Per domani, mercoledì 1 settembre 2021, le organizzazioni sindacali Fiom e Adl Cobas hanno organizzato un presidio che si terrà davanti la sede di Trebaseleghe di Grafica Veneta in via Malcanton 2 a partire dalle ore 8 fino a fine giornata. Il presidio sarà un momento importante per portare nel territorio le istanze dei lavoratori e far conoscere la realtà in cui hanno vissuto prima degli arresti e quale sia la loro situazione dopo quella data, quali sono le loro problematiche e quali le loro speranze per il futuro. Fiom e Adl Cobas saranno al fianco dei lavoratori in presidio per tutta la giornata, durante la quale potrebbero presentarsi in loco anche alcuni degli scrittori firmatari della petizione fatta partire qualche settimana fa a sostegno dei lavoratori, contro lo sfruttamento e il caporalato.
Il presidio anticipa di una giornata la convocazione del tavolo richiesto al prefetto che si terrà invece il 2 settembre dalle ore 10 e al quale sono stati formalmente invitati l’avvocato della BM services Filippo Valcanover, l’amministratore giudiziario di BM services Riccardo Bonivento, Grafica Veneta, Barizza International, Cgil, Fiom e Adl Cobas. Il tavolo in prefettura sarà un importante appuntamento, che sia i lavorati che i sindacati aspettano dal 24 agosto, data dell’ultimo incontro, per poter definire con più chiarezza il futuro lavorativo dei 24 lavoratori coinvolti, per capire in che modo possa essere data loro giustizia per quello che hanno subito, un lavoro correttamente retribuito o la cassa integrazione temporanea per poter dare loro un po’ di respiro dopo questi mesi difficili.
Cgil Padova e Fiom Cgil Padova: “Il triste bollettino di oggi ci conferma la necessità di pensare ad un modello di sviluppo che non metta al primo posto il profitto, bensì la vita umana. Non si può più morire per lavoro”
“Si indirizzino una parte delle risorse del Pnrr alla tutela della salute di chi sostiene lo sforzo produttivo del Paese, cioè i lavoratori”.
Dopo la mattinata funestata da due gravi infortuni ed una vittima (sembra per cause naturali) in aziende della provincia di Padova non si fa attendere la reazione della Cgil di Padova per bocca del Segretario Confederale con delega alla Sicurezza, Dario Verdicchio e del Segretario Generale della Fiom Cgil di Padova, Loris Scarpa.
“In attesa di avere maggiori dettagli e particolari sugli incidenti – dicono i due sindacalisti – non possiamo, al momento, oltre che esprimere la nostra amarezza per l’inaccettabile consuetudine con cui accadono questi episodi, che sollevare una domanda: ha senso un modello produttivo che contempla almeno tre vittime e innumerevoli feriti giornalieri per sostenersi? Non è ora di fare qualcosa affinché valori come profitto e fatturato lascino il posto a sicurezza del ritorno a casa per i lavoratori? E non sarebbe ora di fare qualcosa di concreto affinché ci sia questo cambio di paradigma?”
“E aggiungiamo: quale miglior momento di ora, viste le ingenti risorse in arrivo dall’Europa?” chiedono Dario Verdicchio e Loris Scarpa che proseguono “Tra tutti i miliardi in arrivo dall’Europa previsti dal Pnrr, non si potrebbe provare ad innescare un dibattito politico affinché qualcuno di questi venga indirizzato alla tutela e alla salute dei lavoratori prevenendo, innanzitutto, la possibilità che cadino vittima di infortunio o peggio? Del resto, sono anni che se ne parla, le molteplici vie per incidere sulle drammatiche cifre delle vittime sul lavoro (corsi di formazione, strumenti normativi e tecnologici, vantaggi fiscali ecc.) sono state ampiamente spiegate e individuate da tempo ma non sono mai state concretamente messe in atto. Chiediamo: non sarebbe ora di farlo?”
“Francamente – concludono i due sindacalisti della Cgil di Padova – troviamo frustrante, vista la frequenza, dover ogni volta che accadono incidenti sul lavoro, mortali o non, rilasciare dichiarazioni di circostanza a commento del fatto. La verità è che le parole ormai stanno a zero, è necessario passare ai fatti. Vogliamo ricordare che solo poco più di un mese fa, il 20 luglio scorso, Cgil Cisl e Uil si sono ritrovate in una partecipatissima manifestazione a Vicenza per chiedere alla Regione Veneto di dare seguito e rispettare gli impegni presi in tema di sicurezza, a partire dall'implementazione del numero di ispettori Spisal, assolutamente oggi deficitario. Attendiamo ancora risposte".
