Antenore, dove si sono alternati i rappresentanti delle tante associazioni promotrici della manifestazione. Per la Cgil, è intervenuto il Segretario Confederale Regionale Paolo Righetti.

"Emergenze climatiche, inquinamento dell'ambiente e del territorio, pandemie, precarietà e sfruttamento sul lavoro, evoluzione demografica - avevano dichiarato, alla vigilia della manifestazione, lo stesso Paolo Righetti (Cgil Veneto) e Mario Ragno (Uil Veneto) - hanno determinato un forte incremento dei danni alla salute, delle patologie sanitarie, del disagio sociale, dei bisogni di cura, riabilitazione e assistenza. Per questo il potenziamento dell'intero sistema sociosanitario pubblico, delle attività di prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, delle strutture ospedaliere e intermedie, della filiera dei servizi territoriali, residenziali e domiciliari, della medicina di base, dell'integrazione sociosanitaria, deve ridiventare una priorità del quadro politico, istituzionale e amministrativo a tutti i livelli".

E avevano proseguito: "Rafforzare il Sistema Pubblico è la condizione indispensabile per garantire l'erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e dei Leps (Livelli essenziali delle prestazioni), l'accesso universale e a costi sostenibili ai servizi e alle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali, anche e soprattutto ai territori più interni e periferici e alle persone anziane, non autosufficienti, disabili, con maggiori fragilità. Insomma, l'obiettivo irrinunciabile è garantire a tutti e in modo omogeneo: il diritto alla salute, all'inclusione e alla protezione sociale. Anche qui, nel "virtuoso" Veneto, perché anche in questa Regione si è sviluppato nel tempo un arretramento nella qualità dei servizi, delle prestazioni e delle condizioni di lavoro, un allungamento dei tempi di attesa, e un conseguente processo di strisciante privatizzazione".

E concluso richiamando tutti alle proprie responsabilità: "A governo e Regione, ognuno per le sue competenze e titolarità, chiediamo pertanto: il pieno utilizzo di tutte le risorse e la realizzazione di tutte le misure previste dal PNRR; l'incremento strutturale dei diversi fondi nazionali (a partire dal Fondo Sanitario Nazionale) e dei sostegni economici integrativi dal Bilancio regionale; un Piano straordinario di assunzioni e l'urgente riprogrammazione dei diversi fabbisogni professionali, superando i vincoli tuttora esistenti; una rapida ridefinizione a livello nazionale e regionale della normativa, della programmazione e dell'assetto organizzativo del sistema sociosanitario, coerente con queste esigenze e priorità".

Nel filmato l'intervento della Segretaria Confederale della Cgil di Padova, Palma Sergio, ai margini del raduno dei manifestanti prima della partenza.

Elezioni RSU 2022 del pubblico impiego: ottimi risultati nella provincia di Padova per la FP Cgil

Alessandra Stivali, FP Cgil: “Grande risultato, al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Nella sanità, negli Enti locali e nelle ramificazioni territoriali dei ministeri degli interni, della giustizia e dei beni culturali la FP Cgil cresce sostanzialmente ovunque e dove non vince conferma i suoi seggi”

È molto soddisfatta, Alessandra Stivali, la Segretaria Generale della FP Cgil di Padova, al termine di un’intensa tre giorni di votazioni per le elezioni dei Rappresentanti Sindacali Unitarie (RSU) dei lavoratori del pubblico impiego. I primi risultati, seppur parziali, confermano la crescita del sindacato di via Longhin in tantissime realtà del territorio padovano dove operano le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico.

“Iniziando dagli Enti locali – dice la Segretaria della Fp Cgil padovana – al Comune di Padova registriamo un aumento dei voti e seggi nelle rappresentanze unitarie che ci porta a diventare il secondo sindacato con più iscritte e iscritti a Palazzo Moroni. Anche in Provincia registriamo un aumento importante che ci fa sostanzialmente essere primi a pari merito con la Cisl per quel che riguarda il numero dei seggi, considerato che ci separano solo due voti, Siamo primi alla Camera di Commercio e all’ESU e in tantissimi comuni della provincia: Abano, Piazzola, Vigodarzere, Camposampiero, Selvazzano, Noventa, Montagnana, Este, Teolo, Mestrino, Arzergrande, Anguillara solo per citarne alcuni ma ce ne sono altri. Stesso discorso per quel che riguarda molte case di riposo che applicano il contratto degli Enti locali dove arriviamo primi come all’ Altavita IRA, alla Croce Verde, alla Casa di Riposo Galvan di Pontelongo oppure secondi ma registrando un notevole avanzamento come al Configliachi”.