FP Cgil Padova: “L’incontro con l'Amministrazione Comunale di ieri era di carattere puramente informativo, durante il quale non si è proprio concordato nulla. Semplicemente ci è stato illustrato quanto prevede il DL 6 Agosto, n 111 (Misure urgenti per l'esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti) e la sua applicazione negli istituti comunali”
“Innanzitutto, ci terrei a sottolineare, che l'incontro di ieri avuto con l'Amministrazione Comunale – riguardo all'applicazione di quanto prevede il DL 6 Agosto, varato dal Governo, in materia di misure urgenti anti Covid da adottare in previsione della ripresa dell'anno scolastico – era di carattere puramente informativo, vale a dire che nel corso del quale non si è concordato nulla perché non è questa una materia che può essere oggetto di contrattazione. C'è da adottare una legge? Bene, noi che siamo rispettosi della legge ci siamo messi a disposizione e abbiamo ascoltato come intendeva muoversi il Comune di Padova per applicarla nel suo territorio”. Ci tiene a mettere le cose in chiaro Enrico Ciligot, Segretario della Funzione Pubblica Cgil di Padova.
“Ci tengo a precisarlo – dice il Segretario Generale della Fp Cgil – dopo aver letto quanto riportato dalla stampa locale, in particolare in due quotidiani dove si afferma che nel corso dell'incontro ci sarebbe stata comunicata l’intenzione da parte dell'amministrazione comunale di procedere con la sospensione a tempo indeterminato e con una sanzione da 400 euro per quei lavoratori che dovessero rifiutarsi di vaccinarsi e quindi avere il Green Pass. Voglio ricordare che questa ulteriore sanzione pecuniaria è prevista da un parere tecnico del Ministero dell’Istruzione. Nel corso della riunione nessun componente della delegazione pubblica dell’amministrazione ha fatto cenno a questo aspetto. Inoltre la sospensione prevista nel Decreto Legge dura fino al 31 dicembre 2021 (quindi non a tempo indeterminato)”.
“Ci chiediamo – prosegue il sindacalista – perché l’amministrazione senta il bisogno di dichiarare pubblicamente che la sospensione e multa sono misure “concordate” con i sindacati. Hanno forse bisogno di condividere una responsabilità che per legge è tutta in capo ai datori di lavoro? Quel che invece abbiamo chiesto è che si valutassero caso per caso quei lavoratori sprovvisti di Green Pass perché non è tutto bianco o nero. Sono tante le persone che, per esempio, per motivi medici (perché immunodepresse o perché stanno facendo una particolare cura) non possono vaccinarsi, oppure altre lo hanno fatto ma, per i soliti intoppi burocratici, non hanno ancora ricevuto il Green Pass. E per tutti questi lavoratori abbiamo chiesto la ricollocazione in modo da garantire la loro e altrui sicurezza”.
“Aggiungo – conclude Enrico Ciligot – che abbiamo anche evidenziato che al di là del Covid, permangono delle criticità in materia di salute e sicurezza, già note da anni, su cui siamo ancora in attesa di risposte che speriamo avremo nel prossimo incontro. E lo ribadisco: tutti sono favorevoli al vaccino ma non siamo disposti a prenderci responsabilità che appartengono, secondo la Costituzione, innanzitutto al Governo e al Parlamento. A loro spetta l'esercizio di fare le leggi anche nei temi che ci riguardano. Ai datori di lavoro, in questo caso il Comune di Padova, e ai lavoratori il dovere di eseguirle. Vale per tutto, anche per il Covid. Sempre bene chiarirlo”.
Cgil di Padova: “Ringraziamo Alessandro Zan per la sua scelta di non stampare il suo ultimo libro a Grafica Veneta. Si tratta di una precisa scelta di campo che non possiamo non apprezzare: con questo gesto, non solo Zan dimostra di stare dalla parte degli sfruttati ma esprime anche la sua forte contrarietà per l'abbandono del tavolo di contrattazione da parte di Grafica Veneta”
“L’auspicio è che il suo esempio venga seguito da molti altri personaggi del mondo della cultura e della scrittura affinché Grafica Veneta ritorni al tavolo di contrattazione e si prenda le sue responsabilità”
Dopo la scelta dell'On Alessandro Zan di ritardare di una settimana l'uscita del suo libro “Senza paura”, per la decisione di non farlo stampare negli stabilimenti di Grafica Veneta non si fa attendere la reazione di apprezzamento da parte della Cgil di Padova per questo suo gesto.
“Non possiamo che ringraziarlo – dice il Segretario Generale della Camera del Lavoro di Padova, Aldo Marturano – per questo gesto, che più di tante parole, decreta una precisa scelta di campo da parte del deputato padovano. Sarà un processo a stabilire le responsabilità penali e civili delle persone coinvolte, ma riteniamo molto importante la scelta di Alessandro Zan di non rimanere indifferente davanti a ciò che l’inchiesta di magistratura e forze dell’ordine ha finora portato alla luce, vale a dire un feroce sistema di caporalato che, se verrà confermato dagli esiti processuali, costituisce un fatto gravissimo”.
“In particolare – prosegue e conclude Aldo Marturano – abbiamo approvato le sue parole quando ha sottolineato la necessità che la battaglia per i diritti civili proceda di pari passo a quella in nome dei diritti sociali che è esattamente quello che andiamo ripetendo da anni. Come è del resto del tutto condivisibile la sua protesta per l'uscita dal tavolo delle contrattazioni da parte di Grafica Veneta. L'auspicio è che il suo esempio venga seguito da tanti altri scrittori e personaggi del mondo della cultura e della politica facendo comprendere ai vertici dell'azienda la necessità di tornare al tavolo di contrattazione e risolvere, secondo equità e giustizia, la situazione di quei lavoratori trattati per mesi come schiavi”.
Filctem Cgil Padova: “Gli articoli usciti sulla stampa locale relativi ai presunti furti che vedono coinvolti tre dipendenti della Plissè sono pieni di inesattezze e ledono fortemente la loro dignità dando per assodata la loro colpevolezza, cosa tutt'altro che vera”
“Resti agli atti: non hanno mai ricevuto un avviso di garanzia, non sono mai stati convocati in caserma dai carabinieri, non hanno mai e poi mai confessato alcunchè. Né loro, né la loro presunta complice. Tutto ciò non fa che confermare le nostre perplessità nella vicenda ma siamo certi che la verità, come deve essere, uscirà in un'aula del Tribunale”
“Un totale travisamento della realtà, non saprei come altro definirlo”. È perplesso Luca Rainato, Segretario Generale della Filctem Cgil di Padova dopo che ieri sono usciti in tutti e tre i quotidiani locali di Padova, la notizia della denuncia di tre dipendenti della Plissè di Piombino Dese, nota azienda di abbigliamento, accusati di aver sottratto e venduto (tramite una presunta complice esterna, una donna con più di 80 anni) più di 10 mila euro di merce attraverso il meccanismo del “conto vendita”.
“Facciamo un po’ di chiarezza” dice il Segretario della Filctem Cgil di Padova: “Qualche mese fa questi tre dipendenti ci contattano e ci spiegano di essere stati licenziati perché accusati di furto dall'azienda, cosa che smentiscono categoricamente. Chiediamo di vedere la relativa denuncia alle forze dell'ordine, ma ci dicono di non essere a conoscenza di nessuna denuncia e la cosa ci lascia perplessi perché, in nostra memoria, non ci era mai successo di veder licenziati dei lavoratori con l'accusa di furto senza la presenza di una denuncia penale. Così decidiamo di vederci chiaro, parliamo con la presunta complice (che nelle lettere aziendali che motivavano il licenziamento, risultava aver confessato il suo coinvolgimento) che invece smentisce con forza ogni confessione e ruolo nella vicenda. Tutto ciò conferma i nostri dubbi e decidiamo di impugnare il loro licenziamento. Poi, improvvisamente, ieri veniamo a conoscenza che i carabinieri di Piombino Dese avrebbero accertato la loro colpevolezza, addirittura in un quotidiano (ndr. Il Gazzettino) risulta che sarebbero stati convocati in caserma e avrebbero confessato. Naturalmente, la prima cosa che faccio è chiamarli e tutti e tre smentiscono tutto. Nulla di vero”.