“Ma i buoni risultati – prosegue Alessandra Stivali – non finiscono qui. Anche negli uffici che dipendono dalle Funzioni Centrali dei Ministeri degli Interni, della Giustizia e dei Beni Culturali registriamo degli ottimi risultati. Per esempio, per quel che riguarda il Ministero degli Interni, siamo primi sia in Prefettura che in Questura. Per quel che riguarda il Ministero della Giustizia, siamo primi al Tribunale e alla Procura. E infine per quel che riguarda i Beni Culturali registriamo il primo posto alla Biblioteca Universitaria e di Santa Giustina e il secondo posto, ma con un avanzamento, alla Soprintendenza”.

“Infine – conclude la sindacalista della Cgil – per quel che riguarda la Sanità registriamo un’ottima crescita in Azienda Ospedaliera con più di 250 voti ottenuti rispetto alle elezioni precedenti che ci fanno avanzare di due seggi nelle Rappresentanze Sindacali Unitarie e non ci fanno essere il secondo sindacato per soli 50 voti che sono davvero pochi su più di 6000 lavoratori. Siamo primi al Busonera dello IOV ed entriamo nelle Rappresentanze Sindacali Unitarie di Azienda 0. Ma anche all’Usl 6 avanziamo e siamo il secondo sindacato con più iscritte e iscritti ma acquistiamo un seggio in più, a conferma dell’ottimo risultato generale raggiunto”.

La protesta dei ricercatori promossa da FP CGIL e ARSI: esposti cartelli e camici allo IOV di Padova

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sulla protesta allo Iov
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Alessandra Stivali, FP CGIL: “Un flash mob per rilanciare il problema della stabilizzazione delle lavoratrici e lavoratori della ricerca e a supporto della ricerca: a Padova sono circa un centinaio, svolgono un lavoro fondamentale che muove milioni di euro eppure hanno stipendi modesti, nessun premio di produttività e un futuro con un grande punto di domanda: cosa faranno scaduto il loro contratto?”

“Insieme all’ARSI (Associazione Ricercatori in Sanità – Italia) abbiamo deciso di rilanciare anche qui a Padova, la mobilitazione nazionale delle lavoratrici e lavoratori della ricerca e a supporto della ricerca per cercare di dare un po’ di luce alla loro situazione fatta di precarietà e sostanziale mancanza di qualsiasi riconoscimento”. È così che Alessandra Stivali, Segretaria Generale della FP Cgil di Padova spiega il senso dell’iniziativa di stamane (ieri, 07 aprile, per chi legge ndr) all’Istituto Oncologico Veneto di Padova con cui il personale impegnato quotidianamente nei laboratori di ricerca ha deciso di manifestare il proprio stato di disagio per le proprie condizioni di lavoro. attaccando camici e cartelli di proteste alle finestre.

“Si è trattato – prosegue Alessandra Stivali – di un’iniziativa fatta per sottolineare il problema della stabilizzazione, a livello nazionale, di decine di migliaia di, perlopiù, giovani donne e uomini che lavorano nella ricerca e a suo supporto. Solo a Padova sono circa un centinaio, impegnati oltre che qui allo IOV anche all’Istituto Zooprofilattico, e con le ricerche che seguono muovono milioni di euro eppure hanno stipendi che si aggirano tra i 1100/1200 euro al mese e lì restano inchiodati dal momento che non riusciamo a far decollare una contrattazione di secondo livello a causa del blocco dei fondi ministeriali a disposizione. Questo significa che sono tagliati fuori dalla distribuzione di produttività, a loro non elargita, e che non hanno diritto a nessuna premialità, per esempio come quella legata al Covid o a qualunque risultato raggiunto con la loro ricerca. E c’è di peggio”.

“Mi riferisco alla spada di Damocle che pende sulle loro teste – conclude la sindacalista della FP Cgil di Padova – visto che tra due anni scadrà il loro contratto, la cui durata prevista è di cinque anni, a cui, teoricamente, dovrebbe seguire un rinnovo per altri cinque anni, al termine dei quali non si sa, letteralmente, più nulla. Verranno stabilizzati? Verranno cacciati? Nessuno lo sa. E che non si sappia è una cosa semplicemente indecente, non da Paese civile. Ma non solo: dimostra anche una vergognosa irriconoscenza per chi fa un lavoro dall’altissimo significato sociale, contro una malattia che è tra le prime cause di mortalità al mondo e la cui unica speranza di sconfitta risiede proprio nell’attività a cui si dedicano, spesso con grande spirito di sacrificio, queste lavoratrici e lavoratori”.

Il servizio andato in onda su Antenna 3 sulla protesta allo IOV