“Innazitutto – prosegue Rainato – nessuno dei tre, e neanche la presunta complice, ha ricevuto in questo tempo un avviso di garanzia, una convocazione davanti agli inquirenti e, ribadisco, mai e poi mai hanno confessato alcunchè. Per quel che riguarda i presunti precedenti penali di uno dei tre, questi consistono nel ritiro della patente per un mese quando aveva 19 anni (e adesso ne ha 37), continuano a venire difesi dal medesimo avvocato e soprattutto continuano a professarsi del tutto innocenti ed estranei a qualsiasi condotta che giustifichi il loro licenziamento”.
“Per parte nostra – conclude Luca Rainato – pensiamo che le sentenze di condanna le emettono i giudici, al termine di un processo, e non i giornali sulla base di una versione univocamente parziale che sente solo una parte tra le due. Tutto ciò non fa che confermare le perplessità che questa vicenda ci ha destato, fin dall'inizio, dettate oltre che dalla condotta tutt'altro che chiara e leale da parte dell'azienda, anche dalla dinamica con cui sarebbero avvenuti questi furti, attraverso il meccanismo del conto vendita che in realtà è una prassi aziendale consolidata da anni e che non si sono certo inventati questi dipendenti. E stiano tutti sereni: la verità uscirà fuori in tribunale".
Durante la conferenza stampa organizzata il 24 agosto 2021 presso la sala Anziani del Comune di Padova dalla Fiom Cgil Padova e da Adl Cobas Padova, le organizzazioni sindacali hanno voluto denunciare sia la condizione in cui versano una decina di lavoratori da loro rappresentati, che erano occupati in nero all’interno di Grafica Veneta attraverso BM services, che illustrare le iniziative previste sul territorio per le prossime settimane sul territorio.
Per tenere viva l’attenzione sulla vertenza Grafica Veneta/Bm Services, che coinvolge oltre una trentina di lavoratori stranieri, si è deciso di indire iniziative a sostegno della lotta, dopo l’ultimo tavolo in prefettura riguardante sia la situazione dei 24 lavoratori rappresentati da Adl Cobas e Fiom Cgil di Padova che lo sfruttamento della manodopera e del lavoro nero che riguarda sia Grafica Veneta che Barizza International.
A partire dalla prossima settimana sarà, quindi, allestito un presidio permanente davanti ai cancelli di Grafica Veneta al quale prederanno parte entrambi i sindacati e i lavoratori coinvolti, per ricordare all’azienda che le organizzazioni sindacali non cederanno di un passo fino ad arrivare ad una risoluzione di questa vertenza che porti finalmente giustizia.
Inoltre saranno avviate delle azioni di sensibilizzazione che coinvolgeranno intellettuali, scrittori, scrittrici, politici/che, esponenti del mondo cattolico e laico per sostenere la causa e ricordare all’opinione pubblica che la cultura non può essere ennesimo veicolo di sfruttamento e che situazioni come quella scoperchiata in queste settimane, non possono essere tollerate né messe sotto traccia.
Queste iniziative di lotta e di sensibilizzazione andranno a corredo dell’istanza di un ulteriore tavolo di confronto richiesto in prefettura che dovrà riguardare, come chiesto da Fiom Cgil e Adl Cobas, oltre che le istituzioni, anche l’amministratore giudiziale della BM services sas, gli avvocati della BM services sas e i rappresentanti di Grafica Veneta e di Barizza international, le due realtà principali per cui la Bm services forniva lavoratori in appalto nel padovano.
Questo tavolo “allargato” è necessario per riuscire a chiarire tutte le sfaccettature della vicenda, a cui quotidianamente si aggiungono nuovi aspetti, sempre più incredibili, e per poter procedere con le richieste di cassa integrazione per i lavoratori stranieri che operavano in Veneto e che, nonostante siano ancora in capo a BM services, non stanno più lavorando dopo l’arresto dei proprietari dell’azienda.
“Questa vertenza è fra le più gravi che abbiamo affrontato perché parla di lavoro nero, di pestaggi, di sfruttamento. Parla di aziende che non vogliono riconoscere le proprie responsabilità e di un sistema industriale malato e distruttivo. Noi non abbiamo intenzione di ignorare la situazione e faremo in modo che nessuno giri le spalle di fronte a questa realtà e a questi lavoratori. Il presidio è un primo atto, dovuto e necessario, dal quale partiremo per far partire tutta una serie di iniziative che coinvolgeranno oltre ai sindacati, lavoratori, lavoratrici, scrittori e scrittrici, intellettuali e tuttә coloro stanno dimostrando interesse e sdegno per questa vicenda. I soggetti responsabili sono ben identificati e sono BM services, Grafica Veneta e Barizza International che devono rispondere del loro operato sia nei confronti di questi lavoratori che verso l’opinione pubblica. Per quanto riguarda il resto sarà la magistratura che farà il suo corso e definirà le pene e le responsabilità legali di ognuno di coloro che sono coinvolti. Noi siamo preoccupati per le condizioni materiali dei 24 lavoratori e riteniamo necessario costituire, anche con le istituzioni locali, un cordone di sostentamento e di tutela per loro ed è per questo che ci aspettiamo al più presto la convocazione del tavolo, richeisto al Prefetto durante l’ultimo incontro, per poter discutere del lavoro in appalto, che al momento è sospeso e della conseguente domanda di cassa integrazione che è sempre più urgente per i lavoratori. Ricordiamo, inoltre, che le aziende coinvolte hanno un debito nei confronti di questi lavoratori che sono stati vessati e sfruttati per il loro tornaconto, quindi, noi crediamo che sia cosa giusta che vengano internalizzati, ma per il momento, come sappiamo, le posizioni di Grafica Veneta sono molto distanti da questo tipo di soluzione.” Questo ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova, al termine della conferenza stampa.
Pagina del Mattino di Padova oggi dedicata al tema della sicurezza dei riders delle piattaforme di food delivery e che ormai siamo abituati a vedere sfrecciare, soprattutto la sera verso l’ora di cena, per le vie e piazze della città. Capita spesso che viaggino senza fari, catarifrangenti o appositi giubbini per essere visti con il buio. Inoltre, altrettanto spesso, mentre pedalano tengono in mano il cellulare, aperto sulle mappe della città per poter trovare agevolmente l'indirizzo di consegna. È evidente che tutto questo, in un lavoro in cui la velocità è tutto, non fa che aumentare il rischio di incidenti anche se fortunatamente, dicono al comando della polizia municipale, gli incidenti che hanno coinvolto i riders, nonostante l'evidente problematica di mancanza dei fari e di utilizzo del cellulare, non sono molti.
Dice Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova: “Quello della sicurezza dei riders è un tema importante che andrebbe affrontato sia con le aziende di food delivery per cui lavorano, che con la polizia locale per un'attività di sensibilizzazione. Sarebbe giusto che le aziende dessero ai lavoratori dei mezzi idonei e sicuri, ma sappiamo bene che così non è. La maggior parte di questi lavoratori sono infatti partite iva, collaboratori, contratti particolari. Chi ha il mezzo di proprietà dell'azienda, che si impegna quindi anche a garantire la manutenzione, credo siano davvero pochi. La maggior parte dei riders utilizza un mezzo proprio che spesso e volentieri non ha i fari con tutto quello che ne consegue in termini di sicurezza”.
”Andrà avanti così – prosegue il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – finché non succederà qualcosa e qualcuno inizierà allora a interrogarsi sulla sicurezza. Forse se le forze dell'ordine iniziassero un'operazione di sensibilizzazione a partire da controlli mirati, i diretti interessati capirebbero il pericolo che corrono. E poi bisognerebbe sensibilizzare anche le società di food delivery per cui lavorano e renderle coscienti della responsabilità che hanno. E lo stesso discorso vale anche per l'uso del cellulare in bicicletta. Per esempio, ci sono dei dispositivi che si applicano al manubrio dove va inserito il telefono. In questo modo si hanno le mani libere per poter guidare. Anche in questo caso quasi nessun riders utilizza o è conoscenza dell'esistenza di questo dispositivo”.
“Un mondo, quello dei Riders – conclude Cognolatto – costituito per la maggior parte da lavoratori stranieri, dove alcuni non parlano neppure l'italiano, e pochissimi si vogliono affidare al sindacato per paura di perdere il lavoro”.
Durante la conferenza stampa organizzata oggi presso la sala Anziani del Comune di Padova dalla Fiom Cgil Padova e da Adl Cobas Padova, le organizzazioni sindacali hanno voluto denunciare sia la condizione in cui versano una decina di lavoratori da loro rappresentati, che erano occupati in nero all’interno di Grafica Veneta attraverso BM services, che illustrare le iniziative previste sul territorio per le prossime settimane sul territorio.
Per tenere viva l’attenzione sulla vertenza Grafica Veneta/Bm Services, che coinvolge oltre una trentina di lavoratori stranieri, si è deciso di indire iniziative a sostegno della lotta, dopo l’ultimo tavolo in prefettura riguardante sia la situazione dei 24 lavoratori rappresentati da Adl Cobas e Fiom Cgil di Padova che lo sfruttamento della manodopera e del lavoro nero che riguarda sia Grafica Veneta che Barizza International.
A partire dalla prossima settimana sarà, quindi, allestito un presidio permanente davanti ai cancelli di Grafica Veneta al quale prederanno parte entrambi i sindacati e i lavoratori coinvolti, per ricordare all’azienda che le organizzazioni sindacali non cederanno di un passo fino ad arrivare ad una risoluzione di questa vertenza che porti finalmente giustizia.
Inoltre saranno avviate delle azioni di sensibilizzazione che coinvolgeranno intellettuali, scrittori, scrittrici, politici/che, esponenti del mondo cattolico e laico per sostenere la causa e ricordare all’opinione pubblica che la cultura non può essere ennesimo veicolo di sfruttamento e che situazioni come quella scoperchiata in queste settimane, non possono essere tollerate né messe sotto traccia.
Queste iniziative di lotta e di sensibilizzazione andranno a corredo dell’istanza di un ulteriore tavolo di confronto richiesto in prefettura che dovrà riguardare, come chiesto da Fiom Cgil e Adl Cobas, oltre che le istituzioni, anche l’amministratore giudiziale della BM services sas, gli avvocati della BM services sas e i rappresentanti di Grafica Veneta e di Barizza international, le due realtà principali per cui la Bm services forniva lavoratori in appalto nel padovano.
Questo tavolo “allargato” è necessario per riuscire a chiarire tutte le sfaccettature della vicenda, a cui quotidianamente si aggiungono nuovi aspetti, sempre più incredibili, e per poter procedere con le richieste di cassa integrazione per i lavoratori stranieri che operavano in Veneto e che, nonostante siano ancora in capo a BM services, non stanno più lavorando dopo l’arresto dei proprietari dell’azienda.
“Questa vertenza è fra le più gravi che abbiamo affrontato perché parla di lavoro nero, di pestaggi, di sfruttamento. Parla di aziende che non vogliono riconoscere le proprie responsabilità e di un sistema industriale malato e distruttivo. Noi non abbiamo intenzione di ignorare la situazione e faremo in modo che nessuno giri le spalle di fronte a questa realtà e a questi lavoratori. Il presidio è un primo atto, dovuto e necessario, dal quale partiremo per far partire tutta una serie di iniziative che coinvolgeranno oltre ai sindacati, lavoratori, lavoratrici, scrittori e scrittrici, intellettuali e tuttә coloro stanno dimostrando interesse e sdegno per questa vicenda.I soggetti responsabili sono ben identificati e sono BM services, Grafica Veneta e Barizza International che devono rispondere del loro operato sia nei confronti di questi lavoratori che verso l’opinione pubblica. Per quanto riguarda il resto sarà la magistratura che farà il suo corso e definirà le pene e le responsabilità legali di ognuno di coloro che sono coinvolti. Noi siamo preoccupati per le condizioni materiali dei 24 lavoratori e riteniamo necessario costituire, anche con le istituzioni locali, un cordone di sostentamento e di tutela per loro ed è per questo che ci aspettiamo al più presto la convocazione del tavolo, richeisto al Prefetto durante l’ultimo incontro, per poter discutere del lavoro in appalto, che al momento è sospeso e della conseguente domanda di cassa integrazione che è sempre più urgente per i lavoratori. Ricordiamo, inoltre, che le aziende coinvolte hanno un debito nei confronti di questi lavoratori che sono stati vessati e sfruttati per il loro tornaconto, quindi, noi crediamo che sia cosa giusta che vengano internalizzati, ma per il momento, come sappiamo, le posizioni di Grafica Veneta sono molto distanti da questo tipo di soluzione.” Questo ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova al termine della conferenza stampa di oggi.